Alla mia piccola Noa

Finalmente ti sei addormentata tra le mie braccia come ogni sera. Ti ho messo a lettone vicino a me e il tuo papà. Ti guardo prima di chiudere gli occhi anche io… come ogni sera. Mi rendo conto che da quando quel 1 febbraio 2016 il test mi annunciava il tuo arrivo la mia vita è cambiata. Ho riposto i miei piccoli grandi sogni dentro ad un cassetto per potermi dedicare completamente a te, la mia prima gravidanza. Non sapevo che cosa volesse dire diventare madre, ma lo sto capendo giorno dopo giorno insieme a te. A te che mi ridi ogni volta che i nostri sguardi si incrociano. A te che mi ascolti mentre ripeto i riassunti degli ultimi due esami che sto preparando. A te che ti svegli con il sorriso. A te che ti addormenti cercando il mio seno con la tua manina. Quello stesso seno che purtroppo ti ho dovuto togliere presto a causa della scarsità di un latte che invece di farti crescere… ti rendeva sempre più piccola. Essere mamma è difficile, soprattutto quando hai da pensare al lavoro e all’università. Devi cercare di conciliare tutto, mettendo al primo posto la tua bambina. Io è quello che sto facendo e, nonostante tutto vada a rilento, l’importante è vederti crescere bene senza farti mancare nulla. Spero di riuscire bene nel mio compito di mamma, ma soprattutto spero che tu te ne accorga. Fare tardi tutte le notti sapendo che, comunque, la sveglia suonerà alle 6 e la giornata finirà 20 ore dopo per poi ricominciare è estenuante… ma il tuo sorriso mi ripaga di tutto. Sempre. Sei tutto ciò che ho sempre desiderato e aspettato. Mi hai capovolto la vita e sei diventata la mia grande certezza. Mi hai reso consapevole che si può amare immensamente e incondizionatamente senza chieder nulla in cambio. Perché l’amore, quello vero, è così. Mi hai fatto crescere e maturare. Addormentarsi abbracciata a te, sapendo che quando aprirò gli occhi sentirò la tua dolce vocina chiamarmi e i tuoi occhioni cercarmi mi fa amare ancora di più la vita. Una vita che per tutti è difficile, ma che tu la rendi così semplice e lo fai senza neanche saperlo! Vado a dormire con la consapevolezza che domani è un altro giorno e che in quel giorno ci sei e ci sarai sempre e solo tu. 

«Ninna Nanna, Ninna Oh,
Questo amore a chi lo do,
Lo do a te finché vivrò,
Solo te io amerò.»

Buonanotte Noa, ti amo.

La tua piccola grande mamma

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Lettera a mia figlia…

4 mesi di nausea. 1 mese a letto con la paura di perderti. Settimane interminabili a combattere tra sciatica, bruciori di stomaco e mal di schiena. 9 mesi di stanchezza e di frequente bisogno di andare al bagno. 3 mesi di dormite a intermittenza. 4 notti e 5 giorni di ricovero per donarti una speranza in più di poter crescere ancora un po’ dentro la mia pancia. 

Diciamo che la gravidanza non è proprio una passeggiata, ma per me è stata una bellissima esperienza. Da quando ti ho scoperto non mi sento più sola. Ho passato 9 mesi ad immaginare il tuo viso e a fantasticare sulla nostra vita insieme. Adesso che manca veramente poco alla tua nascita e potrebbe trattarsi di pochi giorni o settimane… Mi rendo conto che la vita “intra uterina” è stata un piccolo preludio per farmi realizzare che stavo diventando mamma e con questo pensiero mi hai fatto crescere e maturare. La gravidanza non è stata tutte rose e fiori, ma mi ha fatto capire che tu sei la mia piccola leonessa e che una mamma deve tirare fuori le palle e la grinta per proteggere i propri piccoli. Io con te l’ho fatto e lo farò sempre, rinunciando a tutto e a tutti. La nostra vita sta cominciando ora e non sai quanto sono felice di poterla condividere con te che senza saperlo mi hai cambiata. Ti amo Fagiolina!


+36 settimane

Da figlia a madre, il cambiamento

Il cambiamento che una donna fa, da figlia a madre, mi ha sempre affascinato.
Sembrerà una frase stupida o scontata, ma secondo me per essere madre bisogna prima essere figlia.
Alla domanda “te la senti di diventare madre?”, molte rispondono: “Ho ancora bisogno di sentirmi figlia.”
Da una parte potrebbe anche essere vero, ma dall’altra bisogna essere consapevoli del fatto che diventare madre non implica che tu debba necessariamente smettere di essere figlia.

E’ innaturale. Quel “sentirsi figlia” non è altro che l’eterno “bisogno di sentirsi protetti”.
Chi, al giorno d’oggi, non ha bisogno di sicurezze?
Ci appoggiamo alla parola “figlia”, credendola il sinonimo perfetto di “protezione”, “sicurezza”.

Essere figlia, però, non è solo questo e poi, parliamoci chiaro, non tutte le mamme vogliono far vivere la propria prole in una “campana di vetro”: isolate dal mondo, ma protette.
Protette da cosa? Da ciò che le circonda.
E chi le salverà dal male che ricaveranno dentro quella “gabbia”?
Solitudine; Incapacità di vivere la vita perché troppo ovattate.
Pensare che se per un motivo “X” venissero liberate, si ritroverebbero nella fossa dei leoni.
Incapaci, appunto, di sopravvivere ai piccoli ostacoli della vita quotidiana.

Poi arriva un test che ti sconvolge la vita, ritrovandoti a dover preparare al meglio l’arrivo di un ospite, alcune volte inaspettato, dentro di te.
Dicono che una volta scoperta la maternità si comincia a cambiare veramente ed ogni giorno si vivono nuove sensazioni.
In quel momento inizi ad entrare veramente in contatto con il tuo corpo.
Ogni suo piccolo movimento per te è una novità e ti rendi conto che la natura non smette mai di stupire.

Partorisci e diventi biologicamente madre, anche se, dentro di te, sai che quella sensazione non ti è nuova, o perlomeno non ti è mai stata sconosciuta, perché anche il sentirsi madre è una cosa innata con cui noi donne familiarizziamo molto bene… A cominciare da quando ci divertivamo a giocare con le bambole.
Bastava un po’ di trucco e i tacchi della mamma per sentirsi grandi. Bastava far finta di essere chiamate “mamma” da quelle bambine plastiche con nomi che durante l’infanzia trovavamo perfetti, ma che alla fine sono ben lontani dai nomi che abbiamo dato ai nostri figli… Quelli in carne ed ossa!

Miriam