Amori e persone…

Ci sono amori troppo intensi e logoranti che creano dolore. Ci sono ragazze coraggiose che li lasciano andare per tornare a sorridere. Ci sono ragazze vigliacche, invece, che continuano a soffrire pur di non rinunciare a quell’amore tanto forte da far male. Una storia malata e completamente a senso unico.

Ci sono persone che preferiscono la tranquillità della monotonia quotidiana e poi ci sono io che mi metto in discussione ogni giorno con nuovi obiettivi da perseguire, traguardi da superare. Comincio ad apprezzare la donna che sono diventata, finalmente.

Miriam

Buon compleanno… a me!

Ogni anno, a fine novembre, mi prende quel senso di apatia che mi stravolge fino alla mezzanotte del 16 dicembre, ovvero una volta passato il mio compleanno, il 15 dicembre.
Una data che aspetto sempre con grande felicità, un’occasione in cui mi piace coccolarmi vicino alle persone che amo.

Allora perché quando, finalmente, si avvicina sono così?
Non ho voglia di festeggiare, non so mai che fare. Man mano mi rendo conto sempre più che gli anni passano, le persone cambiano e io insieme a loro. Ci sono degli avvenimenti che ti mettono a dura prova, modificando il modo di vedere le cose. Cominci a capire che ci sono cose futili, superficiali, a cui dovresti passare sopra per dedicarti ad altro. Ecco, il compleanno è uno di questi. Non importa se festeggerai in una sala privata, in un pub, in una pizzeria, etc. etc. L’importante è avere vicino le persone a te importanti in un giorno così speciale, certo, ma anche nella vita di tutti i giorni.

I pensieri ingarbugliati iniziano a sciogliersi lentamente, facendomi focalizzare sul senso di queste mie parole. Le amicizie, gli affetti cari, illuminano la mia vita. Le accortezze di tutti i giorni che i miei amici mi riservano e che io riservo a loro, seppur piccole, mi fanno tornare il buon umore anche nella giornata più buia.

… Allora che dire? Non ho voglia di festeggiare il mio compleanno, è vero, e mia madre dice che dovrei perché è il “mio giorno” e viene una volta l’anno (per fortuna!!) ma non importa perché chi ho il piacere di avere accanto durante quella speciale giornata… È chi ho accanto, in un modo e in un altro, tutti i giorni.
E non cambierei niente di tutto questo.

Miriam

Ordinary People, la gente comune

Quando sono per le vie di Roma, quando aspetto l’autobus o quando sono in macchina c’è sempre un qualcuno che attira la mia attenzione, facendomi perdere dentro i miei piccoli pensieri. La maggior parte delle volte non sono io a cercarli, ma sono loro che trovano me.

Non so se vi è mai successo, ma io molto spesso mi soffermo sulla gente comune che vedo passarmi accanto durante la giornata. Amo fantasticare sulla loro esistenza e mi domando quante volte, magari, abbia anche azzeccato qualcosa. E’ più forte di me. Guardo le loro espressioni e le decodifico. M’invento la vita e, alla fine, assumono un qualcosa di “familiare”, come se li conoscessi davvero.

A volte mi capita di pensare se, anche loro, come me, hanno delle strane abitudini. Alla fine, chi di noi non ne ha una? Chissà se, tante volte, nelle notti insonni, cercano qualcuno con cui farsi compagnia e condividere i proprio dolori e dissapori. Mi domando quanti di loro hanno il vizio bizzarro, prima di addormentarsi, di mandare messaggi profondi alle persone a cui tengono per poi staccare il telefono, in modo che, il giorno seguente, si possano svegliare con un dolce sms di risposta come buongiorno. Perché basta così poco per iniziare bene la giornata.

Gente comune. Ordinary People.

Persone che vivono la loro vita in silenzio. Persone che parlano al telefono. Persone che si aggirano nel traffico. Persone in bicicletta. Persone che si sentono cittadini del mondo e altri che pensano di vivere dentro una gabbia. Persone diverse tra loro che coesistono, cercando l’armonia in un mondo che è in continuo peggioramento. Persone che stringono i denti e vanno avanti. Persone che, nonostante tutto, sorridono alla vita. Persone che hanno catturato la mia attenzione e sono diventati i “personaggi” del mio primo libro. Persone che mi hanno ispirato, anche se la vita che gli ho dipinto addosso è sicuramente ben diversa dalla loro quotidiana realtà.

Buone feste a tutti voi,

Miriam.

Il dolore

E’ strano il modo in cui le persone si rapportano con il dolore, vicino o lontano. A volte sembrano quasi abituate a non sentirlo più, o forse è tutta finzione, mentre in altri continua a riecheggiare nella mente per chissà quanto altro tempo. Il dolore è soggettivo, io lo so bene.

Non riesco a dormire ed il mio unico pensiero, almeno per questa sera, è: perché alcune persone (tra cui anche io) non riescono ad affrontare i propri dolori?
Diciamoci la verità, con quelli degli altri siamo tutti bravi a dispensare consigli e buone parole per cercare di tranquillizzare che tutto “si risolverà”.

Ora, provate a guardarvi allo specchio. Ripetete la stessa frase. “Tutto si risolverà”. No, non si risolverà. Almeno non adesso. La verità è che, almeno io, con i miei dolori ci convivo abitualmente, senza riuscire a gestirli. Vere e proprie sofferenze, ma non parlo di problemi.

La mia è semplice paura? Non saprei, ma la persistente voglia di evadere mi fa capire quanto sia arrivata al culmine. Abbandonerei tutto senza pensarci due volte. Scappare da situazioni ritenute scomode? No, ho solo voglia di ricominciare.

Ognuno di noi si rapporta con il dolore in maniera diversa. Spero solo che qualcuno sia riuscito a cicatrizzarlo nel modo più indolore possibile… Io non sono mai stata un’amante della sofferenza.

Nella vita riusciamo a trovarci davanti ad ostacoli più o meno grandi. Ovviamente, a seconda di come riusciamo a guardarli e a scavalcarli… Ecco, io non sono mai stata un’ottima osservatrice, né una brava cavallerizza.

Il mio dolore è silente all’esterno, ma un uragano all’interno. Riesce a devastarmi anche in questo momento, ad esempio, facendo da netto contrasto alla tranquillità che regna sovrana nella mia stanza. Strano, vero?

Non possiamo pensare ad un piano per “non soffrire”, perché sarebbe come “vivere a metà”… E’ completamente impossibile! Però possiamo fare in modo che tutto questo dolore possa essere controllato e domato. Abbiamo solo bisogno di bilanciare il tutto e trovare un giusto equilibrio, quello che da troppo tempo manca… Almeno a me.

Miriam