Più Libri Più Liberi 2018

Articolo a cura di Elisa Medaglia

In questi giorni dal 5 al 9 dicembre 2018 a Roma, nella Nuvola di Fuksas, si sta svolgendo la diciassettesima edizione della Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), ed io ho avuto il piacere di potervi partecipare.

“Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria! Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è una immortalità all’indietro.”

Umberto Eco

Per chi è appassionato di libri entrare in questa fiera è come accedere ad un fantastico portale magico, in cui si possono trovare libri di ogni genere, misura, colore, illustrati o meno; c’è una grande vastità di generi, dallo storico al fantasy, dalla saggistica al noir, dal giallo al romanzo rosa, dalle biografie ai classici, insomma ce ne sono per tutti i gusti. Chi invece, fa ancora fatica a familiarizzare con i libri, potrebbe trovare il “libro giusto” che dà il via ad una passione nascosta da poter portare avanti. La situazione che trovo entusiasmante è il potersi cullare nel piacere di parlare e conversare liberamente con gli autori dei libri, che spesso sono presenti al proprio stand dell’editore di appartenenza, che descrivono il proprio libro e invogliano gli ospiti a leggerlo, trasmettendogli le emozioni che hanno provato nell’ideare e mettere su carta la realizzazione del proprio sogno. Mentre per chi non è convinto di tuffarsi in nuovi autori, può trovare i classici, magari tradotti in modo differente e con copertine direttamente disegnate da artisti; anche se il piacere principale di questa fiera è proprio il poter scoprire nuovi autori, dopo tutto, tutti i grandi scrittori sono prima passati come “autori novelli”. Questa fiera è adatta a persone di tutte le età; moltissimi i stand di libri per ragazzi e per bambini, illustrati direttamente da disegnatori professionisti che con i loro disegni ti invogliano a viaggiare ancora di più con la fantasia; mi piace sempre consigliare agli adulti di comprare e leggere i libri per bambini, oltre ai stupendi disegni che si possono oggi ammirare, ma anche a capire in modo migliore i bambini, immergendosi nel loro mondo e riscoprire un libro con gli occhi di un fanciullo.  

“Leggere, in fondo, non vuol dire altro che creare un piccolo giardino all’interno della nostra memoria. Ogni bel libro porta qualche elemento, un’aiuola, un viale, una panchina sulla quale riposarsi quando si è stanchi. Anno dopo anno, lettura dopo lettura, il giardino si trasforma in parco e, in questo parco, può capitare di trovarci qualcun altro.”
Susanna Tamaro

Al Piano Terra si possono trovare all’incirca 337 stand, con ogni tipologia di libri, mentre al piano superiore, il Piano Forum, ci sono altri stand e laboratori per bambini e ragazzi, le aree dedicate alla lettura, l’Arena Biblioteche di Roma, il Caffè Letterario Rai e altri vari emittenti, in cui durante la fiera si può partecipare a: letture di libri, direttamente dagli scrittori o da attori professionisti, ad interviste o conferenze con temi sempre inerenti alla lettura, scrittura e pubblicazione di libri. 

Molte sono le guide per chi ha voglia di cimentarsi nello scrivere un libro, quindi magari con l’occasione si possono prendere tutte le informazioni necessarie ed intraprendere una nuova professione senza eguali. 

Consiglio a tutti di andare a questa Fiera, perché i libri, devono rimanere sempre il nostro futuro migliore. 

“Se non ti piace leggere non hai trovato il libro giusto.”

J.K Rowling

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La poltrona icona del design “Joe” si trasforma con Hussain Harba e Poltronova!

L’architetto e designer Hussain Harba, di cui abbiamo già parlato qui, è special guest dell’evento I Love IT – Design for Heritage organizzato da CNA Torino nell’ambito di “Torino City of Design 2018”.

Protagonista è la poltrona Bloom realizzata dal designer iracheno e presentata al MIAAO (Museo Internazionale di Arte Applicata Oggi) di Torino nel 2017.

Nata dall’incontro tra Roberta Meloni, presidente del Centro Studi Poltronova, e l’architetto Hussain Harba, Bloom è una limited edition di 24 poltrone composta da 4 esemplari in 6 varianti di colore. L’opera celebra la poltrona Joe che fu disegnata da Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi in onore del famoso campione di baseball Joe Di Maggio. L’esemplare fu prodotto a partire dal 1970 proprio da Poltronova ed è un’icona del design esposta in musei ed importanti collezioni di tutto il mondo. 

Con Bloom, Hussain Harba interviene sulla superficie dell’oggetto, creando un appeal elegante e delicato. I tralci di fiori stilizzati gli conferiscono una nuova leggerezza, così come il colore – altro elemento innovativo rispetto a Joe – gli regala una carica sensoriale ed emozionale, senza tuttavia modificarne il carattere originale.

Ogni poltrona è un pezzo unico, realizzato a mano da Poltronova con cura sartoriale e con materiali di altissima qualità. Oltre alle tre marchiature di Joe, per questa serie limitata, ogni poltrona è anche numerata e firmata da Hussain Harba.

Accolta con entusiasmo dalla critica, Bloom pare essere il primo intervento su un oggetto storico del design internazionale!

PARCHI DA AMARE: il primo salone dedicato alle Aree Naturalistiche italiane a Torino

Dal 23 al 25 novembre il Padiglione 1 del Lingotto Fiere di Torino ospita Parchi da Amare, la prima edizione di un evento interamente dedicato ai parchi naturali, alle aree protette italiane e alle numerose attività che si svolgono al loro interno e che, dal prossimo anno, sarà itinerante nelle diverse regioni del nostro Paese. La fiera, ad ingresso gratuito, ha come mission la condivisione e la diffusione dei valori ambientali, la promozione di un turismo consapevole, il rispetto per la natura nelle sue diverse forme e la valorizzazione di quanto ad essa collegato ed è patrocinata da Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Rete Weec Italia, Regione Piemonte, Città di Torino, UNCEM Piemonte, ANCI Piemonte e Federparchi.

Organizzato da EXIBITO s.r.l. in collaborazione con AIAV Associazione Italiana Agenti di Viaggio aderente a CNA Turismo e in partnership con Lingotto Fiere, Parchi da Amare ospita anche una serie di convegni tematici sull’ambiente (in Sala Arancio) oltre ad un contest fotografico che ha per tema la natura italiana rappresentata dalle aree protette (la premiazione è domenica 25 novembre alle ore 16.30) e ad un corso per giornalisti a cura dell’Associazione Stampa Subalpina (La silenziosa invasione delle specie aliene 23 novembre ore 15.00). 

Venerdì 23 alle ore 11.00 Rete WEEC Italia, Legambiente, Wwf, Federparchi, AIAV, CNA Turismo firmano la Carta di intenti per un turismo sostenibile nei parchi e nelle aree protette e il Comune di Amatrice, ospite del Salone, illustra il protocollo di intesa siglato con i Parchi del territorio dopo il sisma del 24 agosto 2016. La Carta di intenti è stata voluta in maniera concorde tra le principali associazioni ambientaliste e quelle degli imprenditori del turismo, consapevoli della necessità di preservare le bellezze naturali del Paese mantenendo vive le attività che si svolgono al loro interno. Essa stabilisce le regole per valorizzare una nuova forma di turismo sostenibile che, al piacere della vacanza esperienziale, unisca aspetti di formazione dei territori in grado di far crescere una coscienza green ai visitatori. Sempre il 23, alle ore 12.30 Rete WEEC Italia organizza l’incontro Parchi. Laboratori per l’educazione ambientale e alle 16.00 lo stand del Marchio di Qualità Ecolabel ospita i convegni La certificazione ambientale nel settore turistico: produzione, consumo sostenibile ed ecoturismo e Sviluppo del turismo rurale per le aziende agricole in aree protette a cura di Arpa Piemonte. Lo stand fa anche da cornice alla mostra Ecolabel europeo ed etichette ecologiche per prodotti e per servizi di ricettività turistica coordinata da Arpa Piemonte (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale).

Sabato 24 novembre alle ore 10.00 si tiene l’incontro La sicurezza dei visitatori e il ruolo delle aree protettea cura di Federparchi, alle 14.00 il convegno Turismo nei Parchi: sostenibile, esperienziale e innovativo a cura di AIAV E CNA Turismo e alle 17.00 il talk Dalle Alpi al mare. Gran Paradiso e Arcipelago Toscano, due parchi da scoprire a cura del Parco Nazionale del Gran Paradiso e del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Due gli incontri di domenica 25 novembre: alle ore 11.00 Le aree protette alla sfida dei nuovi turismi a cura di Legambiente e alle 14.30 Cambiamenti climatici e natura: tutela, professionalità e procedure a cura di AIAV.

In Italia ci sono 1.136 aree protette che coniugano la tutela dell’ambiente con il turismo, generando 27 milioni all’anno di visitatori. Su una superficie tutelata di circa 3 milioni 776 mila ettari, ovvero quasi il 22% del territorio nazionale, sono ospitate la metà delle specie animali e vegetali di quelle presenti in Europa; si contano 2.700 tra centri visita, strutture culturali e aree informative e oltre 10.000 chilometri di sentieri attrezzati. I parchi italiani sono quindi degli scrigni naturali che ospitano anche realtà produttive ed imprenditoriali di eccellenza, capaci di creare un flusso virtuoso fra ambiente, economia e turismo ad alta sostenibilità: un comparto che include 105 mila posti di lavoro per un valore di 5,5 miliardi. Una ricchezza immensa che offre molto anche in termini di opportunità turistiche e che Parchi da Amare vuole valorizzare. 

Ieri si è svolta la Conferenza Stampa dedicata all’evento presso la Sala stampa del Palazzo della Regione Piemonte a Torino. Molti sono stati gli interventi interessanti che si sono susseguiti come Alberto Valmaggia, Assessore all’Ambiente, Urbanistica, Programmazione territoriale e paesaggistica, Sviluppo della montagna, Foreste, Parchi, Protezione Civile Regione Piemonte. Fulvio Avataneo in veste di Presidente dell’Associazione Italiana Agenti di Viaggio. Davide Padroni Responsabile CNA Turismo e Commercio del Piemonte. Infine, Filippo Palombini Sindaco di Amatrice.

Alberto Valmaggia ha sottolineato: “Ospitare in Piemonte la prima edizione del salone Parchi da Amare mi riempie d’orgoglio, proprio perché risulta ormai spontaneo associare il tema delle aree protette e da tutelare alla nostra bellissima regione. In questi ultimi anni, il Piemonte ha visto la nascita di una nuova governance in ambito di aree protette, e a breve verranno ridefiniti i confini delle stesse, il tutto in un contesto di massima partecipazione e condivisione col territorio. Questo a dimostrazione che gli investimenti fatti i materia sono stati enormi, così come enorme è l’ambizione di voler portare sempre di più i nostri parchi a essere l’emblema di un patrimonio incommensurabile, meta di un turismo sano e sostenibile non solo per i piemontesi, ma da far conoscere in tutto il mondo”.

Fulvio Avataneo ha evidenziato: “Partecipiamo all’evento perché crediamo che il turismo naturalistico abbia una duplice valenza. Da un lato, per sua natura, ben si adatta alle esigenze dei parchi che necessitano di turisti educati e rispettosi e dall’altro, è un genere di turismo capace di portare un reddito nuovo e diverso alle agenzie di viaggio”.

Davide Padronha concluso: “Se lo spirito di Parchi da amare è diffondere il più possibile la conoscenza dell’immenso patrimonio naturalistico del nostro Paese, dando spazio, voce e visibilità ai parchi nazionali e a tutte le attività produttive ed economiche che nei parchi vivono, CNA si inerisce in questo scenario perché rappresenta da sempre i mestieri creatori di quei prodotti che contribuiscono alla definizione della brand reputation e della brand identity del nostro Paese”.

Filippo Palombini ha presentato la proposta di turismo verde Salaria Parchi a favore delle aree di nove Comuni limitrofi che furono colpiti dal sisma del 24 agosto 2016. Ecco il suo saluto: “Mio malgrado non potrò essere presente all’evento Parchi da Amare, vorrei però esprimere il mio ringraziamento agli organizzatori di questo bellissimo Salone dedicato alle aree naturalistiche italiane, a Exibito e ai suoi professionisti e a tutta la struttura di Parchi da Amare, e inviare un saluto a tutti i rappresentanti dei Parchi nazionali e regionali, delle Aree Marine Protette, delle Riserve statali e regionali, delle Zone umide, dei Comuni delle aree parco, delle Associazioni Ambientaliste e naturalistiche, un in bocca al lupo ai produttori presenti a questo evento, ai commercianti, agli operatori del turismo e culturali e a tutti gli organi di controllo e tutela ambientale, preziosi alleati di questi luoghi meravigliosi e incontaminati che costituiscono la bellezza dell’Italia. Sono molto lieto della partecipazione della nostra Associazione Laga Insieme a questo evento. Parchi da amare è sicuramente un’occasione importante per raccontare questo territorio e le sue meraviglie naturalistiche, che le nostre associazioni, Laga Insieme e CAI di Amatrice, conoscono, amano e tutelano. Ringrazio l’Associazione Laga Insieme di Amatrice che sarà presente al Salone e che racconterà dei nostri sentieri e delle nostre montagne, delle acque di questo straordinario territorio e della flora e della fauna che abitano questo paradiso incontaminato del Centro Italia. Credo che eventi come questo siano preziosissimi per valorizzare le meraviglie del Belpaese, grazie di cuore per aver voluto ospitare anche Amatrice. Buona fortuna a tutti”.

Parchi da amare – Orari di Visita:

Venerdì 23 e Sabato 24 dalle ore 10.00 alle ore 22.00

Domenica 25 dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Ingresso libero

www.parchidaamare.it

World of Beauty: maschere per tutti i tipi di pelle!

Oggi torniamo a parlarvi del marchio “World of Beauty” che ci ha scelto nuovamente per poter collaborare insieme nella recensione di una bellissima Beauty Box dedicata al viso e in particolar modo alle maschere.

Per me si è trattato di amore a prima vista già dall’arrivo del cofanetto super comodo per i weekend fuori porta. Vista la sua capienza è possibile metterci dai trucchi alla nostra beauty routine quotidiana per non lasciare nulla a casa.

Il pacco è composto da qualche campioncino e cinque prodotti: un prodotto dedicato alla detersione della pelle e quattro maschere tutte diverse tra loro che mi sono divertita tantissimo a provare. La differenza tra il “prima” e il “dopo” si è vista a occhio nudo e, nonostante ci abbia messo una settimana per provarle tutte, è stata la Beauty Box più bella in assoluto dall’inizio della nostra collaborazione.

Voglio, però, andare come sempre per gradi e analizzare insieme prodotto per prodotto in modo da poterne scoprire a pieno le sue funzionalità. Iniziamo!

Couper Cleansing Milk Bio è un prodotto bioceutico che deve essere utilizzato prima dell’applicazione della Beauty Mask da noi desiderata e serve per la detersione della pelle (viso, collo e decollete). Si applica mettendo una noce del prodotto nella mano e massaggiandolo sulle zone da trattare per poi risciacquarlo. Ha la funzione di latte-tonico 2 in 1 e, in caso di forte disidratazione, si consiglia di utilizzarlo come impacco per qualche minuto. Lo consiglio vivamente per ogni tipo di pelle, sono sicura che non rimarrete deluse! 


Reviva Detox Mask non è una semplice maschera, ma deve essere utilizzata prima delle maschere patch come una semplice crema per massimizzare l’azione della mask o anche la notte prima di andare a dormire. Si tratta di una maschera anti-pollution, anti stress, ossigenante e che può essere applicata anche la notte come una normale crema grazie alla sua tecnologia overnight (durante la notte si sincronizza con il naturale processo di rigenerazione cellulare ed apporta un’azione illuminante molto efficace).

Adesso entriamo nel vivo della recensione e andiamo a provare le tre maschere specifiche su cui ho concentrato molto la mia attenzione.

Jamululur Repair Mask è una cooling mask ideale per quella pelle tendente ad arrossamenti e discromie. I principi attivi sono concentrati in un complesso hydrogel che rilascia gli stessi durante i 20 minuti di prova. Forse il tempo è leggermente tanto per chi va di fretta, ma i risultati sono garantiti e poi… Ogni tanto fa bene prendersi qualche minuto per noi!

Jeunesse Mask è, invece, una maschera ultraidratante in biocellulosa che elimina quella spiacevole sensazione di pelle stanca che a volte sembra “tirare”. Riequilibra, infatti, il naturale processo di auto idratazione della pelle. Per provarla ho seguito le istruzioni dell’Azienda applicando in primis il prodotto per la detersione del viso, poi la Reviva Detox e infine tutto il gel contenuto nella bustina della Jeunesse Mask e la maschera stessa fino a quando non ho sentito che era completamente asciutta, 30 minuti circa. Se non volete aspettare troppo potete toglierla anche dopo 20 minuti e procedere alla vostra quotidiana beauty routine.

Charcoal Patch Mask è la mia preferita di tutta la box: una maschera patch in tessuto sterile imbevuto di principi attivi unici nel suo genere con estratto di pistacchio tropicale e carbone attivo di bamboo. Questi principi favoriscono un’azione progressiva nella riduzione delle imperfezioni della pelle come i pori dilatati o le micro cistine. L’azienda afferma che in un mese di utilizzo con 3 applicazioni settimanali vedrete ridotte le vostre micro cistine del 35%, ma non avendo questa problematica non saprei dirvi. Il Principio Attivo all’interno della busta (quello in eccesso) può essere utilizzato come Siero di bellezza da utilizzare dopo la rimozione della maschera e prima dell’applicazione della vostra crema quotidiana.

Ringrazio ancora di cuore l’Azienda World of Beauty per aver rinnovato la nostra collaborazione e posso dire con certezza che promuovo tutti questi prodotti a pieni voti. Se li avete provati o volete fare qualche domanda per capire quale sia meglio per il vostro tipo di pelle… Aspetto i vostri commenti qui o sulla Pagina Facebook.

Miriam Spizzichino

Hole Shoes: la scarpa per ogni donna si trova a Marconi!

Articolo a cura di Miriam Spizzichino

Come molti di voi sanno, io amo girare e scoprire nuovi negozi su Roma. Dopo essere andati alla scoperta di Nuts e di La rana nella malva è arrivato il momento di presentarvi “Hole Shoes”!

Situato su Viale Guglielmo Marconi 166 si denota subito per il suo stile che spazia dallo street allo chic, dalla semplicità sportiva all’eleganza senza tempo.

I prezzi non sono proibitivi, anzi… Rispetto a tanti altri negozi è molto economico, ma ovviamente ciò non intacca l’alta qualità delle loro scarpe che vanno dall’ecopelle, al camoscio e così via. La scelta è molto vasta, infatti sono entrata per acquistare un tronchetto semplice e… Ne avevano per tutti i gusti!

Tronchetto in ecopelle con borchie – 39,90 euro

Alla fine la mia scelta è ricaduta sul tronchetto in ecopelle con borchie sul tacco che potete notare nella foto sopra. Scarpe comodissime da indossare nella vita di tutti i giorni con un jeans a sigaretta, ma adattabili perfettamente per un aperitivo con gli amici o una cena fuori con il proprio partner. Ringrazio di cuore la ragazza che me le ha vendute, una persona gentilissima pronta ad ascoltare ogni mia richiesta!

Vi consiglio assolutamente di andarli a trovare e se volete vedere i modelli in vendita… Andate sulla loro pagina Facebook!

Be Kind: un viaggio gentile all’interno della diversità

Articolo a cura di Miriam Spizzichino ed Elisa Medaglia

«Essere diversi è come un elefante con la proboscide corta: una rarità».

Lo afferma Nino, un bambino di dodici anni a cui è stato diagnosticato a due anni e mezzo un autismo infantile severo, ma non grave. Dopo aver smesso di parlare e di guardare sua madre negli occhi, il suo isolamento interiore minacciava ogni giorno di più l’interazione con gli altri, con il mondo.

Oggi, Nino è il protagonista, il centro, il fulcro di un film che riguarda non solo coloro con cui condivide la sua particolarità, ma tutti quelli che, in un modo o nell’altro, sono diversi. Diversi perché emarginati, diversi perché parte di una minoranza, diversi per il loro orientamento sessuale, diversi perché di un’altra etnia, religione, cultura rispetto a quella del Paese in cui vivono.

BE KIND è un film autoprodotto, quasi familiare, nato dal desiderio di Sabrina Paravicini di fare un regalo al proprio figlio, nel corso dei mesi di lavorazione si è trasformato in un vero e proprio film e racconta il viaggio da piccolo regista di una persona diversa all’interno della diversità, intesa non come differenza, ma come ricchezza nella varietà. L’idea del film nasce da una domanda di sua madre: «Ti andrebbe di raccontarti?». Lui ha accettato. La mamma, l’attrice e regista Sabrina Paravicini, lo accompagna in un percorso fisico ma soprattutto emotivo, dove ogni tappa rappresenta un incontro con persone che raccontano le esperienze attraverso la condivisione delle loro storie.

Nino diventa un Virgilio che ci conduce, quindi, nel mondo della varietà umana, dove incontriamo uomini e donne che ci rendono partecipi delle loro vite. Insegnandoci come la gentilezza sia il solo modo per entrare davvero in contatto con gli altri, il solo strumento che ci predispone all’ascolto dell’altro senza atteggiamenti pietistici o di mera curiosità, muovendo il reale desiderio di scoprire realtà umane ancora sconosciute.

La presenza dello scrittore Roberto Saviano, con cui Nino conversa sul tema della felicità secondo la teoria di Epicuro, dell’attore Fortunato Cerlino che aiuta un giovane attore nello spettro autistico a prepara le scena madre di Robert De Niro in Taxi Driver e dell’astronauta Samantha Cristoforetti che racconta a Nino il valore della diversità, si alternerà a tanti incontri, tante vicende che comporranno un grande racconto a lieto fine: un racconto che parla di limiti superati, di speranza, di sperimentazioni, di gentilezza e di felicità possibile per tutti. Perché, alla fine, tutti siamo diversi da tutti. E proprio questo rende l’esistere così piacevole e piacevolmente sorprendente.

Be Kind è stato proiettato in concorso in anteprima mondiale alla 64esima edizione del Taormina Film Fest e ha avuto una menzione speciale da parte della giuria con la seguente motivazione: “Per lo straordinario impegno e talento nel dare una dimensione di dignità e comprensione ovvero amore a chi è diverso”.

Supportato da Gucci, da sempre attivo nella sensibilizzazione verso tematiche come diversity inclusione, questo progetto farà parte di Gucci Equilibrium: non solo un programma, ma una vera e propria piattaforma il cui obiettivo, oggi, è quello di raccontare come strategia e progetti sulla sostenibilità possano essere integrati, ispirandosi a una “Culture of Purpose”. Parte del film, su Gucci Equilibrium, sarà visibile in Italia nella sezione People, Journey of Humanity, Local Initiatives.

LE NOSTRE IMPRESSIONI

Complice una giornata di pioggia, abbiamo visto questo film documentario tutto d’un fiato. Colpisce la dolcezza di Nino e sua madre Sabrina, ma soprattutto il fatto che la diversità viene vista come un punto di forza e non di “esclusione”. Dovrebbe essere sempre così, ma purtroppo nella nostra Società ancora non si riesce completamente a superare ostacoli che in molte situazioni portano a “bloccare” tale inclusione. Nino ripete più volte durante il documentario che lui si vede diverso perché ha più creatività: ed è proprio così. Nino riesce a vedere oltre, ha un’empatia disarmante e tante qualità che alle persone definite “normali” mancano.

L’intensità di emozioni che si sprigionano vedendo questo film documentario sono senza limiti, ogni storia è intensa e carica di emozione e sentimento. Una cosa che Elisa ha notato è il sorriso sul viso della maggior parte degli intervistati, persone che hanno sofferto, hanno passato momenti difficili eppure sono riemergere con il sorriso, sono riusciti ad affrontarli nel miglior modo possibile, circondandosi di persone vere. Le difficoltà che ogni giorno sono tenuti a dover affrontare li mette sempre davanti a sfide ardue, in cui non perdono mai la grinta, la forza e la volontà, trasformando spesso la disabilità in una cosa positiva e poterla sfruttare al meglio. Sono storie di persone eccezionali, in cui gente superficiale, priva di empatia ed umanità non ha mai creduto e spesso screditato. Le loro storie ci fanno palpare con mano cosa significa “una giornata difficile”, in cui a volte, diventa difficoltoso anche svolgere gesti semplici e quotidiani, come entrate in un negozio. Solo un bambino così creativo come Nino poteva intervistare persone così uniche; Nino si pone dinanzi a loro senza pregiudizi, molto empatico e attento alle loro storie. Come viene detto nel film “siamo tutti disabili”, ognuno di noi è diverso a modo suo, ognuno di noi ha delle diversità che spesso l’hanno messo davanti a delle verità che vanno affrontate con forza e determinazione, come queste persone eccezionali. Vivere a contatto con una disabilità ti da modo di essere empatico e più attento alle esigenze degli altri, ti fa assaporare realmente la bellezza della semplicità e ti apre un mondo sulla parola “difficoltà”.

Intervista: “La rana nella malva”, bio è meglio!

Intervista a cura di Fernanda Prencipe e Miriam Spizzichino

Prima di iniziare con l’intervista è doveroso specificare meglio che cosa si intende per cosmetici biologici: sono quei prodotti che contengono sostante naturali, solitamente di origine vegetale, che non risultano dannose per l’organismo e che hanno un basso impatto ambientale. Molto importante è sapere che un cosmetico certificato come biologico deve contenere percentuali basse o inesistenti di tensioattivi, paraffina, siliconi, coloranti di sintesi derivati del petrolio, parabeni, allergizzanti.

Siamo, così, andati alla scoperta di alcune bioprofumerie in giro per Roma e quella che ci ha colpito maggiormente si chiama “La rana nella malva” di Micaela Di Cori, con sede in via Cesare Pascarella 14. La proprietaria, molto disponibile e preparata, ci ha mostrato il suo ampio assortimento di marchi cosmetici, make-up, integratori, tisane e tanto altro ancora. Il punto di forza a parer nostro è dato dalla passione che lei mette per far conoscere lo straordinario mondo del Bio, anche attraverso incontri ed eventi periodici a cui abbiamo avuto il piacere di partecipare.

Che cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo Bio a tal punto da aprirne un negozio? “Ho sempre avuto la passione della cosmesi, sono un’amante del makeup. Quando ero adolescente ho sperimentato di tutto senza farmi troppe domande, poi però ho notato che un’infinità di prodotti mi davano reazioni avverse e che la pelle iniziava, seppur giovanissima, a mostrare dei segnali di disagio. Questa è stata la molla per cominciare a farmi qualche domanda. Ho iniziato a leggere le formulazioni e ho capito che i prodotti non sono tutti uguali, che in molti c’è tanta schifezza e che se un fondotinta o un mascara costano 3 euro il motivo c’è. Ovviamente ho iniziato poi a ricercare delle formulazioni più sicure e da questo è nata poi l’idea del negozio: un’idea che avevo da tanto tempo, che conoscevano in pochi e che mi ha dato la forza per affrontare anni in cui non ero, lavorativamente parlando, soddisfatta. Il primo negozio si trovava a Testaccio ed è stato il frutto di anni di sacrifici per mettere via tutti i risparmi, da poco ci siamo ampliati (per trasferirci a via Pascarella 14) ed è stato un piccolo grande cambiamento.”

Come è nata l’idea del nome dello shop “la rana nella malva”? “….me lo chiedono tutti! Adoro le rane, non so perchè, so solo che le amo da quando ero piccola e mi portano fortuna. La malva invece l’ho scelta perché mi evoca l’idea di un fiore che anche se non è bellissimo e passa inosservato racchiude straordinarie proprietà. Per me il bio è questo: la scoperta di una natura che ci cura e ci fa stare bene.”

Quali prodotti è possibile trovare nel vostro shop? “A partire dall’inaugurazione del nuovo negozio tantissimi! Rimaniamo fedeli alle nostre origini e offriamo una vasta scelta di cosmesi e trucco, mixando i marchi più “famosi” ai prodotti di piccole aziende che anche se meno blasonate offrono dei prodotti ottimi. La pubblicità costa e magari non tutti possono permettersela, tuttavia ritengo che se un’azienda piccolina riesce a creare qualcosa di valido meriti una possibilità. Questo discorso lo facciamo sia sulla cosmesi che sul resto, ad esempio per il miele, ci forniamo da un apicoltore locale che ha avviato la sua piccola azienda a km 0, per le tisane è lo stesso, abbiamo miscele di produzione locale e tisane conosciutissime come pukka e yogi tea. Da poco abbiamo aggiunto anche degli integratori naturali, per poter prenderci cura delle nostre clienti a tutto tondo.”

Avete uno shop anche online oltre al fisico? “Qui mi tocca andare contro corrente, avevo aperto il mio shop online e andava pure bene ma la verità è che non mi piaceva e quando le cose non ti piacciono le fai con meno passione. Io adoro conoscere le persone dal vivo, consigliare e spiegare, non sono fatta per stare dietro una tastiera. Inoltre ho notato che la clientela online è molto (troppo) influenzata da blogger, gruppi Facebook, influencer varie …tutta gente pagata per dirti “comprati questo anche se non ti serve” …ecco sono scappata a gambe levate! Non critico chi acquista online però vi chiedo, per favore, fatelo col cervello e spirito critico e non fate morire i piccoli negozi che sono l’anima della vostra città. Facendo un discorso più ampio quello che penso è che In Italia c’è stata una crisi pazzesca, ormai ci stanno quasi solo catene che producono robaccia in Bangladesh Cambogia etc, questo perché tanti negozi hanno chiuso, i negozi dove io trovavo le cose più particolari e carine. Ora mi guardo in giro ed è tutto cinese o quasi… questo mi fa tanta tristezza, penso al mio paese che ha l’eccellenza del tessile, dell’artigianato, del design e invece cosa vedo in giro? È anche per questo che in negozio seleziono molto i marchi, voglio acquistare e vendere cose di qualità, che a vendere schifezze sono già in troppi.”

Quali sono le principali difficoltà e i vantaggi quando ci sono clienti che sono “nuovi” per quanto riguarda il bio? “Il vantaggio è sicuramente la curiosità e la necessità. Il cliente che decide di passare al bio lo fa perché è stanco di qualcosa, dei capelli pieni di silicone, della pelle acneica, dei profumi sintetici etc.. viene da te perché vuole qualcosa di meglio. La difficoltà è far capire alle persone che il rimedio naturale non è un miracolo, con contenendo siliconi etc il risultato è meno “immediato” ma molto più duraturo. Dopo che hai testato con mano quanto i tuoi capelli e la tua pelle stanno meglio come fai a tornare indietro? Dopo aver assaggiato il miele appena raccolto come fai a mangiare quello industriale fatto con lo zucchero? Non puoi! È allora magari compri meno ma compri meglio, con un vantaggio per te, per l’ambiente e per chi lavora a darti il prodotto.”

Quale fascia d’età è più attratta dal bio secondo la vostra esperienza? “La fascia intermedia, la ragazza troppo giovane solitamente non si fa domande, se le amichette vanno da Kiko ci va pure lei, a meno che non siano i genitori a guidarla. Allo stesso modo sono poche le persone anziane che capiscono cosa sia il bio, io lo spiego ogni volta con molta pazienza ma le persone anziane sono abitudinarie e se hanno sempre usato la Nivea useranno la Nivea, inoltre sono tra le poche che ancora credono a tutto quello che si sente in tv senza filtrarlo, pubblicità comprese.”

La differenza sostanziale tra il prodotto bio che sia cosmetico o alimentare si percepisce nell’immediato o apporta benefici con l’utilizzo prolungato nel tempo? “La differenza la percepisci subito, ma i benefici li apprezzi nel tempo. È stimato che se si smette di usare prodotti siliconici il corpo impiega circa un mese per “disintossicarsi”. In fondo se io smetto di fumare i miei polmoni non saranno puliti il giorno dopo, eppure non penso sia possibile affermare che non ci sono benefici…col bio è un discorso simile.”

La mala informazione fa passare per bio prodotti che non lo sono.. consigli per riconoscere il vero dal falso? “Ormai il bio è moda e le esigenze di marketing hanno fatto sì che molti colossi abbiano investito in una linea “bio” … innanzitutto chiedetevi se è credibile che un marchio che ha sempre fatto altro possa offrirvi un prodotto davvero bio, in secondo luogo il canale e il prezzo. Le eccellenze della cosmesi difficilmente le troverete al supermercato, esattamente come non troverete il barolo pregiato alla lidl ma dovrete andare in enoteca. Per fortuna esistono linee bio molto accessibili, ma a tutto c’è un limite, se la crema che state per acquistare costa €1,99 il discorso che dovete fare è questo: tolto il margine di guadagno (nessuno lavora gratis) e il packaging…qual’è il valore di questa crema? Se il risultato è pochi centesimi o pochi euro , beh, difficilmente state acquistando una crema con principi attivi pregiati! Detto così è elementare eppure in pochi ci ragionano. Fondamentale è poi saper leggere gli ingredienti, quelli in alto nella lista sono in concentrazione maggiore, un minimo di cultura in questo senso bisognerebbe averla tutti, non serve essere laureati in chimica, poche nozioni di base evitano grandi fregature!”

Progetti futuri? “Non ci fermiamo mai, stiamo lavorando a una formulazione nostra ma per scaramanzia non dico di più!”

Dicci qualcosa sul bio che può aiutare tutte le lettrici ad avvicinarsi a questo mondo! “Niente di ciò che potrei aggiungere servirebbe a convincerle la spinta al cambiamento è qualcosa che parte da dentro, se il discorso è economico è una sciocchezza, basta fare le scelte giuste e si spendono gli stessi soldi o poco di più, penso che se una persona è informata per forza capirà che il benessere si coltiva con le scelte quotidiane e che non si può continuare di questo passo a riempire il mondo di plastica e sostanze non smaltibili.”

Per maggiori informazioni: Sito UfficialePagina Facebook