Attese…

Ho imparato che nella vita si vive di attese. Alcune sono belle e altre sono brutte. Nel corso della mia esistenza ho avuto modo di provarle entrambe. Ci sono momenti alti e momenti bassi, ma la vita è fatta così. Si vive di attimi.

Ogni giorno, dal 1 febbraio, sto scoprendo sempre di più la gioia di due grandi attese: la prima è il mio matrimonio con l’uomo che amo alla follia, la seconda (ma non meno importante, anzi…) l’arrivo della nostra cucciola (eh sì, abbiamo scoperto che si tratta di una femminuccia) tanto amata e già viziata!

La cosa bella delle attese è che mentre si vivono… Si imparano tante cose! Ogni giorno è una nuova scoperta, ogni settimana è una crescita.

  

Penso proprio che non ci sia niente di più bello ed è arrivato il momento di godere a pieno ogni cosa senza l’ansia delle tante cose da preparare. Facciamo scivolare tutte le preoccupazioni e godiamoci questa felicità che Dio ci ha donato, nell’attesa di poterla guardare in viso e riconoscere gli occhi del padre, la bocca della madre, il nasino di una zia o il colore dei capelli di una nonna.
Fagiolina, ti aspettiamo.

Miriam

Aspettando te…

La vita riesce sempre a sorprendermi, soprattutto durante questa settimana.

Basta una piccola (grande) cosa e tutto cambia. Così è successo a me e Michael che fino a una settimana fa eravamo due fidanzatini spensierati e poi… Abbiamo scoperto che diventeremo genitori!

… Ebbene sì, avete capito benissimo. Dentro di me porto in grembo una vita. Il nostro amore puro che da 8 settimane ci tiene compagnia.


Ancora non sappiamo se sia maschio o femmina, ma poco importa. Non vediamo l’ora di poterlo coccolare e viziare.

È arrivato il momento di far crescere ancora di più la nostra relazione e prepararci al nostro matrimonio che avverrà il 29 Maggio 2016 e alla creazione della famiglia che tanto abbiamo desiderato.


… Il nostro lieto fine!

Miriam

Genertel presenta ILife e G.Diet: connubio perfetto per una buona salute!

Genertel è senza dubbio tra le compagnie assicurative più all’avanguardia del settore. È stata tra le prime società ad introdurre la vendita di polizze al telefono e in un secondo momento anche on line. Oggi è considerata nel ramo assicurazione vita e danni un punto di riferimento insieme a Genertlife offre affidabilità, sicurezza e semplicità.

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Recentemente, con la creazione di un evento apposito Genertel ha presentato un nuovo prodotto doc: “I Life” la prima assicurazione vita che si prende cura non solo dell’intestatario della polizza ma anche dei suoi cari. I vantaggi di I Life sono molteplici e vantaggiosi prima di tutto oltre a tutelare il tenore di vita del nucleo famigliare dell’interessato con un capitale in caso decesso, realizza anche un piano di tutela e prevenzione della salute dell’assicurato battezzato “Care Program” che in più permette di risparmiare una percentuale minore( che va dal 10% al 20%) ma rilevante del premio. Care Pogram legittima il cliente a effettuare un check-up completo totalmente gratuito ogni due anni. Alla garanzia principale, quella di destinare una somma di denaro ad alcuni beneficiari indicati in caso di decesso dell’assicurato, si aggiungono altre garanzie accessorie come l’Extragaranzia e la Supergaranzia che prevedono di avere un capitale anche in caso d’invalidità permanente e totale e avere, nel secondo caso, un aumento del capitale in caso di decesso per infortunio o incidente stradale. Immancabili, poi, alcune opzioni che possono essere scelte per personalizzare la polizza: dall’assistenza ai beneficiari detta Contact Plan all’Istant Benefit che da ai beneficiari la possibilità d’avere un anticipo fino a 10.000 euro sul premio previsto per affrontare le prime spese conseguenti e immediate al verificatesi dell’evento. In caso si stipuli la polizza iLife per 10 anni di seguito un anno sarà gratuito.

Ricordo inoltre che per promuovere la polizza che premia i clienti che amano sentirsi bene e si prendono cura di se stessi e dei propri cari Genertel ha associato una promozione di fine anno davvero da non perdere: i primi 200 clienti che acquisteranno dal 12 novembre al 31 dicembre ILife verranno omaggiati di un Kit G. Diet del valore di 748 euro, e non finisce qui! I fortunati potranno anche avere anche un buono di 425 euro per l’acquisto del secondo kit. Con questo regalo gli assicurati potranno avere dei consigli utili sull’alimentazione avendo anche una dieta personalizzata sulla base dell’analisi personale del proprio DNA.

Il sito dell’azienda descrive dettagliatamente tutte le caratteristiche dell’innovativa polizza e delle promozioni ad essa associate e guida il cliente anche a stipularla online in modo semplice e comprensibile. ILife: assicurazione più completa non c’è davvero!

Miriam

Buzzoole

Il coraggio di aprire le ali

Ho notato tante persone camminare come morti viventi. Ognuno con il proprio mondo grigio. Una vita così monotona. Tutti, però, hanno una cosa in comune: le ali.Ali che tengono nascoste per paura di prendere il volo verso luoghi lontani. Ali che vengono tarpate, spezzate, annullate.

Quando, però, si arriva ad un momento in cui questa quotidianità ci opprime e non ci rende più felici come prima… È arrivato il momento di capire. C’è chi se ne accorge prima e chi dopo.

Quanti hanno il coraggio di aprire le grandi ali di cui sono provvisti e volare veramente? Quasi nessuno.

I cambiamenti spaventano un po’ tutti. Allontanarsi dai propri affetti e dalla propria quotidianità che dona sicurezza ci fa star male al solo pensiero. Buttar giù quel castello costruito sopra a false speranze e auto-convinzioni è difficile. Tanto è grande il castello, tanto è più difficile. Eppure, a volte, è l’unica via di fuga che abbiamo perché c’è un momento in cui dobbiamo rivalutare tutto e mettere al primo posto la nostra felicità. Lo dobbiamo a noi stessi! 

E io?

Beh… È ora di prendere coraggio e buttarmi. Le ali si apriranno da sé e io sarò libera di volare. Finalmente.

Miriam

Ad un passo dalla felicità

“Sono Sophia, ho 43 anni e ho iniziato a scrivere quasi per caso”, inizia così la storia di Sophia Margò, aspirante scrittrice conosciuta qualche tempo fa.  La sua prima passione è la videocamera, in secondo luogo viene la scrittura. “Ho iniziato a scrivere su temi un po’ particolari, come “Giudy. La storia vera di una grande amicizia” che vuole sensibilizzare sulla tematica delle adozioni nei canili”, mi racconta visibilmente emozionata.

Qualche giorno fa, il 15 febbraio 2015, per l’esattezza, è uscito il suo ultimo racconto breve “Ad un passo dalla Felicità” in vendita su Amazon sia in versione cartacea che in versione ebook.

“Calcutta, una città dai mille volti e colori dove povertà, caste, disprezzo e umanità si mischiano come in una danza continua e infinita. E’ in questo mondo pieno di contraddizioni e sfumature che Anna si viene a trovare. Vivrà un’esperienza umana straordinaria dalla quale, una volta provata, è difficile staccarsi.”

Come è nata l’idea di scrivere un racconto del genere? “E’ un pezzo che ho scritto appena tornata da Calcutta perché volevo lasciare un’impronta di questa meravigliosa esperienza, era troppo corto per farne un libro vero e proprio ma abbastanza lungo per farne un racconto breve. Così ho deciso di pubblicarlo per mostrare agli altri un mondo che comunque affascina molte persone. L’esperienza come volontaria mi ha portato a volere raccontare anche questa parte un po’ particolare, di questo mondo così diverso dal nostro. L’india è davvero un paese dai mille contrasti. E poi là non ci sono affatto tutte persone religiose come si pensa… Ho visto persone di ogni età, razza e religione, tutte unite con lo stesso desiderio: aiutare i poveri!”

Sophia si è dimostrata una donna dalle mille risorse e, infatti, quando le chiedo dei suoi progetti futuri, mi risponde: “Oh, sto scrivendo un altro libro molto particolare, ma da quanto avrai capito io non amo le trame normali!” e scoppiamo a ridere insieme. Una donna che non si ferma mai e che unisce le sue esperienze di vita alla letteratura. Vita e scrittura, secondo me, viaggiano alla stessa velocità, stretti da un legame indissolubile: per me, scrivere è vita. Forse anche per Sophia!

Se siete interessati a leggere “Ad un passo dalla felicità”, potete scaricarlo da Amazon.it!

Buona lettura,

Miriam

Vita e morte

C’è una linea sottile tra vita e morte. Un confine che tutti dovremo affrontare prima o poi, presto o tardi che sia. Se per noi è un trauma, figuriamoci per chi ci sta vicino e ci guarda sfiorar la morte o, peggio, andar via.

In questa settimana ho avuto il dispiacere di sentire sulla pelle di mia madre, e quindi sulla mia, che cosa significa “rischiare la morte”. Lei che era entrata dentro l’ospedale per una piccola operazione e che rischiava di andarsene per un’emorragia interna.
I dottori hanno parlato di casistica, purtroppo può succedere. Grazie all’immediato intervento dei medici mia madre è ancora qui. Il pericolo è scampato, ma lo spavento è ancora tanto.

Lei. L’unica donna che amo. Colei che si è presa cura di me, che mi ha portato in grembo, che mi ha donato la vita.
Potevo perderla. Una catastrofica conseguenza poteva portare via l’amore più grande della mia esistenza.
E io l’avrei persa così, dall’oggi al domani.
Senza poter far niente, non avrei potuto far nulla. Ciò mi rende ancora sotto shock. Ciò mi porta a scrivere ora, a notte fonda, sperando di trovare uno sfogo nelle mie parole.
Uno sfogo che in questi giorni è rimasto nascosto per non darlo a vedere alle mie sorelline.
Uno sfogo che ho messo in disparte, in stand by, per poi liberarlo tra le righe di questo mio piccolo post.

Questa brutta esperienza ci avrà anche segnato la vita e la ricorderemo per sempre, ma per fortuna domani mia madre verrà dimessa e nessuna distanza allora potrà competere con noi.
Lei sarà qui, accanto a me.
Come è giusto che sia.
Perché così deve essere.

Ti amo mamma.
Miriam

Uno sguardo al passato

So che la vita non è una fiaba. Ci mette davanti a degli ostacoli, delle situazioni difficili. Io, sinceramente, non so come faccio a reggere questo peso. E non parlo della scuola, magari fosse quello il problema. Ho solo sedici anni e Dio mi ha messo davanti un ostacolo troppo grande per una bambina come me. Troppo rischioso e doloroso. Mi ha fatto conoscere un male che ti rende impotente e che porta via la terra che si ha sotto i piedi. Mi stava per portare via te, nonna. All’incirca 6 mesi fa. Era il 25 agosto 2009 quando lo abbiamo scoperto e ancora non sapevamo a che cosa andavamo incontro. Non c’era luce. La speranza era sbiadita, perduta. Mi domandavo spesso dove fosse finito l’Onnipotente. Io, tanto religiosa, cercavo di aggrapparmi a lui per non cadere. Poi si è fatto vivo. Iniziarono ad arrivare riscontri “positivi” tra analisi, chemio e le varie conseguenze che questa terapia comportava. Si salverà, in un modo o in un altro. Il ricovero, l’operazione, la rinascita. O almeno così doveva essere l’ultima tappa. Peccato che questa rinascita non c’è stata e mia nonna, seppur salva, si è chiusa nel suo dolore di una femminilità negata. Lo sguardo spento, la parrucca di cui si preoccupava tanto, il formicolio alle mani, etc. Dove sei finita, nonna? Mi manca quello che eri! Non trovo sfogo e piango. Ti donerei i miei di capelli e già che ci sono anche il sorriso. Nonna tirati su, giuro che sei bellissima. Nonna ce la faremo. Nonna ti amo. Le cose non cambiano, continui a chiuderti anche con noi e io sto sempre più male. Non mi va di andare a scuola, di mangiare, di vivere. Il mio dolore nasce dal fatto che pensavo andasse tutto diversamente. Pensavo che una volta operata saresti tornata la nonna di sempre. Invece mi sono ritrovata davanti ad una triste realtà: di mia nonna era rimasto solo un vuoto involucro.

Ciao a tutti cari lettori,
ho trovato questo foglio in uno di quei cassetti che mi ero promessa di non aprire. Ero una bambina che aveva appena scoperto la potenza del dolore e il sottile confine tra la vita e la morte. Sono passati cinque lunghi anni. Nonna è ancora accanto a me con più luce di prima. Il buio è stato allontanato. Il dolore sparito. Mia nonna è tornata. In cinque anni di alti e bassi ho imparato a rialzarmi dopo ogni caduta. Grazie a questi insegnamenti dettati da mia madre e mio padre ho imparato a vivere, ma soprattutto a gestire ogni tipo di male. Nessun dolore deve portare all’annientamento della persona. Io, questo, a sedici anni ancora non lo avevo capito. Ora, a 21 anni, non mi abbatto mai di fronte a niente e, soprattutto, affronto la vita con forza, quella che non è mai mancata a mia nonna.

Cara vita,
prima ancora non ero in grado di capirti e per tanto tempo ti ho odiato. Non riuscivo ad essere felice e mi sentivo terribilmente in colpa per ogni mio sorriso perché pensavo che, dall’altra parte, c’era chi soffriva veramente. L’altra faccia della medaglia. Come mia nonna. Adesso posso urlare a gran voce che, nonostante le ferite, sono fiera di viverti a pieno.

Cari lettori,
non smettete mai di amare la vita. Ci sorprenderà tutti!

Miriam