Il legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani

Animali, umani. Dov’è la differenza? Violenza sugli umani, violenza sugli animali. Dov’è il legame?

A volte ci sono degli argomenti che vengono sottovalutati e quindi, automaticamente, non meritando “attenzione”… Semplicemente si ignorano. Basta pensare alla violenza sugli animali che molto spesso viene scartata e giusto in pochi ne parlano. Basta accendere la Televisione la sera e su “Striscia la Notizia”, canale 5, c’è il grande Edoardo Stoppa che ha sempre a cuore la sorte dei nostri amici “a quattro zampe”. Un’altra persona, invece, di cui voglio parlarvi in modo più approfondito è Annamaria Manzoni, psicologa e psicoterapeuta, ipnositerapista e grafoanalista, accreditata presso l’ordine degli psicologi della Lombardia come Psicologa Clinica e dell’Età Evolutiva e in Psicologa Giuridica. Ha lavorato per anni nell’ambito della tutela minorile, occupandosi di minori allontanati dalle famiglie di origine, maltrattamento e abuso, affido e adozione; ha collaborato con il Tribunale dei Minori di Milano ed è attualmente consulente presso il Tribunale di Monza. Da anni componente del Consiglio Direttivo del Movimento Antispecista, collabora con la LAV, Oltrelaspecie e altre associazioni in difesa degli animali.

Dalla sua esperienza, dal frutto del suo lavoro, è nato il saggio “Sulla cattiva strada”, edizioni Sonda, che parla, appunto, del legame tra la violenza sugli animali e quella sugli umani.
“Un legame?”, vi domanderete stupiti. Ebbene sì e basta già leggere alcune righe per capire quello che intendo:

Sono gli studi scientifici e i dati statistici a suggerire l’esistenza di un collegamento tra crimini contro gli animali e crimini contro gli essere umani. Il concetto di escalation criminale è il frutto delle riflessioni degli scienziati che studiano il crimine: a volte il furto, l’incendio, l’uccisione di animali sono antesignani di violenza sugli uomini. E’ noto come sia le corse clandestine di cavalli sia i combattimenti tra cani diventino un battesimo del crimine per i piccoli che assistono. Allo stesso modo è documentata la frequente associazione tra traffico di animali esotici e traffico d’armi e droga, o traffico di cuccioli e affari malavitosi.

L’autrice, da anni impegnata sul fronte del disagio sociale e della violenza verso gli animali, illustra molti casi tratti dalla cronaca nazionale e internazionale, e fa un’ampia panoramica storica sulla letteratura psicologica e psichiatrica. Dimostrando come tutte le forme di crudeltà umana siano collegate tra di loro. Il male è tutto ciò che fa soffrire gli esseri senzienti: le crudeltà di cui in particolare gli animali sono oggetto non sono solo frutto del sadismo individuale, ma spesso inflitte a norma di legge nei luoghi del loro martirio: territori di caccia, macelli, laboratori di vivisezione, il dietro le quinte dei circhi. Si ricompone così il filo che unisce queste realtà a tutte le altre che hanno come vittime gli umani: territori di guerra, prigioni, ospedali psichiatrici giudiziari, metodi educativi autoritari. l risultato è un affresco al negativo in cui diventano evidenti e innegabili le interconnessioni tra tutte le forme di violenza manifesta, legali o illegali che siano, che, come una ragnatela, si ampliano e si contagiano reciprocamente. Ma anche una possibilità di riscatto e di cambiamento, non volendo confondere ciò che è lecito con ciò che è giusto, perché l’ingiustizia resta tale anche se regolata da tutte le leggi di questa terra. E con la speranza di superare il cronicizzato peccato mortale dell’esclusione degli altri animali.

Miriam

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Il dolore

E’ strano il modo in cui le persone si rapportano con il dolore, vicino o lontano. A volte sembrano quasi abituate a non sentirlo più, o forse è tutta finzione, mentre in altri continua a riecheggiare nella mente per chissà quanto altro tempo. Il dolore è soggettivo, io lo so bene.

Non riesco a dormire ed il mio unico pensiero, almeno per questa sera, è: perché alcune persone (tra cui anche io) non riescono ad affrontare i propri dolori?
Diciamoci la verità, con quelli degli altri siamo tutti bravi a dispensare consigli e buone parole per cercare di tranquillizzare che tutto “si risolverà”.

Ora, provate a guardarvi allo specchio. Ripetete la stessa frase. “Tutto si risolverà”. No, non si risolverà. Almeno non adesso. La verità è che, almeno io, con i miei dolori ci convivo abitualmente, senza riuscire a gestirli. Vere e proprie sofferenze, ma non parlo di problemi.

La mia è semplice paura? Non saprei, ma la persistente voglia di evadere mi fa capire quanto sia arrivata al culmine. Abbandonerei tutto senza pensarci due volte. Scappare da situazioni ritenute scomode? No, ho solo voglia di ricominciare.

Ognuno di noi si rapporta con il dolore in maniera diversa. Spero solo che qualcuno sia riuscito a cicatrizzarlo nel modo più indolore possibile… Io non sono mai stata un’amante della sofferenza.

Nella vita riusciamo a trovarci davanti ad ostacoli più o meno grandi. Ovviamente, a seconda di come riusciamo a guardarli e a scavalcarli… Ecco, io non sono mai stata un’ottima osservatrice, né una brava cavallerizza.

Il mio dolore è silente all’esterno, ma un uragano all’interno. Riesce a devastarmi anche in questo momento, ad esempio, facendo da netto contrasto alla tranquillità che regna sovrana nella mia stanza. Strano, vero?

Non possiamo pensare ad un piano per “non soffrire”, perché sarebbe come “vivere a metà”… E’ completamente impossibile! Però possiamo fare in modo che tutto questo dolore possa essere controllato e domato. Abbiamo solo bisogno di bilanciare il tutto e trovare un giusto equilibrio, quello che da troppo tempo manca… Almeno a me.

Miriam