Donne in passerella contro il Cancro

Domenica 25 Marzo 2018 alle ore 19:00 si terrà, presso l’Hotel Tiziano di Lecce, l’evento “Io M’ARZO e l’OTTO ogni giorno – 2° edizione”.

Incentrato sui settori di moda, musica e spettacolo, l’evento solidale è a sostegno dello Spazio Benessere “A sua immagine” dedicato alle persone in terapia oncologica.

Saranno proprio queste fantastiche donne guerriere il fulcro di tutto: delle utenti dello Spazio Benessere, infatti, sfileranno con i capi cult di Michele Casto, diventando modelle per una sera.

La serata verrà condotta dal giornalista Marco Renna e verrà inframmezzata dagli interventi musicali e comici della guest Andrea Baccassino.

Tutti i partecipanti come truccatori, parrucchieri, fotografi e stilisti presteranno la loro professionalità in maniera gratuita. Lo scopo della serata, come anticipato in precedenza, è di natura benefica e il ricavato sarà devoluto all’Associazione “Cuore e mani aperte verso chi soffre” che ha ideato e gestisce lo Spazio Benessere.

Locandina Evento

Annunci

Uno sguardo al passato

So che la vita non è una fiaba. Ci mette davanti a degli ostacoli, delle situazioni difficili. Io, sinceramente, non so come faccio a reggere questo peso. E non parlo della scuola, magari fosse quello il problema. Ho solo sedici anni e Dio mi ha messo davanti un ostacolo troppo grande per una bambina come me. Troppo rischioso e doloroso. Mi ha fatto conoscere un male che ti rende impotente e che porta via la terra che si ha sotto i piedi. Mi stava per portare via te, nonna. All’incirca 6 mesi fa. Era il 25 agosto 2009 quando lo abbiamo scoperto e ancora non sapevamo a che cosa andavamo incontro. Non c’era luce. La speranza era sbiadita, perduta. Mi domandavo spesso dove fosse finito l’Onnipotente. Io, tanto religiosa, cercavo di aggrapparmi a lui per non cadere. Poi si è fatto vivo. Iniziarono ad arrivare riscontri “positivi” tra analisi, chemio e le varie conseguenze che questa terapia comportava. Si salverà, in un modo o in un altro. Il ricovero, l’operazione, la rinascita. O almeno così doveva essere l’ultima tappa. Peccato che questa rinascita non c’è stata e mia nonna, seppur salva, si è chiusa nel suo dolore di una femminilità negata. Lo sguardo spento, la parrucca di cui si preoccupava tanto, il formicolio alle mani, etc. Dove sei finita, nonna? Mi manca quello che eri! Non trovo sfogo e piango. Ti donerei i miei di capelli e già che ci sono anche il sorriso. Nonna tirati su, giuro che sei bellissima. Nonna ce la faremo. Nonna ti amo. Le cose non cambiano, continui a chiuderti anche con noi e io sto sempre più male. Non mi va di andare a scuola, di mangiare, di vivere. Il mio dolore nasce dal fatto che pensavo andasse tutto diversamente. Pensavo che una volta operata saresti tornata la nonna di sempre. Invece mi sono ritrovata davanti ad una triste realtà: di mia nonna era rimasto solo un vuoto involucro.

Ciao a tutti cari lettori,
ho trovato questo foglio in uno di quei cassetti che mi ero promessa di non aprire. Ero una bambina che aveva appena scoperto la potenza del dolore e il sottile confine tra la vita e la morte. Sono passati cinque lunghi anni. Nonna è ancora accanto a me con più luce di prima. Il buio è stato allontanato. Il dolore sparito. Mia nonna è tornata. In cinque anni di alti e bassi ho imparato a rialzarmi dopo ogni caduta. Grazie a questi insegnamenti dettati da mia madre e mio padre ho imparato a vivere, ma soprattutto a gestire ogni tipo di male. Nessun dolore deve portare all’annientamento della persona. Io, questo, a sedici anni ancora non lo avevo capito. Ora, a 21 anni, non mi abbatto mai di fronte a niente e, soprattutto, affronto la vita con forza, quella che non è mai mancata a mia nonna.

Cara vita,
prima ancora non ero in grado di capirti e per tanto tempo ti ho odiato. Non riuscivo ad essere felice e mi sentivo terribilmente in colpa per ogni mio sorriso perché pensavo che, dall’altra parte, c’era chi soffriva veramente. L’altra faccia della medaglia. Come mia nonna. Adesso posso urlare a gran voce che, nonostante le ferite, sono fiera di viverti a pieno.

Cari lettori,
non smettete mai di amare la vita. Ci sorprenderà tutti!

Miriam

Il cancro… Combattiamolo insieme!

È incredibile come una giornata positiva possa trasformarsi in negativa tramite il richiamo di una semplice parola. In realtà, ciò che davvero lascia sconcertati è il fatto che basta nominare il termine “cancro” e il mondo comincia a tremare. O almeno per me è così. Un male silenzioso che ti devasta, sia dentro che fuori. Un terremoto. Un uragano. Distrugge tutto senza curarsi di ciò che lo circonda. Infine, sempre in un macabro silenzio se ne va. Lo ha fatto già una volta, portando via un pezzo di me, della mia vita. Mio zio, un uomo che ha lottato con le unghie e con i denti pur di rimanere in questo mondo. Invece è andato via con il sorriso che lo ha accompagnato per tutta la sua esistenza. Lo stesso sorriso con cui mi accoglieva tra le sue braccia, come un rifugio dal mondo. Ricordo ancora il calore del suo abbraccio, l’ultima volta. Se solo avessi saputo, lo avrei stretto più forte. O forse, non lo avrei proprio lasciato andare fino a quando i suoi occhi non avrebbero cercato il paradiso. Paradiso in cui giace ormai da un po’. Paradiso ritrovato. Riposa in pace, zio.

E poi c’è lei. La mia forza, il mio sole. Mia nonna. Una donna che ha combattuto, anche lei, con un male fin troppo grande. Lei, così esile. Il cancro, così crudele. È difficile vedere la disperazione di una donna che mi ha cresciuto come se fossi sua figlia. Come potevo spiegarle che agli occhi miei lei era bella così? Nonostante la parrucca, nonostante le cicatrici. Segni indelebili di una battaglia che lei è riuscita a vincere. Cara nonna, abbiamo avuto il nostro lieto fine.

Mia nonna è stata fortunata, altri invece non hanno avuto proprio la stessa fortuna… E così si continua a lottare, a sperare. Purtroppo c’è anche chi perde e se ne va. Il cancro può riproporsi in posti diversi anche a distanza di molto tempo. A volte, questo male, prende anche il nome di metastasi. Allora mi domando: come lo spieghi a chi pensava di aver finito tutto quel calvario che deve ricominciare da capo? I cicli di chemio, i capelli finalmente ricresciuti che cominciano nuovamente a cadere, le sopracciglia inesistenti, la scelta di una nuova parrucca e cappelli per nascondere il dramma. Per non parlare poi della nausea e del formicolio alle mani. Ci sarebbe tanto da dire.

Il cancro è un dolore che non vive solamente in chi lotta per la vita, ma anche in chi gli sta vicino. Pianti soffocati per farsi forza a vicenda. L’amara sensazione di perdersi. La paura che sia troppo tardi e che, ormai, non si possa fare niente.

Sono giunta alla conclusione che il cancro è la nuova piaga del nostro millennio e noi dovremmo cercare di fare qualcosa. Come ogni anno parteciperò al “Race for the Cure” di Komen, organizzata al Circo Massimo (Roma). Tre giorni di salute, sport e benessere per la lotta ai tumori del seno. Insieme possiamo fare tanto. Il cancro si può sconfiggere!
16-17-18 Maggio 2014, non mancate.

Per maggiori informazioni, cliccate qui: Komen Italia

Miriam