Hole Shoes: la scarpa per ogni donna si trova a Marconi!

Articolo a cura di Miriam Spizzichino

Come molti di voi sanno, io amo girare e scoprire nuovi negozi su Roma. Dopo essere andati alla scoperta di Nuts e di La rana nella malva è arrivato il momento di presentarvi “Hole Shoes”!

Situato su Viale Guglielmo Marconi 166 si denota subito per il suo stile che spazia dallo street allo chic, dalla semplicità sportiva all’eleganza senza tempo.

I prezzi non sono proibitivi, anzi… Rispetto a tanti altri negozi è molto economico, ma ovviamente ciò non intacca l’alta qualità delle loro scarpe che vanno dall’ecopelle, al camoscio e così via. La scelta è molto vasta, infatti sono entrata per acquistare un tronchetto semplice e… Ne avevano per tutti i gusti!

Tronchetto in ecopelle con borchie – 39,90 euro

Alla fine la mia scelta è ricaduta sul tronchetto in ecopelle con borchie sul tacco che potete notare nella foto sopra. Scarpe comodissime da indossare nella vita di tutti i giorni con un jeans a sigaretta, ma adattabili perfettamente per un aperitivo con gli amici o una cena fuori con il proprio partner. Ringrazio di cuore la ragazza che me le ha vendute, una persona gentilissima pronta ad ascoltare ogni mia richiesta!

Vi consiglio assolutamente di andarli a trovare e se volete vedere i modelli in vendita… Andate sulla loro pagina Facebook!

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Be Kind: un viaggio gentile all’interno della diversità

Articolo a cura di Miriam Spizzichino ed Elisa Medaglia

«Essere diversi è come un elefante con la proboscide corta: una rarità».

Lo afferma Nino, un bambino di dodici anni a cui è stato diagnosticato a due anni e mezzo un autismo infantile severo, ma non grave. Dopo aver smesso di parlare e di guardare sua madre negli occhi, il suo isolamento interiore minacciava ogni giorno di più l’interazione con gli altri, con il mondo.

Oggi, Nino è il protagonista, il centro, il fulcro di un film che riguarda non solo coloro con cui condivide la sua particolarità, ma tutti quelli che, in un modo o nell’altro, sono diversi. Diversi perché emarginati, diversi perché parte di una minoranza, diversi per il loro orientamento sessuale, diversi perché di un’altra etnia, religione, cultura rispetto a quella del Paese in cui vivono.

BE KIND è un film autoprodotto, quasi familiare, nato dal desiderio di Sabrina Paravicini di fare un regalo al proprio figlio, nel corso dei mesi di lavorazione si è trasformato in un vero e proprio film e racconta il viaggio da piccolo regista di una persona diversa all’interno della diversità, intesa non come differenza, ma come ricchezza nella varietà. L’idea del film nasce da una domanda di sua madre: «Ti andrebbe di raccontarti?». Lui ha accettato. La mamma, l’attrice e regista Sabrina Paravicini, lo accompagna in un percorso fisico ma soprattutto emotivo, dove ogni tappa rappresenta un incontro con persone che raccontano le esperienze attraverso la condivisione delle loro storie.

Nino diventa un Virgilio che ci conduce, quindi, nel mondo della varietà umana, dove incontriamo uomini e donne che ci rendono partecipi delle loro vite. Insegnandoci come la gentilezza sia il solo modo per entrare davvero in contatto con gli altri, il solo strumento che ci predispone all’ascolto dell’altro senza atteggiamenti pietistici o di mera curiosità, muovendo il reale desiderio di scoprire realtà umane ancora sconosciute.

La presenza dello scrittore Roberto Saviano, con cui Nino conversa sul tema della felicità secondo la teoria di Epicuro, dell’attore Fortunato Cerlino che aiuta un giovane attore nello spettro autistico a prepara le scena madre di Robert De Niro in Taxi Driver e dell’astronauta Samantha Cristoforetti che racconta a Nino il valore della diversità, si alternerà a tanti incontri, tante vicende che comporranno un grande racconto a lieto fine: un racconto che parla di limiti superati, di speranza, di sperimentazioni, di gentilezza e di felicità possibile per tutti. Perché, alla fine, tutti siamo diversi da tutti. E proprio questo rende l’esistere così piacevole e piacevolmente sorprendente.

Be Kind è stato proiettato in concorso in anteprima mondiale alla 64esima edizione del Taormina Film Fest e ha avuto una menzione speciale da parte della giuria con la seguente motivazione: “Per lo straordinario impegno e talento nel dare una dimensione di dignità e comprensione ovvero amore a chi è diverso”.

Supportato da Gucci, da sempre attivo nella sensibilizzazione verso tematiche come diversity inclusione, questo progetto farà parte di Gucci Equilibrium: non solo un programma, ma una vera e propria piattaforma il cui obiettivo, oggi, è quello di raccontare come strategia e progetti sulla sostenibilità possano essere integrati, ispirandosi a una “Culture of Purpose”. Parte del film, su Gucci Equilibrium, sarà visibile in Italia nella sezione People, Journey of Humanity, Local Initiatives.

LE NOSTRE IMPRESSIONI

Complice una giornata di pioggia, abbiamo visto questo film documentario tutto d’un fiato. Colpisce la dolcezza di Nino e sua madre Sabrina, ma soprattutto il fatto che la diversità viene vista come un punto di forza e non di “esclusione”. Dovrebbe essere sempre così, ma purtroppo nella nostra Società ancora non si riesce completamente a superare ostacoli che in molte situazioni portano a “bloccare” tale inclusione. Nino ripete più volte durante il documentario che lui si vede diverso perché ha più creatività: ed è proprio così. Nino riesce a vedere oltre, ha un’empatia disarmante e tante qualità che alle persone definite “normali” mancano.

L’intensità di emozioni che si sprigionano vedendo questo film documentario sono senza limiti, ogni storia è intensa e carica di emozione e sentimento. Una cosa che Elisa ha notato è il sorriso sul viso della maggior parte degli intervistati, persone che hanno sofferto, hanno passato momenti difficili eppure sono riemergere con il sorriso, sono riusciti ad affrontarli nel miglior modo possibile, circondandosi di persone vere. Le difficoltà che ogni giorno sono tenuti a dover affrontare li mette sempre davanti a sfide ardue, in cui non perdono mai la grinta, la forza e la volontà, trasformando spesso la disabilità in una cosa positiva e poterla sfruttare al meglio. Sono storie di persone eccezionali, in cui gente superficiale, priva di empatia ed umanità non ha mai creduto e spesso screditato. Le loro storie ci fanno palpare con mano cosa significa “una giornata difficile”, in cui a volte, diventa difficoltoso anche svolgere gesti semplici e quotidiani, come entrate in un negozio. Solo un bambino così creativo come Nino poteva intervistare persone così uniche; Nino si pone dinanzi a loro senza pregiudizi, molto empatico e attento alle loro storie. Come viene detto nel film “siamo tutti disabili”, ognuno di noi è diverso a modo suo, ognuno di noi ha delle diversità che spesso l’hanno messo davanti a delle verità che vanno affrontate con forza e determinazione, come queste persone eccezionali. Vivere a contatto con una disabilità ti da modo di essere empatico e più attento alle esigenze degli altri, ti fa assaporare realmente la bellezza della semplicità e ti apre un mondo sulla parola “difficoltà”.

Intervista: “La rana nella malva”, bio è meglio!

Intervista a cura di Fernanda Prencipe e Miriam Spizzichino

Prima di iniziare con l’intervista è doveroso specificare meglio che cosa si intende per cosmetici biologici: sono quei prodotti che contengono sostante naturali, solitamente di origine vegetale, che non risultano dannose per l’organismo e che hanno un basso impatto ambientale. Molto importante è sapere che un cosmetico certificato come biologico deve contenere percentuali basse o inesistenti di tensioattivi, paraffina, siliconi, coloranti di sintesi derivati del petrolio, parabeni, allergizzanti.

Siamo, così, andati alla scoperta di alcune bioprofumerie in giro per Roma e quella che ci ha colpito maggiormente si chiama “La rana nella malva” di Micaela Di Cori, con sede in via Cesare Pascarella 14. La proprietaria, molto disponibile e preparata, ci ha mostrato il suo ampio assortimento di marchi cosmetici, make-up, integratori, tisane e tanto altro ancora. Il punto di forza a parer nostro è dato dalla passione che lei mette per far conoscere lo straordinario mondo del Bio, anche attraverso incontri ed eventi periodici a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare.

Che cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo Bio a tal punto da aprirne un negozio? “Ho sempre avuto la passione della cosmesi, sono un’amante del makeup. Quando ero adolescente ho sperimentato di tutto senza farmi troppe domande, poi però ho notato che un’infinità di prodotti mi davano reazioni avverse e che la pelle iniziava, seppur giovanissima, a mostrare dei segnali di disagio. Questa è stata la molla per cominciare a farmi qualche domanda. Ho iniziato a leggere le formulazioni e ho capito che i prodotti non sono tutti uguali, che in molti c’è tanta schifezza e che se un fondotinta o un mascara costano 3 euro il motivo c’è. Ovviamente ho iniziato poi a ricercare delle formulazioni più sicure e da questo è nata poi l’idea del negozio: un’idea che avevo da tanto tempo, che conoscevano in pochi e che mi ha dato la forza per affrontare anni in cui non ero, lavorativamente parlando, soddisfatta. Il primo negozio si trovava a Testaccio ed è stato il frutto di anni di sacrifici per mettere via tutti i risparmi, da poco ci siamo ampliati (per trasferirci a via Pascarella 14) ed è stato un piccolo grande cambiamento.”

Come è nata l’idea del nome dello shop “la rana nella malva”? “….me lo chiedono tutti! Adoro le rane, non so perchè, so solo che le amo da quando ero piccola e mi portano fortuna. La malva invece l’ho scelta perché mi evoca l’idea di un fiore che anche se non è bellissimo e passa inosservato racchiude straordinarie proprietà. Per me il bio è questo: la scoperta di una natura che ci cura e ci fa stare bene.”

Quali prodotti è possibile trovare nel vostro shop? “A partire dall’inaugurazione del nuovo negozio tantissimi! Rimaniamo fedeli alle nostre origini e offriamo una vasta scelta di cosmesi e trucco, mixando i marchi più “famosi” ai prodotti di piccole aziende che anche se meno blasonate offrono dei prodotti ottimi. La pubblicità costa e magari non tutti possono permettersela, tuttavia ritengo che se un’azienda piccolina riesce a creare qualcosa di valido meriti una possibilità. Questo discorso lo facciamo sia sulla cosmesi che sul resto, ad esempio per il miele, ci forniamo da un apicoltore locale che ha avviato la sua piccola azienda a km 0, per le tisane è lo stesso, abbiamo miscele di produzione locale e tisane conosciutissime come pukka e yogi tea. Da poco abbiamo aggiunto anche degli integratori naturali, per poter prenderci cura delle nostre clienti a tutto tondo.”

Avete uno shop anche online oltre al fisico? “Qui mi tocca andare contro corrente, avevo aperto il mio shop online e andava pure bene ma la verità è che non mi piaceva e quando le cose non ti piacciono le fai con meno passione. Io adoro conoscere le persone dal vivo, consigliare e spiegare, non sono fatta per stare dietro una tastiera. Inoltre ho notato che la clientela online è molto (troppo) influenzata da blogger, gruppi Facebook, influencer varie …tutta gente pagata per dirti “comprati questo anche se non ti serve” …ecco sono scappata a gambe levate! Non critico chi acquista online però vi chiedo, per favore, fatelo col cervello e spirito critico e non fate morire i piccoli negozi che sono l’anima della vostra città. Facendo un discorso più ampio quello che penso è che In Italia c’è stata una crisi pazzesca, ormai ci stanno quasi solo catene che producono robaccia in Bangladesh Cambogia etc, questo perché tanti negozi hanno chiuso, i negozi dove io trovavo le cose più particolari e carine. Ora mi guardo in giro ed è tutto cinese o quasi… questo mi fa tanta tristezza, penso al mio paese che ha l’eccellenza del tessile, dell’artigianato, del design e invece cosa vedo in giro? È anche per questo che in negozio seleziono molto i marchi, voglio acquistare e vendere cose di qualità, che a vendere schifezze sono già in troppi.”

Quali sono le principali difficoltà e i vantaggi quando ci sono clienti che sono “nuovi” per quanto riguarda il bio? “Il vantaggio è sicuramente la curiosità e la necessità. Il cliente che decide di passare al bio lo fa perché è stanco di qualcosa, dei capelli pieni di silicone, della pelle acneica, dei profumi sintetici etc.. viene da te perché vuole qualcosa di meglio. La difficoltà è far capire alle persone che il rimedio naturale non è un miracolo, con contenendo siliconi etc il risultato è meno “immediato” ma molto più duraturo. Dopo che hai testato con mano quanto i tuoi capelli e la tua pelle stanno meglio come fai a tornare indietro? Dopo aver assaggiato il miele appena raccolto come fai a mangiare quello industriale fatto con lo zucchero? Non puoi! È allora magari compri meno ma compri meglio, con un vantaggio per te, per l’ambiente e per chi lavora a darti il prodotto.”

Quale fascia d’età è più attratta dal bio secondo la vostra esperienza? “La fascia intermedia, la ragazza troppo giovane solitamente non si fa domande, se le amichette vanno da Kiko ci va pure lei, a meno che non siano i genitori a guidarla. Allo stesso modo sono poche le persone anziane che capiscono cosa sia il bio, io lo spiego ogni volta con molta pazienza ma le persone anziane sono abitudinarie e se hanno sempre usato la Nivea useranno la Nivea, inoltre sono tra le poche che ancora credono a tutto quello che si sente in tv senza filtrarlo, pubblicità comprese.”

La differenza sostanziale tra il prodotto bio che sia cosmetico o alimentare si percepisce nell’immediato o apporta benefici con l’utilizzo prolungato nel tempo? “La differenza la percepisci subito, ma i benefici li apprezzi nel tempo. È stimato che se si smette di usare prodotti siliconici il corpo impiega circa un mese per “disintossicarsi”. In fondo se io smetto di fumare i miei polmoni non saranno puliti il giorno dopo, eppure non penso sia possibile affermare che non ci sono benefici…col bio è un discorso simile.”

La mala informazione fa passare per bio prodotti che non lo sono.. consigli per riconoscere il vero dal falso? “Ormai il bio è moda e le esigenze di marketing hanno fatto sì che molti colossi abbiano investito in una linea “bio” … innanzitutto chiedetevi se è credibile che un marchio che ha sempre fatto altro possa offrirvi un prodotto davvero bio, in secondo luogo il canale e il prezzo. Le eccellenze della cosmesi difficilmente le troverete al supermercato, esattamente come non troverete il barolo pregiato alla lidl ma dovrete andare in enoteca. Per fortuna esistono linee bio molto accessibili, ma a tutto c’è un limite, se la crema che state per acquistare costa €1,99 il discorso che dovete fare è questo: tolto il margine di guadagno (nessuno lavora gratis) e il packaging…qual’è il valore di questa crema? Se il risultato è pochi centesimi o pochi euro , beh, difficilmente state acquistando una crema con principi attivi pregiati! Detto così è elementare eppure in pochi ci ragionano. Fondamentale è poi saper leggere gli ingredienti, quelli in alto nella lista sono in concentrazione maggiore, un minimo di cultura in questo senso bisognerebbe averla tutti, non serve essere laureati in chimica, poche nozioni di base evitano grandi fregature!”

Progetti futuri? “Non ci fermiamo mai, stiamo lavorando a una formulazione nostra ma per scaramanzia non dico di più!”

Dicci qualcosa sul bio che può aiutare tutte le lettrici ad avvicinarsi a questo mondo! “Niente di ciò che potrei aggiungere servirebbe a convincerle la spinta al cambiamento è qualcosa che parte da dentro, se il discorso è economico è una sciocchezza, basta fare le scelte giuste e si spendono gli stessi soldi o poco di più, penso che se una persona è informata per forza capirà che il benessere si coltiva con le scelte quotidiane e che non si può continuare di questo passo a riempire il mondo di plastica e sostanze non smaltibili.”

Per maggiori informazioni: Sito UfficialePagina Facebook

Regalare una stella: oggi si può con Etoilez-Moi!

“Mi domando, – disse, – se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.”

Voglio iniziare questo articolo con una citazione di Antoine de Saint-Exupery tratta dal libro “Il piccolo principe”. Il perché lo capirete subito.

Le stelle sono da sempre considerate nel nostro collettivo come portatrici di speranza, come sogni da inseguire o desideri da realizzare. Quante volte avete alzato gli occhi al cielo in cerca di una stella cadente? Basta pensare che ad Agosto, nella notte di San Lorenzo, molte persone amano farlo. 

Sinceramente quando si parla di stelle il mio pensiero va a quelle notti d’estate passate in spiaggia con un telo, qualcosa da sgranocchiare e un manto celeste illuminato a fare da protagonista. Nulla più importa. Senza dire nulla ti soffermi a guardarle e passano i minuti, le ore. A parer mio, non c’è nulla di più bello in questo mondo. Senza dire e fare niente riescono a rasserenarci, come quando viene a mancare una persona a noi cara e… cerchiamo di trovarla nelle stelle. Ci perdiamo nei nostri pensieri, amiamo dedicarle a qualcuno perché le stelle sono anche questo: amore.

… E se vi dicessi che oggi potete regalare la vostra stella alla persona che amate, a una nuova vita che nasce o alla persona che volete ricordare?

Grazie a Etoilez-Moi potete donare un grazioso cofanetto personalizzato a seconda della situazione e con un prezzo che varia dai 24,90 euro in su.

Non potevo lasciarmi scappare un’occasione così originale per fare un regalo speciale a mio marito. Così ho comprato una bellissima stella e le ho dato il nome di mie figlie: NOA AVIGAIL. La data del certificato è anch’essa personalizzabile, così ho deciso di mettere il 29 maggio (la data del nostro matrimonio). Ho ricevuto tutto a casa e mentre Michael scartava il regalo sono rimasta io stessa incantata dal bellissimo package.

Queste stelle sono riconosciute dall’International Celestial Repertory. Un regalo unico, un ricordo eterno. I cofanetti sono adatti come un regalo di matrimonio o un anniversario, per San Valentino o semplicemente come dono di natale o per un compleanno. Ci sono anche quelli personalizzati per bambini in occasioni di nascite e battesimi. Infine, quelli per ricordare una persona che non è più tra noi.

Sono felice di presentarvi la mia stella Noa Avigail:

Nel cartaceo che troverete dentro al cofanetto ci sarà anche tutta la storia della costellazione dove è ubicata. Che altro dirvi? Andate a dedicare la vostra stella!

Cliccate sul banner sottostante per andare sul sito a scoprire i cofanetti in offerta e le novità:

Link Utili: Offerta una stella regalo battesimo Organisation Bapteme

Beauty: Lime Crime Venus III Eyeshadow Palette

Articolo scritto dalla Make Up Artist Fernanda Prencipe

Parliamo della Lime Crime Venus III Eyeshadow Palette, una palette che è entrata nelle mie grazie subito sia per il packaging, la scatola da sogno in lavanda e oro rosa abbellita con la Venere simbolo del marchio, sia per le sue vivaci tonalità lilla, oro, rosa e malva mescolate a marroni terra.

La formula è ultra-burrosa e pigmentata e proprio per questo gli ombretti risultano leggermente polverosi ma il fall-out sapendoli gestire è davvero minimo.

Le tonalità che abbiamo all’interno sono :

  • Beam: Lilla con delle punte di rosa e piccoli glitter argento/rosa (iridescent shimmer);
  • Beloved: Marrone con una punta di malva all’interno (metallic);
  • Bliss: Rosa antico riscaldato da punte di corallo (matte);
  • Dreamy: Malva chiaro (matte);
  • Ecstasy: marrone freddo con una punta di rosso a suo interno (matte);
  • Heavenly: Oro rosa puro (iridescent shimmer);
  • Paradise: Fucsia scurito da una punta di blu (glow);
  • Rapture:  Oro bianco con una punta di rosa (shimmer matte).

Sono molto sfumabili e a mio parere possono essere utilizzati anche singolarmente per un look completo, è quindi possibile realizzare vari look con la sola palette!

Super consigliata anche per il prezzo 34 euro ma che molte volte si trova in sconto (preparatevi al black friday) potrete acquistarla anche al 40% se siete attenti alla newsletter del sito ufficiale (spesso attuano offerte vantaggiose)  www.limecrime.com da cui non si paga dogana alcuna. I tempi di spedizione variano dai 7 ai 15 giorni.

Torino: moda e arte per le donne vittima di violenza

Martedì 30 ottobre alle ore 18.30 la Galleria Gliacrobati di Torino ospita – nell’ambito della rassegna Contrappesi – la presentazione in anteprima di Lalàge Dispositivi vestimentari, l’atelier creato da Sara Conforti in collaborazione con Fragole Celesti – Comunità doppia diagnosi femminile per la cura di abusi, maltrattamenti e violenze

Lalàgeatelier Dispositivi vestimentari si occupa della riqualificazione umana e sociale delle donne vittime di violenza attraverso la formazione professionale, permettendo loro di acquisire un mestiere nel settore moda, e dedica una grande attenzione all’ambiente e all’economia circolare puntando sul riutilizzo di outfit e tessuti

Sotto la guida di Sara Conforti, nei prossimi mesi verrà creata una capsule collection che potrà essere indossata indifferentemente da uomini e donne (per abbattere le differenze tra i sessi ed educare al rispetto del femminile), non avrà una stagionalità e sarà caratterizzata da una profonda attenzione nei confronti dell’impatto ambientale e sociale. La collezione sarà prodotta in modalità upcycling: utilizzando i tessuti che le aziende biellesi coinvolte hanno in eccesso si creerà un’economia circolare, abbattendo così l’impatto relativo agli scarti di produzione.

La prima linea firmata Lalàgeatelier Dispositivi vestimentari sarà presentata il 7 marzo 2019 presso la Galleria d’Arte Gliacrobati e comprenderà 1O outfit gender-neutral in serie limitata e numerata le cui basi saranno create da Sara Conforti e realizzate in collaborazione con le pazienti di Fragole Celesti durante i laboratori artistici di ricerca abbinati alla didattica sartoriale svolti da agosto 2018 a febbraio 2019.

Tema del talk del 30 ottobre: Moda, arte, impresa, cura e territorio per uno slow fashion che ricuce l’abuso sulle donne violentate al quale interverranno l’artista e ideatrice Sara Conforti, l’art advisor Marzia Capannolo, la pianista spagnola di fama internazionale Sira Hernandez, Mauro Rossetti Direttore dell’Associazione Tessile e Salute – Biella e i rappresentanti del Lanificio Guabello di Mongrando (Biella).

Lalàgeatelier Dispositivi vestimentari nasce anche grazie ad una raccolta fondi avviata nel 2017 e la serata del 30 ottobre alla Galleria Gliacrobati ha la medesima finalità. Grazie al crowdfunding, infatti, sarà possibile proseguire il progetto e garantire alle donne di Fragole Celesti di avere un obiettivo concreto di affermazione sociale e una nuova vita.

Ottobre: mese rosa sulla prevenzione del cancro al seno

Articolo della nostra studentessa ostetrica Giorgia Maccora

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno, per questo abbiamo voluto dilungarci in un Focus mirato dove andremo ad illustrarvi tutto ciò che c’è da sapere: la prevenzione, l’anatomia, i fattori di rischio, l’importanza dell’autopalpazione e così via.

Il termine ‘’prevenzione’’ indica una serie di attività e comportamenti che vengono attuati con lo scopo di mantenere e salvaguardare lo stato di salute. Ne ricordiamo tre tipi:

  • Prevenzione primaria, si propone di mettere in atto azioni mirate a potenziare lo stato di salute, a correggere i fattori causali delle malattie, per evitare l’insorgenza di condizioni morbose.
  • Prevenzione secondaria, interviene su soggetti già ammalati, anche se in uno stadio iniziale. Comprende quelle attività che mirano a limitare la progressione e a rallentare il decorso delle malattie, grazie ad una diagnosi precoce
  • Prevenzione terziaria, consiste nell’accurato controllo clinico-terapeutico di malattie ad andamento cronico o irreversibili, ed ha come obiettivo quello di evitare o comunque limitare la comparsa sia di complicazioni tardive che di esiti invalidanti.

Agire precocemente ci permette di individuare eventuali casi a rischio, dunque di formulare una diagnosi precoce di patologie gravi. Sensibilizzare le donne in merito all’importanza della prevenzione ed educarle ad eseguire gli screening, permette di sconfiggere il tumore della mammella nell’oltre il 90% dei casi!

Sulla base delle migliori e più aggiornate evidenze scientifiche, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (un ente dell’OMS), suggerisce un codice basato su 12 punti, da attuare per favorire uno stile di vita sano e per sostenere la prevenzione:

  • Non fumare;
  • Appoggia le politiche contro il fumo sul luogo di lavoro;
  • Fai in modo di mantenere il peso corporeo salutare;
  • Sii fisicamente attivo tutti i giorni. Limita il tempo che trascorri seduto;
  • Se bevi alcolici, limitane l’assunzione. Per la prevenzione del cancro non è consigliabile bere alcolici;
  • Segui una dieta sana;
    • mangia principalmente cereali integrali, legumi, verdura e frutta;
    • limita i cibi ad alto contenuto calorico (cibi con alto contenuto di zuccheri e grassi) ed evita le bevande zuccherate;
    • evita la carne conservata; limita la carne rossa e i cibi ad alto contenuto di sale;
  • Se bevi alcolici, limitane l’assunzione. Per la prevenzione del cancro non è consigliabile bere alcolici;
  • Evita lunghe esposizioni al sole, con particolare attenzione ai bambini. Usa le protezioni solari. Non utilizzare lampade solari;
  • Sul luogo di lavoro, proteggiti dall’esposizione ad agenti cancerogeni seguendo le istruzioni in merito alla sicurezza;
  • Controlla se in casa sei esposto ad alti livelli di radiazioni radon. Attivati per ridurne i livelli di esposizione;
  • L’allattamento riduce il rischio di cancro nella donna. Se puoi allatta il tuo bambino!
  • Aderisci ai programmi di screening per il cancro al seno, alla cervice e all’intestino;
  • Assicurati che il tuo bambino sia vaccinato per epatite B e che gli adolescenti siano vaccinati per il Papilloma virus.

Infine, le Linee guida del Ministero della Salute, suggeriscono di eseguire:

  • L’autopalpazione al seno almeno una volta al mese a partire dai 20 anni, in periodi distanti dal periodo del ciclo mestruale, in quanto gli ormoni potrebbero fornire dei quadri non veritieri;
  • La visita senologia e l’ecografia mammaria almeno una volta all’anno;
  • una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età; nelle donne che hanno avuto una madre o una sorella malata in genere si comincia prima, verso i 40-45 anni;
  • la risonanza magnetica viene riservata ai seni molto densi o ai dubbi diagnostici, sebbene possa essere di grande aiuto in casi specifici;
  • test genetici per la ricerca dei geni BRCA1 e BRCA2, responsabili di alcune forme ereditarie di cancro del seno, sono strumenti di prevenzione utili in situazioni particolari di ereditarietà.

Cenni di Anatomia:

Il tessuto mammario è costituito da:

  • una componente ghiandolare, infatti la mammella è una ghiandola esocrina, cioè a secrezione esterna, formata da un complesso di strutture simili ad acini che producono latte sotto controllo dell’ormone ipofisario prolattina. Tale struttura è connessa ad una rete di dotti galattofori, addetti ad incanalare le secrezioni verso il capezzolo.
  • una componente adiposa, in cui è immersa la componente ghiandolare; tende ad aumentare con l’età;
  • una componente fibrosa di sostegno, costituita da tessuto connettivo.

Ricordiamo inoltre:

  • Il capezzolo, cioè una sporgenza esterna di forma conica, che nella sua regione apicale presenta 20 forellini, detti pori lattiferi.
  • L’areola, circonda il capezzolo, è un’area pigmentata con diametro compreso tra 3 e 6 cm. In esso si presentano delle piccole sporgenze (Tubercoli del Montgomery), dovute alla presenza sottostante di ghiandole sebacee.

Il tumore al seno è dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne. Ciò significa che hanno la capacità di staccarsi dal tessuto che le ha generate per invadere i tessuti circostanti e, col tempo, anche gli altri organi del corpo. I tumori più frequenti nascono dalle cellule ghiandolari o da quelle che formano la parete dei dotti.

Il carcinoma mammario può colpire non solo le donne, ma anche gli uomini, sebbene ciò sia alquanto raro. In entrambi i sessi l’incidenza è maggiore nella mammella di sinistra, esattamente nel quadrante superiore esterno.

Cenni storici:

Il tumore alla mammella è il più descritto negli antichi documenti. La più antica descrizione appartiene al Papiro di Smith, risalente al 1600 a.C. in Egitto: poiché la medicina antica riteneva che la chirurgia comportasse un alto rischio di mortalità, i trattamenti preferiti erano di tipo farmacologico. La prima mastectomia fu realizzata nel 548, proposta dal medico di corte di Teodora. Successivamente, si svilupparono una serie di tecniche all’avanguardia.

 I numeri:

Il cancro al seno colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita, come i dati dell’ Associazione Italiana di Oncologia Medica e dell’Associazione Italiana dei Registri tumori ci suggeriscono. Negli ultimi 20 anni, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi  è notevolmente aumentata, passando dall’81% all’87%. Nell’anno 2017 si sono ammalate di cancro al seno circa 50 mila donne.

Il tumore al seno è ereditario: circa un quarto dei casi di tumore al seno è caratterizzato dalla presenza di mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2.

Ricordiamo in tal proposito il ‘’Fenomeno Jolie’’, con il quale si fa riferimento alla scelta messa in atto dalla celebre attrice Angelina Jolie: nel 2013 si è sottoposta alla doppia mastectomia per scongiurare l’alto rischio di sviluppare il tumore al seno, perché geneticamente predisposta.

Segni e sintomi:

Il primo segno evidente del tumore alla mammella è tipicamente la presenza di un nodulo palpabile, che si avverte come struttura diversa rispetto al contesto del tessuto mammario. In genere le forme iniziali di tumore del seno non provocano dolore. Fondamentale è anche la segnalazione al medico di eventuali modifiche del capezzolo in relazione alla sua morfologia, alla sua retrazione, o ad eventuali secrezioni provenienti da capezzolo stesso. Ricordiamo anche le modifiche della cute, comel’aspetto a buccia di arancia, dunque la presenza di  increspature della pelle, arrossamenti cutanei nel contesto della mammella, presenza di ematomi; sono dei segni da non sottovalutare!

tumore-seno-sintomi-visibili

Fattori di rischio:

Tra i principali fattori di rischio che sensibilmente predispongono all’insorgenza del carcinoma mammario sono:

  • Il sesso femminile;
  • L’età avanzata,  infatti all’aumentare dell’età, aumenta il rischio (soprattutto dopo i 50 anni);
  • La familiarità, infatti il rischio aumenta in relazione ai casi in famiglia di tumore al seno. La genetica in tal caso gioca un ruolo principale;
  • Il menarca precoce  (prima dei 12 anni) e la menopausa tardiva, possono essere dei fattori di rischio. I cicli anovulatori del periodo peri-menarcale e peri-menopausale, sottolineano un’alterazione dell’equilibrio ormonale estroprogestinico, quindi un aumento della sensibilità della componente ghiandolare agli stimoli cancerogeni esogeni;
  • La storia procreativa, infatti la prima gravidanza dopo i 30 anni determina un aumento del rischio verso l’esposizione del cancro al seno, rispetto alle donne con prima gravidanza prima dei 18 anni.

Diagnosi:

La mammografia e l’ecografia mammaria rappresentano degli importanti metodi di diagnosi. La scelta dipende dall’età della paziente; in caso di mammelle molto dense si consiglia la risonanza magnetica. Qualora si identifichi la presenza di un nodulo o di una formazione sospetta, il medico può consigliare una biopsia, la quale consiste nel prelievo di materiale tramite un ago inserito nel suddetto nodulo. La biopsia ci consente sia un esame citologico, che permette lo studio delle cellule, sia un esame microistologico, che permette lo studio del tessuto: in tal modo si stabilisce la natura della malattia e le caratteristiche biologiche.

FOCUS: Consigli pratici su come eseguire l’autopalpazione al seno

Ringraziamo La Fondazione Umberto Veronesi per aver fornito questa guida molto utile che noi vi copiamo qui, ma che potete leggere per esteso seguendo QUESTO LINK.

L’autopalpazione al seno è uno strumento utile, per cui è necessario porre attenzione e cura nell’eseguirlo: tale tecnica da sola non è sufficiente, però se si esegue correttamente e regolarmente, può ridurre il rischio di diagnosticare un tumore del seno in fase avanzata. Si esegue a partire dai 20 anni, una volta al mese, una settimana dopo la fine del ciclo. Se si rilevano alla palpazione degli elementi differenti rispetto alle normali condizioni, allora è chiaro che bisogna sottoporsi ad una visita senologica approfondita.

Come si esegue?

  • E’ opportuno che la donna si disponga davanti lo specchio in un ambiente tranquillo, ben illuminato: si osservano le mammelle tenendo le braccia distese lungo i fianchi; poi le si appoggiano sul bacino, con lo scopo di scrutare eventuali imperfezioni naturali del seno: infatti, solo raramente le due mammelle sono del tutto identiche! Inoltre, si possono scrutare eventuali cambiamenti morfologici del seno, dunque un’alterazione del contorno del seno, un gonfiore anomalo, una retrazione cutanea, un’anomala struttura del capezzolo o eventuali secrezioni dallo stesso.
  • Si consiglia di ripetere la stessa ispezione con le braccia ben alzate, mettendo in evidenza la zona ascellare, e successivamente anche di profilo, per controllare la linea delle mammelle ed evidenziare irregolarità o vere e proprie sporgenze. A questo punto, piegare il braccio destro dietro la nuca e cominciare a palpare delicatamente la mammella a destra con la mano sinistra e le dita tese, alla ricerca di eventuali masse anomale, indurimenti o ispessimenti. L’operazione va quindi ripetuta sul seno sinistro.
  • Si consiglia poi alla donna di sdraiarsi, ponendo un cuscino o un asciugamano ripiegato sotto la spalla sinistra e collocando la mano sinistra sotto la nuca: i seni si appiattiranno e il tessuto si distribuirà uniformemente sul petto. Premere delicatamente con le dita tese della mano destra il seno sinistro, descrivendo movimenti circolari lenti per cogliere eventuali noduli. Anche la zona tra seno e ascella va sondata con cura. Ripetere le stesse manovre sul seno destro, naturalmente spostando il cuscino su questo lato. Per finire, stringere delicatamente i capezzoli tra le dita per rilevare possibili fuoriuscite di liquido (siero o sangue).
  • Queste operazioni possono essere eseguite anche sotto la doccia, infatti alcune modificazioni mammarie risultano più agevolmente percepibili quando la pelle è umida e i tessuti della mammella sono rilassati dal calore dell’ambiente.
  • Qualora nel corso dell’autopalpazione dovessero emergere un nodulo, un infossamento o una secrezione, è importante informare il medico, che prescriverà le indagini diagnostiche adeguate, allo scopo di chiarire ogni dubbio!
Brust abtasten, Sebstkontrolle

Iniziative

Proprio nel mese della prevenzione in rosa, si offrono gratuitamente esami diagnostici alle donne con più di 35 annipresso le 106 Sezioni Provinciali #LILT e gli oltre 350 ambulatori in tutta Italia. #Vivilrosa, prenota la tua visita al numero verde SOS LILT 800 998877. Allo scopo di sensibilizzare e dare maggiore visibilità a tale campagna, verrà inoltre promossa, l’illuminazione di rosa dei principali monumenti delle città italiane.

Visto che parliamo di cancro al seno… Come non poter parlare della ‘’Susan G. Komen Italia’’? si tratta di un’organizzazione basata sul volontariato che si propone di promuovere la prevenzione, di offrire supporto alle donne che si confrontano con la malattia, di  migliorare la qualità delle cure e potenziare le strutture cliniche. La Komen Italia, dal 2000 ad oggi, ha investito 15 milioni di euro in oltre 800 nuovi progetti per la salute delle donne su tutto il territorio nazionale.L’evento simbolo della Komen Italia è la Carovana della prevenzione: si tratta di un programma itinerante che ha come obiettivo la salute delle donne, infatti offre prestazioni sanitarie alle donne che non sono incluse nei programmi di screening offerti dalle Regioni. Inoltre raggiunge i luoghi dove la prevenzione arriva con più difficoltà, come scuole e conventi, centri anziani, case circondariali, aree terremotate o colpite da calamità naturali, centri di accoglienza per migranti, periferie.

Donazioni:

Per sostenere il lavoro dei ricercatori e rendere quindi il cancro sempre più curabile, è possibile donare:

  • all’ AIRC tramite conto corrente postale N°307272, oppure tramite bonifico bancario IBAN N°05034 016333 000000005226
  • alla KOMEN on line con carta di credito su server sicuro Paypal, con bonifico bancario sul conto corrente presso Banca del Fucino, intestato a Susan G. Komen Italia, con IBAN: IT 74C 03124 03202 000000231229;
  • alla LILT, visitando il sito online www.legatumori.it, nella sezione ‘’donazioni’’.