Buoni Propositi 2018: ritorni

L’anno è ricominciato nel suo tram tram quotidiano e io mi sono resa conto di una cosa: non bisogna mai abbandonare i propri sogni.

Io l’ho fatto per delle buone ragioni: il lavoro, la casa, la bambina, il marito. Per un anno mi sono anche sentita completa, felice, appagata. Poi è diventata una felicità “per metà”. Mancava sempre qualcosa, ma non capivo cosa.

Per dedicarmi a tante cose ho trascurato quella più importante: me.

…E allora eccomi qui. Nel mio solito ritardo stonato a stilare la lista dei miei buoni propositi per l’anno nuovo che prevedono tutti una parola: il ritorno.

Allora… Cominciamo:

  1. Come prima cosa devo ritornare alle mie origini, qui dov’è nato tutto. E prometto di continuare a scrivere di tutto ciò che mi passa per la testa!
  2. Come seconda cosa devo ritornare a scrivere il libro che non ho mai terminato, ma che ho in testa da un anno.

 

… Ce ne sono anche altri, ma per ora me li tengo per me sperando di poterli condividere presto con voi!

Una novità però posso dirvela: ho un nuovo cambiamento in corso ed è dentro di me. Noa, la mia primogenita, prossimamente avrà una compagnia maschile… A luglio arriverà il mio secondogenito che per ora chiameremo “Nutellino“. Vi lascio immaginare perché porta questo nome!

Le novità sono tante, ma i miei buoni propositi ancora di più!

… E voi volete seguirmi in questa nuova avventura?

Vi aspetto!

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Scrivere è…

Da quando ho avuto la pazza idea di buttarmi nel mondo del giornalismo, ho incontrato molte persone – nei vari stage e tirocini – con le quali ho avuto il piacere (e a volte l’onore) di lavorare. La domanda che mi rivolgevano più spesso era: “Vuoi fare la giornalista su carta stampata, ma il giornalismo è la tua vita? Ti appaga? Vivresti solo di quello?”

La mia risposta è: No.

Sembrerà stupido, in fondo è il mio sogno nel cassetto.. La mia ambizione!
Eppure, secondo me, c’è qualcosa di più grande che ruota intorno al giornalismo e si chiama scrittura.
Il giornalismo è la maniera più bella per esplicitare questa mia passione, ma il cuore è puntato a 360 gradi verso carta e penna.
Proprio per questo spero, un giorno, di poter vedere un mio libro pubblicato da un buon editore.

Non c’è niente di più emozionante del semplice gesto di impugnare una penna ed iniziare a scrivere, anzi, sarebbe più azzardato dire “viaggiare verso mondi inesplorati”.
Non sono l’unica a pensarla cosi, sulla mia stessa linea di pensiero c’è Fabio Volo che in “É una vita che ti aspetto”, scrive:
“Innanzi tutto, vorrei esternare lo stato d’animo che sto provando adesso nel trovarmi di fronte a queste pagine bianche. Di fronte a questa incognita. Chissà come le riempirò? Cosa c’è di meglio che essere curiosi di se stessi? Pagina bianca come la vita. Le amo entrambe perché sono curioso di vedere come va a finire.”

In poche righe è riuscito a descrivere al meglio ciò che provo personalmente ogni volta che metto mano su carta, o tastiera come in questo caso.

Anche adesso, sinceramente non so dirvi dove potrà concludersi questa riflessione, o se magari potrei farla continuare ed immergermi in nuovi pensieri “senza confini”, per l’appunto.
È il bello della scrittura quello di lasciare un pensiero a metà, lasciarlo libero di espandersi come un alito di vento, in attesa che una nuova folata lo spinga oltre la barriera della tua mente.

Miriam Spizzichino