Stephen King: il maestro dell’Horror!

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa rubrica letteraria vorrei parlarvi di uno scrittore geniale, il maestro dell’horror Stephen King. Ho sempre inseguito King, cercando documentari e vedendo film tratti dai suoi libri, ma avevo un po’ di timore a leggerlo.

Qualche anno fa, facendomi coraggio, iniziai a leggere “Misery” (1987), da cui è stato tratto “Misery non deve morire”, uno dei miei film preferiti. Dopo Misery mi sbilanciai con “Shining” (1977), un vero capolavoro da cui ne rimasi rapita e “Mucchio d’ossa” (1998).  Accantonai un po’ i libri di King per prendermi una pausa, dall’horror ogni tanto ci vuole, altrimenti ogni oggetto o persona del quotidiano sembra essere una minaccia! Ho ripreso a leggere King il mese scorso, con “Notte buia, niente stelle” del 2010, edito da Sperling & Kupfer, la casa editrice che pubblica tutto di King; ed ho scoperto la bellezza dei racconti brevi. In questo libro ci sono quattro storie: “1922” (il cui film è stato prodotto da Netflix), “Maxicamionista”, “La giusta estensione”, “Un bel matrimonio”. In ogni storia le donne sono protagoniste, o quasi; racconta, in modo brutale ma purtroppo spesso veritiero, di donne uccise, torturate mentalmente e segnate per tutta la vita da uno shock. “Notte buia, niente stelle” mi ha spaventata di più, in confronto agli altri romanzi di King, proprio perché parla di fatti comuni, persone comuni, che troviamo nel quotidiano e fatti che possono accadere ad ognuno di noi, senza eccezione.

“Mise la lampada accanto al libro che stavo leggendo, -Main Street- di Sinclair Lewis. Non l’ho mai più finito, non me la sono più sentita. Alla luce della lampada, indicai le macchie di sangue sul pavimento e la pozza che si allargava accanto al letto.”

-1922-

In questi racconti King esplora profondamente la mente femminile, in tutte le sue sfaccettature, mostrando la debolezza morale di alcuni uomini, che, di fronte a donne forti, hanno paura di non averne il controllo. Donne forti, troppo spesso messe a tacere per sempre, donne forti che hanno combattuto contro uomini malati e perversi. 

Riporto una descrizione di Stephen King di “Notte buia, niente stelle”:

<< In Notte buia, niente stelle ho fatto del mio meglio per rendere quel che la gente potrebbe fare e come potrebbe comportarsi in certe situazioni estreme. Le persone in questi racconti non sono prive di speranza, ma riconoscono che a volte persino le speranze più fervide (e i migliori auspici per il prossimo e la società in cui viviamo) si rivelano vane. Anzi, succede spesso. Quello che ci dicono, secondo me, è che la nobiltà non sta principalmente nel successo, ma nel cercare di fare la cosa giusta, e che se non riusciamo a farla, o intenzionalmente ci sottraiamo al compito, la conseguenza sarà l’inferno.>>   -Postfazione 2009- 

“Col batticarne ammaccò la base del pilastro. Era stanca, talmente stanca che le sembrava di essere nel sogno di un’altra donna. Esaminò il segno, le sembrò troppo intenzionale, e diede qualche altro colpetto per smussare i bordi. Quando le sembrò qualcosa che poteva aver causato sbattendoci la faccia, pian piano risalì le scale e percorse il corridoio, sempre con la pistola in mano.”

-Maxicamionista- 

Da “Notte buia, niente stelle” è ripresa la mia lettura per Stephen King, sono andata nella mia libreria di fiducia e ho comprato quattro libri di King, come scorta per tutta l’estate: “Le notti di Salem” (1975), “Joyland” (2013) e “On Writing  (2000), un saggio in cui descrive se stesso e la propria scrittura e “Il bazar dei brutti sogni” (2015) . Ho sempre definito Stephen King un genio indiscusso, mai banale e ripetitivo, con uno stile di scrittura scorrevole e veloce da leggere, ogni suo libro si divora in pochi giorni, o comunque settimane. Ritengo King un grande scrittore del 900, per il suo modo di scrivere, per la qualità degli horror che ci regala e per tutte le sue storie, intrigate e geniali. 

Trascrivo qualche titolo di King da leggere assolutamente, capirete che ha scritto più di cinquanta romanzi e trascriverli diventerebbe un articolo lunghissimo (anche se nel mio quaderno di fiducia li ho tutti in ordine cronologico) magari in un secondo momento riparlerò di King, di tutte le curiosità legate a lui e del suo prossimo romanzo “L’istituto” in uscita il 10 settembre 2019, edito, come sempre, da Sperling & Kupfer. 

Letture per un estate da brivido:

-Carrie (1974) il primo libro di King, da cui nasce il suo successo;

-Pet Samantary (1983); 

-Il gioco di Gerald (1992); 

-Quattro dopo mezzanotte (raccolta di racconti 1990);

-Incubi e deliri (raccolta di racconti 1993)

-On Writing (2000)

E ovviamente quelli che ho citato nell’articolo.  

“Darcy rientrò in casa. Si sentiva più giovane e leggera. Si mise di fronte allo specchio dell’atrio. Nel vetro non vide altro che il proprio riflesso, e fu una bella cosa.”

-Un bel matrimonio- 

Buon primo compleanno Avigail!

Alle 18,08 dell’8 luglio 2018 nascevi tu, la figlia della consapevolezza.
Con Noa ho imparato a fare la mamma giorno dopo giorno, con te é stato tutto così semplice e automatico. Eppure non è stato facile.
La gelosia di Noa quando ti attaccavo al seno, il tuo peso che ancora mi dà problemi e ogni grammo in più sulla bilancia é una conquista.

Cara Avigail, un giorno ti racconterò della grande paura che avevo ad ogni contrazione. É stata una grande sorpresa scoprirmi forte e accoglierti tra le mie braccia quando sei nata.
É stato emozionante vederti accucciare sul mio petto per cercare il mio seno e vederti attaccare dopo neanche 2 minuti che sei nata.
Tu sei il parto che rifarei mille volte, nonostante la complicazione che ho avuto subito dopo.
Quando ti hanno portata via da me avevo paura di non rivedere più te e la mia piccola Noa, ma l’importante è che si possa raccontare tutto.
Con il dolore, flebo e la paura mi sono rimessa in piedi solo per prendermi cura di te. I dottori dicevano che non avrei dovuto alzare pesi per un mese, ma come lo spiegavo a Noa?

Siamo uscite e abbiamo iniziato il nostro viaggio in quattro. É stato faticoso e i miei pianti si sprecavano, ma già dopo un mese avevo capito come gestire due bimbe piccole e pian piano tutto è diventato più facile.
Accanto a me avevo la mia colonna portante, il tuo papà, che ti cambiava il pannolino mentre io coccolavo Noa. Lo sai che il tuo svezzamento é iniziato proprio con papà? Io avevo paura che ti saresti messa a piangere come Noa!

Grazie Avigail. Grazie per la bimba dolce che sei. Grazie per avermi donato i tre mesi di allattamento più belli e intensi della mia vita. Grazie perché mi hai fatto prendere una maggiore consapevolezza su tante cose. Grazie per tutte le nuove scoperte che fai, per le parole che dici, per le emozioni che mi dai.
Grazie per tutte le volte che vuoi stare in braccio solo con me, facendomi capire che con te il cordone non si taglierà mai.
Grazie per essere venuta nella nostra pazza famiglia. Ma il grazie più grande, permettimelo, va a tua sorella Noa che ti tratta come una bambolina: vuole cambiarti, darti da mangiare e da bere, ti cerca sempre per una coccola e ti dice che sei il suo amore.
Vorrei vedervi sempre così unite.

Tanti auguri amore mio, non sai quante sorprese ti ha preparato Noa per questo tuo PRIMO COMPLEANNO… Vi amo.

Tributo all’intramontabile Jane Austen

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa sezione letteraria, vorrei parlarvi di Jane Austen, una delle mie autrici preferite, ho letto i suoi libri migliaia di volte, ed ogni volta in cui mi immergo nel suo mondo mi sembra di partire per l’Inghilterra con una cara amica che mi conosce come un libro aperto.

Per parlare della Austen inizierei con le parole dedicatele da Virginia Woolf: 

“Qualunque cosa lei scriva è compiuta e perfetta e calibrata. […] Il genio di Austen è libero e attivo. […] Ma di che cosa è fatto tutto questo? Di un ballo in una città di provincia; di poche coppie che si incontrano e si sfiorano le mani in un salotto; di mangiare e di bere; e, al sommo della catastrofe, di un giovanotto trascurato da una ragazza e trattato gentilmente da un’altra. Non c’è tragedia, non c’è eroismo. Ma, per qualche ragione, la piccola scena ci sta commuovendo in modo del tutto sproporzionato rispetto alla sua apparenza compassata. […] Jane Austen è padrona di emozioni ben più profonde di quanto appaia in superficie: ci guida a immaginare quello che non dice. In lei vi sono tutte le qualità perenni della letteratura.”

The Common Reader, Hogarth Press, Londra 1925

Ho trovato in queste parole la descrizione perfetta per Jane Austen, parole che ogni persona che ha amato i suoi romanzi ed i suoi personaggi le dedicherebbe. 

Rileggendo i suoi romanzi, oggi troviamo delle caratteristiche quasi moderne nei personaggi; ognuno di loro ci da la possibilità di riflettere sulle sfumature dell’animo umano, nessuno di loro è perfetto, ma dedito alla perfezione, ognuno di loro in ogni romanzo si ritrova quasi sempre a dover fronteggiare le proprie convinzioni e anche a scontare, in modo leggero e romantico, le proprie colpe. I protagonisti della Austen sono personaggi caratteristici, ognuno ha le proprie particolarità ed è modellato a sé stesso.  Altri personaggi sono testardi, quasi odiosi, che ritengono di dover ribadire il proprio ceto sociale in ogni occasione, opportunisti, egoisti e subdoli seduttori; infatti alcuni di essi sembrano creati appositamente dalla Austen per crearci un’antipatia nei loro confronti, un’antipatia così forte che è impossibile che rimangano simpatici a qualcuno. Le vere protagoniste della sua letteratura sono le donne a cui ha dato vita, donne quasi esemplari, donne forti che sanno farsi rispettare, ma anche donne timide, pazienti, innamorate  dell’amore, restie nell’innamorarsi, presuntuose, ingenue, intelligenti, allegre ed energiche, come la mia amata Elizabeth Bennet in Orgoglio e Pregiudizio. 

Anche gli uomini della Austen hanno un fascino tutto loro; nei romanzi troviamo uomini giusti, saggi e desiderabili dal mondo, con un fascino fuori dal comune e di buon cuore, ma anche straordinariamente complessi come Darcy che, anche se incline al pregiudizio, si rivelerà di dignità eccezionale, di bontà e di una generosità ineguagliate. 

“Elizabeth, che s’era piuttosto aspettata di ferirlo, rimase meravigliata della sua galanteria; ma v’era in lei un misto di dolcezza e birichineria che le rendeva difficile offendere la gente; e Darcy non era stato mai tanto affascinato da una donna quanto si sentiva ora affascinato da Elizabeth.” Orgoglio e Pregiudizio

Per quanto possa essere ironico il modo di scrivere di Jane Austen è riuscita a descrivere con grazia l’epoca in cui viveva, di cui ne era spettatrice e anche protagonista, raccontando semplicemente storie che per lei erano il quotidiano. Le opere di cui oggi possiamo godere sono:

  • Ragione e Sentimento;
  • Orgoglio e Pregiudizio;
  • Mansfield Park;
  • Emma;
  • L’abbazia di Northanger;
  • Persuasione.

I racconti:

  • Lady Susan;
  • Sandinton;
  • I Watson.

“Sette anni non basterebbero a fare in modo che certe persone si conoscano l’un l’altra, mentre per altri sette giorni sono più che sufficienti.”

Ragione e Sentimento

I romanzi di Jane Austen sono ironici, piacevoli e scorrevoli, ogni finale ha una morale che ha tanto da insegnare a tutti, i personaggi e le storie d’amore fanno sognare ogni lettrice o lettore che, leggendoli, riesce ad immergersi completamente nelle storie, immedesimandosi in uno dei personaggi.  

Parlando con altre persone, mi sono resa conto che molti non conoscono la Austen e ritengo che sia un gran peccato; penso che nella vita almeno un libro di Jane Austen vada letto, è un piacere troppo grande per doversene privare. 

“Vi offro di nuovo il mio cuore che è ancor più vostro di quando lo spezzaste quasi otto anni e mezzo or sono. Non abbiate l’ardire di affermare che l’uomo dimentica più in fretta della donna, che il suo amore finisce prima. Non ho amato che voi. Ingiusto posso essere stato, debole e risentito lo sono certamente stato, ma incostante mai. Per voi soltanto sono tornato a Bath e senza di voi non posso immaginare il mio futuro.” Persuasione

L’albero dei messaggi green di FILOBIO a Pitti Bimbo 88!

All’ombra di un grande albero, FILOBIO ha presentato in anteprima la nuova collezione FW 2019/20 a Pitti Bimbo 88. 

Lo stile Filobio si caratterizza per uno design elegante e minimale, rappresentato dalla semplice essenzialità stilistica abbinata al pregio delle materie prime impiegate. Tessuti e filati italiani di alta gamma, cotoni biologici, misti lana cotone e pura lana Merino sono le materie prime alla base delle idee creative del Team Filobio.

In questo ambito Filobio propone una prima parte della collezione dedicata alla nascita ed ai momenti più importanti, solenni e festosi che la riguardano: dal tradizionale Battesimo alla Festa del Primo Compleanno fino al più recente Baby Shower, oggi sempre più diffuso anche in Italia. 

Battesimo, qui la scelta è per tessuti biologici, dai colori delicati, con predominanza del bianco e dei filati naturali non tinti. Fra i modelli più tradizionali, caratterizza questo tema la coperta battesimale Regina, pregiata ed unica nella ricercatezza del punto maglia, nella qualità e purezza del filato impiegato. 

Sull’onda dei momenti speciali vi è il tema Festa di Compleanno, che celebra il compimento del mitico 1° anno, come punto di partenza di una grande avventura ed auspicio di ogni bene per i piccoli festeggiati. Filobio ha pensato a diverse opzioni, a tema maschietto e femminuccia, ma sempre improntate su una moderna eleganza.

La collezione si sviluppa poi con altri tre temi: 

 “Tè nel bosco”, qui prevalgono i verdi ed i colori del legno. Riferimento è la felpa color verde tè, abbinata ai velluti, alle flanelle ed alla nuova felpa calda in misto lana e cotone. 

Il secondo, rivolto alle bimbe, è il tema “Fiori e caramelle”, incentrato sui fiori e sui rosa, tenui ed accesi, espressione di una ridente e giocosa eleganza femminile. 

Il terzo tema invece pensato per i bimbi, è il “Blu Winter”, i blu e i grigi sono presentati in eleganti abbinamenti, dai colori più Urban.

Infine, interessante proposta della stagione sono le nuove soluzioni Mini me, un concetto ormai sempre più diffuso nella moda infantile, con capi clone realizzati per la mamma e per la figlia.

Proposte Filobio per questo concetto moda sono la mantella poncho per mamma e figlia e il maglioncino mamma bimba, tutti sempre realizzati in punti maglia di grande pregio ed in pura lana Merino certificata dal maglificio artigianale di Filobio.

Emozioni, idee, progetti, buoni propositi. Minimo comune denominatore: l’ambiente. Nell’ambito della sezione EcoEthic di Pitti Bimbo, Filobio inviterà tutti i visitatori a riflettere sul valore e il rispetto del Pianeta sotto “L’albero dei messaggi green”: un allestimento originale, un luogo simbolico, in cui prendere un bigliettino e lasciare il proprio, scrivendo all’interno una parola o frase che potrà essere un augurio, un segreto, una benedizione o pensiero a tema “green”. Per una nuova coscienza verde condivisa.

“Lo Straordinario” di Eva Clesis

Recensione a cura di Elisa Medaglia

Il libro di cui vorrei parlarvi oggi è “Lo Straordinario” di Eva Clesis, edito da Las Vegas Edizioni. La Clesis nasce a Bari nel 1980, ha pubblicato numerosi libri, tra cui “Guardrail” e altre opere edite da editori differenti. 

La vita di Lea: una fantastica storia che sembra scritta da uno sceneggiatore misogino, in cui lei è anche carne da macello, quella che sai subito che muore dopo le prime due scene. Ma non era la protagonista?, direbbe lo spettatore ipercritico a cui non gliela si fa sotto al naso. Sì, ma che vuol dire. Ha sfiga.

Lea è una donna di 37 anni, che dovrà risollevarsi da una serie di brutte cadute, nella sfera sentimentale ed in quella lavorativa. Inizierà a vedere uno spiraglio di luce nel momento in cui trova una graziosa mansarda nella periferia milanese in un condominio chiamato lo Straordinario. Qui troverà inquilini gentili e disponibili, tra cui Renato, il figlio degli anziani proprietari di casa. Lea verrà trasportata in un vortice di mistero che ruota all’interno del condominio, che ai suoi occhi inizialmente le era sembrato, come si suol dire, rose e fiori. 

Pensa che l’ubiquità come l’onniscienza siano i superpoteri di Dio, e invece all’uomo tocca fare scelte finite, riempire i suoi anni di esperienze come il vino riempie la botte, mentre i luoghi, le storie, la stessa unica grande storia del mondo sembrano seguire un corso infinito e indipendente da lui e dalle sue scelte.

Ho trovato “Lo Straordinario” un libro molto avvincente, ben scritto e piacevolmente scorrevole. I personaggi sono particolari e ben studiati, anche il sarcasmo di Lea dà un tono leggero e sfizioso alla storia. L’idea del mistero che accompagna quasi tutta la storia tiene incollati al libro fino all’ultima pagina, che ci delizierà con un ottimo colpo di scena. 

I fiori della salvia divino rum sono di un lilla pallido, evanescente, che a Lea ricorda i fiori della lavanda. La serra mobile che ha costruito i primi tempi è servita a creare un clima umido e tropicale per le nuove piantine nonostante l’inverno milanese. Da quel prototipo Lea ne ha costruite altre due.

Alla scoperta della carismatica Lisbona!

Articolo a cura di Antonio Caracallo

Lisbona è una città portoghese che affaccia sul mare e come tutte le città marittime ha dalla sua parte il fascino che solo il mare può offrire. 

Vi sono alcuni quartieri che devono essere visitati per scoprire il calore e la passione che il popolo portoghese sa offrire. Scopriamo Lisbona!

La Baixa

Considerato il cuore della città è stata ricostruita dopo il tremendo terremoto del 1755, ad oggi la Baixa rappresenta un simbolo di speranza e la sua ricostruzione è avvenuta in modo preciso ed accurato, completa la bellezza dell’architettura neoclassica. 

Vi sono molte strade che sono riservate a pedoni, numerosi bar e attività commerciali.

Non potete assolutamente perdervi: la Praca do Rossio, riconoscibile dal caratteristico pavimento bianca e nera; la Praca de Commercio e l”Elevador de Santa Justa. 

Il Bairro Alto

Attribuito per molti secoli al quartiere per famiglie benestanti, le famiglie facoltose di Lisbona viveva in questa area tenendosi ben lontano da quelli che all’epoca erano i posti più malfamati della città.

La storia è cambiata agli inizi del 1800, quando alle famiglie benestanti si sono accostati, condividendone il quartiere, i creativi, le librerie, i ristoranti e tanto altro ancora. 

Col tempo è diventato un punto d’incontro per i giovani che si danno appuntamento al Bairro Alto, per scambiare chiacchiere e divertirsi. 

Il Chiado 

Il Chiado, come La Baixa, fu coinvolto in incidente questa volta però si tratta di un incendio, che distrusse quello che oggi e uno dei quartieri più caratteristici della città portoghese.

Attualmente è ricco di negozi di un certo stile, librerie e teatri, pare che il Chiado, fosse il quartiere preferito del poeta portoghese Pessoa. 

Non potete perdervi la visita del caffè A Brasileira, in Rua Garrett, qui Pessoa, passava gran parte delle sue giornate, chissà che questo posto non abbia ispirato qualcuno dei suoi scritti.

Non a caso, una statua di bronzo rappresenta proprio il poeta che è seduto su di una sedia nei pressi del caffè.

Belém 

Situato sulle sponde del Tago, questo quartiere è ricco di storie collegate alle traversate e alle scoperte marittime, proprio da qui le navi portoghesi prendevano il largo per mete all’epoca sconosciute. 

Quartiere ampio, ricco di giardini, monumenti e costruito seguendo l’architettura gotica iperdecorata, conosciuta anche come Manuelino. 

Monastero Los Jeronimos

Rappresenta il monumento più importante di Lisbona, edificato nel 1505 in onore dell’esploratore Vasco de Gama che scoprì la rotta per l’India. 

La sua unicità architettonica lo ha reso Patrimonio Mondiale dell’Unità, prende il suo nome dai monaci dell’Ordine di San Girolamo. Nella chiesa vi sono i resti di Vasco de Gama, raccolte nella chiesa di Betlemme (che da il nome al quartiere) e di Fernando Pessoa, le spoglia del poeta portoghese sono raccolte nel chiostro del monastero. 

Alfama

In molti consigliano di ammirare questo coloratissimo quartiere dal pullman, pare che sporgendo la testa da fuori si possa osservare tutta la bellezza che questo quartiere ha da offrire. Il tram passa per tutto il quartiere ed in certi vicoli, potrete addirittura toccare con mano i muri, direttamente dal vostro sediolino. Qui si può “assaporare” ed immaginare la vita portoghese.

Tram, funicolari e ascensori

La scelta più consigliata riguardo gli spostamenti resta il Tram, leggendari a Lisbona riescono a tenne testa a quelle che sono, pendenze, vicoli e vicoletti e i ragazzini, che per non pagare il biglietto, si attaccano alle maniglie. 

La linea turistica 28 è quella più utilizzata. Le linee funicolari più utilizzate sono 3: la Gloria, la Bica e la Lavra, che conserva il primato di più anziana d’Europa. 

L’Elevador de Santa Justa è l’ascensore che con i suoi 32 metri di altezza porta direttamente al Chiado, le 2 cabine di legno vi porteranno su e giù. 

Il Miradouro de Santa Luiza

Punto strategico di fotografi e aspiranti tali, rappresenta la classica cartolina di Lisbona, qui si fondono il lavoro umano e quello della natura, caratteristiche le azulejos (piastrelle decorate) che decorano il muretto del belvedere, alle azulejos è stato anche dedicato un museo, proprio nei pressi del Belvdere. 

Da non perdere due dei tanti mosaici: il Terreiro do Paço e i crociati alla riconquista di Lisbona. Questo capolavoro nasce sotto il Castello de Sao Jorge. 

Il nostro viaggio a Lisbona termina qui, se ci siete stati raccontateci la vostra esperienza provvederemo ad aggiornare l’articolo col vostro nome. Al prossimo viaggio!

Vienna, in viaggio tra musei e storia!

Articolo a cura di Antonio Caracallo

Accostata erroneamente tante volte alla parola “noiosa”, Vienna è una delle capitali europee che merita di essere scoperta e rivalutata. L’ordine quasi maniacale di questa città vi sorprenderà, ma non è tutto Vienna è una città a misura d’uomo. 

Hofburg Palace

Questo è uno dei palazzi più importanti e maestosi di Vienna. Per secoli si sono susseguite le vicende della famiglia degli Asburgo. Con un totale di 2600 stanze si estende su una superficie di circa 240.000 mq ospita importanti istituzioni tra le quali spiccano: la Scuola spagnola d’equitazione e la Biblioteca Nazionale Austriaca. Durante le visite è possibile visitare le diciotto sale degli appartamenti reali, molte delle quali conservano ancora l’arredamento originale. Vi sono anche musei, tra i quali: il Museo delle Argenterie ed il Museo dedicato a Sissi, in quest’ultimo si può ripercorrere la storia di una delle più belle e discusse donne dell’epoca ed imperatrice d’Austria. La Camera del Tesoro Imperiale raccoglie gran parte del tesoro degli Asburgo, se siete appassionati di storia non potete assolutamente mancare questa visita.

Duomo di Santo Stefano 

Si contano circa tre milioni di visitatori l’anno per questa immensa cattedrale, che col suo stile gotico richiama turisti da tutto il mondo. Conta circa 250.000 tegole colorate che disegnano lo stemma austriaco. Da notare anche il campanile. Oltre agli altari e alle cappelle vi sono leggende che albergano attorno ad alcune statue tra le quali: la Madonna di Pècs (capace di versare lacrime di dolore); un Cristo crocifisso (pare che la sua barba sia vera e che continui a crescere nel tempo). Sotto il duomo vi sono le Catacombe, all interno vi sono conservati i resti dei membri della famiglia degli Asburgo. 

Come accennato Vienna annovera alcuni tra i suoi musei che meritano certamente di essere visitati, tra questi vi sono: 

Il Museo di Storia dell’Arte

Questo Museo raccoglie numerosi capolavori, di ogni epoca fu commissionato da Francesco Giuseppe per raccogliere la vasta collezione della Casa d’Asburgo. Non a caso rientra tra i miei più importanti del mondo per le sue innumerevoli ed inestimabili opere. L’edificio, un’imponente struttura neo-rinascimentale, raccoglie al suo interno notevoli collezioni come quella d’Arte Antica, di Scultura, Egizia ed Orientale e di Arti Decorative. Al primo piano in quella che è chiamata Gemäldegalerie vi sono opere degne di nota: ’”Allegoria della pittura” di Vermeer, la “Madonna nel verde” di Raffaello, i dipinti delle Infanti di Velasquez, la “Madonna del Rosario” di Caravaggio, “Elena Fourment” di Rubens.

Museo dell’Albertina

Questo Museo è situato nell’antico palazzo Taroucca è raccoglie una delle più complete e prestigiose collezioni al mondo d’arte grafica, che parte dal XIV secolo sino ai giorni nostri. In numeri il Museo raccoglie oltre 50.000 disegni e più di un milione di stampe di artisti antichi e moderni spiccano tra i tanti i nomi di Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Picasso, Goya e molti altri ancora, le opere vengono esposte a rotazione, il fiore all’occhiello dl museo è la “Lepre” di Dürer. All’interno del museo vi sono le “sale di rappresentanza” ovvero 21 ambienti, che ambientati e rinnovati, vi permetteranno di “viaggiare” nel tempo e rivivere quello che è stato l’impero degli Asburgo.

Il Belvedere e la Galleria d’Arte Austriaca

Considerata una delle residenze principesche più belle d’Europa, fu terminato nel 1722, il complesso si divide in due palazzi, il Belvedere inferiore ed il Belvedere superiore, tra i due un giardino edificato su tre livelli con fontane, statue e vasche che completano l’opera. Utilizzato come residenza in passato, oggi accoglie al suo interno la Galleria d’Arte Austriaca. La Galleria è suddivisa in tre sezioni, Museo d’Arte Barocca nel quale è possibile ammirare le opere più importanti dei maestri del barocco austriaco. Segue il Museo delle Opere Medievali, nel quale vi sono conservati numerosi capolavori tardo – gotici di pittura e scultura. Terminando, troviamo la Galleria d’Arte del XIX e XX sec. con la più importante collezione di pittura di quei secoli. “La morte e la fanciulla” di Schiele, “Mamma e bambino” Kokoschka, e il famosissimo “Bacio” di Klimt. 

Il Prater

Visitati i musei ed i monumenti presenti in città, potete concedervi un giretto al Prater, famoso parco situato nel centro città, amato dai viennesi e dai tanti turisti che lo affollano, potrete ammirare i suoi prati ed i viali alberati con chioschi, caffè e ristoranti rientra nei 10 parchi più belli del mondo. Nato come “riserva di caccia” da spazio oggi ad un grande parco divertimenti, ospitando circa 250 attrazioni. Tra le tante attrazioni non potete assolutamente perdervi la Riesenrad, la ruota panoramica con la quale potrete ammirare l’immensa bellezza della città. Se siete amanti del jogging, dei giri in bici vi segnaliamo il “Prater Verde”.

Il Castello di Schönbrunn

Tra i tanti palazzi imperiali il Castello di Schönbrunn è il più famoso, di costruzione barocca rientra nei complessi più belli d’Europa, concepita come residenza estiva, fu scoperta durante una battuta di caccia. Al suo interno vi sono gli Appartamenti reali, il Teatro del Castello ed il Museo delle carrozze. Il Grand Tour permette di vistare 40 stanze nella quale si svolgeva la vita reale, il parco è disseminato di statue, fontane e attrazioni. Il Tiergarten è il giardino zoologico più antico d’Europa, risalente al 1750 circa. 

Il genio di Hundertwasser

Frederick Hundertwasser è stato uno scultore, pittore ed architetto austriaco, lui stesso si definì “medico dell’architettura” per quelli che furono concetti di bioarchitettura. Ha dato via ad alcune costruzioni eccentriche dai colori vivaci e ricche di verde, per ammirare qualche sua “opera” dovete recarvi nel quartiere Landstrasse. Una volta entrati in contatto con il suo mondo ne potrete ammirare la bellezza, ma di più ammirerete come è la natura a dettare le cose e il modello dell’uomo. Il nostro viaggio a Vienna si è concluso, tra i musei, i parchi ed il genio di Hundertwasser abbiamo scoperto che Vienna è una delle capitali d’Europa che ha tanto da offrire. 

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Al prossimo viaggio.