Il coraggio di aprire le ali

Ho notato tante persone camminare come morti viventi. Ognuno con il proprio mondo grigio. Una vita così monotona. Tutti, però, hanno una cosa in comune: le ali.Ali che tengono nascoste per paura di prendere il volo verso luoghi lontani. Ali che vengono tarpate, spezzate, annullate.

Quando, però, si arriva ad un momento in cui questa quotidianità ci opprime e non ci rende più felici come prima… È arrivato il momento di capire. C’è chi se ne accorge prima e chi dopo.

Quanti hanno il coraggio di aprire le grandi ali di cui sono provvisti e volare veramente? Quasi nessuno.

I cambiamenti spaventano un po’ tutti. Allontanarsi dai propri affetti e dalla propria quotidianità che dona sicurezza ci fa star male al solo pensiero. Buttar giù quel castello costruito sopra a false speranze e auto-convinzioni è difficile. Tanto è grande il castello, tanto è più difficile. Eppure, a volte, è l’unica via di fuga che abbiamo perché c’è un momento in cui dobbiamo rivalutare tutto e mettere al primo posto la nostra felicità. Lo dobbiamo a noi stessi! 

E io?

Beh… È ora di prendere coraggio e buttarmi. Le ali si apriranno da sé e io sarò libera di volare. Finalmente.

Miriam

Principe Azzurro… Dove sei?

Ieri, in un venerdì pensieroso, come un flash, mi è venuta in mente una cosa che l’uomo di oggi non riesce proprio a capire: tutte le donne, anche le più insensibili, ogni tanto hanno bisogno di sentirsi “principesse”.
In che modo? Bisogna amarle, coccolarle e ogni tanto “viziarle”. Niente di esagerato o di impossibile, dai!

Purtroppo, però, ci sono uomini che non sono in grado di sorprendere la loro donna (almeno una volta ogni tanto) e danno tutto per scontato, entrando nella monotonia della quotidianità. Quanto odio la monotonia! Io che ho sempre bisogno di darmi nuovi stimoli… La quotidianità non fa proprio per me!

Anche un piccolo gesto può essere importante. In questo caso il mio problema è che quello che vorrei fosse fatto a me… Lo faccio agli altri.
Ciò comporta che un mio futuro marito sarà coccolato e corteggiato, si ritroverà ogni tipo di sorprese dalle più dolci alle più divertenti… E così via.

Io sono contenta di tutto ciò, amo rendere le persone felici… Ma, inesorabilmente, mi chiedo:
Quando potrò sentirmi anche io così corteggiata e amata?
Quando arriverà l’uomo pronto a sorprendermi?

Principe azzurro… Se esisti batti un colpo!

 

Rettifica pubblicata sul mio profilo Facebook personale: 

Ci tengo a precisare che ciò che ho scritto precedentemente non è assolutamente personale e neanche riferito a persone in particolare. È una frase scritta per ironia e che rispecchia la maggior parte dei maschietti. Per chi conoscesse la piattaforma sa bene che più volte ho fatto ironia sugli uomini e sul rapporto che hanno con le donne. Invece di prenderla sul personale e fare chiamate… FATEVE NA RISATA!

Miriam

 

 

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Pillole di Vita

Mentre girovagavo su Facebook mi sono trovata davanti un vecchio post, scritto da me, che mi ha fatto sorridere: un episodio di vita quotidiana in cui la mia sorellina di cinque anni aveva fatto una delle sue piccole “burle”. Sono bastate quelle tre righe per farmi tornare il buonumore!
Così sono finita sul mio profilo a leggere i miei vecchi status, le mie “pillole di vita”, e oggi ho deciso di volerle condividere con voi.

11 Febbraio 2015:

Da inizio Gennaio, si può dire, che tra lavoro e preparazione agli esami, la maggior parte del tempo l’ho passato “curva” sulla scrivania o in giro per l’Italia. Ad oggi, dopo un mese, mi rendo conto di essere mancata a Lior. Entra in camera. Mi fissa.
“Lior, che hai fatto?”
“Mimmi, ma tu hai sempre da fare? Basta di studiare!”.
Detto ciò, prende una sedia e si siede accanto a me.
“Posso farti compagnia?”
“Ma certo, vieni in braccio a me!”
La prendo tra le mie braccia, mentre continuo a studiare. Ad un certo punto si distacca, torna sulla sua sedia e inizia a trafficare con pennarelli, forbici e colla. All’improvviso, richiama la mia attenzione.
“Mimmi, questa è una lettera per te d’amore così mi pensi tantissimo!”
La dolcezza dei bambini è immensa. Lior, onorata di essere la tua sorellona. Sei il “regalo mio più grande”. Chissà se questo tuo pensiero mi porterà fortuna anche all’esame!


 

9 Febbraio 2015:

Mi immagino i carboidrati che dicono: “Tieni. Ti diamo l’energia necessaria. Ah, non la usi? Allora ci appoggiamo qui sul culo un attimino.”


 

24 Gennaio 2015:

“Certo che ti farò del male. Certo che me ne farai. Certo che ce ne faremo. Ma questa è la condizione stessa dell’esistenza. Farsi primavera, significa accettare il rischio dell’inverno. Farsi presenza, significa accettare il rischio dell’assenza.” – Antoine de Saint-Exupéry


 

4 Gennaio 2015:

Ovunque tu sia, io so amare fin lì.”

 

Ordinary People, la gente comune

Quando sono per le vie di Roma, quando aspetto l’autobus o quando sono in macchina c’è sempre un qualcuno che attira la mia attenzione, facendomi perdere dentro i miei piccoli pensieri. La maggior parte delle volte non sono io a cercarli, ma sono loro che trovano me.

Non so se vi è mai successo, ma io molto spesso mi soffermo sulla gente comune che vedo passarmi accanto durante la giornata. Amo fantasticare sulla loro esistenza e mi domando quante volte, magari, abbia anche azzeccato qualcosa. E’ più forte di me. Guardo le loro espressioni e le decodifico. M’invento la vita e, alla fine, assumono un qualcosa di “familiare”, come se li conoscessi davvero.

A volte mi capita di pensare se, anche loro, come me, hanno delle strane abitudini. Alla fine, chi di noi non ne ha una? Chissà se, tante volte, nelle notti insonni, cercano qualcuno con cui farsi compagnia e condividere i proprio dolori e dissapori. Mi domando quanti di loro hanno il vizio bizzarro, prima di addormentarsi, di mandare messaggi profondi alle persone a cui tengono per poi staccare il telefono, in modo che, il giorno seguente, si possano svegliare con un dolce sms di risposta come buongiorno. Perché basta così poco per iniziare bene la giornata.

Gente comune. Ordinary People.

Persone che vivono la loro vita in silenzio. Persone che parlano al telefono. Persone che si aggirano nel traffico. Persone in bicicletta. Persone che si sentono cittadini del mondo e altri che pensano di vivere dentro una gabbia. Persone diverse tra loro che coesistono, cercando l’armonia in un mondo che è in continuo peggioramento. Persone che stringono i denti e vanno avanti. Persone che, nonostante tutto, sorridono alla vita. Persone che hanno catturato la mia attenzione e sono diventati i “personaggi” del mio primo libro. Persone che mi hanno ispirato, anche se la vita che gli ho dipinto addosso è sicuramente ben diversa dalla loro quotidiana realtà.

Buone feste a tutti voi,

Miriam.