Recensione Libro: "Nella trappola di uno psicopatico"

“Nella trappola di uno psicopatico”, edito Sonda Edizioni, è uno dei libri più originali scritti dalla criminologa Cinzia Mammoliti. Il perché lo rivela lei stessa nelle ultime pagine, spiegando come un racconto su una storia di manipolazione affettiva possa arrivare a chiunque, anche a chi non è “addetto ai lavori”. L’assenza di tecnicismi come nei saggi e la presenza di un filo narrativo che accompagna il lettore a scoprire la storia di Francesca, prima e dopo l’arrivo di Maurizio, riesce a mostrare come una persona che subisce violenze può cambiare psicologicamente.

Un libro che ho letto in un’ora di tempo libero per la sua scorrevolezza, ma anche per la capacità di non lasciarti andare. Vuoi saperne di più e mangi ogni pagina con quel senso di oppressione che attanaglia la protagonista per cercare di avere una boccata d’aria fresca. Il finale non è scontato e l’ultima frase, che non spoilero, dona al lettore diverse interpretazioni.

Alla fine del libro mi sono sentita spiazzata. In una sola ora sono entrata in un vortice di emozioni e sensazioni che hanno lasciato spazio alla riflessione. E su questa riflessione ci accompagna Cinzia Mammoliti, autrice del libro e criminologa, che in poche pagine spiega come ci si lascia soggiogare dal manipolatore seriale, definiti in uno dei suoi primi saggi “il killer dell’anima”.

Seguo questa scrittrice dai suoi primi libri, sempre editi dalla stessa casa editrice, e mi ha lasciato veramente sorpresa. Un libro piccolo, ma di spessore che ho scoperto per caso allo stand presente presso “Più Liberi Più Libri” a Roma. Ancora una volta “Edizioni Sonda” riesce a dimostrare di essere attento alle dinamiche di genere, alle violenze perpetrate ai danni delle donne quotidianamente.

Potete acquistare “Nella trappola di uno psicopatico” qui o in tutte le librerie italiane. Disponibile anche in ebook per i più tecnologici… Quindi non fate i pigri e leggete questo libro dalle tematiche importantissime!

VegAgenda2016: agenda giornaliera vegana!

Oggi voglio segnalarvi una novità editoriale nata nella Casa Editrice Sonda… La VegAgenda2016!

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Isbn: 978 88 7106 780 3
Pagine: 438
Anno pubblicazione: 2015
Formato: 10×14,50 cm
Rilegatura: Brossura

La Vegagenda propone tanti consigli per capire e cambiare le nostre abitudini a favore di scelte più sane e consapevoli. Le nostre scelte alimentari hanno riflessi immediati sul nostro pianeta e sui suoi abitanti. È diventato così urgente poter comprendere e scegliere di nutrirsi consapevolmente. Per questo, la VegAgenda di quest’anno vuole invitare i lettori ad imparare a conoscere ciò che mangiamo e anche a come coltivarlo, proprio come ci insegnano Graham Burnett e Annalisa Malerba nel Libro della permacultura vegan.

Di mese in mese, l’agenda fornirà strumenti ed esperienze pratiche per coltivare e raccogliere il nostro cibo; per migliorare l’alimentazione, la salute e il benessere personali; per adottare uno stile di vita creativo e a basso impatto ecologico, il tutto corredato da squisite ricette. Non mancheranno i suggerimenti di Isa Chandra Moskowitz, la più famosa chef vegana d’America e autrice del libro Fai come Isa, che con il suo entusiasmo dispensa consigli per ricette divertenti, originali e alla portata di tutti. A lei verrà assegnato il premio Empty Cages 2015.

Novità dell’edizione 2016, un nuovo utilissimo inserto moda, perché la sensibilizzazione sulla questione animale non è solo un fatto alimentare. Il Guardaroba VEG, a cura della blogger di Fashion&Veg Stefania Sergi che racconta la sua esperienza suggerendo boutique, atelier e sartorie che offrono una scelta vegan ai propri clienti. Come sempre, saranno presenti le principali ricorrenze del mondo veg e animalista, le fasi lunari, l’elenco di frutta e verdura di stagione, immagini e citazioni per continuare a riflettere. Altro attesissimo protagonista dell’Agenda, l’elenco aggiornato dei migliori ristoranti vegetariani e vegani d’Italia, che ormai conta quasi 200 indirizzi. Aggiornata anche la lista delle Associazioni animaliste, per scoprire investigazioni, iniziative, festival e incontri. Infine, mese dopo mese le riflessioni di Tom Regan ci accompagneranno per ricordarci le buone ragioni di una scelta etica e vegana.

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Miriam

Il romanzo di Kurt Cobain

Ciao a tutti ragazzi,
visto che oggi è la Giornata Mondiale del Libro… Doppio post per la sezione “Library”!

In occasione dell’uscita nelle sale, il 28 aprile, del primo documentario interamente autorizzato su Kurt Cobain: COBAIN – MONTAGE OF HECK dell’acclamato regista Brett Morgen, vi segnalo l’uscita del libro di Marcel Feige, “Il romanzo di Kurt Cobain”, dedicato al leader dei “Nirvana”, l’ artista che ha cambiato per sempre la scena rock degli anni Novanta, dando vita alla nuova generazione musicale del “grunge”.

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Prova a immaginare di essere Kurt Cobain: hai avuto un’infanzia solitaria perché i tuoi genitori ti hanno abbandonato; sei pieno di talento, ma così inquieto da trovare sollievo solo nella musica e nelle droghe. Ti senti solo e tradito da tutti, arrabbiato perché nessuno ti comprende. E poi, il matrimonio esaltante con Courtney Love e la dipendenza dall’eroina, il successo internazionale e la nausea per lo show business. Fino al tragico epilogo, con un colpo di fucile alla testa.
Insieme alla sua band, i Nirvana, Kurt Cobain è stato uno dei musicisti più influenti degli ultimi decenni. Artista geniale e inquieto, sognatore in preda ai suoi stessi incubi, ci ha lasciati alla fatidica età di 27 anni – la stessa a cui sono morti Jim Morrison, Janis Joplin, Amy Winehouse. Chi era davvero? E cosa ha lasciato ai milioni di fan in tutto il mondo che continuano ad ascoltare le sue canzoni, ad andare in pellegrinaggio nei posti in cui ha vissuto, a trarre ispirazione dai suoi testi? Marcel Feige ti fa entrare, senza voyeurismo né luoghi comuni, nella vita di un musicista outsider e ribelle e nella sua ricerca interiore durata 27 anni, scandita da quei brani che hanno cambiato per sempre la storia della musica rock.

Io della vita di Kurt Cobain sapevo ben poco. Amo ascoltare la musica, ma non amo entrare nella vita del cantante. Dovrebbe rimanere riservata, secondo me. Questo libro mi ha colpito proprio perché mi ha fatto entrare nella vita di questo giovane ragazzo che a tratti era tragica e in altri tenera. Me lo ha fatto amare come se fosse una persona a me cara, conosciuta da sempre. Purtroppo, però, nessuno potrà ridare Kurt a questo mondo. E di questo me ne dispiaccio.

Miriam

Nuove ricette con DAVID CÔTÉ!

Buongiorno a tutti voi,

chi si ricorda di David Côté e delle sue ricette salutari? Ve ne avevo parlato un po’ di tempo fa ed oggi sono qui per segnalarvi le sue ultime pubblicazioni editoriali: “Succhi e Smoothies vivi” e “Insalate – per tutte le occasioni”, edizioni Sonda.

In entrambi i libri possiamo trovare il meglio della cucina vegana, biologica, essenzialmente cruda, senza glutine e lavorata a mano che privilegia gli agricoltori e produttori equi e locali. 

Il primo rappresenta oltre 80 ricette di succhi e smoothies, con frutta e verdura, oltre che germogli, semi oleaginosi, frutta secca e super alimenti. Dai più semplici e colorati, pensati per i bambini che in genere non amano le verdure a foglia verde, a quelli liquidi e disintossicanti. Oppure densi e consistenti e quindi più nutrienti, veri e propri pasti liquidi, per salutisti e non. Funzionali, adatti cioè alle diverse esigenze: corroboranti, stimolanti e digestivi, depurativi, antinfiammatori e antispasmodici, ma anche energetici, perfetti cioè per chi fa attività fisica o ha bisogno di concentrarsi a lungo per studio e lavoro. Per le feste, pensati per le occasioni particolari che volendo si sposano a meraviglia con alcuni alcolici. Semplici e veloci da preparare, si conservano bene e piacciono molto anche ai bambini. L’ideale per ricaricarsi di vitamine e nutrienti!

Il secondo rappresenta oltre 60 ricette di insalate che sfatano il pregiudizio che le vuole un cibo povero e monotono, adatto più alla dieta che al piacere della buona tavola. Una festa di sapori, colori, profumi e consistenze. Con le verdure in primo piano, variamente affettate e condite, leggere e depurative, da servire come contorno, con erbe aromatiche e alghe e dalla diversa croccantezza. «A tutto pasto»: complete, a base di formaggi vegetali, semi e cereali germogliati e funghi; molto nutrienti, quelle fusion sono particolarmente adatte alla fase di transizione. Da tutto il mondo: dalle influenze mediterranee e mediorientali, ma anche dall’India, dal Vietnam e dal Giappone, oltre che dall’Africa e dall’America del Sud. Tanti suggerimenti per creare insalate che sono una festa del sapore, bastano gli ingredienti giusti e una buona dose di creatività!

Potete acquistarli online su www.sonda.it

Vi auguro buona lettura!

Miriam

 

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Shoah: L’inferno dentro

Buongiorno a tutti,

oggi sono qui per condividere con voi la recensione dell’ultimo libro dedicato alla collaborazione con “Edizioni Sonda”. Trattasi di “L’inferno dentro. Confessioni di un collaborazionista”, scritto da Moreno Gentili (scrittore che da tempo svolge una ricerca storica in merito ai crimini contro l’umanità), con un’introduzione di Claudia De Benedetti e un commento sulla propaganda di Elio Carmi.

“Mentre i testimoni diretti lentamente ci lasciano, dopo aver assolto il compito doloroso di trasmettere alle generazioni successive il ricordo della Shoah, si avverte il pericolo della perdita del carattere specifico di quella tragedia, che rischia di trasformarsi in un generico emblema della malvagità umana, un’etichetta che può essere applicata a qualunque violenza o dolore collettivo”, lo introduce Claudia De Benedetti.

L’inferno dentro è la storia di un uomo e delle colpe commesse durante la sua collaborazione con il nazifascismo a Berlino e a Trieste. Un uomo consapevole delle proprie responsabilità, fedele alle proprie scelte e agli ideali di un disegno che ha cambiato per sempre la percezione di noi stessi e dell’umanità. Ludwig – questo lo pseudonimo scelto – emigra come medico da Trieste a Berlino agli albori del regime hitleriano per sperimentare e applicare gli studi sulla genetica a fini razziali. Nel 1943, dopo la caduta di Mussolini, rientra in Italia per aderire alla Repubblica di Salò e collaborare con il nazismo nella Risiera di San Sabba a Trieste, unico lager italiano dotato di un forno crematorio utile a sopprimere gli oppositori del regime fascista, fossero questi italiani, stranieri, partigiani, prigionieri politici, omosessuali, zingari o ebrei.

Il libro di Gentili ricostruisce così la storia di questo carnefice che riporta alla luce fatti e persone di una guerra ormai lontana, ma ancora troppo vicina per essere dimenticata. Morto da alcuni anni, mai pentito, ha vissuto sempre a cento metri dalla Risiera di San Sabba. Il lettore resterà colpito dalle contorsioni dell’animo di questo assassino di massa che non si pente e, ancor più, dalle sue fumose, puerili, aberranti ragioni. Gentili, affrontando la sfida terribile di calarsi nell’inferno dell’anima di un carnefice, di rendere esplicito il modo in cui la «gente normale» giustifica a se stessa i crimini più atroci, spiega (attraverso l’emblematicità di un caso personale) con paurosa chiarezza l’unicità della Shoah e il suo ambiguo legame con la cultura europea.

Un libro che dà modo di riflettere in quanto, anche se sono passati 70 anni, non bisogna mai dimenticare ciò che è stato fatto non solo agli ebrei, ma all’umanità intera. Il Nazismo è una macchia nera che deve scomparire completamente, senza però esser mai scordata. Deve essere il nostro “monito” futuro affinché non accada mai più.

Miriam

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Miriam

Animali in famiglia (e fuori)!

Oggi è stata la giornata dedicata alla recensione di alcuni libri letti in settimana e per ultimo, ma non meno importante, ho da segnalarvi “Animali in famiglia (e fuori)” di Mario Riccardo Oliviero, edito Sonda. La prefazione, invece, è a cura di Valerio Pocar, Garante per la Tutela degli Animali del Comune di Milano.

La moderna relazione uomo-animale domestico affonda le radici in secoli di convivenza e oggi è sempre più regolata dalla legge: gli animali da compagnia sono considerati soggetti partecipi della società, con diritti e doveri, come ogni altro «cittadino». Chi vive con animali da affezione deve, non solo per legge, rispettare le regole civili e prestare attenzione ai bisogni del suo migliore amico, provvedendo alle necessarie cure del caso, anche rispondere per i loro comportamenti.In questa guida è possibile trovare tutto quello che c’è da sapere per vivere in famiglia, in condominio e in società con il proprio animale: dalle fondamentali leggi e diritti ormai acquisiti dagli animali d’affezione, ai loro rapporti sociali (iscrizione all’anagrafe canina, vita in condominio, rumori molesti…); dalle responsabilità e rischi connessi al possesso alle potenzialità e vantaggi delle assicurazioni pensate appositamente per loro; fino alle utili indicazioni da consultare prima delle vacanze o di un viaggio «in compagnia», con una lista delle principali strutture pet-friendly.

L’autore

Nato a Milano. Laureatosi in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, è giornalista giuridico. Nel corso della sua attività giornalistica, ha pubblicato numerosi articoli su testate tecniche e ha lavorato come redattore interno in una casa editrice di settore, oltre che all’interno di programmi televisivi e nella redazione di due telegiornali.

 

Dal trasmettere al comunicare!

“Non esiste comunicazione senza reciproco adattamento creativo”, affermava Danilo Dolci nel suo saggio “Dal trasmettere al comunicare”, edizioni Sonda. Un uomo che fin dagli anni ’50 ha saputo costruire una rete di collaboratori, intellettuali e non, che si sono interrogati in profondità sul senso del comunicare e sulle sue implicazioni sociali, politiche e quindi umane.

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La tesi di questo saggio, pubblicato per la prima volta nel 1988, attinge proprio da questo lungo e intenso lavoro di confronto e di riflessione, e si può riassumere così «La comunicazione di massa non esiste!». Non è un vezzo linguistico perché Dolci ne deriva che «per comunicare non basta l’iniziativa del singolo: occorre l’attivo corrispondere di un altro, di altri». Pertanto la comunicazione interpersonale è frutto di un reciproco adattamento creativo, mentre l’educazione non si riduce a trasmettere un sapere da una generazione all’altra, ma è una conversazione d’amore reciproco nella quale si scopre il potere creativo della parola. E se la creatività non si trasmette, ognuno di noi, potendola sperimentare, se ne può però arricchire. Danilo Dolci denuncia i danni derivanti in ogni ambito da rapporti unidirezionali, trasmissivi, violenti, e propone l’alternativa della comunicazione, della maieutica reciproca, della nonviolenza. Non si stanca di sottolineare la distinzione tra dominio e potere, in quanto il dominio genera una società violenta. Un libro fondamentale per ottenere una padronanza personale ed effettiva su ciò che impariamo, per affrontare problemi, domande e questioni con la logica della ricerca e quindi produrre un’effettiva conoscenza. Il libro è permeato da una tensione educativa per guidare verso una profonda coscienza delle proprie competenze, liberarci delle personali insufficienze e superare gli stereotipi in cui siamo calati. Solo in questo modo le persone avranno la giusta fiducia per muoversi non a rimorchio ma con le proprie forze, imparando a «pilotarsi» come veri protagonisti del proprio destino.

Questa terza edizione viene riproposta con un’ampia introduzione di Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Centro Psicopedagogico per la Pace di Piacenza, che presenta i tratti fondamentali del pensiero del grande pedagogista.

L’autore

Nasce a Sesana (TS) nel 1924 e cresce in Lombardia. Nel dopoguerra partecipa all’esperienza di Nomadelfia e si reca nel ’52 a Trappeto (PA). Il 14 ottobre del ’52 inizia il suo primo digiuno sul letto di un bambino morto per fame. Varie iniziative di lotta nonviolenta (con i contadini della Valle dello Jato, i disoccupati, per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare, per la ricostruzione dei paesi terremotati del Belice) gli valgono denunce e condanne nei tribunali ma anche il sostegno di numerosi comitati di solidarietà in Italia e all’estero, ripetute candidature al premio Nobel per la Pace, il conferimento del Premio Lenin per la pace (’58) e del Premio Socrate di Stoccolma (’70). Risalgono a un primo periodo i libri inchiesta (Banditi a Partinico, Inchiesta a Palermo, Spreco) di studio e di denuncia delle cause di sottosviluppo. A partire dagli anni Settanta, col contributo di esperti internazionali, Dolci inizia l’esperienza del Centro Educativo di Mirto e negli anni successivi gira l’Italia per animare laboratori maieutici in scuole, associazioni, centri culturali. Ha raccolto la sua produzione poetica in due titoli, Creature di creature e Palpitare di nessi, mentre si sono moltiplicate le traduzioni delle sue opere. È morto a Trappeto il 30 dicembre 1997.

Miriam