Grido nel silenzio

Senza andata ma senza neanche ritorno.
Non posso andare indietro, ma neanche guardare avanti.
Ho perso le linee guida da seguire, i miei punti cardinali.
Mi sento persa e confusa.

Il mio cuore è esploso, frammentandosi in tante piccole scaglie taglienti come vetro che hanno pervaso il mio corpo.
Il sangue brucia nelle vene e fa male da morire.
Il dolore mette paura, la morte in confronto sarebbe meno dolorosa.

Questo silenzio assordante che mi circonda, chiudendomi nella sua campana di vetro, mi isola dal mondo.
La mia anima cerca invano di ribellarsi.
Vuole gridare aiuto ma la bocca tace.

Allora prova a farlo con quegli occhi stanchi, spenti, gli stessi che guardano passare la vita di ogni giorno senza proferir parola.
Uno sguardo che vorrebbe urlare.
Non tutti riescono a sentirlo.
Non tutti sanno ascoltare veramente.

Quanto è difficile comunicare quando l’oggetto del messaggio siamo noi.

Miriam

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Il rifugio

Ho scoperto che, a volte, i rifugi non sono luoghi, ma persone.
Bisogna, però, essere bravi a non perderle.
Per i luoghi esiste il navigatore, mentre per le persone ancora non l’hanno inventato.
O forse sì.
Il cuore.

“Segui il tuo cuore”, dicevano.
In quanti, al giorno d’oggi, lo fanno realmente? Per le persone l’unico “navigatore” valido è proprio lui.
Tutti ne sono provvisti, ma siamo prefabbricati senza istruzioni per l’uso e forse è proprio per questo che in pochi decidono di ascoltarlo.
Semplicemente non si fidano e ragionano con la testa, peccato che certe decisioni non dovrebbero essere ragionate.
Bisognerebbe far prevalere l’istinto, almeno una volta.

Miriam