Essere incinta significa…

Durante la mia prima gravidanza (che terminerà a settembre) ho capito delle piccole, ma semplici cose. Ho deciso di illustrarle a voi, tra una risata e un po’ di sana autoironia!


Essere incinta significa stringere un forte legame con il bagno e fortificarlo ogni 10 minuti circa.

Essere incinta significa ingegnarsi con Google a cercare qualsiasi rimedio per le nausee. Ovviamente funzionano a tutte… Tranne che a voi!

Essere incinta significa capire che “sciatica” e “mal di schiena” non sono solamente acciacchi della vecchiaia… Anzi!

Essere incinta significa “Bye Bye Sushi”!

Essere incinta significa passare la notte sveglia con la pancia sempre in movimento e un bebè che non ne vuole sapere di dormire… Eppure le famose nottate dovevano iniziare dopo il parto!

Essere incinta significa trovarsi in balia degli ormoni che rapportati al periodo mestruale sono molto, ma molto, peggio!

Essere incinta significa cominciare a farsi domande esistenziali sull’essere una buona madre e così via.

Essere incinta significa passare intere giornate a scegliere un carrozzino confortevole e assicurarsi che il materassino sia antisoffoco perché l’ansia delle donne in dolce attesa è sempre moltiplicata!

E per voi essere incinta che cosa significa? Ce ne sarebbero veramente tante da dire!

Miriam

Annunci

Era solo una bambina…

Un arabo di 17 anni è penetrato in un appartamento di ebrei israeliani accoltellando a morte una ragazzina di 13 mentre dormiva nel suo letto.


Era il 30 Giugno. Il sole faceva capolino tra le finestre di una piccola casa situata ad Hebron, nell’insediamento di Kyriat Arba, ma Hallel Yaffa Ariel sembrava non volersi ancora svegliare. La scuola era finita e dopo un anno di duro studio poteva permettersi di riposare un po’ di più. La vita è così spensierata quando si è giovani. Che cosa poteva fare durante una giornata di sole una bambina di tredici anni? Magari una bella colazione per poi vedersi con alcune coetanee! Che c’è di meglio delle proprie amiche per studiare insieme, guardare un film, ascoltare la musica o parlare di quella cotta innocente per il ragazzo della classe accanto? Tutto molto bello, se non fosse che la piccola Hallel Yaffa Ariel quel giorno non si è svegliata. O almeno lo ha fatto, ma solo per pochi secondi. Giusto il tempo di rendersi conto di ciò che stava accadendo. Un ragazzo arabo poco più grande di lei ha fatto irruzione nel suo appartamento, accoltellando un uomo di trent’anni per poi scaraventarsi anche su di lei. Era solo una bambina che pochi attimi prima dormiva nel suo letto, rilassata e felice, e pochi minuti dopo stava ricevendo diverse pugnalate alla schiena senza pietà. Era solo una bambina colma di sogni e di speranze per il futuro. Era solo una bambina a cui la vita è stata spezzata per una guerra che riguarda i grandi, ma a quanto pare ne pagano le conseguenze sempre i più piccoli. Era solo una bambina indifesa che, inesorabilmente, tra i gridi di dolore, chiamava la sua mamma e il suo papà, ma nessuno è accorso a salvarla. Non potevano. Era solo una bambina con un immenso amore per la vita. Ciò che in molti non riescono a credere è come si possa morire senza avere alcuna colpa, solo quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Si dà il caso, però, che quel luogo, ironia della sorte, è lo stesso in cui ogni ragazza si dovrebbe sentire al sicuro. Tra le coperte dove da piccoli ci si rifugiava per salvarsi dal “mostro cattivo” immaginario che risiedeva nella nostra mente. Peccato che quelle coperte hanno fallito nella loro “impresa” davanti alla sete di sangue che divorava quel ragazzo arabo, ucciso in seguito dalle autorità israeliane. La mia domanda è: come può un genitore convivere con un dolore del genere? La propria figlia a cui la sera prima si sono rimboccate le coperte è la stessa a cui oggi è stato messo un lenzuolo bianco sopra tutto il corpo, con quegli occhi che ancora emanano la paura da lei provata. Quegli occhi innocenti che ancora chiedono aiuto. In fin dei conti era solo una bambina. E la sua famiglia dovrà dirle addio per sempre. Riposa in pace piccolo angelo!

Miriam

Piccole grandi novità!

Ciao a tutti ragazzi,

In questo post volevo rendervi partecipi di alcune novità che sono accadute in queste settimane.


In primis sono felice di dirvi che il matrimonio è andato benissimo, sembrava di vivere dentro una favola dove io ero la Regina e lui il mio Re. Il mio abito è stato disegnato e realizzato in ogni suo dettaglio dalla stilista Paola D’Onofrio (la sua Atelier ha sede a Roma).


 Insieme al mio compagno, abbiamo deciso di regalarci una settimana a Tel Aviv (Israele). Inutile dirvi quanto ci siamo divertiti a fare shopping sfrenato e a tuffarci tra le onde insieme a tanti bellissimi pesciolini! La parte più emozionante è stata, però, al Kotel (Muro del Pianto), dove abbiamo ricevuto una benedizione speciale e dove ho potuto darla io stessa alla mia cucciola che cresce nella mia pancia. Tornata a Roma ci sono state due sorprese ad attendermi: la prima è l’arrivo del Tesserino come Giornalista Pubblicista presso l’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Mentre la seconda è la mia piccola bimba che durante l’ecografia ha deciso di togliere la manina dal viso e dopo 26 settimane abbiamo potuto ammirarla in tutta la sua bellezza grazie ad un’ecografia in 3D.


… Non è bellissima? Fossero sempre così colme di gioia le giornate di tutti noi!

Miriam

Attese…

Ho imparato che nella vita si vive di attese. Alcune sono belle e altre sono brutte. Nel corso della mia esistenza ho avuto modo di provarle entrambe. Ci sono momenti alti e momenti bassi, ma la vita è fatta così. Si vive di attimi.

Ogni giorno, dal 1 febbraio, sto scoprendo sempre di più la gioia di due grandi attese: la prima è il mio matrimonio con l’uomo che amo alla follia, la seconda (ma non meno importante, anzi…) l’arrivo della nostra cucciola (eh sì, abbiamo scoperto che si tratta di una femminuccia) tanto amata e già viziata!

La cosa bella delle attese è che mentre si vivono… Si imparano tante cose! Ogni giorno è una nuova scoperta, ogni settimana è una crescita.

  

Penso proprio che non ci sia niente di più bello ed è arrivato il momento di godere a pieno ogni cosa senza l’ansia delle tante cose da preparare. Facciamo scivolare tutte le preoccupazioni e godiamoci questa felicità che Dio ci ha donato, nell’attesa di poterla guardare in viso e riconoscere gli occhi del padre, la bocca della madre, il nasino di una zia o il colore dei capelli di una nonna.
Fagiolina, ti aspettiamo.

Miriam

Aspettando te…

La vita riesce sempre a sorprendermi, soprattutto durante questa settimana.

Basta una piccola (grande) cosa e tutto cambia. Così è successo a me e Michael che fino a una settimana fa eravamo due fidanzatini spensierati e poi… Abbiamo scoperto che diventeremo genitori!

… Ebbene sì, avete capito benissimo. Dentro di me porto in grembo una vita. Il nostro amore puro che da 8 settimane ci tiene compagnia.


Ancora non sappiamo se sia maschio o femmina, ma poco importa. Non vediamo l’ora di poterlo coccolare e viziare.

È arrivato il momento di far crescere ancora di più la nostra relazione e prepararci al nostro matrimonio che avverrà il 29 Maggio 2016 e alla creazione della famiglia che tanto abbiamo desiderato.


… Il nostro lieto fine!

Miriam

Io sto con gli urtisti!

Ciao ragazzi, molti di voi mi conoscono come scrittrice e aspirante giornalista nel settore Moda. Per chi non lo sapesse, oltre a questo, mi occupo, con un occhio di riguardo, di tutte quelle situazioni di degrado sociale che vedo come malattie del nostro mondo da debellare assolutamente.

Oggi è proprio di questo che vorrei parlarvi: di una vera e propria piaga che sta attanagliando 200 famiglie romane. Vi chiedo solo di leggere questo mio messaggio e, se potete, di divulgarlo nelle vostre piattaforme, riviste, blog, profili social e quant’altro… Dobbiamo aiutare tutte queste persone!

Avete mai sentito parlare degli urtisti? Sono dei romani che da un secolo e mezzo svolgono la loro attività commerciale (venditori di souvenir) davanti ai monumenti più importanti di Roma, in primis il Colosseo. Parliamo di persone che hanno una regolare licenza o autorizzazione, che svolgono un lavoro tramandato di generazione in generazione (assumendo un valore storico) e che vivono in completa armonia con gli agenti della polizia locale e delle altre forze dell’ordine. Persone che non hanno mai ricevuto una multa o un verbale per violazione delle regole in quanto hanno sempre rispettato tutto, anche le dimensioni del banchetto di un metro per due.

Con l’arrivo degli abusivi, la situazione è cominciata a cambiare e molti cittadini hanno iniziato a fare confusione tra abusivi e urtisti. La rabbia è montata ulteriormente quando, a poco a poco, nelle aree di pregio si è andata a creare una situazione di degrado facendo piombare Roma nel baratro.

Al Colosseo, e non solo, sono arrivate orde di abusivi, in maggioranza cittadini del Bangladesh e Sri Lanka, che hanno contribuito al caos con merci di tutti i tipi. Hanno iniziato ad occupare le piazze e gli urtisti hanno prontamente denunciato al Prefetto e alle autorità preposte le quali hanno istituito una task force che, però, non si è mai attivata realmente. I pochi vigili impegnati nei servizi di controllo sono stati aggrediti e a volte malmenati!

Nonostante gli urtisti siano tutti cittadini italiani autorizzati con regolare licenza, persone che pagano le tasse e che si prestano ai controlli delle autorità preposte senza niente da nascondere… Dal 10 luglio scorso l’ex Sindaco di Roma Ignazio Marino, insieme alla sua amministrazione, li ha privati del loro lavoro, allontanandoli dall’area del Colosseo e spostandoli in piccoli posti (scambiati, tra l’altro, per parcheggi di motorini) dove non c’è possibilità di fare commercio, di “portare la pagnotta a casa”. Al loro posto, se andate a fare una passeggiata nei luoghi storici di Roma, potete trovare abusivismo e degrado.

Ad oggi gli abusivi si sono “sostituiti” agli urtisti che sono stati allontanati. Ci sono molte incoerenze e incongruenze, ma nel frattempo duecento famiglie sono a casa senza neanche un sussidio economico e sociale da parte del Comune che ingiustamente li ha cacciati!

  
Nel mio piccolo ho cercato di rendermi utile e dopo aver scritto un piccolo sfogo sulla mia pagina Facebook (http://on.fb.me/1YW5k56) ho creato una petizione su Change.org da far arrivare direttamente al Comune di Roma e a Francesco Paolo Tronca. Vi chiedo gentilmente di divulgare ciò che sta accadendo e di firmare la petizione cliccando questo link: https://www.change.org/p/comune-di-roma-ridiamo-il-lavoro-agli-urtisti

Insieme possiamo fare tanto e salvare 200 famiglie dalla disoccupazione dopo anni di onorevole lavoro. Stanno facendo perdere la dignità a tanti padri e tante madri di famiglia.
Io sono a fianco degli urtisti… E voi?

Miriam

Il cane è il migliore amico dell’uomo!

10 anni fa una piccola Miriam, che dopo poco sarebbe stata Bat Mitzva, si alzava dal letto per andare a scuola.In macchina si mise a raccontare alla madre lo strano sogno che aveva fatto: un piccolo cucciolo che varcava la porta di casa sua dentro una cesta. Miriam erano anni che voleva adottare un cane, ma i genitori non glielo permettevano. La bambina, però, non sapeva, in realtà, che il suo migliore amico di soli 5 mesi era già in viaggio verso di lei. Lo scoprì, infatti, la sera stessa.

Caro Lucky, questo è l’inizio della nostra storia. In 10 anni ne sono successe veramente tante e abbiamo imparato a conoscerci sino a diventare fratelli (perché questo sei per me). Non vorrei altro cane al mio fianco se non te. Ogni nostro anniversario che passa mi rendo conto di quanto stiamo crescendo e ho tanta paura di perderti perché sei parte di me, ma adesso allontaniamo i pensieri brutti e brindiamo al giorno che ha intrecciato le nostre vite per sempre.

Ti amo pulce.

   

  
    
 

Miriam