San Valentino indimenticabile al Rome Cavalieri

Il Rome Cavalieri, autentico resort nel cuore di Roma, immerso in un parco mediterraneo e sede di una delle  più ricche collezioni d’arte private esistenti al mondo, è  pronto ad accogliere gli innamorati, con un indimenticabile soggiorno in occasione di San Valentino.

San Valentino è da sempre l’occasione per stupire e coccolare il proprio partner, e il Rome Cavalieri non manca, ogni anno, di selezionare iniziative sempre nuove e romantiche da vivere nel periodo della festa degli innamorati.

Per questo Valentine Day tutti gli innamorati che desiderano fare una bella sorpresa al proprio partner potranno scegliere tra due iniziative esclusive, ideate appositamente per loro dal Rome Cavalieri, una da vivere in albergo e l’altra alla scoperta della città.

Cosa c’è di più romantico di un classico e appassionato walzer per festeggiare il giorno dell’amore?

L’hotel offre la possibilità di prenotare una lezione privata di valzer, che si terrà all’interno dell’hotel stesso e con un istruttore che vi svelerà i segreti della perfetta armonia, da sempre è alla base della danza. E dopo l ballo, un aperitivo sul roof garden dell’albergo, una cena da Heinz Beck o un trattamento alla Grand Spa sono il coronamento ideale di una giornata dedicata all’armonia con il proprio partner.

Per chi, invece, ama le avventure in città, il Rome Cavalieri ha creato una caccia al tesoro super-romantica, che di tappa in tappa scopre i luoghi di Roma che celebrano i grandi amori della storia. Con l’assistenza di una storica dell’arte si parte dall’hotel alla conquista delle stazioni della caccia  al tesoro: si parte dal primo indizio per cercare i luoghi criptati nelle indicazioni che si scopriranno di volta in volta, in un gioco semiserio condito d’amore e di romanticismo. Non sveleremo qui le tappe, per lasciare a chi vorrà prenotare questa speciale caccia al tesoro il gusto della scoperta e della soluzione degli enigmi, ma possiamo garantire che nell’ultima stazione gli innamorati troveranno la sorpresa scelta: potrà essere, in base ai propri gusti, il celebre brunch della domenica, una cena romantica al ristorante La Pergola di Heinz Beck o un percorso al Cavalieri Grand Spa Club.

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…Perché la festa degli innamorati sia sempre  un giorno speciale!

Miriam

L’eleganza di un Tiffany!

Quante romanticone abbiamo all’appello? Io, indiscutibilmente, sono la prima!

Buongiorno a tutte le mie dolci lettrici che oggi hanno voglia di sognare un po’ con me… Cominciamo?

Amo le sorprese!
Sì, è così che voglio iniziarvi a parlare della splendida serata passata con il mio Eric. Un uomo di altri tempi, non c’è che dire! 
Mi è venuto a prendere sotto casa con la scusa di volermi vedere ed in men che non si dica eravamo già in macchina diretti non so dove.
“Ho fame, tu no? Dai, mangiamo qualcosa e ti riporto a casa!”
Fantastico! Con tutte le cose che ho da fare sono stata rapita dal mio uomo, ma in fin dei conti mi piace essere così viziata e coccolata.
“Lo lascio fare”, penso tra me e me anche se non ho idea di dove mi stia portando e spero proprio sia un posto dove accettino le mie converse e i miei jeans. Al massimo, se il mio direttore mi ucciderà per non aver consegnato i servizi in tempo… Morirò innamorata e dannatamente casual.
Arriviamo nel ristorante dove siamo andati a mangiare la prima volta. Un posto molto umile e carino, completamente fatto di legno e mattoni. Sembrava uno scorcio di campagna in piena città ed era questa la cosa che più ci piaceva. Un luogo dove ci sentivamo a casa e non serviva una grande eleganza per entrarci: bastava avere uno stomaco da saziare!
Non riesco a trattenermi dal dire: “Ok, visto dove mi hai portato immagino che tu abbia tanta fame!”
“Lizzie, vorresti dirmi che non hai fame? Non ti credo, quindi lascia parlare il tuo stomaco e andiamo a cena!”, mi risponde sorridendo per poi prendermi per mano ed entrare.
Perfetto, entriamo.
Ci fanno accomodare in uno dei tavoli liberi e, casualmente, è lo stesso di tre anni fa. Che incantevole coincidenza, un deja-vù.
Eric comincia a parlarmi di come è andata la sua giornata lavorativa. Scopro con dispiacere che un suo carissimo collega è stato licenziato e il mio fidanzato, ovviamente, ci è rimasto male che gliene è andate a dire quattro al capo. Ogni volta che vede ingiustizia e raccomandazioni non ci capisce più niente. Parte in quarta e si arrabbia con il mondo, ignorando le conseguenze. Infatti si è preso la sua prima lettera di richiamo, ma non sembra dargli peso tanta è la rabbia per ciò che è accaduto. Il suo amico Paolo costretto ad andarsene per via di una raccomandazione di troppo che ha portato all’assunzione di un certo Alessandro.
“Oggi è toccato a lui, ma domani?”, mi domanda e io rabbrividisco alla sola idea.
“Allontana questo pensiero. E’ inutile farti del male con i tuoi soliti film”, mi limito a rispondere e la chiacchierata prese nuovamente un’altra piega.

Ordiniamo i dolci. Un tiramisù per me e un tartufo al cioccolato per lui, i soliti.
“Ok, è arrivato il momento”, sussurra mentre mangia l’ultimo pezzo del dessert.
“Di pagare il conto e andare a finire di lavorare?”, domando ironica.
“Oh sì, ti piacerebbe”, risponde secco.
Che cosa vuol dire? Io devo finire degli articoli e se pensa che dopo la cena andiamo a farci un giro… Bhè, non posso!
“Eric, tesoro. Io capisco che hai avuto una giornata estenuante e vuoi stare con me, ma ho veramente tante…”
“Shh, ce la fai a rimanere in silenzio?”, mi zittisce sorridendo.
Altro che dolce, qui siamo arrivati alla frutta!
Mi azzitto all’istante e lo guardo con aria interrogativa.
“Vedi Lizzie, nel momento in cui i miei occhi hanno incrociato i tuoi ho capito che non c’era niente che valesse quanto un istante passato insieme”, comincia a dirmi. Che carino, vuole concludere la serata con una bella frase romantica. L’ho sempre detto che doveva fare lo scrittore!
“…Abbiamo avuto tante storie alle spalle ed entrambi sappiamo che non ci siamo mai sentiti così innamorati, o almeno per me è così. Abbiamo trentanni. Siamo giovani adulti, non più adolescenti… Eppure con te mi sento come se fossi tornato alle prime pazzie d’amore che facevo a quindici anni per quella ragazza dell’altra sezione che non mi rivolgeva neanche uno sguardo. Poi mi ha baciato e ho capito che allora tutto aveva senso.”
“Ti ringrazio per le belle parole, anche tu mi fai vivere emozioni così intense come se fosse la prima volta… Però questa storia della ragazza dell’altra sezione mi mancava!” e scoppio a ridere.
“Oh, no. Non è quello il punto! Il fatto è che con te andrei in capo al mondo. Con te tutte quelle pazzie da quindicenne assumono un significato magico che solo noi possiamo capire… e proprio per questo sto per fare qualcosa di maledettamente stupido.”
Basta un cenno al cameriere da parte di Eric e… Parte la nostra canzone. Comincio a non capire. Che giorno è oggi? Mi sono dimenticata qualche ricorrenza?
“Ti prego, Eric. Sei stonato, non cantare!”
Lui ignora le mie parole e continua a sorridere compiaciuto. Poi arriva ciò che non mi sarei mai aspettata.
Si inginocchia davanti a me. Il cuore in iperventilazione. La musica che arriva alle mie orecchie in maniera dolce, ma io non riesco più a sentirla poiché il battito del mio cuore è sul punto di esplodere e io lo sento. Battito dopo battito.
“Mi sento così stupido…”, sussurra. In effetti ci guardano tutti, ma io punto lo sguardo dove più mi piace: dritto dritto nei suoi occhi.
“Lizzie…”, sussurra ancora visibilmente emozionato.
“Vuoi sposarmi?” e tira fuori dalla tasca la scatoletta magica che ho sempre sognato da bambina. Una piccola e graziosa scatolina color Tiffany che prontamente apre davanti ai miei occhi… Ma quello è un Tiffany è lui mi ha appena chiesto di sposarlo.
Un desiderio che si realizza.
Inevitabilmente una lacrima fa capolino sul mio volto e inizio a piangere dalla contentezza, fregandomene dei presenti.
Siamo io e lui nella nostra splendida “stupida” pazzia che, come ha detto lui, per noi è così magica, surreale… Intensa.
“Sì, assolutamente sì… Amore mio”, rispondo mentre lui si alza.
Ci abbracciamo, colmi d’amore.
La fine di un sogno, l’inizio di una realtà.
Io, lui e il nostro angolo di paradiso.

No, nessuna citazione di un libro rosa. No, nessuna anteprima del mio nuovo manoscritto. Questo è uno dei miei film mentali, ma con nomi di fantasia!

Diciamoci la verità, dai, quante “cucciolone” come me, da bambine, sognavano un finale così fiabesco per la loro storia d’amore? Un uomo romantico accanto e l’eleganza di un Tiffany al dito. Purtroppo, però, non è sempre così. Noi ci accontentiamo lo stesso, per carità. Ormai non sono più i tempi del principe azzurro col cavallo bianco: sia perché questa categoria di uomini è estinta… Sia perché, nell’Italia odierna, si sono “estinti” anche i soldi.
Come diciamo a Roma: “Nun c’avemo più na lira!”. 

Però che ci costa sognare?

Quindi chiudete gli occhi e via… Verso il nostro principino, il nostro Tiffany e il nostro “per sempre”. Che anche quello sembra essersi estinto!

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Miriam

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L’amore e le sue sfumature

L’amore.
Possibile che più cerchiamo di allontanarci da lui e più ci travolge?
Al giorno d’oggi non si parla d’altro, ma se solo riuscissimo ad amare realmente, molte guerre cesserebbero di esistere… Forse.
No, non parlo di guerre mondiali, quelle le lasciamo a chi di dovere. Le guerre di cui parlo sono nostre, interne. Piccoli scheletri nell’armadio che tentennano ad uscire allo scoperto.

Supposizione.
L’amore si basa su questo, no?
Supponi di amare una persona, di essere ricambiata… Poi ti ritrovi buttata all’angolo, come un cambio di stagione.
Il tempo è così incerto, oggi. Come i sentimenti.
Non è sempre così, per carità… Ma la maggior parte delle volte?
I primi tempi ci sentiamo tutte “anticonformiste”, blaterando frasi stereotipate: “Gli uomini tradiscono? Sono tutti uguali? Ah bhe, il mio uomo, allora, è l’eccezione che conferma la regola!”
Per alzata di mano: in quante hanno esclamato una frase di questo genere?
Ehi, sì dico a te. Alza quella mano! Sappiamo entrambe che sei cascata nel trucchetto del “Il mio uomo è quasi perfetto e ci amiamo tanto!”

L’amore è così.
Altera le nostre percezioni, proprio come l’alcol.
Più ci sentiamo realisti e più ci allontaniamo dal mondo reale, per andare a vivere in quello tutto “rose e fiori”.
Ah, l’amour toujours!
Mai agire in maniera spropositata quando si è innamorati, perchè una volta finita la sbandata alcolica ciò che vi rimarrà sarà solo un grande mal di testa.
Poi il vuoto.

L’amore è anche questo, ma forse siamo state abituate male con queste grandi storie targate “Disney” in cui il bel principe si presenta, vi corteggia e in pochi mesi avrete un brillocco al dito.
No, decisamente no. Niente Disney.

Possiamo scappare dall’amore, ma in realtà non abbiamo scampo.
Busserà sempre alla nostra porta, in modi diversi.
Una scintilla e tutto prende fuoco.
Chiamate i pompieri!

Adoro il periodo iniziale fatto di corteggiamenti, sguardi che giocano a “nascondino” per il puro piacere di trovarsi e infine quelle mani che si cercano. Il desiderio di amarsi.

La prima uscita, il nervoso del “Che mi metto? Come mi comporto?” quando in realtà vorresti solamente sentirti dire: “Andrà tutto bene, davvero.”

Cerco di tenermi al di fuori di tutti questi romanticismi.
Inevitabilmente ci “casco”.

Quando un uomo entra nella tua vita, la cambia radicalmente.
Il telefono diventa la tua dipendenza e quando lo schermo si illumina, il primo pensiero vola verso lui.
Quando gli mandi un semplice sms, cominci a contare i secondi che poi diventano minuti e, talvolta, anche ore.
“Perchè non risponde? Sta con un’altra? Io lo ammazzo, eh! No, io lo amo. Merda.”
Le litigate, invece, ne vogliamo parlare?
Non riesci a tenergli il muso, non puoi. E’ “innaturale”.
Ancora più sconvolgente è quando piangi e sai che l’unica persona in grado di poterti consolare è proprio lui.

Dammi amore.
Dammi amore.
Dammi amore.

E finiamo per donarci tutto, anima e corpo. Non si tratta più neanche di amore, ma qualcosa che va ben oltre.
Oltre ogni difetto. Oltre ogni litigata. Oltre ogni complicazione. Oltre ogni “Addio”… Che poi non è mai realmente così.

Io amo. Ogni giorno.
Ci sono momenti in cui mi viene voglia di gettare la spugna, sentendomi demotivata, poi basta un suo sorriso e sento un grande peso sul cuore. Un qualcosa pronto a scoppiare, positivamente.
Non so come andrà a finire e, soprattutto, se finirà.
Il “Vissero felici e contenti” ho deciso di lasciarlo alla sopracitata Disney. Non ci credo!
Io credo nelle coppie che si amano, litigano e poi si amalgamano più di prima.
Due pezzi dello stesso cuore, puoi vivere senza l’altra metà?

In un mondo di falsi eroi, di menzogne e di maschere sento che lui sia l’unico uomo capace di darmi la stabilità e l’amore che cerco nel prossimo.
Per troppo tempo ho pensato solo ed esclusivamente a me, cercando di mettermi in salvo da un mondo mandato alla deriva da noi umani. Pazzi masochisti.
Quando si vive un rapporto di coppia, tutto viene rivoluzionato.
Mi sento come se cambiassi pelle, ma di fatto rimango sempre la stessa.
Con le mie paranoie, i miei errori, le mie strane manie e la mia grande voglia di vivere!

Passa il tempo. Si cresce insieme. Subentrano quelle fantastiche emozioni, prendendole un po’ come vengono. L’amore è irrazionale.
… E poi?
Bhè, l’ho detto: non deve mica finire sempre male!

Poi arriva il momento di assumere, insieme, una responsabilità maggiore per entrambi.
La vita viene rivoluzionata da una promessa:
Due cuori e una capanna.

Un giuramento:
Eternamente tua.
Eternamente mio.
Eternamente nostri.

 

 

… Avete capito di che parlo, no?

Miriam Spizzichino