Mamma, papà: devo dirvi una cosa

“Omosessuali non si nasce. E nemmeno si diventa. Omosessuali si è. Riconoscere e accettare questa identità risulta difficile, in famiglia e in una società a cui bisogna dimostrare che l’omosessualità non è una malattia da cui si può guarire o la scelta dovuta al capriccio di una moda. L’ignoranza e i pregiudizi duri a morire fanno sì che essere omosessuali sia ancora causa di emarginazione, disprezzo e fonte di sofferenza.”

Tutti sanno che, insieme a mia sorella, cerco di sensibilizzare le persone alla tematica riguardante l’omosessualità. Purtroppo, in Italia, c’è ancora tanta ignoranza al riguardo e ciò porta ad un rigettamento verso chi è gay (o lesbica). L’unico modo, però, di combattere l’ignoranza delle persone è la conoscenza. Allora perché non creare una guida sull’omosessualità capace di eliminare quella forma di razzismo ben radicata che viene dalla mancata conoscenza del mondo gay? In fondo, la xenofobia (paura del diverso) è dovuta proprio ad un “non sapere”: io non conosco, a prima pelle lo vedo diverso, io mi prendo con i miei simili, io mi allontano, io ho paura, io lo discrimino. Nel corso degli anni, ho letto molte cose riguardo l’omosessualità… Ma penso di aver trovato, finalmente, una lettura da consigliarvi: “Mamma, papà: devo dirmi una cosa” di Giovanni e Paola Dall’Orto (Edizioni Sonda).

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Un libro scritto da una madre e da suo figlio per vivere serenamente l’omosessualità. Un manuale scritto a quattro mani che va ad esaminare tutti gli aspetti con cui deve confrontarsi un giovane gay (o lesbica) alle prese con la propria omosessualità: dall’accettazione di sé a quella in famiglia; dal rapporto con amici e conoscenti alla reazione della «società»; dal coming out alla scoperta degli ambienti gay; dalle prime esperienze con l’amore a quelle con la sessualità. Attraverso la propria esperienza personale, con un approccio diretto adatto sia ai giovani che alle loro famiglie, gli autori guidano i lettori nell’affrontare l’omosessualità con serenità e rispetto, fornendo numerosi consigli e riportando le testimonianze di chi ci è passato in prima persona (come Alex Grisafi, giovanissimo cofondatore del gruppo giovanile di omosessuali più numeroso d’Italia). Perché prima si arriva ad accettare la propria identità omosessuale, meglio è.

Una doppia guida affrontata dal punto di vista del genitore e dal punto di vista del figlio, indispensabile per vivere senza traumi l’omosessualità in famiglia. Con testimonianze personali e spunti di discussione sia per i giovani che per i loro genitori.

Questa lettura voglio dedicarla a tutte quelle persone che sono contro l’omosessualità, vedendola come una malattia. Forse questa guida potrebbe davvero aiutare chi dell’omosessualità ancora non ha capito molto e quindi, per ignoranza, si spaventa. La paura del diverso, la paura per ciò che non si conosce. La conoscenza è tutto!

Apriamo gli occhi e cominciamo ad informarci. Siamo nel 2015.

Miriam

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Shoah: L’inferno dentro

Buongiorno a tutti,

oggi sono qui per condividere con voi la recensione dell’ultimo libro dedicato alla collaborazione con “Edizioni Sonda”. Trattasi di “L’inferno dentro. Confessioni di un collaborazionista”, scritto da Moreno Gentili (scrittore che da tempo svolge una ricerca storica in merito ai crimini contro l’umanità), con un’introduzione di Claudia De Benedetti e un commento sulla propaganda di Elio Carmi.

“Mentre i testimoni diretti lentamente ci lasciano, dopo aver assolto il compito doloroso di trasmettere alle generazioni successive il ricordo della Shoah, si avverte il pericolo della perdita del carattere specifico di quella tragedia, che rischia di trasformarsi in un generico emblema della malvagità umana, un’etichetta che può essere applicata a qualunque violenza o dolore collettivo”, lo introduce Claudia De Benedetti.

L’inferno dentro è la storia di un uomo e delle colpe commesse durante la sua collaborazione con il nazifascismo a Berlino e a Trieste. Un uomo consapevole delle proprie responsabilità, fedele alle proprie scelte e agli ideali di un disegno che ha cambiato per sempre la percezione di noi stessi e dell’umanità. Ludwig – questo lo pseudonimo scelto – emigra come medico da Trieste a Berlino agli albori del regime hitleriano per sperimentare e applicare gli studi sulla genetica a fini razziali. Nel 1943, dopo la caduta di Mussolini, rientra in Italia per aderire alla Repubblica di Salò e collaborare con il nazismo nella Risiera di San Sabba a Trieste, unico lager italiano dotato di un forno crematorio utile a sopprimere gli oppositori del regime fascista, fossero questi italiani, stranieri, partigiani, prigionieri politici, omosessuali, zingari o ebrei.

Il libro di Gentili ricostruisce così la storia di questo carnefice che riporta alla luce fatti e persone di una guerra ormai lontana, ma ancora troppo vicina per essere dimenticata. Morto da alcuni anni, mai pentito, ha vissuto sempre a cento metri dalla Risiera di San Sabba. Il lettore resterà colpito dalle contorsioni dell’animo di questo assassino di massa che non si pente e, ancor più, dalle sue fumose, puerili, aberranti ragioni. Gentili, affrontando la sfida terribile di calarsi nell’inferno dell’anima di un carnefice, di rendere esplicito il modo in cui la «gente normale» giustifica a se stessa i crimini più atroci, spiega (attraverso l’emblematicità di un caso personale) con paurosa chiarezza l’unicità della Shoah e il suo ambiguo legame con la cultura europea.

Un libro che dà modo di riflettere in quanto, anche se sono passati 70 anni, non bisogna mai dimenticare ciò che è stato fatto non solo agli ebrei, ma all’umanità intera. Il Nazismo è una macchia nera che deve scomparire completamente, senza però esser mai scordata. Deve essere il nostro “monito” futuro affinché non accada mai più.

Miriam

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Miriam

Il manipolatore affettivo e le sue maschere

Buongiorno ragazzi,

qualche giorno fa vi avevo parlato di un libro dedicato ai “Serial Killer dell’anima“, scritto da Cinzia Mammoliti, edito Edizioni Sonda.
Oggi, finalmente, sono riuscita a finire il suo secondo libro, “Il manipolatore affettivo e le sue maschere”, che riprende le argomentazioni affrontate nel primo, ma con una variante: mostra alle lettrici l’identikit di dieci manipolatori relazionali (con 10 casi di 10 donne diverse) più pericolosi e il metodo per neutralizzarli.

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Dal bugiardo patologico, al buon padre di famiglia; dal parassita al cyber vampiro; dall’uomo del mistero al salvatore; dalla finta vittima al mentore; dall’altruista al dipendente. Dieci principali tipologie di manipolatori psicologici. Quelli che le donne incontrano ogni giorno e che le trasformano in vittime di molestie, stalking e talvolta peggio.

Con un’originale proposta su come prevenire la violenza sulle donne e fornire un’adeguata tutela alle vittime.

Cosa scatta nella mente di un uomo che uccide la compagna? E perché parenti e amici della vittima vengono colti quasi sempre di sorpresa? L’arma per difendersi dalla violenza psicologica e fisica è la consapevolezza: bisogna conoscere i manipolatori affettivi per neutralizzarli e riconoscere le maschere dietro cui si celano. L’autrice introduce ognuna delle 10 tipologie con la testimonianza di una vittima. Analizza le peculiarità del singolo manipolatore, allo scopo di fornire spunti di riflessione e analisi da parte delle potenziali vittime ed elenca i principali campanelli d’allarme. Psichiatri, psicologi, assistenti sociali e operatori di Centri Antiviolenza suggeriscono alle proprie pazienti questa guida come«il primo manuale di autodifesa per chi subisce violenza».

Buona lettura,
Miriam

Il libro della Shoah, ogni bambino ha un nome…

“Il libro della Shoah – Ogni bambino ha un nome…” è un libro edito Edizioni Sonda e scritto da Maria Teresa Milano e Sarah Kaminski… Due autrici che sanno il fatto loro!

Maria Teresa Milano dopo un percorso classico col pianoforte, ha studiato tecnica vocale. Laureata in Filologia ebraica, ho conseguito il dottorato di ricerca in Ebraistica e dopo un corso di specializzazione in Israele su La musica della Shoah con il prof. David Bloch, ha creato progetti culturali e percorsi per scuole e istituzioni, in cui la musica diventa linguaggio e mezzo di trasmissione universale di contenuti. Autrice di saggi e performance teatral-musicali, canta in diverse formazioni.
Sarah Kaminski, invece, è docente di Ebraico moderno all’Università di Torino e traduttrice, si è specializzata in didattica della Shoah presso la Scuola di Yad Vashem, Gerusalemme. Collabora con istituti storici e associazioni culturali ed è consulente della rivista di studi ebraici Keshet.
L’introduzione del libro, invece, è stata curata da David Grossman, scrittore e saggista israeliano.

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Il libro della Shoah vuole restituire un volto e una storia individuale a un milione e mezzo di bambini ebrei, slavi, zingari, etc., ai quali le persecuzioni nazifasciste strapparono l’infanzia. Negli ultimi anni in Italia, con la crescita di iniziative legate al Giorno della Memoria, si sono sviluppati anche gli studi dei vari aspetti della Shoah, con l’obiettivo di salvaguardarne la memoria e sempre più di coglierne le peculiarità: i bambini nella Shoah è una di queste.Il delicato tema dell’infanzia è stato così affrontato da numerosi storici che hanno colto il bambino non solo come vittima, bensì come una storia e un’identità specifiche. Il libro della Shoah propone un’originale raccolta di materiale narrativo, storico, artistico, musicale e didattico finora inedito in Italia, rielaborato con sensibilità e competenza dalle autrici, sul tema specifico della Shoah vissuta dai bambini. Oltre ai racconti inediti di Lia Levi, Sulla luna nera un grido, e di Uri Orlev Il sottomarino, il volume vede la collaborazione di autorevoli studiosi come Marco Brunazzi, Alberto Cavaglion, rav Roberto Della Rocca, Anna Foa e Brunetto Salvarani, ed è arricchito dalle illustrazioni e le opere d’arte di Marc Chagall, Emanuele Luzzati, Nerone (Sergio Terzi) e Valeria De Caterini. La ricostruzione, attraverso testi e immagini, del vissuto dei «bambini nella Shoah» e la presentazione e analisi di materiale inedito in Italia sui ghetti di Terezé­n, nonché la rievocazione di fatti, ricordi, testimonianze, canzoni e vita quotidiana, offrono al lettore la concretezza del vissuto di allora, l’occasione per interpretare l’oggi e lo spunto per costruire il domani. Con una guida finale per la lettura creativa del volume e un punto di partenza per la conoscenza della Shoah e dei valori universali correlati: la convivenza tra i «diversi», l’educazione del futuro cittadino la conoscenza e l’accettazione dell’«altro». Questo libro bussa alla porta dei bambini e dei ragazzi ma si rivolge anche a genitori e addetti ai lavori come insegnanti, educatori e bibliotecari, chi frequenta i più giovani e dialoga con loro attraverso i linguaggi della conoscenza e dell’affetto.

Molto bello sia dal punto di vista dei contenuti, sia dal punto di vista delle illustrazioni. Comincio a pensare che il sinonimo di Edizioni Sonda sia “Alta Qualità”, in quanto ancora devo trovare un libro che non mi abbia colpito… Sono tutti bellissimi!

Miriam