Lettera a mia figlia…

4 mesi di nausea. 1 mese a letto con la paura di perderti. Settimane interminabili a combattere tra sciatica, bruciori di stomaco e mal di schiena. 9 mesi di stanchezza e di frequente bisogno di andare al bagno. 3 mesi di dormite a intermittenza. 4 notti e 5 giorni di ricovero per donarti una speranza in più di poter crescere ancora un po’ dentro la mia pancia. 

Diciamo che la gravidanza non è proprio una passeggiata, ma per me è stata una bellissima esperienza. Da quando ti ho scoperto non mi sento più sola. Ho passato 9 mesi ad immaginare il tuo viso e a fantasticare sulla nostra vita insieme. Adesso che manca veramente poco alla tua nascita e potrebbe trattarsi di pochi giorni o settimane… Mi rendo conto che la vita “intra uterina” è stata un piccolo preludio per farmi realizzare che stavo diventando mamma e con questo pensiero mi hai fatto crescere e maturare. La gravidanza non è stata tutte rose e fiori, ma mi ha fatto capire che tu sei la mia piccola leonessa e che una mamma deve tirare fuori le palle e la grinta per proteggere i propri piccoli. Io con te l’ho fatto e lo farò sempre, rinunciando a tutto e a tutti. La nostra vita sta cominciando ora e non sai quanto sono felice di poterla condividere con te che senza saperlo mi hai cambiata. Ti amo Fagiolina!


+36 settimane

Attese…

Ho imparato che nella vita si vive di attese. Alcune sono belle e altre sono brutte. Nel corso della mia esistenza ho avuto modo di provarle entrambe. Ci sono momenti alti e momenti bassi, ma la vita è fatta così. Si vive di attimi.

Ogni giorno, dal 1 febbraio, sto scoprendo sempre di più la gioia di due grandi attese: la prima è il mio matrimonio con l’uomo che amo alla follia, la seconda (ma non meno importante, anzi…) l’arrivo della nostra cucciola (eh sì, abbiamo scoperto che si tratta di una femminuccia) tanto amata e già viziata!

La cosa bella delle attese è che mentre si vivono… Si imparano tante cose! Ogni giorno è una nuova scoperta, ogni settimana è una crescita.

  

Penso proprio che non ci sia niente di più bello ed è arrivato il momento di godere a pieno ogni cosa senza l’ansia delle tante cose da preparare. Facciamo scivolare tutte le preoccupazioni e godiamoci questa felicità che Dio ci ha donato, nell’attesa di poterla guardare in viso e riconoscere gli occhi del padre, la bocca della madre, il nasino di una zia o il colore dei capelli di una nonna.
Fagiolina, ti aspettiamo.

Miriam