Happy 21!

A 21 anni ti senti grande, ma non sempre all’altezza.
A 21 anni sei ancora la “piccola donna” di papà e la “cucciola” di mamma.
A 21 anni sei cresciuta, ma quanto vorresti tornare indietro nel tempo.
A 21 anni ti senti invincibile, ma basta un soffio di vento per crollare.
A 21 anni hai tante cose da fare e mai un minuto per te stessa (e se ci fosse la possibilità di far diventare la giornata di 25 ore… Ci metteresti la firma con il sangue!)

Just Take a Breath!

A 21 anni mi auguro una svolta, una sbandata, che mi colga di sorpresa per togliere questo senso di “assopimento” che mi circonda.
A 21 mi auguro di sorprendermi ancora per le cose più stupide, per i gesti non scontati.
A 21 anni mi auguro di vivere i ricordi più belli insieme alle persone che mi amano e, perché no, un anno di successi… Che quelli fanno sempre comodo!

Buon compleanno a me, che non smetto mai di sognare… Ed è forse per questo che mi illudo ogni volta!

Happy 21!

 

 

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Il rifugio

Ho scoperto che, a volte, i rifugi non sono luoghi, ma persone.
Bisogna, però, essere bravi a non perderle.
Per i luoghi esiste il navigatore, mentre per le persone ancora non l’hanno inventato.
O forse sì.
Il cuore.

“Segui il tuo cuore”, dicevano.
In quanti, al giorno d’oggi, lo fanno realmente? Per le persone l’unico “navigatore” valido è proprio lui.
Tutti ne sono provvisti, ma siamo prefabbricati senza istruzioni per l’uso e forse è proprio per questo che in pochi decidono di ascoltarlo.
Semplicemente non si fidano e ragionano con la testa, peccato che certe decisioni non dovrebbero essere ragionate.
Bisognerebbe far prevalere l’istinto, almeno una volta.

Miriam

“Da single a fidanzata”, il cambiamento

Quanti cambiamenti si fanno quando passiamo dall’essere single, all’essere “fidanzata ufficialmente”.
No, non intendo l’aggiornamento della situazione sentimentale su Facebook… E neanche la scena del “attacca prima tu!”, “no, tu!”. Patetico, non trovate?

La prima cosa che mi viene in mente, forse stupida, è che, citando Samantha Jones di “Sex and the city”: «Se sei single il mondo è il tuo buffet personale.»
Ciò significa che da fidanzati dobbiamo essere completamente fedeli all’incanto della monogamia… Peccato che non tutti ne rimangono “incantati” e si finisce per tradire. Sì, andare con un’altra persona viene definito TRADIMENTO e nel 99,9% dei casi, la frase “Non è come sembra!” tende a peggiorare la situazione drasticamente.
Mettendo da parte i tradimenti e la magia della monogamia, secondo voi qual è il cambiamento che avviene nelle persone che si fidanzano?

Sinceramente la prima cosa che mi viene in mente è la dieta, nostra compagna di frustrazioni, che diviene il primo pensiero per tutte. Eh sì, donne.. Dobbiamo ammetterlo! Se prima eravamo “attente alla linea”, adesso siamo ossessionate dalla “ciccia” in più. La nostra più grande paura? Sentirsi dire: “Sì vede che stai bene.. Hai messo su peso!” (Mi è successo e non è stato piacevole. La persona che si è azzardata a dirmi una frase del genere è scomparsa “casualmente”. La stanno ancora cercando. Inutilmente, aggiungerei.)

Per non parlare del tempo passato tra parrucchiera ed estetista per essere sempre impeccabile! Comincio a pensare di aver lasciato tutto il mio patrimonio là dentro.

Oppure vogliamo dedicare un minuto a pensare alla nostra abilità nel destreggiarci tra studio/lavoro, uscite con le amiche… E lui? Perché ovviamente non si eclissano le amicizie per un uomo! Questa è la prima regola essenziale che costituiamo noi donne, peccato che al giorno d’oggi in poche la rispettano ancora.

I nostri spazi, invece? Eh già. Ricordate quei momenti liberi in cui si passava il tempo a poltrire o a coltivare il nostro hobby preferito? Scordatevelo. In compenso, passerete tutto il vostro tempo libero con lui, il vostro amore. (lavoro permettendo!)

Quanti cambiamenti, eh? In realtà, il problema di noi donne è che una volta fidanzate diventiamo più complessate del solito (e parlo per esperienza personale), quando in realtà l’unica cosa che dovremmo fare è: rilassarci. Sì, tranquillizzarci e vivere tranquillamente la nostra storia con il nostro uomo.

Quando si tratta di impegnarci siamo più tranquille perché cerchiamo di dividere le uscite con lui e i nostri spazi “inviolabili” che, inesorabilmente, una volta sposate (o anche durante una convivenza) vanno letteralmente “a farsi fottere”.
E’ questa la nostra più grande paura. Non sentirsi più libere di fare quello che facevamo prima, per il timore di lasciare “basito” il nostro uomo davanti a comportamenti che lui potrebbe ritenere stupidi… e che, magari, per noi sono tutt’altro.

Ci sono dei momenti in cui ho bisogno di “eclissarmi”, di voltare le spalle al mondo e rimanere sola. Un bisogno che viene meno quando hai un uomo accanto. Non potrei mai dirgli: “Ho bisogno di stare sola, non cercarmi. Mi faccio viva io.”
Potrebbe interpretarla come una cosa negativa per “la coppia”, quando in realtà è l’innocente bisogno di starsene tranquilla, senza pensare a niente, magari con un paio di cuffie e della buona musica. Stop ai pensieri.

Oppure vogliamo parlare degli uomini che nel momento in cui stacchi da lavoro, o torni a casa distrutta, cominciano a “bombardarti” di domande sulla giornata passata? Fermati un attimo, prendi fiato. Troppe domande, tutte insieme!

Ci sono donne che amano essere single perché hanno imparato ad amarsi e a bastarsi. Invece di avere occhi solo per “lui”, preferiscono innamorarsi ogni giorno di un qualcosa di nuovo… Che sia una canzone che passa alla radio, una sensazione che riesce a sorprenderti, un film che emoziona e tanto altro. Anche di un semplice paesaggio che guardi distratta dal finestrino di un autobus. Perché l’amore è nell’aria, basta guardarsi intorno.

Per riuscire ad equilibrare la vita da single e quella da fidanzata c’è bisogno di amore e fede in noi stesse. La stessa fede che ci permetterà di trovare l’amore della nostra vita, quello che già dal primo sguardo si renderà conto che siamo noi la persona giusta per lui.

Miriam

Riflessioni sulla morte di Priebke

Caro Priebke,
il 29 luglio hai avuto modo di festeggiare il tuo centesimo compleanno.
E’ doloroso pensare che proprio per mano tua 335 persone non hanno più potuto festeggiare il loro “passaggio sulla terra”.
335 persone che non hanno più avuto il diritto di vivere la propria vita, troncata per mano delle vostre menti malate.
Chi ridarà a quelle 335 persone tutto quello che hanno perso? Di certo non tu.
Uomo che non si è mai pentito di quello che ha fatto, ma che ha sempre trovato una giustificazione per tutto. Che poi, con quale coraggio ti sei fatto chiamare “uomo”? Pensi davvero di esserlo?
Il 29 luglio uno “pseudo-nipote” si è presentato sotto la tua dimora con una bottiglia di Champagne in mano per festeggiare.
Ora che sei venuto a mancare vorrei tanto proporlo io un bel brindisi!
Brindo in nome di tutte le persone che hai trucidato.
Il mio popolo, i miei parenti.
Dovremmo essere felici, oggi, visto che la tua ignobile esistenza finalmente è cessata, ma in realtà provo dei sentimenti di rabbia, mista al dolore.
Perché sì, tu sei morto, ma nessuno ci ridarà quelle vite.

Oltre al danno, anche la beffa: ho avuto modo di leggere il tuo “testamento umano e politico”, ma l’unica cosa che ho visto è stata la tua meschinità.
In quel documento si cela un nazista convinto che, a 100 anni, ha ancora il coraggio di revisionare e negare ciò che è successo. Come mai non lo hai fatto in vita e hai aspettato la morte? Di che cosa avevi paura? Delle tue menzogne.
Mi hai fatto venire la pelle d’oca.
E’ dal dopoguerra che ci prodighiamo tutti per ricordare la tragedia avvenuta e poi arrivi tu che con qualche riga cerchi di confutare ciò che è stato.
Così, secondo te, le camere a gas sono tutta una finzione?
E tutti quei cadaveri ammassati per terra?
Tutto quel dolore?
Nei campi di sterminio si respirava la morte che per 6 milioni di persone non è tardata ad arrivare, ma tu che ne sai? hai campato 100 anni.
Il mio pensiero va a mia zia, Settimia Spizzichino, e a quei pochi che hanno fatto ritorno.
Penso a chi aveva paura a raccontare quell’orrore, soprattutto nei momenti in cui ricevevano visita da tutte quelle persone che continuavano a domandare:“Hai visto mio figlio?”, “Hai visto i miei genitori?” etc. etc.
Come lo dici a quelle persone che hai visto e anche troppo?
“Mi spiace, tuo figlio non tornerà”
“L’ultima volta che ho visto tuo padre veniva picchiato a sangue e non si è più rialzato”
“Tua madre l’hanno portata nelle camere a gas”, etc.
Come fai a dirlo? Non puoi. Su questo, molti di loro, hanno preferito il silenzio e tu non potrai mai capirlo.
Oltre ad essere stata una persona malvagia, hai peccato di ignoranza.
La stessa ignoranza che ti sei portato dietro fino alla fine, insieme agli spettri di un passato che non può essere dimenticato.

Non c’è mai fine al male ed è per questo che noi continueremo a difendere il nostro diritto di esistere.
La tua morte è casualmente capitata a pochi giorni dal 16 Ottobre, data in cui grideremo a gran voce che noi NON DIMENTICHIAMO.
Sono passati molti anni dallo sterminio di oltre 6 milioni di persone e, nonostante tutto, c’è ancora qualcuno che si permette di negare o, addirittura, di “proclamarsi” nazista… Come se fosse un vanto.
Proprio per questo motivo dobbiamo unirci tutti nel nostro dolore e trasformarlo in qualcosa di positivo per l’umanità e per il futuro che ancora abbiamo da vivere in pace con il prossimo.

Per quanto riguarda te, Erich, che l’inferno ti accolga tra le sue braccia.
Per te non c’è perdono, io non dimentico.

Miriam