La nuova linea Omnia Botanica alle bacche di Goji

In questa fredda domenica di gennaio voglio mostrarvi il mio ultimo acquisto beauty Omnia Botanica, Brand Bio che ha fatto breccia nel mio cuore. Un marchio di cui già vi avevo parlato in precedenza e che con questa nuova linea, secondo me, ha raggiunto una qualità ancor più elevata!

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Il prestigioso brand di cosmesi naturale, infatti, ha proposto al suo affezionato pubblico una nuova linea alle bacche di goji: una gamma di cosmetici innovativi con principi derivanti dalla tradizione erboristica italiana. Io vado ghiotta di queste bacche che, per chi non le conoscesse, sono un antico rimedio naturale e vengono utilizzate come antiossidanti. Nei frutti rossi di questa pianta, infatti, sono racchiuse importanti sostanze nutrienti  adatte ai tessuti connettivi di tutti i tipi di pelle; come lo zinco, la vitamina C e il rame.

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Non sapevo, però, che facessero così bene anche alla pelle a tal punto da diventare un vero e proprio trend anche per i Vip che non riescono a farne a meno. Qui entra in atto la nuova linea bio Omnia Botanica che si adatta ad ogni tipo di pelle, ma è particolarmente indicata per le pelli mature. Il trattamento antiossidante delle bacche di goji è un ottimo anti-age che dona alla pelle del viso setosità e tonicità. Nello specifico ho provato la crema viso e ho deciso di comprarla sia nel flacone da 50ml (€ 9,90), sia nella versione monodose (€ 3,00)!

La crema viso anti-age riesce ad agire contro il processo di invecchiamento della pelle, nutrendola e proteggendola. Ho iniziato ad applicarla sia il giorno che la notte. Nella prima applicazione quotidiana, inoltre, ha la funzione di base per il trucco. Nonostante i miei 22 anni e l’assenza di rughe fa sempre bene cominciare ad usare subito una crema del genere proprio perché tende a mantenere la pelle morbida e tonica, ritardando la comparsa di rughe. Già dalle prime applicazioni ho notato che è un prodotto molto adatto anche a tutte quelle donne che hanno una pelle sensibile. I risultati, invece, sono già visibili alla fine del secondo giorno (con 2 applicazioni giornaliere!), quindi dopo quattro applicazioni. Per quanto riguarda la versione monodose posso dire che è veramente una “mano santa”… Soprattutto quando capitano quei giorni in cui dovete dormire fuori casa e, invece di portare tutto “l’armamentario”, basta mettervi in borsa la bustina monodose e passa la paura! La bustina monodose, però, non è molto “monodose” (e questo è un punto a suo favore!). Mi spiego bene: una volta aperta e provata ho notato che la crema era veramente troppa e così ho deciso di richiuderla bene (in alternativa potete travasarla in un jar). Risultato? Ci ho fatto 2 applicazioni in più ed è comodissima!

Dopo aver provato questo prodotto in entrambe le versioni posso confermare che è molto buono, comodo e per ultimo (ma non meno importante) ha un’ottima profumazione! Voto? 10/10!

I prodotti Omnia Botanica sono disponibili nei migliori supermercati e drugstore e sull’e-shop www.beauty2buy.it, direttamente a casa con un semplice clic. Seguite lo specialista del benessere su www.omniabotanica.it e sulla pagina Facebook Omnia Botanica.

Miriam

 

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Bianchi e Nardi punta tutto sulla terza generazione!

Sono tornata dalle vacanze e vi porto nuove notizie sul fronte moda. Ormai è ufficiale: la terza generazione prende in mano le redini della Bianchi e Nardi, azienda storica del Made in Italy nel settore pelletteria di Alta Gamma.
Un team al comando composto da cinque giovani decisi a sviluppare l’impresa creata a Firenze nel 1946 da Mario Bianchi e Aldemaro Nardi; e a rendere sempre attuale la sfida raccolta dalla seconda generazione, guidata da Mauro Bianchi assieme a Marco e Massimo Nardi.
Adesso tocca ai trentenni insediarsi nel consiglio d’amministrazione e caricarsi delle principali responsabilità manageriali: Gabriele Bianchi, responsabile amministrativo; Giulia Bianchi, responsabile ufficio legale. Laura Nardi, presidente e account manager; Alessandro Nardi responsabile produzione; Andrea Nardi, responsabile dell’approvvigionamento e qualità della materia prima.

Un’azienda proiettata al futuro come Bianchi e Nardi non poteva smentire se stessa sul piano della governance aziendale. Il passaggio generazionale, che per molte imprese del made in Italy costituisce una tappa drammatica, è stato invece affrontato di slancio come un’occasione di crescita da cogliere al volo. Appena insediato il nuovo consiglio di amministrazione ha preso la decisione di sbarcare sul mercato del luxury con un proprio brand, pur continuando a produrre per conto dei grandi gruppi mondiali del lusso.
Nasce con Bianchi e Nardi 1946 la nuova collezione di borse in pellami pregiati dove forme, materiali e lavorazioni si uniscono in un prodotto d’alta gamma, simbolo della qualità e della tradizione pellettiera fiorentina. Una scelta coraggiosa che attinge a un capitale umano, ad un sapere artigianale e a un’organizzazione industriale con pochi paragoni. Contemporaneamente il gruppo ha aderito al programma Elite di Borsa italiana per avvicinarsi al mercato dei capitali e accelerare l’internazionalizzazione.

La storia di Bianchi e Nardi costituisce un’eccezione nel panorama industriale italiano. Non solo perché la società venne costituita sulla base della stima reciproca che legava fra loro due amici come Mario Bianchi e Aldemaro Nardi. Ma soprattutto perché quel patrimonio di fiducia e amicizia si è conservato intatto per tre generazioni e per quasi settanta anni. E adesso consente alla società di raccogliere la sfida della globalizzazione dei mercati e della competizione internazionale. Ma senza rinunciare a quelle abilità artigianali che da sempre hanno differenziato l’azienda fiorentina. Un esempio fra tanti: l’utilizzo magistrale della pietra d’agata per diamantare la pelle del coccodrillo ben sapendo che tutti i pezzi tagliati saranno diversi l’uno dall’altro, ma che una volta uniti daranno vita a un oggetto unico e prezioso.

Per Bianchi e Nardi il Made in Italy è un elemento essenziale del Dna aziendale da cui non si può prescindere. Già nel 1941, prima che la società fosse fondata, Aldemaro Nardi aveva venduto le prime “cinque borse in feltro” a Guccio Gucci. In seguito, soprattutto a partire dagli anni ’80, crebbe la produzione per i grandi marchi del lusso sia italiani sia internazionali. Ma la manifattura, oggi come allora, è sempre stata italiana, anzi fiorentina.

Miriam