Il cane è il migliore amico dell’uomo!

10 anni fa una piccola Miriam, che dopo poco sarebbe stata Bat Mitzva, si alzava dal letto per andare a scuola.In macchina si mise a raccontare alla madre lo strano sogno che aveva fatto: un piccolo cucciolo che varcava la porta di casa sua dentro una cesta. Miriam erano anni che voleva adottare un cane, ma i genitori non glielo permettevano. La bambina, però, non sapeva, in realtà, che il suo migliore amico di soli 5 mesi era già in viaggio verso di lei. Lo scoprì, infatti, la sera stessa.

Caro Lucky, questo è l’inizio della nostra storia. In 10 anni ne sono successe veramente tante e abbiamo imparato a conoscerci sino a diventare fratelli (perché questo sei per me). Non vorrei altro cane al mio fianco se non te. Ogni nostro anniversario che passa mi rendo conto di quanto stiamo crescendo e ho tanta paura di perderti perché sei parte di me, ma adesso allontaniamo i pensieri brutti e brindiamo al giorno che ha intrecciato le nostre vite per sempre.

Ti amo pulce.

   

  
    
 

Miriam

Il mio amico cantautore e un’iniziativa speciale!

Salve a tutti,

oggi voglio parlarvi di un’iniziativa molto carina organizzata da un mio caro amico di liceo, Daniele Tonetti, e Melissa, una ragazza audiolesa.

Daniele è sempre stato il ragazzo solare che entrava in classe e fischiettava perché per lui la vita andava presa sempre con un po’ di musica… E se per te la giornata era cominciata storta ci pensava lui ad raddrizzarla con un sorriso ed un consiglio! Un amico con cui mi sono sempre trovata a parlare di tutto a tal punto da arrivare a capirci con uno sguardo e a sviluppare una sorta di empatia che ci accomunava. Ogni sua tristezza era anche la mia e viceversa.

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Purtroppo una volta finito il liceo ci siamo persi di vista in quanto entrambi impegnati a rincorrere i nostri sogni: io nell’ambito del giornalismo e lui nella musica.

Io sto ottenendo i miei piccoli traguardi, ma anche lui non è da meno! Ha pubblicato, infatti, diversi singoli tra cui “Cenere”. Proprio di questo vorrei parlarvi: il video ufficiale di “Cenere” è stato tradotto in LIS… Insieme alla splendida Melissa!

Cattura

Lascio a Daniele la parola, sicuramente lui saprà spiegarvi molto meglio!

Come è nato questo progetto? Da quando scrivo canzoni ho sempre avuto il sogno che qualcuno riuscisse a raccontare / tradurre un mio pezzo nel linguaggio dei segni. Mi ha sempre affascinato questo tipo di linguaggio e finalmente, tramite youtube, ho conosciuto Melissa che è stata entusiasta di questa mia idea. Tra tutte le mie canzoni ha scelto “Cenere”, un pezzo che parla di un amore importante, o per lo meno che così è stato, ma che con il passare del tempo era diventato “a senso unico”. Il protagonista della canzone, quindi, descrive e associa con l’amaro in bocca quest’amore alla cenere… che vola via e non rimane nulla.

Vuoi parlarci di Melissa e di questo concorso? è una ragazza audiolesa con un cuore enorme! Sono felice e fiero di aver collaborato con lei perché mi ha fatto capire che nonostante i veri problemi della vita… Si deve andare avanti a testa alta e sorridere! Stavo per partecipare a questo concorso con un altro mio video musicale, ma all’ultimo ho cambiato idea ed eccomi qui con la traduzione in LIS di “Cenere”! Il perché è semplice: prima di tutto è qualcosa di nuovo da proporre e soprattutto è un voler espandere nel web questo tipo di video, cioè canzoni tradotte in LIS, perché è importante poter far “ascoltare” musica anche alle persone audiolese.

Continuerete questo progetto con altre iniziative? Sicuramente molte mie canzoni saranno tradotte in LIS da questa splendida ragazza. Ho riscontrato sulla mia pelle, ricevendo dei messaggi di ringraziamento da persone audiolese, che con questo piccolo gesto anche loro possono riuscire ad apprezzare la musica, o il pezzo in sé.

Spero che questa mini intervista possa essere di vostro gradimento come l’iniziativa stessa. Per votare basta aprire QUESTO LINK, cliccare “Supporta con Facebook o Twitter” e poi condividere per dare “l’ok” al voto. Un piccolo voto di pochi secondi per una buona causa… Grazie mille a tutti voi!

Miriam

Happy 21!

A 21 anni ti senti grande, ma non sempre all’altezza.
A 21 anni sei ancora la “piccola donna” di papà e la “cucciola” di mamma.
A 21 anni sei cresciuta, ma quanto vorresti tornare indietro nel tempo.
A 21 anni ti senti invincibile, ma basta un soffio di vento per crollare.
A 21 anni hai tante cose da fare e mai un minuto per te stessa (e se ci fosse la possibilità di far diventare la giornata di 25 ore… Ci metteresti la firma con il sangue!)

Just Take a Breath!

A 21 anni mi auguro una svolta, una sbandata, che mi colga di sorpresa per togliere questo senso di “assopimento” che mi circonda.
A 21 mi auguro di sorprendermi ancora per le cose più stupide, per i gesti non scontati.
A 21 anni mi auguro di vivere i ricordi più belli insieme alle persone che mi amano e, perché no, un anno di successi… Che quelli fanno sempre comodo!

Buon compleanno a me, che non smetto mai di sognare… Ed è forse per questo che mi illudo ogni volta!

Happy 21!

 

 

Buon compleanno… a me!

Ogni anno, a fine novembre, mi prende quel senso di apatia che mi stravolge fino alla mezzanotte del 16 dicembre, ovvero una volta passato il mio compleanno, il 15 dicembre.
Una data che aspetto sempre con grande felicità, un’occasione in cui mi piace coccolarmi vicino alle persone che amo.

Allora perché quando, finalmente, si avvicina sono così?
Non ho voglia di festeggiare, non so mai che fare. Man mano mi rendo conto sempre più che gli anni passano, le persone cambiano e io insieme a loro. Ci sono degli avvenimenti che ti mettono a dura prova, modificando il modo di vedere le cose. Cominci a capire che ci sono cose futili, superficiali, a cui dovresti passare sopra per dedicarti ad altro. Ecco, il compleanno è uno di questi. Non importa se festeggerai in una sala privata, in un pub, in una pizzeria, etc. etc. L’importante è avere vicino le persone a te importanti in un giorno così speciale, certo, ma anche nella vita di tutti i giorni.

I pensieri ingarbugliati iniziano a sciogliersi lentamente, facendomi focalizzare sul senso di queste mie parole. Le amicizie, gli affetti cari, illuminano la mia vita. Le accortezze di tutti i giorni che i miei amici mi riservano e che io riservo a loro, seppur piccole, mi fanno tornare il buon umore anche nella giornata più buia.

… Allora che dire? Non ho voglia di festeggiare il mio compleanno, è vero, e mia madre dice che dovrei perché è il “mio giorno” e viene una volta l’anno (per fortuna!!) ma non importa perché chi ho il piacere di avere accanto durante quella speciale giornata… È chi ho accanto, in un modo e in un altro, tutti i giorni.
E non cambierei niente di tutto questo.

Miriam

La Fiducia

Non c’è niente di più pericoloso del dare fiducia al prossimo, forse perché non sai mai che cosa aspettarti da quella persona.
E’ come se esistesse una strana forza motrice che ci spinge all’ingenuità del donare sentimenti, emozioni, segreti alla persona che troviamo al nostro fianco.
Un po’ come nell’amore, ma anche nell’amicizia!

Conosci una persona e senti quel famoso “feeling” di cui tutti parlano, ma voglio proprio vedere se l’hanno sentito o provato veramente!
Cominci ad uscirci e piano piano gli mostri il tuo piccolo mondo, i tuoi modi di fare e di essere.
Lo fai perché ne sei sicura, o perlomeno sei sicura di quel sentimento che sta mettendo le radici.

Come se quella persona ti appartenesse da sempre, ma ci hai messo del tempo per trovarla.
Stupida giustificazione, fervida fantasia.
Nessuno ti può appartenere “da sempre” o “per sempre”… Non siamo mica oggetti!
Siamo persone che vivono la propria vita.
Si incontrano. Si scontrano.
E poi ognuno per la propria strada, con i cocci di un’amore infranto tra le mani.
“Ci siamo mischiati la pelle, le anime, le ossa ed appena finito ognuno ha ripreso le sue”, cantava Ligabue.
Perché, alla fine, va sempre così.

Siamo un popolo di masochisti.
Sappiamo di farci del male, ma continuiamo a farcelo, dando fiducia a chi non merita davvero.
La ruota gira, inesorabilmente.
Prima eravamo conoscenti, poi amici, forse amanti ed infine sconosciuti.
Non si smette mai di conoscere le persone e, con il tempo, si dimostrano per quello che sono.
Ogni storia, d’amore o d’amicizia, inizia e finisce con un “Ciao”.
Poi ritornerà, perché prima o poi tornano tutti, come è successo anche a me.
Il tempo riporta ciò che ti è stato tolto, ma questa volta sta a te decidere se donare nuovamente la tua fiducia a chi ti ha fatto del male o, più semplicemente, ricominciare.

Miriam Spizzichino