World of Beauty: tempo di solari!

L’estate è arrivata con tutto il suo grande caldo e l’unica soluzione è scappare al mare o in piscina. Il sole, l’acqua cristallina, il divertimento… ma quanti di voi si ricordano la protezione solare?

World of Beauty nella sua nuova “Mistery Box” ha pensato alla nostra pelle e… volete vederne il contenuto?


Questi due prodotti sono il connubio perfetto per tornare in città con un’abbronzatura da far invidia… senza però prendere delle brutte scottature!


Come primo prodotto abbiamo una crema protettiva SPF 30, ma il Brand offre nella sua vasta gamma di prodotti anche la 50+ o protezioni minori come la 15. Questa crema, nello specifico, è da 150ml e adatta ad ogni tipo di pelle… in particolar modo ad un foto tipochiaro come il mio. Oltre a proteggere la pelle dai raggi UV, ha un’azione idratante ed anti ossidante. È un prodotto formulato con Olio di Argan, Cocco, Betacarotene e Vitamina E. Si consiglia di applicarla più volte durante la giornata per una protezione completa!


Il secondo prodotto per me è magico! Ho avuto modo di testarlo da qualche giorno e dopo due intere giornate di esposizione al sole, oltre a non essere scottata grazie alla crema protettiva, ho anche una bellissima tintarella dorata. Il suo nome “Super Vitaminic Oil” e stimola la sintesi della melanina per nutrire la pelle e intensificare l’abbronzatura. È formulato con Olio di Argan, Estratto di Carota e Vitamina E. Può essere applicato dopo aver messo il fattore protettivo e potete ripeterlo anche dopo l’esposizione al sole. L’applicazione è molto semplice grazie al dosatore e il flaconcino da 125ml permette di portarlo in borsa sempre con te.

Entrambi i prodotti sono dermatologicamente testati, nickel-tested e si assorbono facilmente sulla pelle per evitare di incorrere in quella sgradevole sensazione di “unto”.

Devo dirvi la verità: sono sempre stata alla ricerca di solari che mi proteggessero senza farmi tornare a Roma più bianca di prima e questi due prodotti firmati World of Beauty mi hanno soddisfatta!

Miriam

Vodafone Pay: la rivoluzione dei pagamenti digitali!

Lo ammetto. Se anni fa mi avessero detto che con un telefono avrei potuto inviare mail, chattare, essere “social” e così via non ci avrei creduto. Quando oggi sono venuta a sapere che ora con il proprio smartphone si può anche pagare i propri acquisti FISICI, oltre a quelli digitali, sono rimasta sbalordita!

Ebbene sì, avete capito bene! Come è possibile tutto ciò? Grazie a Vodafone Pay, ovviamente!

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Stiamo parlando di un servizio che permette di avere un nuovo metodo di pagamento sicuro dedicato a tutti gli smartphone android e scaricabile tramite Google Play. Bastano pochi semplici passaggi e potrete averlo anche voi! Tra le tante funzionalità, c’è la possibilità di trasferirci il proprio conto paypal e, quindi, di pagare i propri acquisti fisici (anche al supermercato, per esempio) con i vostri soldi paypal!

Come fare per averlo? Andate su Google Play, scaricate l’applicazione Vodafone Wallet, collegateci la vostra carta MasterCard o il vostro account paypal… E il gioco è fatto! Semplice, veloce e sicuro!

L’applicazione vi permetterà di fare acquisti in tutti i negozi dotati di un POS Contactless. Come? Basta avvicinare il proprio smartphone al POS per poter pagare senza dover cercare l’applicazione nelle infinite cartelle che si hanno!

Molto importante sapere che a seconda dell’importo c’è una “piccola metodologia”: i pagamenti sotto i 25 euro sono immediati, mentre gli importi superiori vanno autorizzati inserendo il proprio PIN. In entrambi i casi è veramente molto semplice fare acquisti!

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Dopo aver provato l’applicazione dallo smartphone di mio padre, ho elencato per voi tutti i vantaggi di questo fantastico servizio che Vodafone offre:

  1. Sicurezza: In primis non bisognerà più aprire il portafoglio e mostrare i dati della propria carta. In secondo luogo, le informazioni delle carte sono custodite all’interno della SIM NFC che garantisce il massimo della sicurezza. In caso di furti è possibile bloccare il servizio chiamando il Servizio Clienti!
  2. Praticità: Potete avere tutte le vostre carte in un’unica applicazione.
  3. Comodità: Come detto prima perché è Contactless, ma anche perché puoi usarlo sempre… Anche quando si scarica lo smartphone, grazie alla SIM NFC!
  4. Controllo: Potete tenere ogni vostra spesa sotto controllo grazie alle notifiche dall’app Vodafone Wallet che comunica il buon esito di ogni operazione.

Ancora non riuscite a crederci, vero? Allora guardate il video!


Per maggiori informazioni, invece, visitate le loro Landing Page:

1) http://l12.eu/vodafone2-796-au/74PJKQ3M5YXQZY8PL0GB
2) http://l12.eu/vodafone2-795-au/74PJKQ3M5YXQZY8PL0GB

Sono sicura che ne rimarrete entusiasti… Proprio come me!

Miriam

Buzzoole

Tra lavoro e amore con… Carolina Crescentini!

Carolina Crescentini, classe 1980, nata a Roma. È molto bello vedere come il destino, a volte, riesce a fare il suo corso magnificamente e, molto probabilmente, anche per lei è stato così. Dopo aver conseguito la maturità scientifica, infatti, ha deciso di iscriversi alla Facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. È bastato un seminario di recitazione per cambiarle totalmente la vita, ma questo ce lo racconterà lei più avanti. L’abbiamo incontrata al Centro storico della Capitale e davanti a un buon caffè abbiamo parlato di lavoro, amore e futuro!

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Iniziamo parlando di ciò che con gli anni è diventato il tuo lavoro: come è nata la passione per la recitazione?
Inizialmente è nato tutto per caso, uno splendido caso. Stavo studiando il cinema e volevo capire che cosa fosse l’attore nello specifico. Ho deciso, quindi, di andare a un corso di recitazione e ammetto che in quel preciso momento si è aperto un mondo di emozioni. Mi sentivo così bene sul palco. Era come entrare in un bellissimo vortice da cui non sono stata più in grado di tenermi alla larga.
Ti abbiamo vista in molti ruoli diversi, quale ti è rimasto dentro?
Sì, effettivamente ho interpretato molti ruoli diversi ed interessanti, ma posso dire con certezza che i ruoli che mi sono rimasti dentro sono sicuramente due: Corinna la cagna di “Boris” che è stato il progetto più geniale di tutta la mia carriera e, infine, il personaggio di Laura dell’Industriale di Giuliano Montaldo.
Tra i tanti colleghi con cui hai collaborato, chi stimi maggiormente?
Sicuramente Pierfrancesco Favino che è per me un attore immenso con cui ho recitato nell’Industriale nei panni della moglie.
Vuoi parlarci dei tuoi ultimi lavori? Quando potremo rivederti al cinema?
Il 5 gennaio 2016 è uscito nelle sale “Assolo”, il nuovo film di Laura Morante. Sono molto fiera di far parte del suo cast, anche se è un piccolo ruolo. Posso dirti che si tratta di un film dalla sensibilità femminile e non solo perché la mia regista è una splendida signora, ma perché indaga la condizione di una donna sola che ha superato i 50 anni. Un film che racchiude tutto quello che ci portiamo dietro dai nostri fallimenti, tutto quello che ci ha reso fragili, la paura di ricominciare. Molto profondo, ve ne consiglio la visione.
Sei una persona che non si ferma mai, sempre in movimento per lavorare a tanti nuovi progetti interessanti. Ci dai una piccola anteprima?
Sì, mi hai inquadrato bene! Sono una persona che ama stare sempre in movimento in nuovi progetti che mi piacciono e in cui credo! L’anteprima di cui posso parlarti riguarda una serie televisiva che sto per iniziare insieme ad Alessandro Gassman dal nome “I bastardi di Pizzofalcone”, tratta dal libro di Maurizio De Giovanni, che uscirà nell’Autunno 2016 su RaiUno.
Esattamente un anno fa è andato in onda sulla Rai “Max e Helene”, un film molto profondo su una storia d’amore ai tempi della Shoah. Come hai fatto a prepararti per un personaggio del genere e quanto sei riuscita ad impersonarti realmente?
Il primo step da affrontare è stato che il film era girato in inglese, quindi ho dovuto studiare. Il secondo step è stato quello di provare prima delle riprese con Alessandro Averone (ndr nel ruolo di Max) e questo non è cosa da poco visto che non tutti sono disponibili. Secondo me la storia si può dividere in due parti: la prima è una sorta di Romeo e Giulietta negli anni del nazifascismo, la seconda porta su un altro mondo dove regna la difficoltà di sopravvivere. Se hai visto e preso parte all’orrore più grande della storia, non è detto che si riesca sempre a trovare la forza di andare avanti. Per prepararmi al personaggio sono andata a vedere le testimonianze dei sopravvissuti e ho notato che, nonostante le diverse reazioni, tutti avevano le stesse pause nel discorso parlato come a significare la difficoltà del raccontare. Helene inoltre ha un dolore più grande rispetto agli altri: il figlio dello stupro. Non è scontato, infatti, che una donna porti avanti una gravidanza nata da uno stupro. Lei ha dato al figlio il nome del suo grande amore, raccontando una vita diversa da quella realmente vissuta. Per quanto riguarda l’impersonarmi in Helene… Certi sentimenti non puoi fingerli. Devi andare a cercare dentro di te. Per di più questo è un tema non molto lontano nel tempo. La vergogna di ciò che è successo l’abbiamo ancora tutti addosso.
A questo punto mi viene da domandarti: quanto pesa il diritto e il dovere di ricordare la Shoah?
Abbiamo il dovere di continuare a raccontare soprattutto a causa del negazionismo. Negare è quanto uccidere, secondo me. Ciò che mette paura è che la follia di un singolo ha contagiato l’intero mondo, organizzando uno sterminio a tavolino. Se c’è riuscita una persona, ce ne sono altre che potrebbero riuscirci. Questo è pericolosissimo. Helene, invece, vuole dimenticare ed essere dimenticata ma solo perché sennò crollano le bugie dette al figlio. Io, invece, che ogni giorno inciampo nel ricordo sento di avere una grande responsabilità come essere umano.
Ora passiamo ad un argomento personale: l’amore ha bussato alla tua porta?
Su questa domanda posso dirti solamente una cosa che, essendo donna come me, saprai di sicuro: l’amore è sempre in agguato.
Che cosa cerchi in un uomo e che cosa proprio non riesci a sopportare?
Ciò che cerco in un uomo è sicuramente protezione e ironia. Una cosa che proprio non riesco a sopportare e che, quindi, non vorrei assolutamente nel rapporto è un uomo che cerca di cambiarmi o castrarmi. Non riuscirei proprio a sopportarlo!
Ora facciamo spazio alla fantasia: qual è l’attore, italiano o straniero, su cui faresti un pensierino per una fuga romantica?
Sicuramente Michael Fassbender, (ndr attore irlandese di origine tedesca) un uomo da svenimento.
Che tipo di donna sei quando ti innamori?
Quasi gheisha. E preferisco non pronunciarmi ulteriormente.
Ok, l’argomento sull’amore è superato. Ultima domanda a bruciapelo: come ti vedi tra 10 anni?
E chi lo sa… Staremo a vedere! La vita è una sorpresa e il destino, o il caso se preferiamo chiamarlo così, come l’amore, è sempre in agguato.

Alla prossima,
Miriam

Un caffè con l’attrice Elisabetta Pellini!

Elisabetta Pellini, attrice divenuta famosa in numerosi film italiani e serie televisive, si presenta ai miei occhi come una ragazza acqua e sapone che ama sognare, desiderosa di vivere la vita nella sua intera bellezza… Senza rinunciare a nulla. Elisabetta mi ha accolto nella sua incantevole dimora romana e, con un buon caffè, è iniziata la nostra intervista a 360 gradi tra lavoro e amore!

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Come è nata la passione per la recitazione?
La passione per la recitazione è sempre stata presente fin da quando ero piccola. Ricordo che passavo interi pomeriggi a guardare le videocassette con i film di Monica Vitti, Vittorio De Sica, Alberto Sordi e Mariangela Melato. Nel 1995 ci fu la mia piccola svolta: arrivai seconda al concorso di bellezza “Bellissima” su Canale 5. Ho iniziato a lavorare per la televisione come conduttrice, ballerina e attrice. Da lì è iniziato tutto. Un hobby che si è trasformato in una professione e in un viaggio di conoscenza personale e culturale. Il mio lavoro, infatti, mi ha permesso anche di viaggiare tanto: ho fatto due film in Kenya, un film in Curdistan, due spot in Malesia e una puntata in Irlanda.
Ti abbiamo vista in molti ruoli diversi nel corso di questi anni. Quale ti è rimasto dentro?
Son stati tutti ruoli importanti per me e per la mia crescita come attrice. Spesso mi sono trovata costretta a confrontarmi con i miei pudori o insicurezze e ho dimenticato Elisabetta per poter diventare il personaggio che dovevo interpretare. Quando son stata in Kenya mi sono innamorata dell’Africa, dei suoi paesaggi, della natura selvaggia. Un’esperienza indimenticabile l’ho avuta durante il film “La stagione delle piccole piogge” dove interpretavo un medico senza frontiere che aiutava i masai nello Tzavo. Altri ruoli che ho amato e sofferto sono stati: Laura Sommaria nelle “Tre rose di Eva” e la dark lady Daria nella fiction “Rosso San Valentino” in quanto nella prima era molto difficile da interpretare e soprattutto molto distante da me stessa, mentre nella seconda rapivo mio figlio adottivo ed ero spietata, egocentrica, bugiarda: tutte qualità che odio in alcune donne! È stata una vera sfida, ma mi sono divertita. Mi sono poi innamorata della fragilità di Olga nella fiction “Un amore e una vendetta” e della spontaneità e spensieratezza di Anna Ronco nella fiction “Provaci ancora Prof”.
Tra i tanti colleghi con cui hai collaborato, chi stimi maggiormente?
Mi sono trovata molto bene a lavorare con Gigi Proietti nella fiction “Maresciallo Rocca 3”: un grandissimo attore che già stimavo e durante le riprese mi ha sempre aiutato, consigliandomi. Era uno dei miei primi lavori ed ero emozionatissima. Mi sono trovata molto bene anche a lavorare con Virna Lisi nella fiction “Madre aiutami”: una donna bellissima e una grande attrice molto professionale e preparata. In ogni set mi confronto con registi e attori, imparando sempre qualcosa professionalmente e umanamente.
Vuoi parlarci dei tuoi ultimi lavori?
Per quanto riguarda il cinema, sono usciti due lungometraggi. Il primo è “Infernet” e parla del bullismo e dei lati oscuri di Internet che se usato male può diventare un vero inferno. L’altro lungometraggio è una commedia: “La mia famiglia a soqquadro” dove interpreto Paola Baldini, donna che ha fatto carriera nella moda a Parigi e decide di tornare in Italia perché sente l’esigenza di sentirsi mamma. Ogni volta che si parla di figli, infatti, le vengono attacchi di respirazione, singhiozzo e così via. Un ruolo comico, ironico e con momenti teneri dove trasuda l’amore materno. In televisione, invece, sono stata protagonista di una puntata nella fiction “Don Matteo 10” dove ho interpretato una donna che ha ucciso il suo amante durante un litigio. Ho avuto, poi, un ruolo comico come protagonista di puntata della fiction “Un amore per due” con Panariello e Lucia Occone. Ho interpretato una loro amica di scuola molto preoccupata per salute del suo pappagallo e… c’è stato un divertente triangolo “amoroso”.
Passiamo ad un argomento personale e forse un po’ antipatico: l’amore ha bussato alla tua porta?
Sì, ha bussato. Credo nell’amore, sempre. Sono single da un anno e sto cercando di trovare prima un mio equilibrio personale. Non mi piacciono le avventure e non sono molto semplice nelle scelte. Le qualità fondamentali devono essere la leggerezza, la simpatia, l’allegria nell’affrontare la vita, la sincerità nel bene e nel male… E così via. Quando Cupido passerà e ci saranno queste qualità allora il mio cuore ricomincerà a battere per qualcuno. In un rapporto deve esserci tutto questo in quanto cerco un complice nella vita quotidiana con cui condividere le mie emozioni. Voglio essere un sostegno per lui e la cosa deve essere reciproca. Per ora sto bene così.
Che cosa proprio non riesci a sopportare in un uomo?
Non sopporto le bugie, anche quelle stupide, perché poi perdo la fiducia e la stima nei confronti del partner e, quindi, automaticamente, finisce il rapporto. Non sopporto l’infedeltà, l’arroganza, o il narcisismo. Non sopporto la violenza verbale e fisica. Spesso si legge di violenza sulle donne o stalking e non voglio questo in un uomo o un semplice amico che fa parte della mia vita.
Ora facciamo spazio alla fantasia: qual è l’attore, italiano o straniero, su cui faresti un pensierino per una fuga romantica?
Una fuga romantica?! Impegnativa anche con la fantasia perché se poi ti trovi bene con una persona, magari è diversa da come pensavi e diventa un vero inferno… E la cosa ovviamente è reciproca! Comunque, scapperei per una fuga romantica con Mark Ruffalo perché è un grandissimo attore e credo che sia molto simpatico!
Che tipo di donna sei quando ti innamori?
Quando mi innamoro inizialmente sono molto timida, sento le farfalle nello stomaco e arrossisco… Oppure sono un po’ impacciata! Poi sono molto romantica, ma questo lo sono in generale nella vita. Mi piace la natura e viaggiare, quindi cerco di condividere più cose possibili con l’uomo che amo. Sono molto sincera e schietta: preferisco che si vedano subito tutti i miei difetti e limiti, piuttosto che nasconderli con fatica, così è un risparmio di tempo reciproco o comunque si può provare a correggerli. Se mi sento presa in giro ovviamente mi arrabbio, ma se la cosa non è particolarmente grave e riconosco un pentimento cerco di perdonare o di farmi perdonare nel caso contrario. Credo che con gli sbagli si può crescere in un rapporto, ma bisogna condividerli e non ripeterli… Altri errori, invece, sono vere fratture che non si rimargineranno mai.
Ok, l’argomento sull’amore è superato. Ultima domanda a bruciapelo: come ti vedi tra 10 anni?
Vivo molto “alla giornata”, però, forse, con la fantasia, tra 10 anni mi vedo in un paese straniero con una casa sulla spiaggia e tanti progetti e sogni, piccoli e grandi, da realizzare.

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Ph. Andrea CiccalèMake up/Hair. Hilari Battisti per Simone Belli

Alla prossima,
Miriam

Puro e Just Cavalli: il connubio perfetto per cover da favola!

Salve a tutti i miei lettori,
oggi sono reduce da una giornata colma di impegni per il matrimonio, ma ció non mi ferma dal parlarvi del mio nuovo acquisto nato dal connubio tra PURO, azienda leader nella produzione di accessori design, e il Gruppo Roberto Cavalli. Di che sto parlando? ma della nuova collezione di Cover Primavera/Estate 2016 firmata Just Cavalli, ovviamente!


In foto potete ammirare la cover rosa per il mio iPhone 6 e la cover nera e verde sempre per iPhone 6 di mia sorella!

Le esclusive cover Just Cavalli in collaborazione con Puro per l’estate 2016 sono caratterizzate da texture stampate in alta definizione, declinate in diverse linee tutte caratterizzate da colori forti e da originali stampe “Urban Jungle”, come avrete potuto vedere nell’anteprima fotografica precedente!

Andiamo ad esplorare dettagliatamente la collezione formata da quattro cover di due generi diversi che richiamano totalmente le orme della griffe tanto amata dagli italiani: 

Le cover “Leo Giraffa”, declinata in due colorazioni, dedicate per tutti coloro che non possono resistere al “richiamo della foresta”. Caratterizzate da una texture glamour e colorata. Disponibili per iPhone 6/6s. Realizzate in materiale anti-shock, con un’aderenza perfetta, garantiscono massima protezione al device. 
Le cover “Leo Star”, declinata sempre in due colorazioni, sono caratterizzate da texture rock e iconiche per le fashion addicted. Realizzate in materiale anti-shock per proteggere il dispositivo da urti e graffi, sono disponibili per iPhone 6/6s. Mantengono inalterato il design del dispositivo lasciando libero accesso a tutti i comandi. Dedicate ai veri numeri uno!

Ogni cover Just Cavalli è dotata al suo interno di un codice QR dove è possibile scaricare un wallpaper personalizzato che richiama la stampa della cover per rendere il proprio smartphone coordinato e alla moda come solo Just Cavalli sa fare, ma allo stesso tempo pratico e confortevole come solo Puro sa fare!


I prodotti saranno in vendita sul sito ufficiale Just Cavalli, sul sito ufficiale Puro e nei rivenditori autorizzati delle Aziende in tutta Italia.
… E ora che ho terminato i miei “consigli per gli acquisti” della settimana, vi auguro un buon proseguimento!

P.s. Continuate a seguirmi sul Blog e sulla mia Pagina Ufficiale Facebook per tantissime novità!

Miriam

Jo Malone London e la limited edition di Marthe Armitage!

L’estro creativo di Jo Malone si unisce a quello di Marthe Armitage, artista e designer di carta da parati, per creare la collezione “Summer Afternoon” in edizione limitata di cui non potrete fare a meno. Da Giugno 2016, infatti, troverete saponette lussuriose, oli da bagno dolci, candele per la casa e carta per i cassetti profumata.

La delicatezza delle antiche stampe inglesi e la semplicità di ogni ingrediente proposto sono curate in ogni dettaglio dalla designer e dal brand che, in prima persona, ha voluto far emergere la bravura degli artigiani britannici più apprezzati.

Summer Afternoon cattura l’incantevole brezza di un pomeriggio d’estate inglese. Un giardino rigoglioso, perfettamente curato. Le api ronzano. I raggi del sole. Le anatre nello stagno. Il picchiettio della palla da croquet e le risate dei bambini. Il giardiniere riposa sulla panchina, il suo viso si scalda al sole. Tutto avvolto dal profumo di pomodori, appena maturi, mescolato all’aroma dei dolci boccioli in fiore delle rose rosse. Calda. Mite. Dorata.

Ho intervistato Marthe Armitage per saperne di più sull’evoluzione della sua carriera nel corso degli anni e per immergermi maggiormente nella collezione creata per Jo Malone!

Come è iniziata la sua carriera?
Mi definisco un’artista. Ho iniziato la mia carriera come pittrice. Ho frequentato la Chelsea School of Art. Abbiamo vinto la guerre ed è stato fondamentale per me poter vivere in quei tempi poiché tutti i più grandi pittori come Picasso e Matisse erano ancora vivi e attivi professionalmente. Poco dopo ho lasciato la scuola d’arte, mi sono sposata, ho avuto due figli e mi sono trasferita in India, per due anni. Appena dopo la loro nascita fu impossibile per me continuare a dipingere, ma non ho mai smesso di essere creativa. Ho seguito dei corsi per il taglio del linoleum e ho imparato come stampare i tessuti alla scuola d’arte. Ho cosi realizzato di essere sempre stata interessata alle stampe in serie e ho cercato di capire come avrei potuto realizzare i miei blocchi e stamparli, perfino da casa.

Come ha influito sul suo lavoro il tempo trascorso in India?
Quando il mio primo figlio aveva solamente due mesi ci siamo trasferiti in India. Abbiamo trascorso li due anni, poiché mio marito era uno degli architetti coinvolti nella progettazione di un edificio pubblico a Punjab. La sera ci dirigevamo verso il bazar dove eravamo soliti trovare uomini dipingere sulle lenzuola, su lunghe tavolate all’aria aperta. Vederli al lavoro, dipingere in quel modo imprevedibile, mi ha fatto realizzare che è possibile creare degli oggetti da soli. Avrei avuto bisogno soltanto dei blocchi, di colore e della carta e ce l’avrei fatta. Tornata a Londra, ho iniziato a lavorarci quando i bambini erano a scuola. La prima stampa che ho ricreato era per la nostra casa e sembrava carina, cosi ho continuato a fare altre stampe.

Come ha creato la sua prima carta da parati? Che processo ha seguito?
Ho cercato l’unica parte della casa che non fosse utilizzata per altri scopi, il pianerottolo e ci ho fatto un piccolo laboratorio. Nel negozio di ferramenta locale ho comprato del linoleum, carta di lino, colori e un piccolo rullo. Ho messo i colori sul pavimento e mi sono posizionata sul blocco per esercitare la pressione adatta per la stampa. E stato un processo abbastanza improvvisato ma mi è piaciuto l’effetto e ho realizzato alcuni disegni. Poi un’amica mi ha convinto che era giunto il momento di acquistare una pressa professionale.

Mi racconti della pressa e come si è sviluppato il suo lavoro.
La mia amica stampatrice mi ha convinto che saremmo dovuti andare in un magazzino per la stampa su larga scala e ci siamo andate. Era uno spazio enorme con macchinari grandi come case ma nascosta dietro un angolo c’era questa piccola, trascurata pressa di prova. L’ho guardata e ho detto «Può andare!». L’altra cosa che ci serviva era la carta. Sono riuscita a trovare una mezza tonnellata della carta giusta e così è come tutto ebbe inizio. Non è stato programmato per niente, ma in qualche modo è successo!

Mi può spiegare il processo di creazione delle stampa per la carta da parati?
Prima di tutto, gli alberi sono la mia fonte principale di ispirazione perché cambiano e si trasformano in modo ininterrotto – scivolano sopra i muri e creano una varietà infinita di disegni. Passeggiando davanti ai giardini delle case, qualche volta mi capita di vedere un albero che finirà nel disegno e mi immagino lo schizzo immediatamente. Per me, il cuore di tutte le arti visive è il disegno. Mi piace avere il soggetto di fronte a me, specialmente con le piante. in inverno, uso spesso dei libri e in estate disegno le piante che vedo di fronte a me. è fondamentale avere informazioni accurate per i miei disegni. Per disegnare una stampa ripetuta, faccio una piccola griglia di 4 sezioni e poi traccio tutto all’interno di essa. Ti rendi conto dello spazio che hai a disposizione, lo unisci e dai un certo ritmo al disegno. è sempre una questione di riempire gli spazi con i miei disegni. Poi riproduco la stessa traccia su un pezzo di linoleum e comincio ad inciderlo. Una volta tagliato non si può più tornare indietro.

Qual è l’ispirazione che sta alla base del disegno per Jo Malone London?
Il team creativo di Jo Malone London è venuto da me e abbiamo avuto un bellissimo scambio. Abbiamo parlato di fiumi, piante, semina e giardini. Tutti quanti siamo rimasti affascinati dall’idea del giardino e da qui è tutto filato liscio. Henry James è uno scrittore a cui sono molto affezionata, il quale ha scritto che le due parole più felici in inglese sono “Summer Afternoon”. Ho deciso di riprodurre un perfetto pomeriggio d’estate inglese. Il giardino doveva sembrare vivo. Ho aggiunto i bambini che giocano a croquet, ìl giardiniere che osserva quello che accade e la piccola bambina che gli mostra i primi passi di danza. Ci sono anche le volpi, impudenti. Il mio giardino ideale ha anche delle statue al suo interno e così ho preso l’idea dalla Chiswick House, a due passi da casa mia. Il leone viene da quelli che popolano quel giardino. Come sempre, prendere l’ispirazione dalla natura è stato fondamentale. Troverete la piantina di pomodori, di pere, di rose, il ribes nero, persino le api ronzanti che rappresentano il miele contenuto nella fragranza Red Roses. Adoro disegnare le api.

Che cosa le è piaciuto di più lavorando con lo Malone London a questo progetto?
È stato un progetto così divertente, un mondo che non avevo mai sperimentato prima. Tutti sono stati incoraggianti e d’aiuto, è stato bellissimo esprimere la propria creatività insieme.

 

Alla prossima intervista,
Miriam

Caffè Vergnano le capsule a misura di ambiente

Innovazione e tradizione si fondono ancora una volta in una delle aziende doc del made in Italy: Caffè Vergnano, che lancia sul mercato le Èspresso1882 capsule compostabili e compatibili con le macchine a uso domestico a marchio Nespresso®* e con le macchine Èspresso1882 TRÈ. Dal 1 Aprile 2015 l’azienda punta non solo a migliorare il proprio prodotto nel rispetto della tradizione aziendale ma anche facendosi portavoce di una tutela ambientale che non è più possibile ignorare. Le nuove capsule che gradualmente sostituiranno quelle ancora in vendita, sono le prime ad aver ricevuto la qualifica di “OK COMPOST” da Vinçotte (ente riconosciuto a livello internazionale) e saranno smaltibili nel bidone dell’umido senza più bisogno di separare l’involucro dal caffè. L’iniziativa e l’impegno di Vergnano vanno al di là della promozione di un nuovo prodotto, sono finalizzate a rivoluzionare il mercato pensando all’ambiente in modo produttivo e salutare, il tutto preservando l’aroma del caffè e la qualità di un prodotto storicamente eccellente.

Eletto Prodotto dell’Anno 2016 con particolare riferimento al premio per l’Innovazione conferito direttamente dai consumatori, Èspresso 1882 compostabile merita tutta l’attenzione da parte non solo degli addetti ai lavori e dei distributori ma anche dei consumatori che sono riusciti a rilevare nelle innovative capsule non solo la bontà del caffè, che non ha subito nessuna alterazione di gusto e aroma, ma anche un impegno ambientale non indifferente, una tutela che merita più attenzione da parte, soprattutto, di alcuni marchi alimentari. Per queste ragioni Vergnano ha pensato di modificare anche il packaging delle nuove capsule in un ottica ecologica facilitando la raccolta differenziata. Il premio di miglior prodotto 2016 Espresso 1882 compostabile se lo meritato tutto, i consumatori non possono che ringraziare l’azienda per aver tutelato ambiente e tradizione.

Andate a visitare il sito ufficiale http://bzle.eu/caffevergnanoespresso-599-au/KPZQC4U2BFXQZY8PL0GB

Miriam

Buzzoole