“Non è normale che sia normale”: campagna contro il femminicidio!

Oggi è la “Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Una data per “dare voce a chi ormai l’ha persa”, come afferma la Vicepresidente della Camera Mara Carfagna. Molte le campagne di sensibilizzazione, anche social, che in questi giorni sono passate davanti ai nostri occhi. Purtroppo se non avremo una rivoluzione culturale ma anche legislativa rimarrà solo un giorno qualunque dove si cerca di porre attenzione su un argomento che viene ignorato nei restanti 364 giorni dell’anno.

Parliamo con dati alla mano: Il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni (6 milioni e 788mila, dati Istat) hanno subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Nei primi nove mesi del 2018 i casi di femminicidio sono stati 94, quelli di stalking 8418 e quelli di violenza sessuale 2977 (dati diffusi dalla Polizia di Stato). Per le donne che non parlano vengono fatte delle campagne per invitarle a ribellarsi dal loro aguzzino, per le donne che vanno a denunciare però non c’è una protezione completa e lo abbiamo visto nei vari quotidiani dove campeggiano maestose scritte come “aveva denunciato il suo molestatore e lui si è vendicato”.

La donna che non parla va invitata a farlo, va aiutata e sostenuta. Nel momento in cui viene fatta la denuncia non deve essere abbandonata nel lungo percorso delle pratiche burocratiche in attesa di una sentenza dove non si sa neanche se arriverà. Tanti i casi di cronaca nera, di cui uno trattato anche dal programma televisivo “Le Iene” “cronaca di un femminicidio annunciato” dove Anna Rosa ha perso la vita brutalmente. E tante altre ancora come lei.

Io spero che questo 25 Novembre possa portare dei veri cambiamenti per prevenire questi casi di violenza sulle donne, in particolar modo il femminicidio, e magari un giorno (non molto lontano da oggi) si potrà togliere questa ricorrenza dal calendario che ricorda a tutti noi quanto noi donne siamo il “sesso debole” che deve sottostare alla furia “maschilista” di uomini psicopatici. Auguro a me, a mie figlie e a tutte le donne di poter girare per strada anche la sera tardi senza il timore di venir molestate con una frase o con un approccio fisico. Auguro a tutte le donne coraggiose che hanno denunciato uno stupro di non venire più additate per quelle che “era consenziente”, “indossava abiti succinti o un trucco volgare”. Un rossetto troppo colorato o un vestito leggermente più corto non costituiscono colpe. E voi maniaci non avete giustificazioni.

Donne che leggete, mi rivolgo strettamente a voi. Se siete state vittime di violenza psicologica o fisica non tiratevi indietro, non lasciatevi scoraggiare. Qualcuno che vuole tutelarvi c’è. Se avete paura a denunciare provate a parlare con qualcuno. Non chiudetevi in voi stesse, non siete sole. Molte associazioni si occupano di questo e lo fanno da molti anni. Non rinunciate alla vostra libertà, la vita è un bene prezioso. Lasciatevi aiutare. Vi prego.

Vi invito a visionare questo link dove potrete vedere il centro più vicino a voi: https://www.direcontrolaviolenza.it/i-centri-antiviolenza/ oppure chiamate il numero gratuito 1522 (servizio pubblico messo a disposizione dal Dipartimento delle Pari Opportunità) per parlare direttamente con loro. 
“Alla Rete D.i.Re Donne in Rete contro la violenza aderiscono 80 Centri antiviolenza in tutta Italia. Grazie alla loro accoglienza telefonica, ai colloqui personali, all’ospitalità in case rifugio, alla consulenza psicologica e legale, aiutano e sostengono le donne nel percorso di uscita dalla violenza.” 

Annunci