Donne che hanno fatto la storia: Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini è stata una grande figura del ‘900 per l’ebraismo italiano e non solo.

Nata a Torino nel 1909 e laureata in medicina presso l’Istituto di Anatomia Umana dell’Università di Torino con il Prof. Giuseppe Levi. Si è da sempre dedicata allo studio del sistema nervoso, ma nel 1938 deve interrompere di frequentare per colpa delle leggi razziali che colpiscono tutti gli ebrei dell’epoca.

Come si legge sul sito dell’EBRI, da lei fondato nel 2002: “Questo non le impedisce di continuare i propri studi sui meccanismi della differenziazione del sistema nervoso prima in Belgio e poi di nuovo a Torino nel 1940, in un piccolo laboratorio privato. Durante l’occupazione tedesca, lei e la sua famiglia trascorrono un periodo a Firenze per nascondersi dai nazisti, ma rimanendo in costante contatto con i dirigenti del Partito d’Azione.”

Alla fine della guerra si trasferisce negli Stati Uniti per continuare le sue ricerche e insegnare neurobiologia, ma non si ferma lì. Nel 1952 si trasferisce, infatti, in Brasile dove continua gli esperimenti di cultura in vitro che le permetteranno di identificare il fattore di crescita delle cellule nervose (Nerve Growth Factor, acronimo NGF). In seguito al suo ritorno negli Stati Uniti, viene affiancata nella ricerca da Stanley Cohen. Insieme, usando il sistema in vitro ideato da Rita Levi Montalcini, effettuano la prima caratterizzazione biochimica del fattore di crescita. Questo lavoro viene premiato con il premio Nobel per la Medicina nel 1986.

Il Nerve Growth Factor (NGF) è considerato una neurochina che agisce sul sistema nervoso, endocrino e immunitario. Furono effettuati molti studi al riguardo: nel 1959, infatti, venne sottoposta la frazione tumorale attiva all’azione del veleno di serpente. Con tecniche immunologiche classiche, infine, fu prodotto un antisiero specifico in grado di inibire l’effetto del NGF.

Come evidenziato dalla stessa Rita Levi Montalcini ci sono stati degli studi che hanno dimostrato come le funzioni cognitive in topi con sintomi neurodegenerativi, miglioravano in seguito ad inalazione di NFG. Il trattamento rallentava la progressione della malattia. Una scoperta che sarebbe servita per possibili sviluppi terapeutici con i pazienti malati di Alzheimer.

Nel dicembre 2012, all’età di 103 anni, ci ha lasciato una grande donna che, nonostante il periodo del nazifascismo, è riuscita a portare avanti le proprie idee per donare al mondo una scoperta che ha cambiato la vita di tutti per sempre.