Alia e Hussain Harba firmano le borse iconiche Mini-Home!

Mini-Home è la collezione autunno-inverno 2017/2018 di borse firmate dall’architetto e fashion designer iracheno Hussain Harba con la collaborazione della figlia Alia.

Sintesi della ricerca estetica, artistica e della funzionalità, la capsule collection è caratterizzata da una selezione accurata di pellami altamente pregiati e texture lussuose.

Il manico, pratico ed ergonomico, reca la firma dei due designers; oltre ad esso c’è la tracolla, rifinita a mano, che permette alla borsa di essere indossata come handbag o a spalla.

Le Mini-Home sono realizzate artigianalmente in tiratura limitata ed hanno una chiusura doppia. Rigorosamente Made in Italy, indagano tutta la palette cromatica e giocano su accostamenti inediti che, abbinati insieme, diventano un caleidoscopio di stile.

Il nome, Mini-Home, vuole rendere omaggio alla casa intesa come simbolo di sicurezza che cela e custodisce il mondo di ognuno di noi. Con queste bags ogni donna porta infatti con sé il proprio universo personale, racchiuso in un accessorio fashion che coniuga charme ed eleganza, lusso e praticità. Ogni dettaglio, dalla scelta del pellame alla cromia passando per la pochette porta cellulare applicata esternamente e removibile, è frutto della sintesi di design e architettura.

Vere opere d’arte da indossare, le bags sono customizzate e quindi tutte diverse tra loro così da rispecchiare la personalità di ogni donna. Raffinate e grintose, si declinano perfettamente dall’alba al tramonto e sono ideali sia per la business woman sia per chi le vuole indossare ad un party speciale!

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Un caffè con l’attrice Elisabetta Pellini!

Elisabetta Pellini, attrice divenuta famosa in numerosi film italiani e serie televisive, si presenta ai miei occhi come una ragazza acqua e sapone che ama sognare, desiderosa di vivere la vita nella sua intera bellezza… Senza rinunciare a nulla. Elisabetta mi ha accolto nella sua incantevole dimora romana e, con un buon caffè, è iniziata la nostra intervista a 360 gradi tra lavoro e amore!

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Come è nata la passione per la recitazione?
La passione per la recitazione è sempre stata presente fin da quando ero piccola. Ricordo che passavo interi pomeriggi a guardare le videocassette con i film di Monica Vitti, Vittorio De Sica, Alberto Sordi e Mariangela Melato. Nel 1995 ci fu la mia piccola svolta: arrivai seconda al concorso di bellezza “Bellissima” su Canale 5. Ho iniziato a lavorare per la televisione come conduttrice, ballerina e attrice. Da lì è iniziato tutto. Un hobby che si è trasformato in una professione e in un viaggio di conoscenza personale e culturale. Il mio lavoro, infatti, mi ha permesso anche di viaggiare tanto: ho fatto due film in Kenya, un film in Curdistan, due spot in Malesia e una puntata in Irlanda.
Ti abbiamo vista in molti ruoli diversi nel corso di questi anni. Quale ti è rimasto dentro?
Son stati tutti ruoli importanti per me e per la mia crescita come attrice. Spesso mi sono trovata costretta a confrontarmi con i miei pudori o insicurezze e ho dimenticato Elisabetta per poter diventare il personaggio che dovevo interpretare. Quando son stata in Kenya mi sono innamorata dell’Africa, dei suoi paesaggi, della natura selvaggia. Un’esperienza indimenticabile l’ho avuta durante il film “La stagione delle piccole piogge” dove interpretavo un medico senza frontiere che aiutava i masai nello Tzavo. Altri ruoli che ho amato e sofferto sono stati: Laura Sommaria nelle “Tre rose di Eva” e la dark lady Daria nella fiction “Rosso San Valentino” in quanto nella prima era molto difficile da interpretare e soprattutto molto distante da me stessa, mentre nella seconda rapivo mio figlio adottivo ed ero spietata, egocentrica, bugiarda: tutte qualità che odio in alcune donne! È stata una vera sfida, ma mi sono divertita. Mi sono poi innamorata della fragilità di Olga nella fiction “Un amore e una vendetta” e della spontaneità e spensieratezza di Anna Ronco nella fiction “Provaci ancora Prof”.
Tra i tanti colleghi con cui hai collaborato, chi stimi maggiormente?
Mi sono trovata molto bene a lavorare con Gigi Proietti nella fiction “Maresciallo Rocca 3”: un grandissimo attore che già stimavo e durante le riprese mi ha sempre aiutato, consigliandomi. Era uno dei miei primi lavori ed ero emozionatissima. Mi sono trovata molto bene anche a lavorare con Virna Lisi nella fiction “Madre aiutami”: una donna bellissima e una grande attrice molto professionale e preparata. In ogni set mi confronto con registi e attori, imparando sempre qualcosa professionalmente e umanamente.
Vuoi parlarci dei tuoi ultimi lavori?
Per quanto riguarda il cinema, sono usciti due lungometraggi. Il primo è “Infernet” e parla del bullismo e dei lati oscuri di Internet che se usato male può diventare un vero inferno. L’altro lungometraggio è una commedia: “La mia famiglia a soqquadro” dove interpreto Paola Baldini, donna che ha fatto carriera nella moda a Parigi e decide di tornare in Italia perché sente l’esigenza di sentirsi mamma. Ogni volta che si parla di figli, infatti, le vengono attacchi di respirazione, singhiozzo e così via. Un ruolo comico, ironico e con momenti teneri dove trasuda l’amore materno. In televisione, invece, sono stata protagonista di una puntata nella fiction “Don Matteo 10” dove ho interpretato una donna che ha ucciso il suo amante durante un litigio. Ho avuto, poi, un ruolo comico come protagonista di puntata della fiction “Un amore per due” con Panariello e Lucia Occone. Ho interpretato una loro amica di scuola molto preoccupata per salute del suo pappagallo e… c’è stato un divertente triangolo “amoroso”.
Passiamo ad un argomento personale e forse un po’ antipatico: l’amore ha bussato alla tua porta?
Sì, ha bussato. Credo nell’amore, sempre. Sono single da un anno e sto cercando di trovare prima un mio equilibrio personale. Non mi piacciono le avventure e non sono molto semplice nelle scelte. Le qualità fondamentali devono essere la leggerezza, la simpatia, l’allegria nell’affrontare la vita, la sincerità nel bene e nel male… E così via. Quando Cupido passerà e ci saranno queste qualità allora il mio cuore ricomincerà a battere per qualcuno. In un rapporto deve esserci tutto questo in quanto cerco un complice nella vita quotidiana con cui condividere le mie emozioni. Voglio essere un sostegno per lui e la cosa deve essere reciproca. Per ora sto bene così.
Che cosa proprio non riesci a sopportare in un uomo?
Non sopporto le bugie, anche quelle stupide, perché poi perdo la fiducia e la stima nei confronti del partner e, quindi, automaticamente, finisce il rapporto. Non sopporto l’infedeltà, l’arroganza, o il narcisismo. Non sopporto la violenza verbale e fisica. Spesso si legge di violenza sulle donne o stalking e non voglio questo in un uomo o un semplice amico che fa parte della mia vita.
Ora facciamo spazio alla fantasia: qual è l’attore, italiano o straniero, su cui faresti un pensierino per una fuga romantica?
Una fuga romantica?! Impegnativa anche con la fantasia perché se poi ti trovi bene con una persona, magari è diversa da come pensavi e diventa un vero inferno… E la cosa ovviamente è reciproca! Comunque, scapperei per una fuga romantica con Mark Ruffalo perché è un grandissimo attore e credo che sia molto simpatico!
Che tipo di donna sei quando ti innamori?
Quando mi innamoro inizialmente sono molto timida, sento le farfalle nello stomaco e arrossisco… Oppure sono un po’ impacciata! Poi sono molto romantica, ma questo lo sono in generale nella vita. Mi piace la natura e viaggiare, quindi cerco di condividere più cose possibili con l’uomo che amo. Sono molto sincera e schietta: preferisco che si vedano subito tutti i miei difetti e limiti, piuttosto che nasconderli con fatica, così è un risparmio di tempo reciproco o comunque si può provare a correggerli. Se mi sento presa in giro ovviamente mi arrabbio, ma se la cosa non è particolarmente grave e riconosco un pentimento cerco di perdonare o di farmi perdonare nel caso contrario. Credo che con gli sbagli si può crescere in un rapporto, ma bisogna condividerli e non ripeterli… Altri errori, invece, sono vere fratture che non si rimargineranno mai.
Ok, l’argomento sull’amore è superato. Ultima domanda a bruciapelo: come ti vedi tra 10 anni?
Vivo molto “alla giornata”, però, forse, con la fantasia, tra 10 anni mi vedo in un paese straniero con una casa sulla spiaggia e tanti progetti e sogni, piccoli e grandi, da realizzare.

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Ph. Andrea CiccalèMake up/Hair. Hilari Battisti per Simone Belli

Alla prossima,
Miriam

Unicusano: verso il futuro!

Al momento della laurea si pensa inizi la vera vita. Cercare lavoro o studiare ancora? un’eterna indecisione. Finalmente possiamo dimostrare al mondo di cosa siamo capaci, mostrare cosa abbiamo studiato per tutti quegli anni in cui abbiamo rinunciato anche al divertimento, mettendo al primo posto l’istruzione. Magari andiamo al nord, magari andiamo al sud, oppure finiamo per restare esattamente dove siamo a pensare e ripensare come andare avanti e quale percorso scegliere tra le infinite opzioni.

“E se volessi andare all’estero? Cosa me ne faccio della Laurea Italiana?”
Ci sarebbero esami da integrare, carte da presentare e soldi spesi per qualcosa che avresti già dovuto avere: una Laurea. Se ti rivedi in questa situazione non ti resta che dare un’occhiata al nuovo progetto dell’Università Niccolò Cusano che ancora una volta vuole andare incontro alle esigenze di un mondo che sta cambiando sempre più velocemente. Dal luglio del 2015 è infatti possibile conseguire un titolo dal valore binario (Italia-UK) che sarà automatico. L’offerta formativa di Unicusano prevede lezioni online disponibili ad ogni ora del giorno e della notte, tutti i giorni; assistenza didattica a disposizione dell’utente; materiali didattici ed informativi consultabili on line sull’apposita piattaforma e la possibilità di sostenere test mensili. Le iscrizioni sono sempre aperte e accessibili senza test d’ingresso. Unicusano permetterà anche di imettersi subito nel mondo del lavoro costruendo un networking con aziente presso cui gli studenti avranno la possibilità di svolgere stage sul territorio. Ma perché mettere il proprio futuro nelle mani di questa università? Perché pensano sempre agli studenti, al loro futuro, ai vari modi per agevolarli nella vita. Questa splendida università non sarà solo online ma presto aprirà una sede sul territorio Uk divenendo così la prima “Università Telematica” presente sul territorio Inglese con la sua prestigiosa sede in Skylines Village 7 Lime Harbour Village London E149TS.

E tu cosa aspetti ad investire sul tuo futuro?

Miriam



Bianchi e Nardi punta tutto sulla terza generazione!

Sono tornata dalle vacanze e vi porto nuove notizie sul fronte moda. Ormai è ufficiale: la terza generazione prende in mano le redini della Bianchi e Nardi, azienda storica del Made in Italy nel settore pelletteria di Alta Gamma.
Un team al comando composto da cinque giovani decisi a sviluppare l’impresa creata a Firenze nel 1946 da Mario Bianchi e Aldemaro Nardi; e a rendere sempre attuale la sfida raccolta dalla seconda generazione, guidata da Mauro Bianchi assieme a Marco e Massimo Nardi.
Adesso tocca ai trentenni insediarsi nel consiglio d’amministrazione e caricarsi delle principali responsabilità manageriali: Gabriele Bianchi, responsabile amministrativo; Giulia Bianchi, responsabile ufficio legale. Laura Nardi, presidente e account manager; Alessandro Nardi responsabile produzione; Andrea Nardi, responsabile dell’approvvigionamento e qualità della materia prima.

Un’azienda proiettata al futuro come Bianchi e Nardi non poteva smentire se stessa sul piano della governance aziendale. Il passaggio generazionale, che per molte imprese del made in Italy costituisce una tappa drammatica, è stato invece affrontato di slancio come un’occasione di crescita da cogliere al volo. Appena insediato il nuovo consiglio di amministrazione ha preso la decisione di sbarcare sul mercato del luxury con un proprio brand, pur continuando a produrre per conto dei grandi gruppi mondiali del lusso.
Nasce con Bianchi e Nardi 1946 la nuova collezione di borse in pellami pregiati dove forme, materiali e lavorazioni si uniscono in un prodotto d’alta gamma, simbolo della qualità e della tradizione pellettiera fiorentina. Una scelta coraggiosa che attinge a un capitale umano, ad un sapere artigianale e a un’organizzazione industriale con pochi paragoni. Contemporaneamente il gruppo ha aderito al programma Elite di Borsa italiana per avvicinarsi al mercato dei capitali e accelerare l’internazionalizzazione.

La storia di Bianchi e Nardi costituisce un’eccezione nel panorama industriale italiano. Non solo perché la società venne costituita sulla base della stima reciproca che legava fra loro due amici come Mario Bianchi e Aldemaro Nardi. Ma soprattutto perché quel patrimonio di fiducia e amicizia si è conservato intatto per tre generazioni e per quasi settanta anni. E adesso consente alla società di raccogliere la sfida della globalizzazione dei mercati e della competizione internazionale. Ma senza rinunciare a quelle abilità artigianali che da sempre hanno differenziato l’azienda fiorentina. Un esempio fra tanti: l’utilizzo magistrale della pietra d’agata per diamantare la pelle del coccodrillo ben sapendo che tutti i pezzi tagliati saranno diversi l’uno dall’altro, ma che una volta uniti daranno vita a un oggetto unico e prezioso.

Per Bianchi e Nardi il Made in Italy è un elemento essenziale del Dna aziendale da cui non si può prescindere. Già nel 1941, prima che la società fosse fondata, Aldemaro Nardi aveva venduto le prime “cinque borse in feltro” a Guccio Gucci. In seguito, soprattutto a partire dagli anni ’80, crebbe la produzione per i grandi marchi del lusso sia italiani sia internazionali. Ma la manifattura, oggi come allora, è sempre stata italiana, anzi fiorentina.

Miriam

  

The Great Italian Rickshaw Adventure: scopri l’Italia viaggiando su tre ruote!

Salve a tutti,
sarà la gran voglia di lanciare i libri e partire o forse è semplicemente per il troppo caldo romano, ma oggi sono qui per parlarvi nuovamente di una tematica estiva: la vacanza!

Abbiamo parlato di crociere, di riscoprire la propria città e di viaggi all’estero super lussuosi, ma non vi ho mai parlato della possibilità di viaggiare “on the road” all’insegna del divertimento e dell’avventura in suolo italiano!

L’idea vi stuzzica, vero? Allora vi consiglio di dare un’occhiata a “The Great Italian Rickshaw Adventure”, una nuova tipologia di vacanza che propone a chi ama i due fattori citati prima, divertimento e avventura, un viaggio per l’Italia molto originale: un team di tre persone, infatti, a bordo del famoso calessino “Ape”, uno dei simboli dell’Italia, viaggeranno alla scoperta delle regioni italiane che vorranno visitare, secondo un itinerario scelto sul sito, senza tappe predefinite o fermate obbligate. Tutto viene lasciato all’istinto e al desiderio dei viaggiatori che vogliono lasciarsi sorprendere e che odiano la noiosità dei viaggi tradizionali.


Un’avventura da macinare chilometro dopo chilometro a 50 km/h. Un viaggio alla scoperta delle cose semplici, un ritorno alle origini per chi è costantemente abituato a vivere nel caos cittadino con tecnologia a tutto spiano. Buon cibo da assaporare e notti da trascorrere in compagnia con i propri amici e “membri dell’equipaggio” negli agriturismi presenti su Agriturismo.it (una camera a notte a team, inclusa nel costo del viaggio).

Immaginatevi, tra piccoli borghi e/o paesini nascosti in buona compagnia… non vi sentite già meglio? Viviamo in uno Stato che ha tanto da offrirci e non ce ne rendiamo conto. Invece di andare alla ricerca di mete estere, sarebbe ancor più bello vivere una vacanza da costruire tappa dopo tappa nei luoghi italiani ancora sconosciuti a noi. L’unica cosa certa di questo viaggio è il punto di partenza e quello d’arrivo. Inoltre, per i social dipendenti sono felice di dire che ogni Ape (Rickshow) sarà munito di Wi-Fi per condividere con il mondo 2.0 i vostri scatti più belli. Un viaggio che sicuramente può cambiare la propria visione del mondo e che, inoltre, è anche all’insegna della solidarietà. Verrà richiesto, infatti, di raccogliere almeno 500 euro in giro per l’Italia da devolvere in beneficenza.

Gli itinerari sono cinque, uno più bello dell’altro. Abbiamo:

Milano – Catania, più di 1400km per attraversare l’Italia intera da Nord a Sud.

“Potrai decidere se scendere lungo la dorsale adriatica, puntando a Sud Est, giù fino alla Puglia e poi girare a Sud Ovest verso il caldo mare di Sicilia. O scendere a Sud, attraversare l’Appennino e andare fianco a fianco col mare Tirreno, fare uno stop a Roma e Napoli e attraversare la Sila, raggiungendo i Bronzi di Riace a Reggio Calabria. Oppure più pigramente raggiungere Napoli e viaggiare di notte su un traghetto verso Catania insieme al tuo adorato Ape Calessino. O per i più “culodipiombo”, guidate fino a Genova e imbarcatevi per Palermo e poi via a scoprire la Sicilia.”

Catania – Trapani e ritorno, più di 600 km

“6 giorni per andare e tornare da Catania a Trapani, sotto il caliente sole siculo. Gustati la Sicilia: le spiagge più belle, i templi greci, le chiese barocche e fatti il bagno in calette altrimenti irraggiungibili, senza un agile rickshaw!”

Catania – Milano, più di 1400km

“9 giorni di cavalcata, sulla rotta seguita dagli emigranti che andavano a nord. Godendosi l’Italia in uno dei periodi più belli dell’anno. E siccome “tutte le strade portano a Roma”, parti e guida tranquillo fino a quando sbatti nel Colosseo. Poi gira a destra e continua ad andare a Nord… dovresti essere a metà strada.”

Milano – Amalfi, più di 900km

“5 emozionanti giorni, correndo lato a lato con il mare Tirreno: albe sulle montagne e tramonti sul vasto mare. Potrai riposarti sulle colline toscane, farti un giro delle vestigia romane o farti un bagno ristoratore nel mare della Costiera! forse uno delle avventure più “da cartolina”. Ma non ti distrarre! E’ sempre un’avventura e l’imprevisto è dietro l’angolo.”

Amalfi – Milano, più di 900km

 “5 giorni, di corsa verso Milano. La città del business: “uè, dai, che chi se laùra!”. Ma nel frattempo tu ti potrai godere il viaggio: la stupenda costa sorrentina, la campagna laziale, la Toscana e poi le colline fino alla Pianura Padana. E lasciali lavorare a Milano! Tu divertiti!”

La mia preferita tra queste cinque è sicuramente “Catania – Milano” perché porta alla città dove sono nata e cresciuta: Roma. Voi ci siete mai stati? Ci abitate come me? Vi ho fatto una scaletta dei posti che dovete assolutamente andare a vedere nella Capitale:

La Basilica di S. Pietro: il centro del mondo cristiano dove si incontrano milioni di fedeli ogni anno. La sua Cupola viene ammirata da chi passeggia a piedi o da chi distrattamente ci passa con la macchina.

Il Colosseo: lui è l’immenso simbolo di Roma, conosciuto da tutti. Un pezzo di storia che troneggia sui Fori Imperiali e una delle sette meraviglie del mondo. Ci credete se vi dico che a ventun anni ancora devo vederlo dentro?

Fontana di Trevi: Inestimabile icona della Dolce Vita, sfarzosa in ogni suo dettaglio. Si dice che porti bene buttare una monetina!

Musei Vaticani: ospitano molti capolavori risalenti all’epoca egizia fino alla rinascimentale. La Cappella Sistina è una tappa obbligata!

Per quanto riguarda i cibi da gustare vi consiglio in particolar modo la cucina giudaico romanesca che potete gustare a Portico D’Ottavia. Pietanze preferite? I carciofi alla Giudia, aliciotti con l’indivia e se volete un buon dolce provate il Tortolicchio!

Buon viaggio a tutti,

Miriam

Green Aperitif al Margutta RistorArte, uniti per il Nepal!

 “Un sorriso per chi l’ha perso, un momento di condivisione per chi non ha più nulla, un banchetto per chi soffre la fame, un amico per chi ha perso l’entusiasmo di lottare”

Si presenta così l’aperitivo speciale di ieri sera, lunedì 8 giugno, proposto e organizzato da Lodovica Mairé Rogati e Edoardo Stoppa, voluto e sostenuto da Tina Vannini, tra le sale del Margutta RistorArte di Roma, per sostenere bambini e famiglie in Nepal che lottano per una speranza.

A più di un mese di distanza da quel terremoto di magnitudo 7,8 Richter del 25 aprile scorso, la popolazione sta cercando di rialzarsi, ma la situazione è ancora disperata. Sono oltre tre milioni gli sfollati, e centinaia di migliaia gli edifici danneggiati o distrutti. In arrivo una nuova minaccia, quella delle piogge monsoniche. E la terra continua a tremare. Oltre 8600 morti e 20mila i feriti, quasi 500mila le case distrutte e più di 250mila quelle danneggiate, come riferito dal Ministero degli Interni nepalese. Urge il nostro aiuto, quello di un noi che deve tramutarsi in io, sin da subito.

Ci vorranno anni, forse decenni, per risollevare il Nepal: bisogna quindi iniziare a darsi da fare. E’ per questo che, assieme agli amici di ITALIAPRONEPAL, si è svolto ieri, nel cuore del centro storico capitolino, un Green Aperitif con i personaggi dello spettacolo assieme ad esponenti della cultura e della politica. Insieme si può, uniamo le forze per aiutare il Nepal!

La donazione minima per l’aperitivo total green offerto dal Margutta era di 10,00 euro, ma si è auspicato per cifre molto più importanti. Dettaglio molto importante: Tutto il ricavato delle offerte di ieri sera sarà devoluto in beneficenza. Non una percentuale, bensì TUTTO.

Lì manca tutto, hanno bisogno di qualsiasi cosa, compresi i generi di prima necessità. Se sacrificaste una semplice cena fuori, donereste vita e speranza a decine di persone.

Se volete aiutare anche voi, potete devolvere il 5×1000 previsto dalla legge in favore di associazioni ONLUS. Inserite il codice fiscale di ITALIAPRONEPAL nell’apposito campo della dichiarazione dei redditi: 97466630155.

Nella gallery alcune foto con i presenti come Edoardo Stoppa, Lodovica Mairé Rogati, Paolo Conticini, Juliana Moreira, Elisabetta Pellini e Simon Grechi.

Miriam

Nuovo traguardo!

Buongiorno a tutti voi che mi seguite,

nel mese di Marzo Rebel Fashion Blog ha superato le 6mila visualizzazioni.

Un bellissimo traguardo, non c’è che dire. Un traguardo che ho voluto “inaugurare” con l’implementazione del tasto “Donazione”.

Se ho raggiunto un risultato così alto di visualizzazioni, al paro di alcune piccole testate giornalistiche, è per l’impegno costante che ci ho messo... anche economicamente. Purtroppo mi sostengo da sola e determinate spese fatico a coprirle, ma continuo a farlo per amore e per passione.

Chi vuole sostenermi, aiutarmi, può farlo cliccando sul pulsante rosa che troverete alla fine di ogni articolo. Grazie al vostro sostegno potrò continuare a proporvi notizie da tutto il mondo sugli argomenti più disparati. Potrò continuare a collaborare con i brand di Moda, facendovi vivere in prima linea il backstage. Potrò continuare a segnalarvi i giovani che mi scrivono dicendo di voler inseguire il loro sogno (e io, dove posso, cerco di dare una mano)… Ma non solo.

Ci saranno nuove iniziative in vista che potrò svelarvi solo al raggiungimento del budget previsto per la loro realizzazione. In queste iniziative i protagonisti sarete voi.

Rebel Fashion Blog sta iniziando ad espandersi e vuole farlo con chi ha reso possibile tutto ciò. Siete pronti?

Sostieni Rebel Fashion Blog… Basta poco!