Paura d’amare

Ci sono individui che sono stati feriti e hanno paura di affidare nuovamente la propria vita ad un’altra persona. Io sono la prima, ma il mio, a differenza di altri, non è un caso patologico. Non capisco perché alcuni hanno una specie di “reazione allergica” e invece di provare a conoscere le persone preferiscono studiarle e farle cadere in fallo.
Della serie: “E’ tutto troppo perfetto, ci dovrà essere sotto qualche fregatura!”
Così, invece di frequentarsi e vivere serenamente la loro storia, finiscono quasi per “scommettere” chi dei due tradirà per primo la fiducia dell’altro, come se vi stesse mettendo “alla prova”.

Nel frattempo il rapporto va a rotoli, ma loro sono così impegnati a non farsi trovare in errore, che neanche si rendono conto di quanto quell’amore li stia logorando.
Si cominciano a trovare le prime incongruenze, si iniziano a dire frasi come “Non sei più lo/a stesso/a”. Vengono alla luce difetti che in passato, magari, neanche notavi.
“O cambi o possiamo finirla qui!” Peccato che non puoi pretendere di modificare un individuo se tu, in primis, non sei il primo a cambiare. Nessuno è perfetto, neanche tu.

Alla fine inizi a renderti conto della dura verità. Non potrà mai esserci amore in due persone così insicure e prevenute, due persone che si cercano per paura di rimanere soli e una volta ritrovati, quella solitudine, inevitabilmente, continua a non lasciarli.

Che senso ha amare in questo modo? Non è da masochisti?
Paranoie. Amore. Dolore. Amore. Lacrime. Amore.

Quella voglia di bastarsi, essenzialmente. L’importante è amarsi, no?
Invece, poi, ti ritrovi a vivere nella tua “anoressia” d’amore. Di passione.
Scarna di sentimenti. Dannatamente vuota.

Miriam Spizzichino

La Fiducia

Non c’è niente di più pericoloso del dare fiducia al prossimo, forse perché non sai mai che cosa aspettarti da quella persona.
E’ come se esistesse una strana forza motrice che ci spinge all’ingenuità del donare sentimenti, emozioni, segreti alla persona che troviamo al nostro fianco.
Un po’ come nell’amore, ma anche nell’amicizia!

Conosci una persona e senti quel famoso “feeling” di cui tutti parlano, ma voglio proprio vedere se l’hanno sentito o provato veramente!
Cominci ad uscirci e piano piano gli mostri il tuo piccolo mondo, i tuoi modi di fare e di essere.
Lo fai perché ne sei sicura, o perlomeno sei sicura di quel sentimento che sta mettendo le radici.

Come se quella persona ti appartenesse da sempre, ma ci hai messo del tempo per trovarla.
Stupida giustificazione, fervida fantasia.
Nessuno ti può appartenere “da sempre” o “per sempre”… Non siamo mica oggetti!
Siamo persone che vivono la propria vita.
Si incontrano. Si scontrano.
E poi ognuno per la propria strada, con i cocci di un’amore infranto tra le mani.
“Ci siamo mischiati la pelle, le anime, le ossa ed appena finito ognuno ha ripreso le sue”, cantava Ligabue.
Perché, alla fine, va sempre così.

Siamo un popolo di masochisti.
Sappiamo di farci del male, ma continuiamo a farcelo, dando fiducia a chi non merita davvero.
La ruota gira, inesorabilmente.
Prima eravamo conoscenti, poi amici, forse amanti ed infine sconosciuti.
Non si smette mai di conoscere le persone e, con il tempo, si dimostrano per quello che sono.
Ogni storia, d’amore o d’amicizia, inizia e finisce con un “Ciao”.
Poi ritornerà, perché prima o poi tornano tutti, come è successo anche a me.
Il tempo riporta ciò che ti è stato tolto, ma questa volta sta a te decidere se donare nuovamente la tua fiducia a chi ti ha fatto del male o, più semplicemente, ricominciare.

Miriam Spizzichino