Tributo all’intramontabile Jane Austen

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa sezione letteraria, vorrei parlarvi di Jane Austen, una delle mie autrici preferite, ho letto i suoi libri migliaia di volte, ed ogni volta in cui mi immergo nel suo mondo mi sembra di partire per l’Inghilterra con una cara amica che mi conosce come un libro aperto.

Per parlare della Austen inizierei con le parole dedicatele da Virginia Woolf: 

“Qualunque cosa lei scriva è compiuta e perfetta e calibrata. […] Il genio di Austen è libero e attivo. […] Ma di che cosa è fatto tutto questo? Di un ballo in una città di provincia; di poche coppie che si incontrano e si sfiorano le mani in un salotto; di mangiare e di bere; e, al sommo della catastrofe, di un giovanotto trascurato da una ragazza e trattato gentilmente da un’altra. Non c’è tragedia, non c’è eroismo. Ma, per qualche ragione, la piccola scena ci sta commuovendo in modo del tutto sproporzionato rispetto alla sua apparenza compassata. […] Jane Austen è padrona di emozioni ben più profonde di quanto appaia in superficie: ci guida a immaginare quello che non dice. In lei vi sono tutte le qualità perenni della letteratura.”

The Common Reader, Hogarth Press, Londra 1925

Ho trovato in queste parole la descrizione perfetta per Jane Austen, parole che ogni persona che ha amato i suoi romanzi ed i suoi personaggi le dedicherebbe. 

Rileggendo i suoi romanzi, oggi troviamo delle caratteristiche quasi moderne nei personaggi; ognuno di loro ci da la possibilità di riflettere sulle sfumature dell’animo umano, nessuno di loro è perfetto, ma dedito alla perfezione, ognuno di loro in ogni romanzo si ritrova quasi sempre a dover fronteggiare le proprie convinzioni e anche a scontare, in modo leggero e romantico, le proprie colpe. I protagonisti della Austen sono personaggi caratteristici, ognuno ha le proprie particolarità ed è modellato a sé stesso.  Altri personaggi sono testardi, quasi odiosi, che ritengono di dover ribadire il proprio ceto sociale in ogni occasione, opportunisti, egoisti e subdoli seduttori; infatti alcuni di essi sembrano creati appositamente dalla Austen per crearci un’antipatia nei loro confronti, un’antipatia così forte che è impossibile che rimangano simpatici a qualcuno. Le vere protagoniste della sua letteratura sono le donne a cui ha dato vita, donne quasi esemplari, donne forti che sanno farsi rispettare, ma anche donne timide, pazienti, innamorate  dell’amore, restie nell’innamorarsi, presuntuose, ingenue, intelligenti, allegre ed energiche, come la mia amata Elizabeth Bennet in Orgoglio e Pregiudizio. 

Anche gli uomini della Austen hanno un fascino tutto loro; nei romanzi troviamo uomini giusti, saggi e desiderabili dal mondo, con un fascino fuori dal comune e di buon cuore, ma anche straordinariamente complessi come Darcy che, anche se incline al pregiudizio, si rivelerà di dignità eccezionale, di bontà e di una generosità ineguagliate. 

“Elizabeth, che s’era piuttosto aspettata di ferirlo, rimase meravigliata della sua galanteria; ma v’era in lei un misto di dolcezza e birichineria che le rendeva difficile offendere la gente; e Darcy non era stato mai tanto affascinato da una donna quanto si sentiva ora affascinato da Elizabeth.” Orgoglio e Pregiudizio

Per quanto possa essere ironico il modo di scrivere di Jane Austen è riuscita a descrivere con grazia l’epoca in cui viveva, di cui ne era spettatrice e anche protagonista, raccontando semplicemente storie che per lei erano il quotidiano. Le opere di cui oggi possiamo godere sono:

  • Ragione e Sentimento;
  • Orgoglio e Pregiudizio;
  • Mansfield Park;
  • Emma;
  • L’abbazia di Northanger;
  • Persuasione.

I racconti:

  • Lady Susan;
  • Sandinton;
  • I Watson.

“Sette anni non basterebbero a fare in modo che certe persone si conoscano l’un l’altra, mentre per altri sette giorni sono più che sufficienti.”

Ragione e Sentimento

I romanzi di Jane Austen sono ironici, piacevoli e scorrevoli, ogni finale ha una morale che ha tanto da insegnare a tutti, i personaggi e le storie d’amore fanno sognare ogni lettrice o lettore che, leggendoli, riesce ad immergersi completamente nelle storie, immedesimandosi in uno dei personaggi.  

Parlando con altre persone, mi sono resa conto che molti non conoscono la Austen e ritengo che sia un gran peccato; penso che nella vita almeno un libro di Jane Austen vada letto, è un piacere troppo grande per doversene privare. 

“Vi offro di nuovo il mio cuore che è ancor più vostro di quando lo spezzaste quasi otto anni e mezzo or sono. Non abbiate l’ardire di affermare che l’uomo dimentica più in fretta della donna, che il suo amore finisce prima. Non ho amato che voi. Ingiusto posso essere stato, debole e risentito lo sono certamente stato, ma incostante mai. Per voi soltanto sono tornato a Bath e senza di voi non posso immaginare il mio futuro.” Persuasione

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L’albero dei messaggi green di FILOBIO a Pitti Bimbo 88!

All’ombra di un grande albero, FILOBIO ha presentato in anteprima la nuova collezione FW 2019/20 a Pitti Bimbo 88. 

Lo stile Filobio si caratterizza per uno design elegante e minimale, rappresentato dalla semplice essenzialità stilistica abbinata al pregio delle materie prime impiegate. Tessuti e filati italiani di alta gamma, cotoni biologici, misti lana cotone e pura lana Merino sono le materie prime alla base delle idee creative del Team Filobio.

In questo ambito Filobio propone una prima parte della collezione dedicata alla nascita ed ai momenti più importanti, solenni e festosi che la riguardano: dal tradizionale Battesimo alla Festa del Primo Compleanno fino al più recente Baby Shower, oggi sempre più diffuso anche in Italia. 

Battesimo, qui la scelta è per tessuti biologici, dai colori delicati, con predominanza del bianco e dei filati naturali non tinti. Fra i modelli più tradizionali, caratterizza questo tema la coperta battesimale Regina, pregiata ed unica nella ricercatezza del punto maglia, nella qualità e purezza del filato impiegato. 

Sull’onda dei momenti speciali vi è il tema Festa di Compleanno, che celebra il compimento del mitico 1° anno, come punto di partenza di una grande avventura ed auspicio di ogni bene per i piccoli festeggiati. Filobio ha pensato a diverse opzioni, a tema maschietto e femminuccia, ma sempre improntate su una moderna eleganza.

La collezione si sviluppa poi con altri tre temi: 

 “Tè nel bosco”, qui prevalgono i verdi ed i colori del legno. Riferimento è la felpa color verde tè, abbinata ai velluti, alle flanelle ed alla nuova felpa calda in misto lana e cotone. 

Il secondo, rivolto alle bimbe, è il tema “Fiori e caramelle”, incentrato sui fiori e sui rosa, tenui ed accesi, espressione di una ridente e giocosa eleganza femminile. 

Il terzo tema invece pensato per i bimbi, è il “Blu Winter”, i blu e i grigi sono presentati in eleganti abbinamenti, dai colori più Urban.

Infine, interessante proposta della stagione sono le nuove soluzioni Mini me, un concetto ormai sempre più diffuso nella moda infantile, con capi clone realizzati per la mamma e per la figlia.

Proposte Filobio per questo concetto moda sono la mantella poncho per mamma e figlia e il maglioncino mamma bimba, tutti sempre realizzati in punti maglia di grande pregio ed in pura lana Merino certificata dal maglificio artigianale di Filobio.

Emozioni, idee, progetti, buoni propositi. Minimo comune denominatore: l’ambiente. Nell’ambito della sezione EcoEthic di Pitti Bimbo, Filobio inviterà tutti i visitatori a riflettere sul valore e il rispetto del Pianeta sotto “L’albero dei messaggi green”: un allestimento originale, un luogo simbolico, in cui prendere un bigliettino e lasciare il proprio, scrivendo all’interno una parola o frase che potrà essere un augurio, un segreto, una benedizione o pensiero a tema “green”. Per una nuova coscienza verde condivisa.

“Lo Straordinario” di Eva Clesis

Recensione a cura di Elisa Medaglia

Il libro di cui vorrei parlarvi oggi è “Lo Straordinario” di Eva Clesis, edito da Las Vegas Edizioni. La Clesis nasce a Bari nel 1980, ha pubblicato numerosi libri, tra cui “Guardrail” e altre opere edite da editori differenti. 

La vita di Lea: una fantastica storia che sembra scritta da uno sceneggiatore misogino, in cui lei è anche carne da macello, quella che sai subito che muore dopo le prime due scene. Ma non era la protagonista?, direbbe lo spettatore ipercritico a cui non gliela si fa sotto al naso. Sì, ma che vuol dire. Ha sfiga.

Lea è una donna di 37 anni, che dovrà risollevarsi da una serie di brutte cadute, nella sfera sentimentale ed in quella lavorativa. Inizierà a vedere uno spiraglio di luce nel momento in cui trova una graziosa mansarda nella periferia milanese in un condominio chiamato lo Straordinario. Qui troverà inquilini gentili e disponibili, tra cui Renato, il figlio degli anziani proprietari di casa. Lea verrà trasportata in un vortice di mistero che ruota all’interno del condominio, che ai suoi occhi inizialmente le era sembrato, come si suol dire, rose e fiori. 

Pensa che l’ubiquità come l’onniscienza siano i superpoteri di Dio, e invece all’uomo tocca fare scelte finite, riempire i suoi anni di esperienze come il vino riempie la botte, mentre i luoghi, le storie, la stessa unica grande storia del mondo sembrano seguire un corso infinito e indipendente da lui e dalle sue scelte.

Ho trovato “Lo Straordinario” un libro molto avvincente, ben scritto e piacevolmente scorrevole. I personaggi sono particolari e ben studiati, anche il sarcasmo di Lea dà un tono leggero e sfizioso alla storia. L’idea del mistero che accompagna quasi tutta la storia tiene incollati al libro fino all’ultima pagina, che ci delizierà con un ottimo colpo di scena. 

I fiori della salvia divino rum sono di un lilla pallido, evanescente, che a Lea ricorda i fiori della lavanda. La serra mobile che ha costruito i primi tempi è servita a creare un clima umido e tropicale per le nuove piantine nonostante l’inverno milanese. Da quel prototipo Lea ne ha costruite altre due.

Alla scoperta della carismatica Lisbona!

Articolo a cura di Antonio Caracallo

Lisbona è una città portoghese che affaccia sul mare e come tutte le città marittime ha dalla sua parte il fascino che solo il mare può offrire. 

Vi sono alcuni quartieri che devono essere visitati per scoprire il calore e la passione che il popolo portoghese sa offrire. Scopriamo Lisbona!

La Baixa

Considerato il cuore della città è stata ricostruita dopo il tremendo terremoto del 1755, ad oggi la Baixa rappresenta un simbolo di speranza e la sua ricostruzione è avvenuta in modo preciso ed accurato, completa la bellezza dell’architettura neoclassica. 

Vi sono molte strade che sono riservate a pedoni, numerosi bar e attività commerciali.

Non potete assolutamente perdervi: la Praca do Rossio, riconoscibile dal caratteristico pavimento bianca e nera; la Praca de Commercio e l”Elevador de Santa Justa. 

Il Bairro Alto

Attribuito per molti secoli al quartiere per famiglie benestanti, le famiglie facoltose di Lisbona viveva in questa area tenendosi ben lontano da quelli che all’epoca erano i posti più malfamati della città.

La storia è cambiata agli inizi del 1800, quando alle famiglie benestanti si sono accostati, condividendone il quartiere, i creativi, le librerie, i ristoranti e tanto altro ancora. 

Col tempo è diventato un punto d’incontro per i giovani che si danno appuntamento al Bairro Alto, per scambiare chiacchiere e divertirsi. 

Il Chiado 

Il Chiado, come La Baixa, fu coinvolto in incidente questa volta però si tratta di un incendio, che distrusse quello che oggi e uno dei quartieri più caratteristici della città portoghese.

Attualmente è ricco di negozi di un certo stile, librerie e teatri, pare che il Chiado, fosse il quartiere preferito del poeta portoghese Pessoa. 

Non potete perdervi la visita del caffè A Brasileira, in Rua Garrett, qui Pessoa, passava gran parte delle sue giornate, chissà che questo posto non abbia ispirato qualcuno dei suoi scritti.

Non a caso, una statua di bronzo rappresenta proprio il poeta che è seduto su di una sedia nei pressi del caffè.

Belém 

Situato sulle sponde del Tago, questo quartiere è ricco di storie collegate alle traversate e alle scoperte marittime, proprio da qui le navi portoghesi prendevano il largo per mete all’epoca sconosciute. 

Quartiere ampio, ricco di giardini, monumenti e costruito seguendo l’architettura gotica iperdecorata, conosciuta anche come Manuelino. 

Monastero Los Jeronimos

Rappresenta il monumento più importante di Lisbona, edificato nel 1505 in onore dell’esploratore Vasco de Gama che scoprì la rotta per l’India. 

La sua unicità architettonica lo ha reso Patrimonio Mondiale dell’Unità, prende il suo nome dai monaci dell’Ordine di San Girolamo. Nella chiesa vi sono i resti di Vasco de Gama, raccolte nella chiesa di Betlemme (che da il nome al quartiere) e di Fernando Pessoa, le spoglia del poeta portoghese sono raccolte nel chiostro del monastero. 

Alfama

In molti consigliano di ammirare questo coloratissimo quartiere dal pullman, pare che sporgendo la testa da fuori si possa osservare tutta la bellezza che questo quartiere ha da offrire. Il tram passa per tutto il quartiere ed in certi vicoli, potrete addirittura toccare con mano i muri, direttamente dal vostro sediolino. Qui si può “assaporare” ed immaginare la vita portoghese.

Tram, funicolari e ascensori

La scelta più consigliata riguardo gli spostamenti resta il Tram, leggendari a Lisbona riescono a tenne testa a quelle che sono, pendenze, vicoli e vicoletti e i ragazzini, che per non pagare il biglietto, si attaccano alle maniglie. 

La linea turistica 28 è quella più utilizzata. Le linee funicolari più utilizzate sono 3: la Gloria, la Bica e la Lavra, che conserva il primato di più anziana d’Europa. 

L’Elevador de Santa Justa è l’ascensore che con i suoi 32 metri di altezza porta direttamente al Chiado, le 2 cabine di legno vi porteranno su e giù. 

Il Miradouro de Santa Luiza

Punto strategico di fotografi e aspiranti tali, rappresenta la classica cartolina di Lisbona, qui si fondono il lavoro umano e quello della natura, caratteristiche le azulejos (piastrelle decorate) che decorano il muretto del belvedere, alle azulejos è stato anche dedicato un museo, proprio nei pressi del Belvdere. 

Da non perdere due dei tanti mosaici: il Terreiro do Paço e i crociati alla riconquista di Lisbona. Questo capolavoro nasce sotto il Castello de Sao Jorge. 

Il nostro viaggio a Lisbona termina qui, se ci siete stati raccontateci la vostra esperienza provvederemo ad aggiornare l’articolo col vostro nome. Al prossimo viaggio!

Vienna, in viaggio tra musei e storia!

Articolo a cura di Antonio Caracallo

Accostata erroneamente tante volte alla parola “noiosa”, Vienna è una delle capitali europee che merita di essere scoperta e rivalutata. L’ordine quasi maniacale di questa città vi sorprenderà, ma non è tutto Vienna è una città a misura d’uomo. 

Hofburg Palace

Questo è uno dei palazzi più importanti e maestosi di Vienna. Per secoli si sono susseguite le vicende della famiglia degli Asburgo. Con un totale di 2600 stanze si estende su una superficie di circa 240.000 mq ospita importanti istituzioni tra le quali spiccano: la Scuola spagnola d’equitazione e la Biblioteca Nazionale Austriaca. Durante le visite è possibile visitare le diciotto sale degli appartamenti reali, molte delle quali conservano ancora l’arredamento originale. Vi sono anche musei, tra i quali: il Museo delle Argenterie ed il Museo dedicato a Sissi, in quest’ultimo si può ripercorrere la storia di una delle più belle e discusse donne dell’epoca ed imperatrice d’Austria. La Camera del Tesoro Imperiale raccoglie gran parte del tesoro degli Asburgo, se siete appassionati di storia non potete assolutamente mancare questa visita.

Duomo di Santo Stefano 

Si contano circa tre milioni di visitatori l’anno per questa immensa cattedrale, che col suo stile gotico richiama turisti da tutto il mondo. Conta circa 250.000 tegole colorate che disegnano lo stemma austriaco. Da notare anche il campanile. Oltre agli altari e alle cappelle vi sono leggende che albergano attorno ad alcune statue tra le quali: la Madonna di Pècs (capace di versare lacrime di dolore); un Cristo crocifisso (pare che la sua barba sia vera e che continui a crescere nel tempo). Sotto il duomo vi sono le Catacombe, all interno vi sono conservati i resti dei membri della famiglia degli Asburgo. 

Come accennato Vienna annovera alcuni tra i suoi musei che meritano certamente di essere visitati, tra questi vi sono: 

Il Museo di Storia dell’Arte

Questo Museo raccoglie numerosi capolavori, di ogni epoca fu commissionato da Francesco Giuseppe per raccogliere la vasta collezione della Casa d’Asburgo. Non a caso rientra tra i miei più importanti del mondo per le sue innumerevoli ed inestimabili opere. L’edificio, un’imponente struttura neo-rinascimentale, raccoglie al suo interno notevoli collezioni come quella d’Arte Antica, di Scultura, Egizia ed Orientale e di Arti Decorative. Al primo piano in quella che è chiamata Gemäldegalerie vi sono opere degne di nota: ’”Allegoria della pittura” di Vermeer, la “Madonna nel verde” di Raffaello, i dipinti delle Infanti di Velasquez, la “Madonna del Rosario” di Caravaggio, “Elena Fourment” di Rubens.

Museo dell’Albertina

Questo Museo è situato nell’antico palazzo Taroucca è raccoglie una delle più complete e prestigiose collezioni al mondo d’arte grafica, che parte dal XIV secolo sino ai giorni nostri. In numeri il Museo raccoglie oltre 50.000 disegni e più di un milione di stampe di artisti antichi e moderni spiccano tra i tanti i nomi di Raffaello, Michelangelo, Leonardo, Picasso, Goya e molti altri ancora, le opere vengono esposte a rotazione, il fiore all’occhiello dl museo è la “Lepre” di Dürer. All’interno del museo vi sono le “sale di rappresentanza” ovvero 21 ambienti, che ambientati e rinnovati, vi permetteranno di “viaggiare” nel tempo e rivivere quello che è stato l’impero degli Asburgo.

Il Belvedere e la Galleria d’Arte Austriaca

Considerata una delle residenze principesche più belle d’Europa, fu terminato nel 1722, il complesso si divide in due palazzi, il Belvedere inferiore ed il Belvedere superiore, tra i due un giardino edificato su tre livelli con fontane, statue e vasche che completano l’opera. Utilizzato come residenza in passato, oggi accoglie al suo interno la Galleria d’Arte Austriaca. La Galleria è suddivisa in tre sezioni, Museo d’Arte Barocca nel quale è possibile ammirare le opere più importanti dei maestri del barocco austriaco. Segue il Museo delle Opere Medievali, nel quale vi sono conservati numerosi capolavori tardo – gotici di pittura e scultura. Terminando, troviamo la Galleria d’Arte del XIX e XX sec. con la più importante collezione di pittura di quei secoli. “La morte e la fanciulla” di Schiele, “Mamma e bambino” Kokoschka, e il famosissimo “Bacio” di Klimt. 

Il Prater

Visitati i musei ed i monumenti presenti in città, potete concedervi un giretto al Prater, famoso parco situato nel centro città, amato dai viennesi e dai tanti turisti che lo affollano, potrete ammirare i suoi prati ed i viali alberati con chioschi, caffè e ristoranti rientra nei 10 parchi più belli del mondo. Nato come “riserva di caccia” da spazio oggi ad un grande parco divertimenti, ospitando circa 250 attrazioni. Tra le tante attrazioni non potete assolutamente perdervi la Riesenrad, la ruota panoramica con la quale potrete ammirare l’immensa bellezza della città. Se siete amanti del jogging, dei giri in bici vi segnaliamo il “Prater Verde”.

Il Castello di Schönbrunn

Tra i tanti palazzi imperiali il Castello di Schönbrunn è il più famoso, di costruzione barocca rientra nei complessi più belli d’Europa, concepita come residenza estiva, fu scoperta durante una battuta di caccia. Al suo interno vi sono gli Appartamenti reali, il Teatro del Castello ed il Museo delle carrozze. Il Grand Tour permette di vistare 40 stanze nella quale si svolgeva la vita reale, il parco è disseminato di statue, fontane e attrazioni. Il Tiergarten è il giardino zoologico più antico d’Europa, risalente al 1750 circa. 

Il genio di Hundertwasser

Frederick Hundertwasser è stato uno scultore, pittore ed architetto austriaco, lui stesso si definì “medico dell’architettura” per quelli che furono concetti di bioarchitettura. Ha dato via ad alcune costruzioni eccentriche dai colori vivaci e ricche di verde, per ammirare qualche sua “opera” dovete recarvi nel quartiere Landstrasse. Una volta entrati in contatto con il suo mondo ne potrete ammirare la bellezza, ma di più ammirerete come è la natura a dettare le cose e il modello dell’uomo. Il nostro viaggio a Vienna si è concluso, tra i musei, i parchi ed il genio di Hundertwasser abbiamo scoperto che Vienna è una delle capitali d’Europa che ha tanto da offrire. 

Commenta l’articolo con i tuoi suggerimenti o raccontaci della tua esperienza, inseriremo i commenti con il tuo nome.

Al prossimo viaggio. 

Bruxelles: la Capitale silenziosa dell’arte

Articolo a cura di Antonio Caracallo

Anche se tante volte Bruxelles viene “dimenticata”, questa Capitale europea merita certamente di essere visitata. Sede del Parlamento Europeo, Bruxelles ogni anno accoglie turisti da ogni parte del mondo. 

In quest’articolo vi illustreremo cosa vedere nel corso della vostra visita a Bruxelles!

La Grande Place

La Grand Place è la piazza più importante di Bruxelles che accoglie l’Hotel de la Viile (municipio di Bruxelles),facilmente riconoscibile dalla statua di San Michele che domina la città. Dal 1998 è iscritta nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Di fronte il municipio vi è la Maison du Roi, anche se non vi è un Re; vi è invece il Museo della storia di Bruxelles. Intorno nella piazza, vi sono le Case delle corporazioni: racconti tangibili dei mestieri che si sono susseguiti nel corso degli anni. 

Curiosità: la Casa dei commercianti, l’Etoile con il memoriale a Everard ’t Serclaes (pare sia un portafortuna).   

L’Ilot Sacrè

L’Isola Sacra è il quadrilatero che si trova alle spalle della Grand Place, composto da viuzze caratteristiche, piene di turisti, ma anche di tavolini di caffè e ristoranti. I negozi di souvenir completano il tutto. Il fiore all’occhiello nel quadrilatero belga sono le Saint-Hubert Galleries, duecento metri di galleria coperta che alla metà dell’ottocento, ha visto artisti e letterati francesi come: Apollinaire, Victor Hugo, Baudelaire. Anche se oggi è stata riadattata alla vendita di prodotti di lusso, resta il fascino che questo luogo trasmette ancora. 

Atomium 

Situata nel Parco Heysel (periferia nord di Bruxelles), questa struttura è alta 102 metri, rappresenta un cristallo in ferro ingrandito 165 miliardi di volte. Con un diametro di 18 metri possono essere adatte ad ospitare mostre, convegni conferenze ecc. Costruita “temporaneamente” nel 1958, col tempo è diventato uno dei monumenti di Bruxelles. Nelle giornate limpide il panorama offre una vista su tutta la città. 

Curiosità: Il ristorante permette un’esperienza unica che unisce la splendida vista e le gustose specialità belghe.

Il Museo del Fumetto

Da qui, dal Belgio, sono nati tanti dei tanti personaggi dei fumetti che ancora oggi fanno il giro del mondo. Questa produzione è detta anche Nona Arte Belga. Se siete incuriosisti e siete amanti dei fumetti, dovete assolutamente visitare il Centro Belga del Fumetto e La Casa del Fumetto. Qui è possibile ammirare le tavole originale dei fumetti ed anche una riproduzione della “famosa” gabbia di Gargamella, ma girando per la città, vi sono tantissimi murales che completano “l’arte” di Bruxelles. 

Il Mannequin Pis

Questa fontana in bronzo rappresenta uno dei simboli della città, il soggetto è un bambino che fa la pipì. Julien, questo è il nome del bambino, secondo le leggende più conosciute, pare abbia salvato la città facendo la pipì sulla miccia di una bomba salvando Bruxelles da una catastrofe. Lo troverete tra l’incrocio di Rue de l’Étuve/Stoofstraat e Rue du Chêne/Eikstraat. Non solo Julien, ma anche una bambina e di seguito un cane sono altri monumenti che seguono la stessa “via”. Rispettivamente nella zona dell’Ilot Sacrè (Jeanneke pis) e all’angolo tra Rue de la Vieux marché aux Grains et de la rue des Chartreux (cane).

Il Museo delle Belle Arti

Nelle due sedi di Bruxelles vi sono più di mille opere, tra dipinti, sculture e disegni; rappresentano la più importante esposizione d’arte di tutto il Belgio. All’interno vi sono: il Museo di Arte Antica; Arte Moderna; il Museo Wiertz ed il Museo Meunier. Partendo dai primitivi fiamminghi Rogier van der Weyden, Petrus Christus, Dirk Bouts, Hans Memling e Bosch. Da non perdere la sala Bruegel. Il Museo di Arte Moderna ospita circa 200 tavole che esprimono l’arte belga dal 1800 sino ai tempi moderni. Non mancano opere di artisti come: Van Gogh; Gauguin e De Chirico. 

Il Museo Magritte

Intitolato al maestro belga surrealista Renè Magritte, si unisce ai Musei reali delle Belle Arti, ospita all’incirca 200 opere le quali permettono di intraprendere un viaggio nell’arte di Magritte. Il Museo è organizzato in un viaggio cronologico, dal terzo piano del museo si inizia il percorso nella vita del pittore belga. Al primo piano vi sono le opere più famose: “L’ Empire des lumieres“, le Domaine d’Arnheim, l’Oiseau de ciel. Ad oggi risulta difficile ammirare tutte le opere perché girano il mondo, se vi recato per qualcosa in particolare date un’occhiata al sito. 

Il Quartiere du Sablon

La Place du Sablon è uno dei quartieri più eleganti della città, un passaggio obbligato per tutti per tre motivi: uno, la cattedrale di Notre Dame du Sablon, capolavoro gotico. I due restanti motivi vi prenderanno per la gola, Wittamer e Marcolini, chi ci è stato sa a cosa ci riferiamo. Wittamer è la più antica pasticceria di Bruxelles ed è famosissima per le sue gauffres e Marcolini, che con la sua Maison du Chocolat ha portato le praline di Bruxelles in tutto il mondo. 

Curiosità: ogni weekend si svolge il mercato dell’antiquariato. 

Il nostro viaggio a Bruxelles termina qui. Fateci però sapere cosa bisogna visitare ancora e cosa avete visitato voi. Aggiorneremo l’articolo col vostro nome.

Alda Merini raccontata da Elisa Medaglia

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi vorrei parlare di una poetessa italiana contemporanea, Alda Merini.  Mi sono sempre interessata alla vita di Alda (come se fosse una mia parente), ho scritto la tesina delle superiori su di lei, prendendo spunto dalla sua vita, tra la realtà del manicomio, le sue fantasie e modi particolari di vivere la vita quotidiana. Ho iniziato ad interessarmi e a scrivere poesie proprio grazie alle sue particolarità, fin da piccola rimasi affascinata da questa donna fragile che senza rendersene conto è provvista di una grinta immensa che le da la possibilità di scrivere la realtà su quella che fu la sua vita, tra amore, erotismo, follia e paura. Alda nasce in una famiglia tranquilla a Milano il 21 marzo “insieme alla primavera” come a lei piaceva definire, la sua vita fu burrascosa e per nulla banale, proprio perché Alda non era una donna insolita, circondata da un mondo tutto suo, adorava truccarsi, portare lo smalto rosso, fumare e farsi fotografare anche in pose molto eccentriche. La sua casa, dove si possono rintracciare delle foto sul web, era il tempio della sua unicità e particolarità; il muro con tutti i contatti di amici e conoscenti scritti con il rossetto rosso, i comodini e mobili pieni di effetti personali, creando  una catasta di oggetti a lei utili e la camera da letto che era per lei tutto il suo mondo. 

Io ero un uccello

dal bianco ventre gentile,

qualcuno mi ha tagliato la gola

per riderci sopra

non so.

Io ero un albatro grande

e volteggiavo sui mari.

Qualcuno ha fermato il mio viaggio,

senza nessuna carità di suono.

Ma anche distesa per terra

io canto ora per te

le mie canzoni d’amore.

Alda fu una poetessa originale, che scrisse le sue poesie di getto, senza costruzioni né schemi, i suoi temi, temi che ognuno di noi si trova ad affrontare ogni giorno, e la particolarità con cui ci mette davanti alla realtà, ci fa apprezzare la bellezza della libertà, proprio lei che dal 1965 venne chiusa in manicomio per quasi quindici anni, subendo innumerevoli elettroshock, qui Alda inizia a capire cos’è veramente la libertà e la dignità umana, infatti, uscita dal manicomio, dopo un lungo silenzio, racconta la sua esperienza di reclusione, parla della dignità perduta e delle sue ali, che vennero tarpate dall’entrata nell’ospedale psichiatrico. Nelle sue poesie la sofferenza, l’amore, l’amicizia sono palpabili, ed è riuscita ad esprimersi al meglio trasportandoci nel suo mondo, facendo sentire sulla nostra pelle quello che ha provato lei, rendendola una donna senza tempo e immortale; Alda fu definita: “un’araba fenice, risorta dalle ceneri.” 

Alda fu sempre circondata dagli amici e dall’amore, ha avuto qualche periodo di smarrimento, in cui si è chiusa in se stessa, ma negli ultimi tempi ha frequentato un’innumerevole volta di artisti, molte sono le sue interviste che si possono rintracciare su youtube. 

In questi ultimi giorni ho trovato su internet il sito web di Alda Merini gestito dalle figlie, in cui parlano di Alda come scrittrice e madre. 

Le opere della Merini sono innumerevoli, ne sono state tratte canzoni e le sue poesie sono state interpretate a teatro, le sue raccolte ancora oggi vengono lette e citate; Alda è e resterà sempre una delle più grandi poetesse di tutti i tempi. 

Non ho bisogno di denaro,

ho bisogno di sentimenti.

Di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori, detti pensieri,

di rose, dette presenze,

di sogni, che abitino gli alberi,

di canzoni che faccian danzar le statue,

di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia le pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.