Buoni Propositi 2018: ritorni

L’anno è ricominciato nel suo tram tram quotidiano e io mi sono resa conto di una cosa: non bisogna mai abbandonare i propri sogni.

Io l’ho fatto per delle buone ragioni: il lavoro, la casa, la bambina, il marito. Per un anno mi sono anche sentita completa, felice, appagata. Poi è diventata una felicità “per metà”. Mancava sempre qualcosa, ma non capivo cosa.

Per dedicarmi a tante cose ho trascurato quella più importante: me.

…E allora eccomi qui. Nel mio solito ritardo stonato a stilare la lista dei miei buoni propositi per l’anno nuovo che prevedono tutti una parola: il ritorno.

Allora… Cominciamo:

  1. Come prima cosa devo ritornare alle mie origini, qui dov’è nato tutto. E prometto di continuare a scrivere di tutto ciò che mi passa per la testa!
  2. Come seconda cosa devo ritornare a scrivere il libro che non ho mai terminato, ma che ho in testa da un anno.

 

… Ce ne sono anche altri, ma per ora me li tengo per me sperando di poterli condividere presto con voi!

Una novità però posso dirvela: ho un nuovo cambiamento in corso ed è dentro di me. Noa, la mia primogenita, prossimamente avrà una compagnia maschile… A luglio arriverà il mio secondogenito che per ora chiameremo “Nutellino“. Vi lascio immaginare perché porta questo nome!

Le novità sono tante, ma i miei buoni propositi ancora di più!

… E voi volete seguirmi in questa nuova avventura?

Vi aspetto!

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Piccole grandi novità!

Ciao a tutti ragazzi,

In questo post volevo rendervi partecipi di alcune novità che sono accadute in queste settimane.


In primis sono felice di dirvi che il matrimonio è andato benissimo, sembrava di vivere dentro una favola dove io ero la Regina e lui il mio Re. Il mio abito è stato disegnato e realizzato in ogni suo dettaglio dalla stilista Paola D’Onofrio (la sua Atelier ha sede a Roma).


 Insieme al mio compagno, abbiamo deciso di regalarci una settimana a Tel Aviv (Israele). Inutile dirvi quanto ci siamo divertiti a fare shopping sfrenato e a tuffarci tra le onde insieme a tanti bellissimi pesciolini! La parte più emozionante è stata, però, al Kotel (Muro del Pianto), dove abbiamo ricevuto una benedizione speciale e dove ho potuto darla io stessa alla mia cucciola che cresce nella mia pancia. Tornata a Roma ci sono state due sorprese ad attendermi: la prima è l’arrivo del Tesserino come Giornalista Pubblicista presso l’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Mentre la seconda è la mia piccola bimba che durante l’ecografia ha deciso di togliere la manina dal viso e dopo 26 settimane abbiamo potuto ammirarla in tutta la sua bellezza grazie ad un’ecografia in 3D.


… Non è bellissima? Fossero sempre così colme di gioia le giornate di tutti noi!

Miriam

Appuntamento al Ritz!

Buongiorno a tutti,

oggi ci tengo a parlarvi di un libro su cui ho un parere molto contrastante: “Appuntamento al Ritz” di Helene Battaglia, Baldini&Castoldi Editore.

Natale è alle porte. Hope ha compiuto da poco trent’anni. Di professione fa la giornalista di moda. Come molte sue coetanee, oltre a una brillante carriera sogna di incontrare l’amore della sua vita. Vuole tutto o niente. Ma attendere che il principe azzurro bussi alla porta non è sempre facile. Da alcuni mesi, inoltre, la sua vita è diventata pura routine. Ma, “quando meno te lo aspetti”, il destino riserva sempre qualche bella sorpresa. Il suo direttore le affida un nuovo incarico: lavorare un mese “sotto copertura” in uno degli hotel più esclusivi di Parigi, per carpirne ogni minimo segreto. Tra avventure esilaranti e incontri insoliti, improvvisamente per Hope arriverà l’amore, quello vero.

La trama mi ha da subito ispirato. Sono sempre stata amante della moda, del lusso… E poi la mia professione è proprio la stessa della protagonista! Purtroppo, però, il modo in cui è stata narrata non mi ha fatto particolarmente impazzire. Il mio parere, come dicevo prima, è molto contrastante, ma su una scala da 0 a 5 stelle, sicuramente gliene darei 3 che, comunque, è più della metà.

Da una parte c’è il mio amore per questo genere letterario e una forte ammirazione per la scrittrice che è sempre stata molto gentile e disponibile nei miei confronti, dall’altra il fatto che comunque sia, se fossi stata al suo posto, avrei sviluppato maggiormente la trama. Un romanzo che trasmette positività da tutti i pori e che manda un forte messaggio al lettore: “Mai e dico mai perdere la speranza!”. Sarà forse per questo che il nome della protagonista è Hope?

Purtroppo, però, si è rivelato un libro molto “sbrigativo” e non intendo la “scorrevolezza”. In trenta giorni la vita della protagonista è cambiata totalmente in maniera positiva, ma facendola sembrare fin troppo “fortunata”. Possibile che capitano tutte a lei? Alla fine scompare anche “l’effetto sorpresa” perché se il lettore sa che alla protagonista va tutto bene, sicuramente il primo piccolo ostacolo verrà superato subito e senza il minimo sforzo. E infatti così è stato. Un’altra cosa che mi ha delusa è che il lettore non viene lasciato “sulle spine”, non c’è suspance, e ciò può portare alla considerazione del romanzo come “banale” e “scontato” (ciò sarebbe un vero peccato!). Ovviamente non mi sento di motivare a fondo questa mia piccola critica in quanto dovrei parlare esplicitamente di alcuni episodi e non vorrei fare SPOILER  a chi volesse leggerlo. Forse il problema è anche, e soprattutto, che sono abituata a romanzi più lunghi che quindi richiedono maggiore elaborazione e che creano, come dicevo prima, suspance, equivoci, discussioni, colpi di scena… Cose che il lettore non si aspetta e si sorprende!

Una lettura in cui tutto va bene, come quella di Helene, potrebbe far annoiare il lettore su alcuni punti. Posso, però, dire in sua difesa che è un ottimo libro per chi vuole divagarsi un po’ dal tram tram quotidiano, per chi ama sognare il lieto fine, per chi da bambina ha adorato la storia di Cenerentola. Una lettura che, in fin dei conti, consiglio per chi ha voglia di innamorarsi ancora, per chi vuole ricostruire la propria vita da zero.

Oggi stesso comincerò a leggere il continuo, “Una promessa di felicità”, perché sono veramente curiosa di sapere come andrà a finire tra Paul e Hope… Complimenti alla scrittrice!

Buona lettura,
Miriam.

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Scrivere è…

Da quando ho avuto la pazza idea di buttarmi nel mondo del giornalismo, ho incontrato molte persone – nei vari stage e tirocini – con le quali ho avuto il piacere (e a volte l’onore) di lavorare. La domanda che mi rivolgevano più spesso era: “Vuoi fare la giornalista su carta stampata, ma il giornalismo è la tua vita? Ti appaga? Vivresti solo di quello?”

La mia risposta è: No.

Sembrerà stupido, in fondo è il mio sogno nel cassetto.. La mia ambizione!
Eppure, secondo me, c’è qualcosa di più grande che ruota intorno al giornalismo e si chiama scrittura.
Il giornalismo è la maniera più bella per esplicitare questa mia passione, ma il cuore è puntato a 360 gradi verso carta e penna.
Proprio per questo spero, un giorno, di poter vedere un mio libro pubblicato da un buon editore.

Non c’è niente di più emozionante del semplice gesto di impugnare una penna ed iniziare a scrivere, anzi, sarebbe più azzardato dire “viaggiare verso mondi inesplorati”.
Non sono l’unica a pensarla cosi, sulla mia stessa linea di pensiero c’è Fabio Volo che in “É una vita che ti aspetto”, scrive:
“Innanzi tutto, vorrei esternare lo stato d’animo che sto provando adesso nel trovarmi di fronte a queste pagine bianche. Di fronte a questa incognita. Chissà come le riempirò? Cosa c’è di meglio che essere curiosi di se stessi? Pagina bianca come la vita. Le amo entrambe perché sono curioso di vedere come va a finire.”

In poche righe è riuscito a descrivere al meglio ciò che provo personalmente ogni volta che metto mano su carta, o tastiera come in questo caso.

Anche adesso, sinceramente non so dirvi dove potrà concludersi questa riflessione, o se magari potrei farla continuare ed immergermi in nuovi pensieri “senza confini”, per l’appunto.
È il bello della scrittura quello di lasciare un pensiero a metà, lasciarlo libero di espandersi come un alito di vento, in attesa che una nuova folata lo spinga oltre la barriera della tua mente.

Miriam Spizzichino