Le emozioni della donna e del bambino: Skin to Skin, Bonding e Rooming-in

Articolo scritto da Giorgia Maccora

La gravidanza è un evento ricco di emozioni: ansia, paura, gioia, felicità, gratificazione…  Si tratta di un’esperienza meravigliosa, quasi trascendente.

Una vita che si crea. Una vita che si accresce. Una vita che si sviluppa in un’altra vita. Pura magia.

La mamma per 9 lunghi mesi si prepara. Moltissime sono le trasformazioni fisiche a cui la donna è soggetta: si modificano le sembianze esteriori, ci si prepara fisicamente ad accogliere prima un embrione, poi un feto e infine un neonato. La sinergia tra corpo e mente è altissima. Cambia il corpo della donna per permettere il completo sviluppo del prodotto del concepimento, ma si modifica anche il mondo interiore della donna, il mondo della psiche. L’istinto materno si fa sempre più forte, cosciente e concreto, tanto che accresce la voglia della donna di prendersi cura, amorevolmente, del suo bambino.

Idealmente, distinguiamo 4 fasi attraversate dalla donna durante la gestazione:

  1. Primo trimestre: ad inizio gravidanza avvengono le prime modificazioni ormonali, fisiologiche e repentine; in tale fase prevalgono i fenomeni simpatici, ossia nausea e vomito, che rappresentano un’iniziale sistema di adattamento allo stato gravidico. Molteplici sono i cambiamenti di umore: l’ansia di vivere questa nuova esperienza e di non sapere come evolverà questa delicatissima fase, la paura che il bambino possa presentare delle patologie significative o delle malformazioni congenite caratterizza tale condizione. E’ importante accogliere queste sensazioni della donna, per rassicurarla e accompagnarla nel cammino della gestazione.
  1. Secondo trimestre: in questa fase la donna si tranquillizza perché il delicato periodo iniziale è ormai passato.  La donna concretizza il suo nuovo status di mamma in quanto inizia a percepire i primi movimenti fetali provenienti proprio dal suo corpo! Non solo per la madre, ma anche per il padre questo è il periodo più magico e speciale: appoggiando le mani sull’addome della donna può percepire dall’esterno i calcetti del proprio bambino. Dal punto di vista psicologico si crea una catena di emozioni e sensazioni tra i genitori e il feto. Esso già nella vita intrauterina è un essere senziente
  1. Terzo trimestre: i genitori si trovano vicini all’evento parto, vicini alla conoscenza del proprio bambino, prima desiderato e immaginato, e tra poco cullato e coccolato nelle loro braccia. Il piano dell’immaginazione di questo bambino non sempre corrisponde alla realtà dei fatti: questa situazione può stabilire alcune condizioni psicologiche instabili.  Il corpo delle donne è stato fisiologicamente progettato per accogliere la gravidanza , per sostenere la crescita di embrione-feto-neonato, per affrontare il travaglio, per mettere al mondo il proprio bambino. Molte però sono le donne che soffrono di una vera e propria ansia all’idea di provare dolore, all’idea di non essere in grado di affrontare il proprio parto (Tocofobia). Tutte le donne presentano intrinsicamente le potenzialità e le capacità di far fronte al magico momento della nascita. Per fornire le corrette informazioni e chiarire dubbi e preoccupazioni della donna, importante è la figura dell’ostetrica. Anche il partner, con la sua vicinanza e la sua dolcezza, la sua sensibilità e la sua emotività, si presenta come un punto di riferimento concreto per la donna, sia nel periodo della gestazione, sia nel corso della crescita del proprio bambino.
  2. Quarto trimestre: tale fase è definita come ‘’esogestazione’’ e rappresenta simbolicamente i 9 mesi di vita extrauterina che il bambino vive in sinergia con la propria madre, cuore a cuore, pelle a pelle. Il periodo del post-partum è un momento delicato in cui la donna vive simbioticamente con il proprio bambino. L’allattamento al seno caratterizza questa fase proprio perché non solo il seno simboleggia il nutrimento, ma sicuramente anche il calore, il conforto, la consolazione che il piccolo ritrova tra le braccia della propria madre. Il bambino percepisce il battito cardiaco della madre, ne riconosce l’odore, sente il bisogno di sentirsi amato e coccolato. Per colpa dei molteplici cambiamenti ormonali, la madre affronta un periodo ricco di sensazioni negative e positive, dunque risulta indispensabile la comprensione di chi le sta accanto. Aiutarla nelle faccende domestiche, farla sentire unica in tutto ciò che fa per il proprio bambino,  può incentivare la ripresa fisico-psichica della donna.

Non solo la mamma, ma anche il bambino si prepara all’evento parto: uno tra i primi ad affrontare questo argomento fu il ginecologo-ostetrico francese Frederick Leboyer nel suo libro ‘’Per una nascita senza violenza’’ (1975). 

Immagine presa da Pinterest

Un parto dolce e rispettato permette al neonato una nascita senza traumi inutili. Leboyer analizza in modo preciso e competente il momento della venuta al mondo. Il primo interrogativo che il noto ginecologo e ostetrico pone nella propria opera è ‘’Lei pensa che nascere sia piacevole?’’. Il bambino è un essere senziente, è dotato di sensibilità già nella vita intrauterina. Al momento della nascita tutto cambia: da un ambiente buio,silenzioso e caldo (intrauterino) si passa ad un ambiente illuminato, rumoroso e ‘’freddo’’, caratterizzato da urla, movimenti scattanti e quasi automatici (extrauterino). L’obiettivo di chi assiste il parto, è quello di evitare una traumatica venuta al mondo del bambino:

  • I suoi occhi per la prima volta si affacciano al mondo, perché dirigere una fonte di luce intensa verso il piccolo? Il neonato già vede e riconosce  i colori e le figure;
  • Le sue orecchie sentono il trambusto della sala parto, perché non garantire un ambiente tranquillo, ordinato, caratterizzato da quiete? L’udito è un senso che si sviluppa già nella vita intrauterina: i suoni percepiti durante la gravidanza, vengono riconosciuti anche dopo la nascita;
  • I suoi polmoni si aprono, respirando per la prima volta;
  • Le sue mani, il suo corpo, i suoi piedi, percepiscono il tatto. Questo senso si sviluppa durante la vita intrauterina, il bambino ama essere coccolato, accarezzato, cullato. I recettori tattili si trovano soprattutto nelle mani, infatti spesso il piccolo trova piacere succhiandosi le dita.

Bisogna rispettare la venuta al mondo del neonato, così come anche sostenuto da una grande ostetrica: Ibu Robin Lim.

Immagine presa da Pinterest

Aiutare i bambini a venire al mondo, con un parto sereno e rispettato, senza violenza e traumatismi, è un principio indispensabile per un inizio di vita sano, dolce, intatto. Lo stesso principio è stato sostenuto dall’italiana Maria Montessori, secondo la quale ‘’la costruzione di un mondo senza violenza, parte dalle primissime fasi dell’infanzia’’.  

L’autore ha voluto sottolineare la forte sensibilità del neonato che bisogna rispettare e onorare. Il bambino è in grado di rapportarsi sin da subito con il mondo esterno, se l’ambiente non è disturbato.  E’ un aspetto su cui vi invito a riflettere, citando le parole del grandissimo Leboyer:

‘’Lasciate stare il bambino. Lasciatelo fare.
Il bambino viene dal mistero e sa.
Gurdatelo, sta avvicinandosi alla riva.
Le onde lo spingono ancora.
Lo sollevano in alto, sopra la rena. 
E finalmente lo posano.
Eccolo libero. 
Non intervenite.
Lasciatelo stare. 
Lasciatelo fare.
Lasciategli il tempo.
Il sole si alza forse di colpo?
Tra il giorno e la notte non indugia forse l’alba incerta, e la lenta, maestosa gloria dell’aurora? Lasciate alla nascita la sua lentezza e la sua gravità.’’

Al momento della nascita, opportuna è l’immediata identificazione del neonato che avverrà con l’uso di due braccialetti identificativi:

  • uno per il neonato con il suo nome e cognome e uno specifico numero progressivo identificativo che corrisponde con il numero presente nel braccialetto della madre da apporre nella caviglia del piccolo;
  • uno per la puerpera con il suo nome e cognome e il numero identificativo sopra descritto, da apporre al polso della donna. 

Per evitare il distacco tra madre e bambino, se non ci sono situazioni potenzialmente a rischio, si promuove il contatto tra la donna e il neonato, con il cosiddetto ‘’Skin to Skin’’.

Il bambino, avvolto in un panno asciutto e caldo va asciugato con lo scopo di evitare la dispersione di calore: una volta eseguito ciò, lo si pone ‘’pelle a pelle’’ con l’addome materno. Indispensabile è iniziare questo tipo di contatto subito dopo il parto in quanto il bambino oltrepassa una delicata fase ‘’sensibile’’, uno stato di veglia tranquilla. Sfruttando il ‘’periodo sensibile del neonato’’  si sviluppa il Bonding, ovvero si pongono le basi per un legame duraturo e profondo con la madre e si avvia l’allattamento al seno.

La vicinanza e il contatto sono degli elementi base per il bambino, infatti nel 1950 è stata elaborata una teoria cosiddetta dell’attaccamento. Promuovere dunque lo skin to skin significa promuovere il bonding e la teoria dell’attaccamento. L’odore della madre, la relazione che si crea, l’approccio tattile tra madre e bambino permettono nel bambino la creazione di tre elementi fondamentali: la sicurezza, la fiducia e la protezione.

I vantaggi dello skin to skin sono emotivi, relazionali e mentali, sia per la madre che per il bambino:

  • aiuta a mantenere costante la temperatura del bambino, infatti questa tecnica, definita ‘’marsupioterapia’’ o ‘’ Kangaroo care’’, si sviluppa nei paesi poveri, dove, a causa della mancanza di sistemi tecnologici e all’avanguardia, i neonati prematuri venivano posti sull’addome materno,con una finalità simile ad ‘’un’incubatrice’’. La marsupioterapia diminuisce le risposte allo stress e aumenta il fisiologico recupero nei neonati di 28 settimane, e favorisce l’allattamento al seno.
  • Permette la diminuizione del pianto, perché il neonato si sente amato, coccolato, cullato. Riconosce la madre nel battito del suo cuore, nell’odore della sua pelle, nella sua voce. Tutto ciò lo calma e lo tranquillizza. 
  • Permette la produzione di un ormone, l’ossitocina, il quale contribuisce a favorire l’allattamento al seno e l’involuzione dell’utero nel post partum. Inoltre è importante perché regola la risposta alle emozioni e allo stress legati al parto; 
  • Facilita la colonizzazione del neonato con i microrganismi materni;
  • Stabilizza i livelli di glucosio nel sangue neonatale.

Permette il Breast Crawl che rappresenta un momento magico e speciale! Il neonato, infatti, posto sull’addome materno percepisce un’immensità di sensazioni esplorando il corpo della madre con un riflesso simile a quello che utilizzava in utero per dare piccoli calci, a poco a poco riesce a raggiungere da solo il seno materno! Nessuno deve interferire durante questa fase intima e piena d’amore. Ovviamente si richiede un ambiente tranquillo, silenzioso, riservato. In questo momento la mamma conosce il proprio bambino: lo scruta, lo osserva, innamorandosene.

E viceversa, il bambino conosce la mamma: ricorda la sua voce, la osserva, innamorandosene. Inoltre, nella prima ora dopo il parto il bambino tocca il seno della madre, massaggiando il capezzolo ai fini di un buon attacco.

Al fine di mantenere questo rapporto d’amore e di conoscenza, negli ospedali si incentiva la pratica del Rooming-in: madre e bambino rimangono h.24 insieme, giorno e notte! Informazioni riguardanti lo Skin to Skin, il Bonding, il Roming-in, possono esservi utili al fine di stabilire sin da subito un legame indissolubile tra voi e il vostro bambino.

Concludo, riportandovi le parole di un noto medico italiano, Lorenzo Braibanti:


‘’Le mamme sanno già tutto, ma non lo sanno.
Loro sanno partorire e i loro neonati sanno nascere.’’

Care mamme, affrontate con amore, consapevolezza e forza la gravidanza, il travaglio e il parto. Possedete in voi tutte le capacità e le potenzialità. Siete delle forze della natura.

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Buoni Propositi 2018: ritorni

L’anno è ricominciato nel suo tram tram quotidiano e io mi sono resa conto di una cosa: non bisogna mai abbandonare i propri sogni.

Io l’ho fatto per delle buone ragioni: il lavoro, la casa, la bambina, il marito. Per un anno mi sono anche sentita completa, felice, appagata. Poi è diventata una felicità “per metà”. Mancava sempre qualcosa, ma non capivo cosa.

Per dedicarmi a tante cose ho trascurato quella più importante: me.

…E allora eccomi qui. Nel mio solito ritardo stonato a stilare la lista dei miei buoni propositi per l’anno nuovo che prevedono tutti una parola: il ritorno.

Allora… Cominciamo:

  1. Come prima cosa devo ritornare alle mie origini, qui dov’è nato tutto. E prometto di continuare a scrivere di tutto ciò che mi passa per la testa!
  2. Come seconda cosa devo ritornare a scrivere il libro che non ho mai terminato, ma che ho in testa da un anno.

 

… Ce ne sono anche altri, ma per ora me li tengo per me sperando di poterli condividere presto con voi!

Una novità però posso dirvela: ho un nuovo cambiamento in corso ed è dentro di me. Noa, la mia primogenita, prossimamente avrà una compagnia maschile… A luglio arriverà il mio secondogenito che per ora chiameremo “Nutellino“. Vi lascio immaginare perché porta questo nome!

Le novità sono tante, ma i miei buoni propositi ancora di più!

… E voi volete seguirmi in questa nuova avventura?

Vi aspetto!

Settembre 

Sto per andare a letto. Metto la sveglia al telefono e mi rendo conto che è il 19 settembre. Una data a me molto familiare perché proprio in questo giorno saresti dovuta venire al mondo, ma hai deciso di nascere prima. Sorrido mentre ti vedo dormire accanto a me e in un attimo mi rendo conto che non c’è nessun altro posto dove vorrei stare se non accanto a te. Il mio mondo gira intorno a te che sei la mia piccola fagiolina un po’ cresciuta. Tu che doni amore senza chiedere nulla in cambio. Tu che sorridi a tutti, arricciando gli occhietti e il nasino. Tu che riesci a sorprendermi ogni giorno con una nuova scoperta. Tu che ogni secondo mi chiami solo per farmi sorridere. Tu che ogni cagnolino che vedi è tuo amico. Tu che ti allontani gattonando, non mi trovi vicino e corri da me urlando “mamma mimmi”. Mi fai innamorare di ogni cosa stupida che fai. Un anno fa saresti dovuta arrivare, ma hai stravolto la nostra vita prima e continui a farlo ogni giorno. 

Spengo il telefono, mi avvicino a te così tanto da sentire il tuo respiro addosso. Mi voglio addormentare così. Vicine, unite, un’amore indivisibile. Perché non può essere diversamente. Per stare nel tuo lettino ci sarà molto tempo ancora. Ma non ora. E continuo a pensare che quella pancia ti ha cresciuto, è vero, ma ci separava. E finalmente ti posso baciare, abbracciare, assaporare. Perché “la vita è adesso”, come dice Baglioni, e la mia inizia insieme a te. 

Ti amo Noa.