Recensione: "Gli amici silenziosi"

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa rubrica letteraria vorrei parlarvi di un libro fantastico, una piccola scoperta che si è rivelata una grande scelta, sto parlando di “Gli amici silenziosi” di Laura Purcell, ex libraia che vive in un’antica città dell’Inghilterra con suo marito. 

Parliamo di un romanzo gotico, uscito nel 2017 ed edito da Dea Planeta nel 2018; ho faticato un po’ per trovare questa perla, perché inizialmente mi colpì la copertina (non si giudica un libro dalla copertina, ma in questo caso sì, e mi è andata bene.) La copertina si presenta bianca, ricca di simboli dorati che richiamano il simbolismo del romanzo, al centro di essa troviamo un buco della serratura, da dove spia un occhio, la cui immagine completa si trova nella prima pagina del libro. Lo vidi, ma non lo comprai, quando mi decisi era terminato e, dopo averlo ordinato, aspettai tre mesi per poterlo avere tra le mie braccia! Finita l’attesa, lo divorai in meno di una settimana. 

“Il fiume sussurrava, un suono liquido, disincarnato. Delle pietre macchiate di muschio formavano un ponte sull’acqua: doveva essere proprio il ponte da cui prendeva nome la casa. Non somigliava a nessuno dei ponti londinesi. Al posto di architettura e ingegneria moderne, Elsie vide arcate diroccate corrose da schiuma e spruzzi. Una coppia di leoni di pietra scoloriti montava la guardia ai due lati del corso d’acqua.” -Elsie

La storia si sviluppa in tre racconti; 1865- Elsie Bainbridge, neovedova incinta, con un passato complicato alle spalle, si ritrova nella casa di famiglia del marito, in compagnia solo della cugina acquisita e della servitù. Esplorando l’immensa casa troveranno “gli amici silenziosi” bizzarri, ed inquietante allo stesso tempo, che disturberanno la tetra quiete trasformandola in momenti di terrore. Un diario, nascosto tra altri libri impolveratati, che narra le vicende, raccapriccianti, accadute proprio in quella casa duecento anni prima, si troveranno a dover subire una forza che inquinerà ancora di più le loro vite.  

1635- Anne, autrice del diario ritrovato, racconta un periodo particolare e inquietante, della sua famiglia, in particolare di sua figlia Hetta.

La terza storia si sviluppa nell’Ospedale di St. Joseph, dove risiede come paziente la signora Bainbridge, non dirò altro. 

Le storie si intrecciano, portando alla luce particolari e colpi di scena, in particolar modo la fine, che lascia senza parole. 

“Nell’istante in cui mi sono svegliata ho capito subito che questa sarebbe stata una giornata piena di conflitti: era scritto nell’aria afosa. Un muro di nuvole escludeva la luce e sui giardini regnava una tensione muta. Il caldo era opprimente. Ho atteso per tutto il giorno che le nubi si aprissero e che il mio mal di capo se ne andasse, ma quelle ancora incombono su di me, come prima. Fuori nulla si muove; la brezza è scomparsa.” 

-Anne

Ho adorato questo libro dalla prima pagina e non l’ho lasciato più. Tra le sue pagine ho ritrovato la bellezza magnetica di Hill House della Jackson, quella leggera e fine inquietudine che passa sotto l’uscio della porta e poi te la trovi davanti agli occhi. Ho amato e odiato i suoi personaggi e, come mi succede sempre con un ottimo libro, alla fine è come se un mio caro amico fosse partito, lasciandomi ricordi e malinconia. 

È un libro che, a parer mio, va riletto dall’inizio appena viene finito, per catturare tutti i dettagli e ogni piccolo movimento dei personaggi, dal momento in cui si è a conoscenza dell’inaspettata fine.  

“Quando finì di leggere, restò chino sulla scrivania, a fissare l’ultima parola. Poi si raddrizzò e appoggiò la schiena, emettendo un suono basso, gutturale. Lei ebbe l’impressione che quel suono le cadesse dentro, come una monetina in un pozzo, e mandasse echi mentre rimbalzava sui lati e attraversava con un tonfo sordo nella profondità del suo stomaco. Fallimento.” –Ospedale St. Joseph

Recensione del libro “Natale sugli sci”!

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa rubrica letteraria di Rebel Fashion Blog vorrei presentarvi un bel libro natalizio. Siamo in piena festività e la corsa agli ultimi regali non manca mai, secondo me non c’è regalo più bello che ricevere un bel libro.

Il romanzo di cui vi parlerò è “Natale sugli sci” di Isabella Vanini; Isabella ha iniziato la sua carriera pubblicando fumetti cartacei con un’amica, intitolati “Piccole Tracce”; con lo pseudonimo di Evelyn Storm ha collaborato con diverse riviste letterarie, case editrici, blog e siti web.

“Natale sugli sci” è il primo romanzo che porta il suo nome; le altre pubblicazioni sono tutte con lo pseudonimo Evelyn Storm.

 

“Lʼautunno non mi deprime affatto, specie qui in montagna a San Candido. Non penso sia solo un periodo in sospeso tra lʼestate e lʼinverno né quello della decadenza, dopo i colori portati dalla bella stagione. Ritengo, piuttosto, che sia il risveglio di quegli stessi colori, un tripudio che colpisce lo sguardo, la rinascita in vista della stagione fredda, che qua è iniziata da un poʼ. A maggior ragione con le nevi che hanno imbiancato in giro.” Andrea

“Natale sugli sci” è un romanzo dal tema natalizio; la protagonista Chiara lavora presso una grande società di pubbliche relazioni a Milano, ha un ragazzo superficiale, che è anche il suo capo, di cui ultimamente non né è più tanto entusiasta. Durante una giornata lavorativa le arriva una chiamata di un cliente di S.Candido, Andrea Rainer; l’uomo, dalla voce affascinante, cattura subito l’attenzione di Chiara. Per le feste natalizie la sua amica e collega Consuelo le chiederà di unirsi a lei in una gita tra la neve e le montagne, per passare delle vacanze spensierate. Chiara non sa se accettare l’offerta dell’amica.

Andrea è un affascinante maestro di sci di S.Candido, ultimo di quattro fratelli, già accasati e con prole, invaghito della figlia del farmacista, che ultimamente lo ha stancato con il suo finto modo di ignorarlo, tenendolo sulle spine. Andrea contatta la società in cui lavora Chiara per una consulenza riguardante il negozio sportivo del fratello. Dopo aver sentito la sua voce ne è rimasto colpito ed è curioso di vederla tramite una chiamata con Skype.

Si incontreranno e da quel momento inizierà la magia natalizia.

 

“Natale sugli sci” l’ho trovato un libro scorrevole, in cui l’aria natalizia si sente a tutti gli effetti e, dalle descrizioni delicate, viene voglia di prendere la valigia e partire subito per i fantastici paesaggi di S.Candido. I personaggi sono ben delineati e ci vuole veramente poco per affezionarsi subito a Chiara ed Andrea. Il romanzo ha tante sfaccettature, mostrando la forza di Chiara di ricominciare e la prontezza di Andrea nel rimettersi in gioco. Consiglio vivamente questo romanzo, per entrare nel vivo delle festività, per deliziarsi delle descrizioni di paesaggi stupendi e per riscaldare il cuore con una bella storia d’amore sotto il vischio.

“Ma forse, come abbiamo avuto modo di appurare io e Andrea, ho davvero dato un taglio alla vecchia vita in nome di unʼaltra completamente diversa. Fino a poco fa avevo tutta lʼaria di essere una con la puzza sotto al naso, felice di vivere in città per tutti gli agi e le comodità connesse. Ma ora no.” –Chiara-

Più Libri Più Liberi: diciottesima edizione record!

Più libri più liberi festeggia i suoi diciott’anni archiviando un nuovo, straordinario successo. Ancora una volta il pubblico ha dimostrato il suo grande interesse – e il suo affetto – per la Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria, organizzata dall’Associazione Italiana editori (AIE) e ospitata per il terzo anno dal Roma convention center – La Nuvoladell’Eur. Numeri in ulteriore crescita:  anche quest’anno abbiamo superato il muro delle 100mila presenze.

 

Moltissimi – più di 1800 – gli ospiti italiani e internazionali che hanno partecipato alla kermesse, che si conferma come uno degli eventi culturali più importanti della Capitale e dell’intero Paese. Tra gli appuntamenti più seguiti, quelli con la giovane attivista russa Olga Misik, con la sindaca di Danzica Aleksandra Dulkiewicz, con lo scrittore Yasmina Khadra e con Romano Prodi. E poi Yasmina Reza,Salvatore Scibona, Valeria Luiselli, Eduard Limonov,Donatella Di Pietrantonio, Maurizio De Giovanni, Concita De Gregorio, Paolo Giordano, Brian Selznick, Michela Murgia, Erri De Luca, Gianrico Carofiglio, Melania Mazzucco, Carlo Verdone, Francesco Totti e tantissimi altri. Al centro del dibattito anche la politica e i mutamenti del mondo contemporaneo, dei quali hanno discusso grandi personaggi del mondo dell’informazione come Lucia Annunziata, Pierluigi Battista, Luigi Contu, Virman Cusenza, Marco Damilano, Ezio Mauro, Paolo Mieli,Michele Serra, Marco Travaglio e Carlo Verdelli.  Sempre vivo l’interesse di Più libri più liberi per il graphic novel. Tra gli ospiti, il grande fumettista e vignettista Altan, Gipi, lo statunitense Brian Selznick, Zerocalcare e la giovane promessa del fumetto italiano ZUZU.

«Anche quest’anno Più libri più liberi si conferma un’iniziativa di successo per avvicinare alla lettura».  Così il Ministro per i Beni e le attività culturali e per il Turismo,Dario Franceschini che sottolinea come: «così come avviene per altri settori è arrivato il momento per cui anche per il libro venga definito un intervento organico a sostegno dell’intera filiera: le librerie piccole e grandi, i distributori, gli autori, le giovani firme e gli editori. Il governo è al lavoro e penso che un simile provvedimento possa godere di un ampio consenso in Parlamento».

Per il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti «ilsuccesso di Più Libri Più Liberi è un grande segnale di speranza: ci conferma che, nonostante le tante difficoltà del nostro tempo, c’è ancora una grande attenzione al mondo dei libri, alle possibilità di incontro, di crescita e di scambio che esso dischiude. La Regione Lazio ha voluto dare il suo contributo al successo di questa edizione, proponendo anche quest’anno il buono libro che ha avvicinato alla lettura 10.000 bambini e ragazzi delle scuole del territorio o possessori della Lazio Youth Card».

«Sono felice che anche quest’anno si concluda con un grande successo – dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi – la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria Più libri più liberi. Un grande evento culturale che ogni anno porta a Roma centinaia di editori e autori, e decine di migliaia di lettori e appassionati per un grande momento di incontro, dibattito e confronto. Una manifestazione alla quale Roma Capitale ha preso parte attraverso la presenza delle Biblioteche di Roma che hanno proposto un fitto programma di iniziative, incontri, laboratori, spettacoli, mostre e proiezioni. I piccoli e medi editori sono l’ossatura del nostro sistema del libro, per l’importante attività che svolgono, per l’indipendenza orgogliosamente rivendicata, per la costante iniziativa finalizzata a vedere giustamente valorizzate le proprie produzioni, evitando che vengano oscurate dalle aziende più grandi. Un’impresa evidentemente riuscita, come dimostra ancora una volta la grande partecipazione di pubblico all’edizione 2019 di Più libri più liberi».

«Il libro è vivo e piace sempre di più. E i piccoli editori sono grandi: nell’edizione dei diciott’anni, Più libri più liberi si conferma un eccezionale avvenimento culturale – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi – . Un’occasione che sancisce, ancora una volta, la vocazione di AIE ad essere la casa di tutta l’editoria italiana, la casa dei piccoli e medi editori».

«La nostra Fiera cresce sempre di più: negli spazi, nell’offerta e, cosa che mi inorgoglisce particolarmente, nell’interesse del pubblico e nella partecipazione dei piccoli e medi editori – dichiara Annamaria Malato, Presidente di Più libri più liberi – . Quest’anno abbiamo scelto un tema fondamentale per il nostro futuro, “I confini dell’Europa”, e siamo felici di essere riusciti ad affrontarlo attraverso un’infinità di incontri interessanti, che hanno raccolto visitatori da tutta Italia».

Il Direttore della Fiera Fabio Del Giudice afferma:«L’edizione della maggiore età ha giustamente coinciso con la più bella ed entusiasmante delle 18 sino ad oggi realizzate. È motivo di estrema soddisfazione percepire la felicità di lettori ed editori che hanno “occupato” la Nuvola in questi cinque giorni. Da qui l’Italia sembra il Paese fantastico che tutti vorremmo: cultura, passione e partecipazione».

«Una volta di più la Fiera si è rivelata un grande successo – ha spiegato il presidente del Gruppo Piccoli editori di AIE, Diego Guida –. Più libri più liberi si è confermata un’occasione non solo formativa per gli operatori ma anche snodo fondamentale per impostare un nuovo metodo di lavoro: i ventuno incontri professionali si sono così tradotti in proposte pratiche e operative per il comparto per rendere più efficiente la filiera. Questa sarà la base su cui impostare il lavoro per i prossimi mesi».

Grande soddisfazione fra gli espositori – più di 520, distribuiti in oltre 3500 metri quadrati  – che in quest’edizione hanno registrato ottimi risultati di vendita, bissando il successo dello scorso anno. Merito anche della massiccia partecipazione delle scuole provenienti da tutta Italia.

Sellerio archivia una edizione brillante per quanto riguarda le vendite, trainate dai tanti incontri che la casa editrice ha organizzato in Fiera. Al diciottesimo anno di presenza in fiera, Tunué conferma il trend in crescita di presenze e partecipazione. Dato confermato da Laterza, che rimarca la presenza di un pubblico qualificato e appassionato. Adelphi, alla sua prima esperienza in Fiera, registra particolare interesse da parte dei visitatori per le novità. Risultati più che positivi anche per la Salerno editrice, che riporta il dato significativo dell’interesse dei più piccoli per I diamanti, raccolte tascabili dei grandi classici della letteratura universale. Anche Treccani, che ha lanciato l’iniziativa “Le parole valgono”, sottolinea il dato positivo per cui bambini e adolescenti conoscono gli strumenti della lingua italiana. Per loro, sopra tutti, il testo più venduto rimane l’immancabile vocabolario, in una edizione revisionata e semplificata, più adeguata al pubblico contemporaneo.

Affollatissimi anche i molti appuntamenti del programma professionale, che si sono svolti all’interno del Business Centre, l’area gestita da AIE in collaborazione con ALDUS, la rete europea delle fiere del libro coordinata da AIE e co-finanziata dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Creative Europe. Il Centro, posizionato al Piano Forum, quest’anno è stato curato negli allestimenti interni da Gino Piardi e Maria Stella Folcando con il progetto “Art e Design Collection” che  ha portato in Fiera le eccellenze dell’arredamento italiano. Il Business Centre ha funzionato da punto di incontro tra gli editori, le aziende della filiera e il pubblico professionale. La Fiera conferma così il suo ruolo di laboratorio e di momento di confronto e crescita per gli operatori del settore. Vocazione sancita anche dal Rights Centre, realizzato grazie all’intervento di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e della Regione Lazio per il tramite di Lazio Innova, ubicato nel suggestivo livello N5 della Nuvola.  Qui gli editori e gli agenti stranieri hanno potuto conoscere il meglio della produzione editoriale della piccola e media editoria italiana. Sono stati 93 gli espositori italiani, impegnati in 635 incontri B2B, e 35 i delegati stranieri, provenienti da 19Paesi. Inoltre, per un giorno, il Rights Centre si è trasformato in Area Book Influencer, dove si sono svolti speciali speed date tra gli editori e 10 book blogger italiani. Il progetto – ideato per sviluppare le capacità professionali legate alle nuove forme di comunicazione online – ha suscitato un grande interesse: 180 gli incontri, a cui hanno partecipato 86case editrici.

Record di presenze agli eventi organizzati dalle Biblioteche – di Roma nello Spazio Ragazzi e nell’Arena Biblioteche. La Fiera ha visto partecipare agli oltre 150 incontri per ragazzi e adulti in programma al Centro Congressi La Nuvola, quasi4500 persone. Circa 800 visitatori, in particolare, hanno affollato l’Arena Biblioteche mentre più di 3700 hanno frequentato lo “Spazio Ragazzi”, prendendo parte alle due iniziative in programma per i più giovani. Tutto esaurito anche per gli 80 laboratori per bambini e per il ciclo di incontri con i rappresentanti dei Municipi   e con le realtà territoriali della Capitale che si sono confrontate sull’esperienza del progetto di bookcrossing avviato nei mesi scorsi. Da segnalare una straordinaria partecipazione alle iniziative e alle attività dedicate alla figura di Gianni Rodari come la mostra inedita “Tra Munari e Rodari” e i laboratori con interventi di studiosi dell’opera dello scrittore. Affollate anche la mostra dedicata all’approfondimento del tema dell’ambiente “Cosa diventeremo? Riflessioni sulla natura”, di Antje Damm e quella allestita nell’area Nati per leggere “Prendilo!” di Matthieu Maudet e Michaël Escoffier.

Edgar Allan Poe e i racconti dell’orrore

Articolo di Elisa Medaglia

Oggi in questa sezione di Rebel Fashion Blog vorrei parlarvi di uno dei scrittori e critici letterari più brillanti del genere gotico, Edgar Allan Poe. Durante la serata di Halloween potrebbe essereuna buona idea leggere con amici e parenti i “Racconti del Terrore” davanti ad una zucca intagliata mangiando dolcetti! 

Ho scoperto Poe durante il periodo dell’adolescenza trovando un libro tascabile per puro caso, e da lì è iniziata la mia passione per Poe. È sempre stato un personaggio che mi ha incuriosito da subito e anche il suo modo di scrivere l’ho sempre trovato interessante e geniale. 

 

“Di questo spirito la filosofia non tiene conto; ma io non sono tanto sicuro dell’esistenza della mia anima, quanto lo sono del fatto che questa forma di malvagità perversa è uno degli impulsi primordiali del cuore umano- una di quelle inscindibili facoltà primarie, sentimenti, che governano il carattere dell’Uomo.

-Il gatto nero- (1843)

 

La vita di Edgar Allan Poe è stata travagliata, difficile e poco fortunata; ma la sua morte è ancora oggi avvolta nel mistero. Poe fu trovato vagare per Baltimora completamente disorientato e in evidente difficoltà, fu portato in ospedale da un passante e morì pochi giorni dopo nel 1849.

Nessuno riuscì a capire le cause della morte e soprattutto perché si trovasse in quelle condizioni. Tutti i certificati medici e il suo certificato di morte sono andati perduti senza nessuna spiegazione. La causa della morte è rimasta un mistero, si presuppone che fosse stato rapito e costretto a bere ripetutamente alcolici, per essere sfruttato come “elettore forzato”, mentre altre ipotesi presupponevano malattie infettive. 

 

“E ogni notte, intorno a mezzanotte, giravo il chiavistello della sua porta e la aprivo –così delicatamente! E allora, quando avevo fatto un’apertura sufficiente per farvi passare la testa, introducevo una lanterna cieca, tutta chiusa, chiusa, cosicché nessuna luce filtrasse, e quindi spingevo dentro la testa. […] E feci questo per sette lunghe notti- ogni notte proprio a mezzanotte- ma trovavo l’occhio sempre chiuso; e così era impossibile fare il lavoro; perché non era il vecchio che mi opprimeva, ma il suo Occhio Malvagio.”

Il cuore rivelatore- (1843)

 

Le opere di Poe esprimono tutta la malvagità e la perversione che si può celare in qualsiasi uomo, qualsiasi persona normale e tranquilla può perdere la testa, ed è proprio questo che affascina il pubblico, i suoi personaggi sono tormentati e molto intelligenti. I miei racconti preferiti sono “Il gatto nero”, “Il cuore rivelatore” e “Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma”. Quest’ultimo, che ho fatto molta difficoltà a reperire, è tratto da un episodio di vita vissuta direttamente da Poe. Durante un suo viaggio in Francia Poe decide di far visita ad una casa per malati mentali, situata a Parigi, molto famosa per il “metodo della dolcezza”, che consisteva nell’assecondare i malati mentali in tutte le loro manie, ma il metodo fu abbandonato a causa di alcune problematiche e sostituito da due dottori il dottor Catrame e il professor Piuma. Al suo arrivo viene accolto dal direttore della struttura che lo invita a pranzare nella casa. Il pranzo di rivelò molto particolare; la tavola imbandita era molto confusionale e gli ospiti erano vestiti in modo stravagante che, a dire del direttore, erano infermieri ed assistenti della casa. Ogni ospite trova il pretesto per parlare di un paziente ricoverato in passato, che soffriva di una patologia, credendosi un personaggio molto importante e influente. Al termine del pranzo delle grida fuori dalla casa attirano la loro attenzione, un gruppo di persone entrarono violentemente nella sala da pranzo, cosparse di catrame e piume, rivelandosi poi i collaboratori e il direttore reale della casa, tenuti in ostaggio dai pazienti e dall’ ex direttore, diventato pazzo e ricoverato in precedenza nella struttura.

 

“Fu verso la fine del quinto o sesto mese di questo isolamento, mentre la pestilenza tutt’intorno infuriava al massimo, che il principe Prospero pensò di divertire i suoi mille amici con un ballo mascherato di un insolito splendore. Fu una messa in scena voluttuosa, questa mascherata.”

-La maschera della Morte Rossa- (1842) 

 

Poe scrisse numerosi racconti, raccolte, romanzi, poesie e racconti umoristici e di satira.

Ma questa è la notte di Halloween! E nella notte Halloween devono essere letti racconti terrificanti. 

 

Romanzi: Le avventure di Gordon Pym

               Il diario di Julius Rodman (romanzo incompiuto) 

 

Raccolte: Racconti del grottesco e dell’arabesco

               Racconti dell’incubo e del terrore

 

Racconti del terrore: 

 

Metzengerstein

Il duca de l’Omelette

Bon-Bon

Manoscritto trovato in una bottiglia

L’appuntamento

Benice

Morella

Re Peste

Ombra

Silenzio

Ligeria

L’uomo finito

La caduta della casa degli usher

William Wilson

Una discesa nel Maelstron

Eleonora

Mai scommettere la testa con il diavolo

L’uomo della folla

Il ritratto ovale

La maschera della morte rossa 

Il pozzo e il pendolo

Il cuore rivelatore

Il gatto nero

Una storia delle Ragged Mountains 

La sepoltura prematura 

Rivelazione mesmerica 

La cassa oblunga

Sei tu il colpevole

Il potere delle parole

Il demone della perversità

Quattro chiacchiere con una mummia

Il sistema del dott. Catrame e del prof. Piuma

La verità del caso di mr.Valdemar

Il barile di Amontillado

Hop-Frog

 Una delle poesie più belle di Poe è “Il corvo”, che ne consiglio vivamente la lettura. Molti sono i film che si sono ispirati ai racconti di Poe, uno dei miei preferiti è “The Raven”, in cui viene raccontata la vita di Poe che si intrinseca ai suoi racconti; il film è del 2012, con un magnifico John Cusack che ne veste i panni in modo eccellente.

                          

[..] Disse il corvo: « Mai più! » […]

Recensione Libro: “l’estate delle verità”

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa rubrica letteraria vorrei parlarvi di un libro che direi, ha cercato me. E’ sempre bello quando mi vengono proposti libri nuovi da scrittori emergenti, trovo entusiasmante uscire dagli “schemi” dei classici scrittori, perché tutti gli scrittori famosi sono stati scrittori emergenti! Quindi tutti hanno percorso gli stessi passi, e tutti sono stati letti per la prima volta da qualcuno.

Il libro che vorrei presentarvi è “L’estate delle verità” di Levia Messina edito da Scatole Parlanti. Levia Messina nasce a Milano negli anni 80; donna dalle tante potenzialità, studiosa di Sociologia e Giornalismo, selezionatrice del personale, impiegata, blogger, soccorritrice volontaria del 118 e, come ho letto nei ringraziamenti, moglie e mamma di due bambini. 

 

“Non aveva più chiesto niente. Non aveva più preteso o sperato nulla. Ma, guardando fuori dal finestrino, provando a distinguere i contorni del bosco, pensò che fosse giusto non domandare, ma al tempo stesso sbagliato rifiutare la felicità che arriva senza che la si cerchi.”

“L’estate della verità” racconta la storia famigliare della giovane Stella e del suo fedele amico Tommy, che insieme cercheranno di far luce su alcune vicende che riguardano le loro famiglie. Il mistero che ruota intorno alla nonna di Stella, nonna Annetta, accusata di stregoneria dalla gente del paese, sua madre Alice ritenuta il fantasma di un bambina morta e Tommy che non conosce l’identità di suo padre. Altri componenti della famiglia faranno parte di questa storia misteriosa e piena di suspense. Una storia avvincente che viaggia tra passato e presente, ricca di colpi di scena, che trattiene incollati al libro fino all’ultima pagina. 

“La cucina era illuminata e pensò che Annetta avesse dimenticato di spengere la luce. Il fischio del bollitore. La nonna, ancora vestita di tutto punto, gonna marrone e camicia bianca senza maniche, versava, girata di schiena, l’acqua fumante in una tazza blu e il profumo della camomilla riempì la stanza.”

Il libro di Levia Messina mi ha accompagnata per tutta l’estate, l’ho trovato un libro fresco e nuovo, molto scorrevole e avvincente tra misteri e vecchie superstizioni, ma anche dolce, perché vengono messi alla luce valori molto importanti come la famiglia, gli affetti e l’amicizia. Le descrizioni dettagliate ti fanno sentire totalmente avvolto nella storia, riuscendo ad immedesimarsi in uno dei personaggi. Levia Messina è riuscita a mescolare tutto quello che si può volere in un libro estivo, ma anche invernale, davanti ad una bella tazza di tea caldo avvolti in una coperta di pile. Ho adorato il personaggio di Stella, ragazza forte, determinata  e molto sarcastica. 

Consiglio vivamente questo libro, perché quando inizierete a leggerlo verrete catturati da ogni personaggio, da ogni storia, da ogni mistero e sarete bramosi di arrivare subito al finale. 

Auguro a Levia Messina una lunga carriera nella letteratura e spero, con tutto il cuore, che ci delizierà con altri libri. 

 

Gli passarono davanti agli occhi nove anni di amicizia. Nove anni di qualcosa che non aveva provato per nessuno. Non sapeva se fosse solo amicizia, ma sapeva che un’amicizia del genere avrebbe potuto anche essere più forte di un amore, perché un sentimento del genere non sarebbe mai stato secondo a niente.

 

 

 

Stephen King: il maestro dell’Horror!

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa rubrica letteraria vorrei parlarvi di uno scrittore geniale, il maestro dell’horror Stephen King. Ho sempre inseguito King, cercando documentari e vedendo film tratti dai suoi libri, ma avevo un po’ di timore a leggerlo.

Qualche anno fa, facendomi coraggio, iniziai a leggere “Misery” (1987), da cui è stato tratto “Misery non deve morire”, uno dei miei film preferiti. Dopo Misery mi sbilanciai con “Shining” (1977), un vero capolavoro da cui ne rimasi rapita e “Mucchio d’ossa” (1998).  Accantonai un po’ i libri di King per prendermi una pausa, dall’horror ogni tanto ci vuole, altrimenti ogni oggetto o persona del quotidiano sembra essere una minaccia! Ho ripreso a leggere King il mese scorso, con “Notte buia, niente stelle” del 2010, edito da Sperling & Kupfer, la casa editrice che pubblica tutto di King; ed ho scoperto la bellezza dei racconti brevi. In questo libro ci sono quattro storie: “1922” (il cui film è stato prodotto da Netflix), “Maxicamionista”, “La giusta estensione”, “Un bel matrimonio”. In ogni storia le donne sono protagoniste, o quasi; racconta, in modo brutale ma purtroppo spesso veritiero, di donne uccise, torturate mentalmente e segnate per tutta la vita da uno shock. “Notte buia, niente stelle” mi ha spaventata di più, in confronto agli altri romanzi di King, proprio perché parla di fatti comuni, persone comuni, che troviamo nel quotidiano e fatti che possono accadere ad ognuno di noi, senza eccezione.

“Mise la lampada accanto al libro che stavo leggendo, -Main Street- di Sinclair Lewis. Non l’ho mai più finito, non me la sono più sentita. Alla luce della lampada, indicai le macchie di sangue sul pavimento e la pozza che si allargava accanto al letto.”

-1922-

In questi racconti King esplora profondamente la mente femminile, in tutte le sue sfaccettature, mostrando la debolezza morale di alcuni uomini, che, di fronte a donne forti, hanno paura di non averne il controllo. Donne forti, troppo spesso messe a tacere per sempre, donne forti che hanno combattuto contro uomini malati e perversi. 

Riporto una descrizione di Stephen King di “Notte buia, niente stelle”:

<< In Notte buia, niente stelle ho fatto del mio meglio per rendere quel che la gente potrebbe fare e come potrebbe comportarsi in certe situazioni estreme. Le persone in questi racconti non sono prive di speranza, ma riconoscono che a volte persino le speranze più fervide (e i migliori auspici per il prossimo e la società in cui viviamo) si rivelano vane. Anzi, succede spesso. Quello che ci dicono, secondo me, è che la nobiltà non sta principalmente nel successo, ma nel cercare di fare la cosa giusta, e che se non riusciamo a farla, o intenzionalmente ci sottraiamo al compito, la conseguenza sarà l’inferno.>>   -Postfazione 2009- 

“Col batticarne ammaccò la base del pilastro. Era stanca, talmente stanca che le sembrava di essere nel sogno di un’altra donna. Esaminò il segno, le sembrò troppo intenzionale, e diede qualche altro colpetto per smussare i bordi. Quando le sembrò qualcosa che poteva aver causato sbattendoci la faccia, pian piano risalì le scale e percorse il corridoio, sempre con la pistola in mano.”

-Maxicamionista- 

Da “Notte buia, niente stelle” è ripresa la mia lettura per Stephen King, sono andata nella mia libreria di fiducia e ho comprato quattro libri di King, come scorta per tutta l’estate: “Le notti di Salem” (1975), “Joyland” (2013) e “On Writing  (2000), un saggio in cui descrive se stesso e la propria scrittura e “Il bazar dei brutti sogni” (2015) . Ho sempre definito Stephen King un genio indiscusso, mai banale e ripetitivo, con uno stile di scrittura scorrevole e veloce da leggere, ogni suo libro si divora in pochi giorni, o comunque settimane. Ritengo King un grande scrittore del 900, per il suo modo di scrivere, per la qualità degli horror che ci regala e per tutte le sue storie, intrigate e geniali. 

Trascrivo qualche titolo di King da leggere assolutamente, capirete che ha scritto più di cinquanta romanzi e trascriverli diventerebbe un articolo lunghissimo (anche se nel mio quaderno di fiducia li ho tutti in ordine cronologico) magari in un secondo momento riparlerò di King, di tutte le curiosità legate a lui e del suo prossimo romanzo “L’istituto” in uscita il 10 settembre 2019, edito, come sempre, da Sperling & Kupfer. 

Letture per un estate da brivido:

-Carrie (1974) il primo libro di King, da cui nasce il suo successo;

-Pet Samantary (1983); 

-Il gioco di Gerald (1992); 

-Quattro dopo mezzanotte (raccolta di racconti 1990);

-Incubi e deliri (raccolta di racconti 1993)

-On Writing (2000)

E ovviamente quelli che ho citato nell’articolo.  

“Darcy rientrò in casa. Si sentiva più giovane e leggera. Si mise di fronte allo specchio dell’atrio. Nel vetro non vide altro che il proprio riflesso, e fu una bella cosa.”

-Un bel matrimonio- 

Recensione Libro: “25 grammi di felicità”

Recensione a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa rubrica letteraria vorrei parlarvi dell’ultimo libro che ho letto “25 grammi di felicità” di Massimo Vacchetta e Antonella Tomaselli

Ho sempre adorato i ricci, ma mai avrei pensato di trovare un libro così dolce e così delicato come questo; il libro mi è stato regalato da mia madre, dopo aver visto un intervista di Massimo Vacchetta, in cui parlava con molto entusiasmo del suo Centro Recupero per ricci “La Ninna” e del suo libro, “25 grammi di felicità”.

“Mi piaceva quando Ninna mi guardava: occhietti scintillanti e curiosi. Alzava la testolina verso di me mentre le parlavo. Ascoltava la mia voce. Mi capitò, sull’onda dell’entusiasmo, di cantare addirittura una ninna nanna, o una canzoncina, per lei. Mi piaceva anche quando cercava le mie mani, le mie dita. Mi annusava minuziosamente.”

Questo tenerissimo libro parla della storia di Massimo Vacchetta, veterinario di professione e passione, che si ritrova a dover curare un dolcissimo riccio trovato da una signora e portato ad un collega. Vacchetta non è abituato ad animali piccoli, se non con nozioni basilari, e così per lui l’incontro con Ninna diviene una vera e  propria  avventura, una dolcissima storia d’amore. Con l’aiuto di Giulia, esperta di ricci trovata dal protagonista su un forum per ricci in un momento di agitazione, riesce ad allevare questo piccolo riccio rimasto solo al mondo. Nel corso della storia Vacchetta darà vita a quello che oggi è il Centro Recupero Ricci “La Ninna”, in provincia di Cuneo. 

“La notte si fece silenziosa. Si sentiva solo il battito del mio cuore. No…si sentiva anche qualcos’altro: il cuoricino di Ninna, vicino al mio, batteva altrettanto forte e velocemente. All’unisono. Cuore a cuore: TUM, TUM, TUM.”

Ho trovato questo libro, come ho già ripetuto, di una dolcezza infinita; ho sempre amato i ricci e questo libro ha dato libero sfogo a tutto l’amore che provo per questi animaletti. Si legge in fretta, è scorrevole e la scrittura e veloce e discorsiva. Un magnifico racconto, una storia vera, che tiene incollati al libro, dalla prima all’ultima pagina, con un finale inaspettato. 

“Il Centro Recupero Ricci –La Ninna- ormai era attivo. Arrivavano riccetti da tutte le parti. Soprattutto cuccioli, ma anche adulti feriti. Cominciava a diventare impegnativo seguirli tutti. Per fortuna c’era qualche volontario che mi dava una mano. In che modo trovavo persone disponibili? Bè, allora succedeva così, per caso.”

Ho discusso di questo libro al club del libro a cui partecipo in biblioteca e alcune delle partecipanti hanno trovato molto interessante questa storia, tanto da comprare ai propri nipoti e figli il libro. Nell’incontro successivo mi hanno raccontato, con molto entusiasmo che, a chi era stato regalato, è piaciuto tantissimo e ne sono rimasti davvero molto colpiti; anche qualcuna di loro ha letto il libro ed il responso è stato positivo. Consiglio vivamente questo libro, anche per spezzare un po’ la vita frenetica di tutti i giorni e addolcirci la giornata con un magnifico racconto. 

“La voce di Ninna è quella di tutta la natura oltraggiata dall’uomo. 

È il pianto di un bosco tagliato. 

È il lamento della biodiversità martoriata.

È il biasimo a orde di pirati che predano senza freni un pianeta già troppo isolato.

È il grido che vuole scrollate l’indifferenza.

È l’invocazione d’aiuto che tutti dovremmo ascoltare.

Perché la vita di tutti possa continuare. 

Non mi interessa avere belle case e belle automobili ed essere il più furbo. Non è la mia idea di felicità. Io vorrei solo continuare a inseguire i miei sogni, a cui ho tolto le briglie. E acchiapparli nei loro giardini. E con cura farli fiorire. Per poi regalarli. 

I miei sogni rispondono alla voce di Ninna.

Lei, la mia prima ricciolina…”