Più Libri Più Liberi 2018

Articolo a cura di Elisa Medaglia

In questi giorni dal 5 al 9 dicembre 2018 a Roma, nella Nuvola di Fuksas, si sta svolgendo la diciassettesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), ed io ho avuto il piacere di potervi partecipare.

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.”

Umberto Eco

Per chi è appassionato di libri entrare in questa fiera è come accedere ad un fantastico portale magico, in cui si possono trovare libri di ogni genere, misura, colore, illustrati o meno; c’è una grande vastità di generi, dallo storico al fantasy, dalla saggistica al noir, dal giallo al romanzo rosa, dalle biografie ai classici, insomma ce ne sono per tutti i gusti. Chi invece, fa ancora fatica a familiarizzare con i libri, potrebbe trovare il “libro giusto” che dà il via ad una passione nascosta da poter portare avanti. La situazione che trovo entusiasmante è il potersi cullare nel piacere di parlare e conversare liberamente con gli autori dei libri, che spesso sono presenti al proprio stand dell’editore di appartenenza, che descrivono il proprio libro e invogliano gli ospiti a leggerlo, trasmettendogli le emozioni che hanno provato nell’ideare e mettere su carta la realizzazione del proprio sogno. Mentre per chi non è convinto di tuffarsi in nuovi autori, può trovare i classici, magari tradotti in modo differente e con copertine direttamente disegnate da artisti; anche se il piacere principale di questa fiera è proprio il poter scoprire nuovi autori, dopo tutto, tutti i grandi scrittori sono prima passati come “autori novelli”. Questa fiera è adatta a persone di tutte le età; moltissimi i stand di libri per ragazzi e per bambini, illustrati direttamente da disegnatori professionisti che con i loro disegni ti invogliano a viaggiare ancora di più con la fantasia; mi piace sempre consigliare agli adulti di comprare e leggere i libri per bambini, oltre ai stupendi disegni che si possono oggi ammirare, ma anche a capire in modo migliore i bambini, immergendosi nel loro mondo e riscoprire un libro con gli occhi di un fanciullo.  

“Leggere, in fondo, non vuol dire altro che creare un piccolo giardino all’interno della nostra memoria. Ogni bel libro porta qualche elemento, un’aiuola, un viale, una panchina sulla quale riposarsi quando si è stanchi. Anno dopo anno, lettura dopo lettura, il giardino si trasforma in parco e, in questo parco, può capitare di trovarci qualcun altro.”
Susanna Tamaro

Al Piano Terra si possono trovare all’incirca 337 stand, con ogni tipologia di libri, mentre al piano superiore, il Piano Forum, ci sono altri stand e laboratori per bambini e ragazzi, le aree dedicate alla lettura, l’Arena Biblioteche di Roma, il Caffè Letterario Rai e altri vari emittenti, in cui durante la fiera si può partecipare a: letture di libri, direttamente dagli scrittori o da attori professionisti, ad interviste o conferenze con temi sempre inerenti alla lettura, scrittura e pubblicazione di libri. 

Molte sono le guide per chi ha voglia di cimentarsi nello scrivere un libro, quindi magari con l’occasione si possono prendere tutte le informazioni necessarie ed intraprendere una nuova professione senza eguali. 

Consiglio a tutti di andare a questa Fiera, perché i libri, devono rimanere sempre il nostro futuro migliore. 

“Se non ti piace leggere non hai trovato il libro giusto.”

J.K Rowling

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Recensione: “Fuori Stagione” di Federico Fascetti

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Il libro di cui vorrei parlare oggi è “Fuori Stagione” di Federico Fascetti, edito da Las Vegas Edizioni con cui siamo onorati di poter collaborare. L’autore nasce nel 1981 a Roma dove esercita come professore di Lettere. Non è nuovo alla scrittura in quanto ha pubblicato vari racconti online e antologie cartacee molto interessanti.

Non è mai troppo poco il tempo che abbiamo a disposizione, per tutti gli sbagli che potremmo compiere, per tutti gli errori, volontari o meno, di cui potremmo macchiarci nei confronti del prossimo.

Sergio porta al mare sua figlia Giorgia, di undici anni, per passare una giornata insieme in cui si succedono una serie di eventi che rievocano malinconici ricordi. La mente di Sergio viene trasportata in un vortice di rimorsi, malinconia e rabbia trovandosi faccia a faccia con il vero ruolo di padre, in cui impara anche a conoscere Giorgia. Ilaria, madre di Giorgia, viene coinvolta anche lei da un’ondata di ricordi che la riportano a sentire sensazioni forse dimenticate da tempo. Gregorio, compagno attuale di Ilaria, scrittore e “uomo perfetto”, è riuscito, con un po’ di fatica, a calarsi nel ruolo di padre. Una storia che potrebbe essere quella di molti di noi ed è forse per questo che l’immedesimazione regna inconsciamente sovrana durante tutta la lettura del racconto. Un libro di 203 pagine che lasciano il segno, una dopo l’altra.

Il pomeriggio stava trasformandosi in sera, il sole rosseggiava tra le antenne sui tetti e spargeva intorno colate di riflessi dorati. Le nuvole che per tutta la mattina avevano addormentato la città sotto una pioggia calda e appiccicosa viaggiavano in lenta processione verso la campagna. Sergio aveva guardato l’orologio che lampeggiava sotto la croce verde di una farmacia.

Fuori Stagione è un libro che si legge tutto d’un fiato, scorrevole e molto descrittivo (come potete notare dalla citazione riportata sopra). Riesce a farti immergere completamente nelle storie che sembra quasi di toccarle con mano. Racconta una giornata quotidiana e semplice, ma mettendoci davanti alle sensazioni ed ai ricordi di ogni personaggio che a fine libro credi di conoscere così bene come se fossero amici di vecchia data. Ognuno di loro è protagonista della propria storia che si intrinseca alle altre. Il filo conduttore è proprio la bambina.

Aspettarsi qualcosa di diverso è come partire per una vacanza fuori stagione.

TRAMA COMPLETA: “È una domenica di ottobre e Sergio porta Giorgia, la figlia undicenne, al mare perché Ilaria gli ha affidato un compito. Da qualche giorno, Giorgia non parla più con gli insegnanti: bisogna capire perché. Ma la giornata prende una piega imprevista. Giorgia vuole fare il bagno nonostante l’estate sia finita e il padre non riesce a dirle di no. Quella che doveva essere una domenica spensierata rischia all’improvviso di trasformarsi in tragedia.
Una serie di flashback ci racconta come siamo arrivati fin qui: l’innamoramento tra Sergio e Ilaria, la scoperta di una gravidanza inattesa, la fuga di Sergio davanti alle proprie responsabilità, e solo più di recente l’avvicinamento tra la figlia e un padre che si sente inadeguato. Proprio l’inadeguatezza è il filo che accomuna i personaggi, ma che Ilaria è riuscita a sconfiggere grazie anche alla vicinanza di Gregorio, il suo nuovo compagno, un personaggio silenzioso, schivo, ma il cui ruolo sarà fondamentale e inaspettato.”

AUTORE: Federico Fascetti è nato a Roma nel 1981, dove vive e lavora come insegnante di Lettere. Ha pubblicato due romanzi (Fermento editore e Giulio Perrone) e una raccolta di racconti (Italic&Pequod). Ha partecipato a tre edizioni di “8×8”, e un suo testo è compreso nell’antologia omonima, edita da Cartacanta e che raccoglie i migliori lavori delle prime quattro edizioni. Altri suoi racconti sono stati pubblicati in antologie sia cartacee sia online.

Il costo del cartaceo è di 14,00 euro. Il costo dell’ebook è di 4,99 euro. Potete acquistarlo cliccando questo link:
http://www.lasvegasedizioni.com/libri/i-jackpot/fuori-stagione/ Ricordiamo, inoltre, che sul sito della Casa Editrice le spese di spedizione sono gratuite e… acquistando il cartaceo avrete in omaggio la versione ebook! 

Un Natale da favola con SASSI JUNIOR!

La magia del Natale sta per tornare nelle nostre case. Sassi Junior propone una serie di libri-gioco da far trovare sotto l’albero ai più piccini e che hanno un prezzo veramente friendly: dai 14,90 euro in su. Siete pronti a scoprirli?


Che meraviglia la slitta di Babbo Natale!

Con le sue renne dai finimenti dorati, trasporta una montagna di regali: quanti pacchetti, scatoline, nastri e dolciumi… Assembla il modellino della slitta, facile da costruire, poi leggi il libretto e vivi la magica atmosfera della notte di Natale. Accompagnato da un libro illustrato di 10 pagine! Un puzzle 3D adatto alle mani dei più piccoli. Un libro-gioco perfetto per il Natale e per chi muove i suoi primi passi nel mondo della lettura.


I Fratelli Wright. Il Flyer del 1903.

Questo libro è dedicato a Wilbur e Orville Wright, i due fratelli che con tanta passione, impegno e determinazione sono riusciti per primi a progettare e creare un aeroplano a motore. Leggi il libro con la loro avvincente storia e poi costruisci il modello in miniatura del loro aeroplano del 1903, il Wright Flyer.


Ultima fermata per il renna express

Alla piccola Mia manca il suo papà: senza di lui, il Natale non è lo stesso. Ma non tutto è perduto: grazie al servizio di consegna più magico che esista, il Renna Express, Mia potrà vivere un’avventura straordinaria! Leggi la storia sfogliando le pagine ricche di vivaci illustrazioni e solleva le finestrelle per scoprire tutti i dettagli nascosti. Sei pronto a sfrecciare con la fantasia a bordo del Renna Express?


Natale allo Stravaganza Hotel

Orso come da tradizione, è pronto a trascorrere le feste in totale tranquillità nella sua casetta nel bosco, mentre Rana ha ben altri progetti in mente: partecipare ai mirabolanti festeggiamenti in programma allo Stravaganza Hotel! Qualcosa, tuttavia, non va secondo i piani, e i due si ritroveranno a dover passare insieme le festività natalizie…Ma non tutto è perduto, anzi: forse questa sorpresa inaspettata si rivelerà più divertente del previsto!


La Regina delle Nevi

Le atmosfere magiche del Nord, la neve e i ghiacci sono i protagonisti di questa classica fiaba di Hans Christian Andersen. Lasciati affascinare dalle splendide illustrazioni arricchite da un delicato e raffinato intaglio al laser.


Il Castello delle Principesse

La bella principessa sta per partecipare a un sontuoso ballo nel magico castello. Costruisci la sfarzosa dimora, accendi il lampadario di cristallo, guarda la carrozza che si avvicina, apri il portone della sala e unisciti alla festa! E, dopo tante romantiche danze, forse la principessa troverà anche il suo principe!


Animali sul Ghiaccio!

L’inverno è arrivato e gli animali del bosco sono impegnati in tante simpatiche attività. Componi il puzzle, leggi il libretto e scopri la magia della neve!

Alda Merini raccontata da Elisa Medaglia

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi vorrei parlare di una poetessa italiana contemporanea, Alda Merini.  Mi sono sempre interessata alla vita di Alda (come se fosse una mia parente), ho scritto la tesina delle superiori su di lei, prendendo spunto dalla sua vita, tra la realtà del manicomio, le sue fantasie e modi particolari di vivere la vita quotidiana. Ho iniziato ad interessarmi e a scrivere poesie proprio grazie alle sue particolarità, fin da piccola rimasi affascinata da questa donna fragile che senza rendersene conto è provvista di una grinta immensa che le da la possibilità di scrivere la realtà su quella che fu la sua vita, tra amore, erotismo, follia e paura. Alda nasce in una famiglia tranquilla a Milano il 21 marzo “insieme alla primavera” come a lei piaceva definire, la sua vita fu burrascosa e per nulla banale, proprio perché Alda non era una donna insolita, circondata da un mondo tutto suo, adorava truccarsi, portare lo smalto rosso, fumare e farsi fotografare anche in pose molto eccentriche. La sua casa, dove si possono rintracciare delle foto sul web, era il tempio della sua unicità e particolarità; il muro con tutti i contatti di amici e conoscenti scritti con il rossetto rosso, i comodini e mobili pieni di effetti personali, creando  una catasta di oggetti a lei utili e la camera da letto che era per lei tutto il suo mondo. 

Io ero un uccello

dal bianco ventre gentile,

qualcuno mi ha tagliato la gola

per riderci sopra

non so.

Io ero un albatro grande

e volteggiavo sui mari.

Qualcuno ha fermato il mio viaggio,

senza nessuna carità di suono.

Ma anche distesa per terra

io canto ora per te

le mie canzoni d’amore.

Alda fu una poetessa originale, che scrisse le sue poesie di getto, senza costruzioni né schemi, i suoi temi, temi che ognuno di noi si trova ad affrontare ogni giorno, e la particolarità con cui ci mette davanti alla realtà, ci fa apprezzare la bellezza della libertà, proprio lei che dal 1965 venne chiusa in manicomio per quasi quindici anni, subendo innumerevoli elettroshock, qui Alda inizia a capire cos’è veramente la libertà e la dignità umana, infatti, uscita dal manicomio, dopo un lungo silenzio, racconta la sua esperienza di reclusione, parla della dignità perduta e delle sue ali, che vennero tarpate dall’entrata nell’ospedale psichiatrico. Nelle sue poesie la sofferenza, l’amore, l’amicizia sono palpabili, ed è riuscita ad esprimersi al meglio trasportandoci nel suo mondo, facendo sentire sulla nostra pelle quello che ha provato lei, rendendola una donna senza tempo e immortale; Alda fu definita: “un’araba fenice, risorta dalle ceneri.” 

Alda fu sempre circondata dagli amici e dall’amore, ha avuto qualche periodo di smarrimento, in cui si è chiusa in se stessa, ma negli ultimi tempi ha frequentato un’innumerevole volta di artisti, molte sono le sue interviste che si possono rintracciare su youtube. 

In questi ultimi giorni ho trovato su internet il sito web di Alda Merini gestito dalle figlie, in cui parlano di Alda come scrittrice e madre. 

Le opere della Merini sono innumerevoli, ne sono state tratte canzoni e le sue poesie sono state interpretate a teatro, le sue raccolte ancora oggi vengono lette e citate; Alda è e resterà sempre una delle più grandi poetesse di tutti i tempi. 

Non ho bisogno di denaro,

ho bisogno di sentimenti.

Di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori, detti pensieri,

di rose, dette presenze,

di sogni, che abitino gli alberi,

di canzoni che faccian danzar le statue,

di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia le pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Recensione: L’incubo di Hill House

Recensione a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa sezione di Rebel Fashion Blog vorrei consigliare e parlarvi, vista anche la serata di Halloween che si avvicina, di un libro horror. Non sono mai stata appassionata di horror, ma ho scoperto un genere che mi incuriosisce e mi prende fino all’ultimo; oltre ad appassionarmi l’horror con il colpo di scena finale e con un aria soft, mi sto interessando a libri horror allusivi e mai espliciti, che ti tengono attaccato alle pagine,  in cui per tutta la storia sembra esserci un velo di paura e allo stesso tempo di finta tranquillità e quotidianità.

Il libro che vorrei presentare è il capolavoro della narrativa horror: “L’incubo di Hill House” edito da Adelphi, uscito nel 1959 dall’elegante mano di Shirley Jackson, scrittrice gotica e giornalista nata a San Francisco nel 1916, vittima di una vita burrascosa, fatta da affetti mancati, depressioni e dipendenza da farmaci. All’età di vent’anni lascia l’università a causa della depressione e, una volta a casa, si prefisse di scrivere almeno mille parole al giorno, cosa che fece fino ai suoi ultimi giorni. 

La Jackson era una donna particolare e fuori dal comune, per un lungo periodo rimase in casa senza mai uscire né voler vedere persone, ma una cosa che mi colpì giorni fa, fu leggere che adorava definirsi “una strega”, era appassionata dai simbolismi, amuleti, sortilegi, libri esoterici e possedeva una serie di oggetti inerenti al “mondo oscuro” a cui lei si sentiva di appartenere a tutti gli effetti, direi che potremmo definirla uno personaggio dei suoi libri. 

“Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.”

Il professor Montague, antropologo, appassionato e studioso di fenomeni paranormali affitta per tre mesi Hill House, villa stregata in cui invita tre personaggi, già entrati in contatto con situazioni paranormali, a partecipare a questa sua ricerca. La permanenza nella casa inizialmente sembra stabile, anche se la storia della villa, raccontata dal professore la prima notte, mette in allerta tutti gli ospiti, in particolare la protagonista, Eleanor Vance che sente già qualcosa di macabro e oscuro tra le mura della casa. La storia si scandaglierà tra accurate descrizioni e sensazioni dei personaggi.

“L’occhio umano non può isolare l’infelice combinazione di linee e spazi che evoca il male sulla facciata di una casa, e tuttavia per qualche ragione un accostamento folle, un angolo sghembo, un convergere accidentale di tetto e cielo, facevano Hill House un luogo di disperazione, tanto più spaventoso perché la facciata sembrava sveglia, con le finestre vuote e vigili a un tempo e un tocco di esultanza nel sopracciglio di un cornicione.[…] Quella casa, che sembrava quasi aver preso forma da sola, assemblandosi in quel suo possente schema indipendentemente dai muratori, incastrandosi nella struttura di linee e angoli, drizzava la testa imponente contro il cielo senza concessioni all’umanità. Era una casa disumana, non certo concepita per essere abitata, un luogo non adatto agli uomini, né all’amore, né alla speranza. L’esorcismo non può cambiar volto a una casa; Hill House sarebbe rimasta com’era finché non fosse stata distrutta.”


Il Kabbalista di Semion Vinokur

In una fredda mattina di fine dicembre mi apprestavo a scartare un pacco misterioso inviato da un mio amico.

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Si trattava di un bellissimo libro che già dal nome riusciva ad intrigarmi: Il Kabbalista – la storia della personalità più misteriosa del ventesimo secolo. Un libro a cura di Carla Vangelista, pubblicato da VandA ePublishing.

Qual è il vero significato della vita? Perché siamo al mondo? Che scopo abbiamo? Da sempre l’uomo è alla ricerca di risposte alle domande sul senso della vita.
Nella Kabbalah nulla accade per caso, ogni sfera della vita è interconnessa e collegata al cosmo: comprenderne le leggi universali è fondamentale per poter decifrare il significato simbolico degli eventi che ci accadono. Chi si avvicina alla Kabbalah si avvicina ai segreti del cosmo e della vita.
Radicata nell’antichità più profonda, ai tempi dell’antica Babilonia, la scienza della Kabbalah è rimasta nascosta all’umanità fino a pochi decenni fa, nota solo a pochi meritevoli iniziati. Alcuni scienziati o filosofi, come Newton, Leibniz o Pico della Mirandola, hanno cercato di svelarne il mistero, ma di fatto ancora oggi per molti la Kabbalah è un concetto mistico difficile da afferrare, il cui fascino, forse proprio per questo, resta immortale e attrae milioni di persone tra le quali molti divi del cinema e dello spettacolo.

Qual è dunque il segreto racchiuso in una saggezza tenuta nascosta per quattromila anni?
Attraverso la storia vera del Rav Yehuda Ashlag, noto anche con il nome di Baal HaSulam, il più grande kabbalista di tutti i tempi, questo libro pubblicato per la prima volta in italiano offre una rilettura potente e inedita dei testi sacri, che capovolgerà tutto quello credevamo di sapere sulla Kabbalah, la spiritualità, il libero arbitrio e la nostra percezione della realtà.
Misteriosa figura apparsa agli albori del 20esimo secolo, la cui vita ha ispirato Matrix e altri film hollywoodiani, Baal HaSulam è animato da una profonda volontà di salvare l’umanità dai disastri e dalle sofferenze future che lo spinge a cercare la più alta realizzazione spirituale mai raggiunta per interpretare e dischiudere il Libro dello Zohar – il libro dello splendore – rendendolo accessibile a tutti, insieme alla forza unica in esso contenuta.
Raccontata con maestria in stile cinematografico dal regista e sceneggiatore Semion Vinokur, la vita avventurosa di Baal HaSulam, nato alla fine dell’800 nel quartiere ebraico di Varsavia e morto a Gerusalemme nel 1954, si snoda lungo le tappe fondamentali della sua esistenza, dall’infanzia di “bambino che non piange” e che spaventa gli adulti con la sua precoce maturità alla consapevolezza di avere “un punto nel cuore” – quella sensazione di vuoto e insoddisfazione che lo induce a cercare risposte sul significato della vita – fino all’incontro che gli cambierà la vita, quello con il Libro dello Zohar, il testo proibito scritto da Rabbi Shimon bar Yochai e da nove dei suoi studenti al tempo dell’occupazione romana della Giudea. Una parabola esistenziale che lo condurrà lontano, dalla Polonia a Israele, dall’America alla Russia, testimone della Shoah e della Rivoluzione Russa, sfiorando e incontrando le grandi personalità che hanno fatto la storia del 900, da Hitler a Stalin a Ben Gurion, da Charlie Chaplin ai divi di Hollywood, come mostra in coda al racconto la carrellata di testimonianze di persone che, ai quattro angoli della Terra, hanno accolto e fatto propri gli insegnamenti del Maestro.
Ascesi tutti i 125 livelli del percorso spirituale ed entrando in contatto diretto con la forza eccezionale che governa il mondo, Baal HaSulam, ha dedicato la sua vita alla divulgazione dell’antica saggezza della Kabbalah in Israele e nel mondo come via di salvezza per l’umanità, prevedendo con grande e sorprendente lungimiranza le crisi economiche, politiche e sociali che ancor oggi ci troviamo ad affrontare, facendosi portatore di un messaggio universale di unità e condivisione, ma soprattutto dimostrando che non ci sono altri miracoli a parte quello che compie l’uomo trasformando se stesso, quando comincia ad agire in armonia con la natura e con il cosmo.
Catapultando il lettore direttamente all’interno della storia, testimone diretto dei tormenti, delle sofferenze, dei sacrifici del Maestro ma anche della sublime bellezza della vita, questo libro unico e pionieristico trasmette con chiarezza scientifica e profondità poetica un messaggio che trascende le religioni, le razze, le nazionalità e le sottili trame dello spazio e del tempo, mostrando che tutto è possibile, che le risposte a saperle leggere sono tutte dentro di noi.

L’ho letto tutto d’un fiato solo questa settimana perché purtroppo altri impegni mi hanno portato a non dedicarmi alla mia grande passione: la lettura.

Mi sono immedesimata nei personaggi, sentendoli vicino a me. Mi sono letteralmente sentita prendere dai luoghi, dalle sensazioni, da quella magia mistica che si faceva sempre più forte pagina dopo pagina.

Il romanzo è di tipo cinematografico, ideato dalla mente brillante di Semion Vinokur, e forse proprio per questo riesce a penetrare nell’anima di chi lo legge in maniera più diretta. Il libro è composto da quasi 400 pagine, ma essendo molto scorrevole sembra di leggerne molto di meno.

Non mi ero mai interessata ad un argomento del genere e, proprio per questo, non pensavo che mi catturasse così tanto. Spero veramente di poter leggere ancora altro su questi argomenti perché la mia sete di sapere ha bisogno di essere colmata ancora, come solo Vinokur sa fare.

Ve ne consiglio la lettura se cercate qualcosa di più profondo e meno frivolo!

Miriam

 

 

L’Amore è una favola: da raccontare (e vivere)… con arte!

Per gli “ innamorati “ dell’arte non è certo una sorpresa: il riconoscimento col quale la prestigiosa rivista Art Tribune ha recentemente premiato il Museo Madre di Napoli, situato nel cuore storico della città, “il migliore d’Italia per il 2015” secondo un articolato gruppo di opinionisti, esperti e addetti ai lavori.

Ma le stanze dell’ottocentesco palazzo Donnaregina sono il palcoscenico anche di un altro amore, quello raccontato nell’ultimo romanzo di Annarita Briganti (L’amore è una favola, Cairo editore) dove, il giorno di San Valentino, i due protagonisti si incontrano per la seconda volta proprio al Museo di arte contemporanea napoletano.

L'amore è una favola

È qui che l’artista (e seduttore seriale) Guido Giacometti espone le sue installazioni sentimentali per la mostra “Cuori ribelli”: “Rispondendo a tre domande da un computer collegato a una scultura, un cuore enorme cambia colore e vibra, secondo le emozioni del visitatore: dal ghiaccio immobile per i duri senza speranza al rosso sangue, sussultante, per quelli passionali”.

Gioia Lieve, travolta da una tormentata passione per Guido, vaga nel museo “a occhi spalancati, come Alice nel Paese delle Meraviglie, ammirata dalla grande bellezza delle opere esposte. Uno splendore artistico che emana energia positiva, come se fossero talismani. Ora capisco perché sono vendute in tutto il mondo”.

Tra Milano e Napoli, oltre ogni stereotipo, una favola dolce e feroce, senza filtri. Il racconto di una donna che si fa travolgere da un amore che veste i panni dell’Artista inafferrabile e sensuale. Al centro la voglia di amare, di sperare e di lottare sempre per qualcosa di più e di meglio. Quale migliore augurio… per il giorno degli innamorati?

Miriam