Vita e morte

C’è una linea sottile tra vita e morte. Un confine che tutti dovremo affrontare prima o poi, presto o tardi che sia. Se per noi è un trauma, figuriamoci per chi ci sta vicino e ci guarda sfiorar la morte o, peggio, andar via.

In questa settimana ho avuto il dispiacere di sentire sulla pelle di mia madre, e quindi sulla mia, che cosa significa “rischiare la morte”. Lei che era entrata dentro l’ospedale per una piccola operazione e che rischiava di andarsene per un’emorragia interna.
I dottori hanno parlato di casistica, purtroppo può succedere. Grazie all’immediato intervento dei medici mia madre è ancora qui. Il pericolo è scampato, ma lo spavento è ancora tanto.

Lei. L’unica donna che amo. Colei che si è presa cura di me, che mi ha portato in grembo, che mi ha donato la vita.
Potevo perderla. Una catastrofica conseguenza poteva portare via l’amore più grande della mia esistenza.
E io l’avrei persa così, dall’oggi al domani.
Senza poter far niente, non avrei potuto far nulla. Ciò mi rende ancora sotto shock. Ciò mi porta a scrivere ora, a notte fonda, sperando di trovare uno sfogo nelle mie parole.
Uno sfogo che in questi giorni è rimasto nascosto per non darlo a vedere alle mie sorelline.
Uno sfogo che ho messo in disparte, in stand by, per poi liberarlo tra le righe di questo mio piccolo post.

Questa brutta esperienza ci avrà anche segnato la vita e la ricorderemo per sempre, ma per fortuna domani mia madre verrà dimessa e nessuna distanza allora potrà competere con noi.
Lei sarà qui, accanto a me.
Come è giusto che sia.
Perché così deve essere.

Ti amo mamma.
Miriam

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