Il libro della Shoah, ogni bambino ha un nome…

“Il libro della Shoah – Ogni bambino ha un nome…” è un libro edito Edizioni Sonda e scritto da Maria Teresa Milano e Sarah Kaminski… Due autrici che sanno il fatto loro!

Maria Teresa Milano dopo un percorso classico col pianoforte, ha studiato tecnica vocale. Laureata in Filologia ebraica, ho conseguito il dottorato di ricerca in Ebraistica e dopo un corso di specializzazione in Israele su La musica della Shoah con il prof. David Bloch, ha creato progetti culturali e percorsi per scuole e istituzioni, in cui la musica diventa linguaggio e mezzo di trasmissione universale di contenuti. Autrice di saggi e performance teatral-musicali, canta in diverse formazioni.
Sarah Kaminski, invece, è docente di Ebraico moderno all’Università di Torino e traduttrice, si è specializzata in didattica della Shoah presso la Scuola di Yad Vashem, Gerusalemme. Collabora con istituti storici e associazioni culturali ed è consulente della rivista di studi ebraici Keshet.
L’introduzione del libro, invece, è stata curata da David Grossman, scrittore e saggista israeliano.

libro

Il libro della Shoah vuole restituire un volto e una storia individuale a un milione e mezzo di bambini ebrei, slavi, zingari, etc., ai quali le persecuzioni nazifasciste strapparono l’infanzia. Negli ultimi anni in Italia, con la crescita di iniziative legate al Giorno della Memoria, si sono sviluppati anche gli studi dei vari aspetti della Shoah, con l’obiettivo di salvaguardarne la memoria e sempre più di coglierne le peculiarità: i bambini nella Shoah è una di queste.Il delicato tema dell’infanzia è stato così affrontato da numerosi storici che hanno colto il bambino non solo come vittima, bensì come una storia e un’identità specifiche. Il libro della Shoah propone un’originale raccolta di materiale narrativo, storico, artistico, musicale e didattico finora inedito in Italia, rielaborato con sensibilità e competenza dalle autrici, sul tema specifico della Shoah vissuta dai bambini. Oltre ai racconti inediti di Lia Levi, Sulla luna nera un grido, e di Uri Orlev Il sottomarino, il volume vede la collaborazione di autorevoli studiosi come Marco Brunazzi, Alberto Cavaglion, rav Roberto Della Rocca, Anna Foa e Brunetto Salvarani, ed è arricchito dalle illustrazioni e le opere d’arte di Marc Chagall, Emanuele Luzzati, Nerone (Sergio Terzi) e Valeria De Caterini. La ricostruzione, attraverso testi e immagini, del vissuto dei «bambini nella Shoah» e la presentazione e analisi di materiale inedito in Italia sui ghetti di Terezé­n, nonché la rievocazione di fatti, ricordi, testimonianze, canzoni e vita quotidiana, offrono al lettore la concretezza del vissuto di allora, l’occasione per interpretare l’oggi e lo spunto per costruire il domani. Con una guida finale per la lettura creativa del volume e un punto di partenza per la conoscenza della Shoah e dei valori universali correlati: la convivenza tra i «diversi», l’educazione del futuro cittadino la conoscenza e l’accettazione dell’«altro». Questo libro bussa alla porta dei bambini e dei ragazzi ma si rivolge anche a genitori e addetti ai lavori come insegnanti, educatori e bibliotecari, chi frequenta i più giovani e dialoga con loro attraverso i linguaggi della conoscenza e dell’affetto.

Molto bello sia dal punto di vista dei contenuti, sia dal punto di vista delle illustrazioni. Comincio a pensare che il sinonimo di Edizioni Sonda sia “Alta Qualità”, in quanto ancora devo trovare un libro che non mi abbia colpito… Sono tutti bellissimi!

Miriam

Trovare se stessi in sé

In alcuni momenti, la vita ci pone davanti a delle scelte difficili che mettono seriamente in discussione l’essere “noi stessi”.
Nel lavoro, nella scuola e in molti altri contesti sociali si possono trovare delle persone, cosi piene di sé, da permettersi di dire:
“Dovresti essere come me per adattarti in questo ambiente!”
Non gli credere.
Non devi essere la stella di nessuno, devi brillare per te.
Non devi riflettere gli altri, devi splendere di luce propria.
Un giorno, forse, ti ritroverai con persone che ti diranno costantemente come comportarti per andare avanti nel lavoro e tu ti sentirai spaesato.
Non avere paura, ci sarà qualcuno lí accanto che ti saprà dire quelle parole che stavi aspettando.
Gli occhi sono lo specchio dell’anima, ma andando avanti ti rendi conto che non si tratta solo di occhi.
Ci sono persone che riescono davvero a guardarti dentro.
Non so come fanno, succede e basta.
Di fatto, è come guardarsi allo specchio.
È strano dirlo, ma con persone cosi si può riuscire a trovare se stessi… In sé.

Miriam Spizzichino