Hole Shoes: la scarpa per ogni donna si trova a Marconi!

Articolo a cura di Miriam Spizzichino

Come molti di voi sanno, io amo girare e scoprire nuovi negozi su Roma. Dopo essere andati alla scoperta di Nuts e di La rana nella malva è arrivato il momento di presentarvi “Hole Shoes”!

Situato su Viale Guglielmo Marconi 166 si denota subito per il suo stile che spazia dallo street allo chic, dalla semplicità sportiva all’eleganza senza tempo.

I prezzi non sono proibitivi, anzi… Rispetto a tanti altri negozi è molto economico, ma ovviamente ciò non intacca l’alta qualità delle loro scarpe che vanno dall’ecopelle, al camoscio e così via. La scelta è molto vasta, infatti sono entrata per acquistare un tronchetto semplice e… Ne avevano per tutti i gusti!

Tronchetto in ecopelle con borchie – 39,90 euro

Alla fine la mia scelta è ricaduta sul tronchetto in ecopelle con borchie sul tacco che potete notare nella foto sopra. Scarpe comodissime da indossare nella vita di tutti i giorni con un jeans a sigaretta, ma adattabili perfettamente per un aperitivo con gli amici o una cena fuori con il proprio partner. Ringrazio di cuore la ragazza che me le ha vendute, una persona gentilissima pronta ad ascoltare ogni mia richiesta!

Vi consiglio assolutamente di andarli a trovare e se volete vedere i modelli in vendita… Andate sulla loro pagina Facebook!

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Intervista a “TO-LU”: il brand che fa impazzire mamme e figlie!

Intervista a cura di Federica Maccora

TO-LU è un Brand di abbigliamento donna e bambina Made in Italy dedicato a una donna libera dai luoghi comuni, libera dai cliché, libera dalle mode. Siamo andate ad intervistare la mente artistica Jessica Sonnino e ci ha raccontato qualcosa in più per conoscere meglio questo marchio che si sta espandendo a vista d’occhio. Inoltre, se vi iscrivete alla newsletter sul sito ufficiale avrete uno sconto del 10% sul primo acquisto!

Come è nato il brand? “To Lu nasce dalla mio forte amore per la moda e dalla mia passione di crearmi uno stile personale e così mi son detta “Perché non creare un brand tutto mio?”

Chi è la mente che si nasconde dietro To Lu? “La mente artistica sono io ma dietro di me c’è un grande staff.”

A chi si rivolge e quale è la filosofia del brand? “Esaltare e interpretare la naturale bellezza di ogni donna. Questo è lo spirito di To Lu. La donna To Lu è dinamica, fresca, chic sempre attenta alle mode attuali. Ma anche divertente, ironica, grintosa e forte. To Lu non è solo un modo di vestire, ma soprattutto un modo di essere. Think, dress and be yourself.”

Dove è possibile acquistare i vostri capi? “Lo showroom è a Roma in via S. Alessandro, 7; 3 punti vendita si trovano a Roma, gli altri sono a Formello, Nettuno, Albano Laziale, Velletri, Civita Castellana. A breve verrà aperto un nuovo negozio a Venezia e non solo. Dal prossimo mese sarà online il nostro e-shop.”

Quale è il vostro rapporto con i social? “Siamo molto social, abbiamo un profilo Instagram e siamo in contatto con vip e influencer come Stefania Orlando, Micol Olivieri, Manila Nazzaro e Fashion Blogger.”

Il vostro punto di forza all’interno delle collezioni donna e bambina è il fatto che ogni figlia possa vestirsi come la mamma. Come è nata questa idea? “La nostra bambina non è una bimba tutta pizzi e fiocchi, ma una bimba che vuole vestirsi da grande con gli stessi outfit della mamma. Quando le mie figlie erano piccole adoravo vestirle come me, nessuna azienda ha mai avuto questa idea, posso dire di essere stata una delle prime anche di brand molto più affermati.”

Se una mamma volesse far diventare sua figlia una To Lu Dolls come deve fare? “Per diventare una tolu dolls bisogna giocare ad essere grandi ed essere  alla moda.”

Progetti per il futuro e sogni nel cassetto? “I progetti sono quelli di allargare la nostra rete vendita con nuove aperture. Sogni nel cassetto? Non ne ho! Già ho tutte voi che mi seguite e mi sostenete ogni giorno. Vedere per la strada o sui social le nostre consumatrici finali con i nostri capi indossati è già una grande vittoria.”

Per saperne di più lasciate un Like sulla Pagina Facebook o seguite su Instagram e… Rimanete collegati!

To Lu Stores:

  • Roma Eritrea VIALE ERITREA 92 Roma
  • Roma C.C. Euroma2 Viale dell’Oceano Pacifico, 83T83 Roma
  • Roma C.C. Le Rughe VIALE AFRICA 36 Formello
  • Albano Laziale CORSO G. MATTEOTTI 65 Albano Laziale
  • Velletri CORSO DELLA REPUBBLICA 35 Velletri
  • Civita Castellana VIA MONS. FENDERINI SNCC.COMM. “LA GALLERIA” Civita Castellana

Welcome to the Jungle!

Articolo scritto dalla Fashion Blogger Federica Maccora

L’animalier torna di nuovo in voga con i suoi artigli: selvaggio ma non troppo, felino ma non volgare, il leopardo non è l’unico animale ad entrare nei nostri guardaroba. Pitone, coccodrillo e zebra vengono declinati all’infinito. Ogni stampa riflette un atteggiamento diverso e consente ad ognuno di noi di scegliere quale “animale” rappresentare.
Dalla sfilata di Dolce&Gabbana
PILLOLE DI STORIA DELLA MODA  Il mondo animale si è sempre fatto interprete di livelli simbolici diversi. Dalla preistoria, dove le pelli servivano per coprirsi e scaldarsi, fino all’Antica Grecia dove con il termine “zoote” si indicavano le decorazioni che avevano come motivo proprio il tema animale. Dagli egizi, attratti dal significato spirituale, fino agli aristocratici che usavano le pelli come ornamenti delle loro dimore per sottolineare il loro status sociale. La ballerina Josephine Baker, negli anni ‘30, indossava costumi da donna-leopardo durante i suoi spettacoli alle Folies-Bergère. Nel 1953, l’affascinante Marilyn Monroe indossò una mantella con i manicotti di pelliccia animalier nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”. Un anno dopo, la regina delle pin up Betty Page venne immortalata da Bunny Yeager per il servizio “Jungle Betty” dove indossava un vestito leopardato realizzato da lei stessa. La data di nascita dell’animalier nel mondo dell’alta moda è fissata al 12 febbraio 1947: Christian Dior, ispirato dalla sua musa Mitzah Bricard che spesso indossava accessori maculati e in collaborazione con il produttore di seta Bianchini-Ferièr con il quale sviluppò il cosiddetto “imprimè panthère”, creò una collezione dove ebbero grande successo i modelli “Africane”, “Reynold” e “Jungle” che segnarono un punto di rottura con la severità della moda imposta dalla guerra. Negli anni ‘60, Yves Saint Laurent scelse di decorare i suoi impermeabili con macchie di leopardo e Hubert de Givenchy creò un copricapo maculato per la sofisticata Audrey Hepburn che lo indossò in una scena del film “Sciarada”. Gli anni ‘70 e ‘80 rappresentano un momento d’oro per l’animalier. Roberto Cavalli ne fa un punto di forza del suo stile tanto da riproporlo in ogni sua collezione. Molto amato anche da stilisti come Valentino che, nel 1987, venne incoronato “Re della giungla della moda” da Nancy Hastings, giornalista del “Toronto Star”. È solo negli anni ‘90 che l’animalier assume una connotazione sexy. Nel 1991, Vogue Italia dedica la copertina a un total look maculato firmato Azzedine Alaïa indossato da Naomi Campbell. Un anno dopo, Gianni Versace sarà il primo a proporre l’animalier per la moda uomo con delle camicia in seta stampata. In seguito anche gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana decidono di arricchire i loro abiti in stile barocco con stampe maculate. TENDENZE A/I 2018-19 Nelle nuove collezioni di questa stagione è impossibile non notare che l’animalier è ovunque. Tema cardine della collezione Max Mara, viene rivisitato in diverse varianti per cappotti, gonne a matita, pull e accessori; uno dei capi più caratteristici  è la pelliccia oversize in stampa animalier. In versione patchwork multicolor per Tom Ford. Total look animalier, compresi maxi occhiali e calze in tinta per la donna di Dolce e GabbanaRoberto Cavalli sceglie di abbinarlo a pellicce bianche e Antonio Marras a stivali colorati. CONSIGLI DI STILE  L’animalier si abbina con tutto. Per rompere il lato classico del tailleur nero aggiungete una camicia leopardata che porterà una nota wild a questo look da città. La stampa zebrata indossata su un look total black migliorerà in modo superbo il lato grafico delle strisce bianche e nere. Le più audaci possono osare con un total look animalier impreziosito da qualche gioiello dorato che darà un tocco chic alla stampa. L’animalier è facilmente indossabile anche nella vita di tutti i giorni: un paio di slippers maculate daranno una marcia in più a un look casual come jeans e t-shirt bianca. Il maculato si sposa bene anche un altra grande tendenza che torna alla ribalta, il Principe di Galles: una camicia leopardata porterà un tocco di originalità a un total look a quadri. Che si tratti del motivo leopardato, tigrato o pitonato, la stampa animalier va sempre temperata con tonalità neutre come nero, beige, cammello, talpa, nude e bianco sporco. Giocate con i materiali: che sia un capospalla, un vestito o dei pantaloni, la stampa leopardata gioca un duo perfetto con la pelle ma anche con il denim. Alcuni link utili per il vostro shopping animalier: Michael Kors – Dolce e Gabbana – Twinset Milano – Max Mara – Bershka – Mango – Mango  – Zara – Zara – Intimissimi – Calzedonia – Asos

Scervino e la collezione donna “Sartorial Pop Art”!

Arte Pop e sartoriale si incontrano e si fondono per dare vita alla nuova collezione Resort
SS 19 di Ermanno Scervino. Una proposta glamour, dinamica e colorata che declina la
couture nella quotidianità contemporanea.
L’atmosfera della Londra anni Settanta ispira look femminili e streetstyle. Shorts o leggeri abiti in pizzo sono abbinati a giacche in camoscio con le frange o Mackintosh in raffinato Vichy. Il canvas è reinterpretato in chiave sartoriale per diventare un capospalla chic. La pelle, dall’animo rock, si alleggerisce e si ammorbidisce passando dalla giacca alla camicia, e si abbina al tartan, usato per giacche sofisticate o innovativi kilt-pantalone.
Un gusto pop, all’insegna di colori sgargianti e di jacquard d’autore, parte da icone street
come denim e T-shirt, realizzati però in ricercato jacquard. Ma si diffonde anche sui capi
più preziosi, come gli abiti bustier in organza o i cappotti in double, che hanno tonalità fluo e un inedito taglio a kimono. Lo stesso smoking diventa statement pop: indossato sopra la T-shirt, si colora di stampe micro-floreali. Stampe floreali che, in macro, impreziosiscono gli abiti da sera. La riga è rivisitata come fantasia femminile su abiti e  sottovesti esibite. Materiali preziosi come satin e cady segnano la morbidezza dei pantaloni dalla vestibilità ampia.

Olyvia & Me: shop online per mamme e bambine fashion!

Oggi voglio parlarvi di un sito e-commerce molto carino che ho scoperto da poco e dove ho già acquistato per me e prossimamente per la mia bambina.

OlyviaAndMe-Logo-small

Olyvia & Me è il sito di shopping online dedicato alle fashion victims e alla propria prole (i prodotti per bambini partono dai 3 anni in su). Una boutique virtuale che seleziona le ultime collezioni dei brand più trendy per tutte le persone che vogliono vivere la moda da protagonisti. Un concept store dove intercettare capi d’abbigliamento, calzature e accessori esclusivi suddivisi nelle diverse categorie e arricchiti dai new arrivals. Perché seguire la Moda quando in questo sito è possibile crearla tramite abbinamenti originali e molto ricercati?

Volete essere alla moda insieme ai vostri bambini? Allora scoprite le ultime tendenze moda selezionate da questo splendido shop online e non ne rimarrete delusi.

Ovviamente, avendo già acquistato direttamente posso dirvi che le spedizioni sono molto veloci ed affidabili in quanto il sito è curato in ogni dettaglio da esperti del settore. Tutti i prodotti hanno la garanzia di autenticità e vengono restituiti o sostituiti gratuitamente in caso di taglia sbagliata o anomalie.

… Ma chi si nasconde dietro “Olyvia & Me”? Una donna appassionata della vita e della moda. Una mamma imprenditrice con una lunga esperienza nel settore dell’abbigliamento. Una fashion victim che non vuole semplicemente vestirsi o vestire i suoi bambini, ma lasciare il segno. Olyvia & Me è ognuna di noi e io ne sono completamente innamorata!

 

Press Day John Richmond!

Buongiorno a tutti,

chi segue i miei Social avrà visto il post in cui parlavo di un viaggio a Milano in cui sarei andata al Press Day organizzato da John Richmond per vedere le nuove collezioni, conoscere lui in persona ed intervistarlo. Ma soprattutto avrà visto il flusso di foto della giornata. Sul blog non ho avuto tempo di parlarne e ho approfittato dei Social che sono più immediati… Ma ora eccomi qui, a 24 ore dall’incontro, per parlarne.

Ieri è stata una giornata colma di emozioni e l’intervista al mitico John Richmond è stata la ciliegina sulla torta. Lui è una persona molto disponibile e simpatica. Nelle sue creazioni si sente fortemente il legame che ha con la musica e, in special modo, con il Rock’n’Roll. Durante l’intervista ha risposto con entusiasmo alle mie domande e poi ci siamo lasciati andare a discorsi più personali, come il futuro di noi giovani nel mondo della Moda e della Comunicazione. Dopo venti minuti in cui io ho dedicato tutta la mia attenzione a lui, alla sua vita, alle sue creazioni.. Lui ha deciso di dedicarla a me, chiedendomi da dove venivo, che cosa studiavo e così via. A lungo andare sembrava più una chiacchierata tra “vecchi amici” e io non sono mai stata più felice!

E alla fine dell’intervista? … Immancabile il SELFIE con John!

Nelle creazioni uomo e donna che ho avuto modo di visionare si sente fortemente questo amore per la musica che lui predilige attraverso l’uso di materiali come la pelle e l’iconicità di motivi e trame. Alcuni capi femminili richiamano, addirittura, a stili mascolini e… Questo è lo stile che adoro! Non manca, però, anche la femminilità eterea ma al contempo marcata da un velo dark e rock. Un forte contrasto che fa di lui un uomo dalle mille sfumature, in grado di conoscere ciò che la donna e l’uomo di oggi desidera.

Quando ero ancora una bambina, guardavo su internet i vestiti e le sfilate Richmond. Mai avrei pensato di poterlo conoscere e di poterci parlare in lingua inglese. Non voglio fare prediche o sembrare una di quelle mamme che dicono ai figli: “Studia che poi ti tornerà utile!!”. Ma effettivamente è così. Con la conoscenza possiamo avere in mano tante risorse di cui non ci rendiamo minimamente conto. Con la cultura possiamo sentirci “cittadini del mondo”.

Alla prossima avventura,

Miriam