Tributo all’intramontabile Jane Austen

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa sezione letteraria, vorrei parlarvi di Jane Austen, una delle mie autrici preferite, ho letto i suoi libri migliaia di volte, ed ogni volta in cui mi immergo nel suo mondo mi sembra di partire per l’Inghilterra con una cara amica che mi conosce come un libro aperto.

Per parlare della Austen inizierei con le parole dedicatele da Virginia Woolf: 

“Qualunque cosa lei scriva è compiuta e perfetta e calibrata. […] Il genio di Austen è libero e attivo. […] Ma di che cosa è fatto tutto questo? Di un ballo in una città di provincia; di poche coppie che si incontrano e si sfiorano le mani in un salotto; di mangiare e di bere; e, al sommo della catastrofe, di un giovanotto trascurato da una ragazza e trattato gentilmente da un’altra. Non c’è tragedia, non c’è eroismo. Ma, per qualche ragione, la piccola scena ci sta commuovendo in modo del tutto sproporzionato rispetto alla sua apparenza compassata. […] Jane Austen è padrona di emozioni ben più profonde di quanto appaia in superficie: ci guida a immaginare quello che non dice. In lei vi sono tutte le qualità perenni della letteratura.”

The Common Reader, Hogarth Press, Londra 1925

Ho trovato in queste parole la descrizione perfetta per Jane Austen, parole che ogni persona che ha amato i suoi romanzi ed i suoi personaggi le dedicherebbe. 

Rileggendo i suoi romanzi, oggi troviamo delle caratteristiche quasi moderne nei personaggi; ognuno di loro ci da la possibilità di riflettere sulle sfumature dell’animo umano, nessuno di loro è perfetto, ma dedito alla perfezione, ognuno di loro in ogni romanzo si ritrova quasi sempre a dover fronteggiare le proprie convinzioni e anche a scontare, in modo leggero e romantico, le proprie colpe. I protagonisti della Austen sono personaggi caratteristici, ognuno ha le proprie particolarità ed è modellato a sé stesso.  Altri personaggi sono testardi, quasi odiosi, che ritengono di dover ribadire il proprio ceto sociale in ogni occasione, opportunisti, egoisti e subdoli seduttori; infatti alcuni di essi sembrano creati appositamente dalla Austen per crearci un’antipatia nei loro confronti, un’antipatia così forte che è impossibile che rimangano simpatici a qualcuno. Le vere protagoniste della sua letteratura sono le donne a cui ha dato vita, donne quasi esemplari, donne forti che sanno farsi rispettare, ma anche donne timide, pazienti, innamorate  dell’amore, restie nell’innamorarsi, presuntuose, ingenue, intelligenti, allegre ed energiche, come la mia amata Elizabeth Bennet in Orgoglio e Pregiudizio. 

Anche gli uomini della Austen hanno un fascino tutto loro; nei romanzi troviamo uomini giusti, saggi e desiderabili dal mondo, con un fascino fuori dal comune e di buon cuore, ma anche straordinariamente complessi come Darcy che, anche se incline al pregiudizio, si rivelerà di dignità eccezionale, di bontà e di una generosità ineguagliate. 

“Elizabeth, che s’era piuttosto aspettata di ferirlo, rimase meravigliata della sua galanteria; ma v’era in lei un misto di dolcezza e birichineria che le rendeva difficile offendere la gente; e Darcy non era stato mai tanto affascinato da una donna quanto si sentiva ora affascinato da Elizabeth.” Orgoglio e Pregiudizio

Per quanto possa essere ironico il modo di scrivere di Jane Austen è riuscita a descrivere con grazia l’epoca in cui viveva, di cui ne era spettatrice e anche protagonista, raccontando semplicemente storie che per lei erano il quotidiano. Le opere di cui oggi possiamo godere sono:

  • Ragione e Sentimento;
  • Orgoglio e Pregiudizio;
  • Mansfield Park;
  • Emma;
  • L’abbazia di Northanger;
  • Persuasione.

I racconti:

  • Lady Susan;
  • Sandinton;
  • I Watson.

“Sette anni non basterebbero a fare in modo che certe persone si conoscano l’un l’altra, mentre per altri sette giorni sono più che sufficienti.”

Ragione e Sentimento

I romanzi di Jane Austen sono ironici, piacevoli e scorrevoli, ogni finale ha una morale che ha tanto da insegnare a tutti, i personaggi e le storie d’amore fanno sognare ogni lettrice o lettore che, leggendoli, riesce ad immergersi completamente nelle storie, immedesimandosi in uno dei personaggi.  

Parlando con altre persone, mi sono resa conto che molti non conoscono la Austen e ritengo che sia un gran peccato; penso che nella vita almeno un libro di Jane Austen vada letto, è un piacere troppo grande per doversene privare. 

“Vi offro di nuovo il mio cuore che è ancor più vostro di quando lo spezzaste quasi otto anni e mezzo or sono. Non abbiate l’ardire di affermare che l’uomo dimentica più in fretta della donna, che il suo amore finisce prima. Non ho amato che voi. Ingiusto posso essere stato, debole e risentito lo sono certamente stato, ma incostante mai. Per voi soltanto sono tornato a Bath e senza di voi non posso immaginare il mio futuro.” Persuasione

Annunci

“Grandi Donne”, in edicola una proposta RBA!

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi vorrei parlarvi di una serie di volumi che usciranno in edicola a partire da questo mese. I libri sono editi da RBA e la collana è intitolata “Grandi Donne” dedicata, appunto, alle donne che hanno avuto un ruolo importante nella storia del mondo. 

Le donne che riscopriamo in questi volumi sono: Maria Montessori, Marie Curie, Frida Kahlo, Rita Levi-Montalcini, Simon de Beauvoir, Lise Meitner, Ada Lovelace, Rosa Luxemburg, Rosalind Franklin, Florence Nightingale, Helen Keller, Jane Goodall, Jane Austen, Virginia Woolf, Hedy Lamarr, Mary Shelley, Andrey Hepburn, Coco Chanel, Amelia Earhart, Agatha Christie, Nellie Bly, Colette, Isadora Duncan, Alexandra David-Néel, Indira Ganghi, Irena Sendler, Emmeline Pankhurst, Valentina Tereshkova, Josephine Baker, Simone Veil e Margherita Hack; tutte donne uniche e tenaci, che hanno dedicato la loro vita alle loro passioni e agli altri. 

Prima uscita dedicata a Maria Montessori

La prima uscita è dedicata alla donna che rivoluzionò il mondo dell’educazione: Maria Montessori. In un’epoca in cui l’università chiudeva le porte alle donne, si rivelò una scienziata e umanista dall’immaginazione sconfinata. Una donna che, senza precedenti, si aprì una strada in un mondo maschile e promosse cambiamenti radicali nell’insegnamento ai bambini di ogni classe e condizione. La fermezza che dimostrò nelle sue idee di progresso e il suo il desiderio instancabile di miglioramento la resero una celebrità internazionale con il merito di aver cambiato il mondo dell’educazione per sempre.

“Nella vita non c’è nulla da temere, bisogna solo capire.”

Marie Curie, chimica e fisica

Consiglio a tutti di collezionare questi volumi perché, oltre ad essere ben scritti e dettagliati, narrano la vita di donne coraggiose, che non si sono fermate ai canoni della loro epoca, ma hanno lottato per quello in cui credevano, ricoprendo qualsiasi campo come: l’arte, la scienza, la fisica, la letteratura, la medicina, la moda, il cinema, il giornalismo, abbattendo quel muro che le allontanava dalle loro passioni. 

Narrate queste storie uniche ai bambini o magari appassionatevi voi nel leggerle, per renderci conto quanto hanno lottato queste donne per raggiungere un obiettivo, un ideale e quanto hanno lottato per guadagnarsi dei diritti e delle libertà che per noi oggi sono delle banalità. 

“Preferisco essere una ribelle che una schiava.”

Emmeline Pankhurst, suffragetta

Diamo nuovamente voce a donne straordinarie, con vite altrettanto straordinarie, che credendo in loro stesse sono riuscite ad abbattere ogni tipo di barriera sociale, seguendo con forte determinazione i loro sogni.

“Lo Straordinario” di Eva Clesis

Recensione a cura di Elisa Medaglia

Il libro di cui vorrei parlarvi oggi è “Lo Straordinario” di Eva Clesis, edito da Las Vegas Edizioni. La Clesis nasce a Bari nel 1980, ha pubblicato numerosi libri, tra cui “Guardrail” e altre opere edite da editori differenti. 

La vita di Lea: una fantastica storia che sembra scritta da uno sceneggiatore misogino, in cui lei è anche carne da macello, quella che sai subito che muore dopo le prime due scene. Ma non era la protagonista?, direbbe lo spettatore ipercritico a cui non gliela si fa sotto al naso. Sì, ma che vuol dire. Ha sfiga.

Lea è una donna di 37 anni, che dovrà risollevarsi da una serie di brutte cadute, nella sfera sentimentale ed in quella lavorativa. Inizierà a vedere uno spiraglio di luce nel momento in cui trova una graziosa mansarda nella periferia milanese in un condominio chiamato lo Straordinario. Qui troverà inquilini gentili e disponibili, tra cui Renato, il figlio degli anziani proprietari di casa. Lea verrà trasportata in un vortice di mistero che ruota all’interno del condominio, che ai suoi occhi inizialmente le era sembrato, come si suol dire, rose e fiori. 

Pensa che l’ubiquità come l’onniscienza siano i superpoteri di Dio, e invece all’uomo tocca fare scelte finite, riempire i suoi anni di esperienze come il vino riempie la botte, mentre i luoghi, le storie, la stessa unica grande storia del mondo sembrano seguire un corso infinito e indipendente da lui e dalle sue scelte.

Ho trovato “Lo Straordinario” un libro molto avvincente, ben scritto e piacevolmente scorrevole. I personaggi sono particolari e ben studiati, anche il sarcasmo di Lea dà un tono leggero e sfizioso alla storia. L’idea del mistero che accompagna quasi tutta la storia tiene incollati al libro fino all’ultima pagina, che ci delizierà con un ottimo colpo di scena. 

I fiori della salvia divino rum sono di un lilla pallido, evanescente, che a Lea ricorda i fiori della lavanda. La serra mobile che ha costruito i primi tempi è servita a creare un clima umido e tropicale per le nuove piantine nonostante l’inverno milanese. Da quel prototipo Lea ne ha costruite altre due.

Recensione: “Fuori Stagione” di Federico Fascetti

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Il libro di cui vorrei parlare oggi è “Fuori Stagione” di Federico Fascetti, edito da Las Vegas Edizioni con cui siamo onorati di poter collaborare. L’autore nasce nel 1981 a Roma dove esercita come professore di Lettere. Non è nuovo alla scrittura in quanto ha pubblicato vari racconti online e antologie cartacee molto interessanti.

Non è mai troppo poco il tempo che abbiamo a disposizione, per tutti gli sbagli che potremmo compiere, per tutti gli errori, volontari o meno, di cui potremmo macchiarci nei confronti del prossimo.

Sergio porta al mare sua figlia Giorgia, di undici anni, per passare una giornata insieme in cui si succedono una serie di eventi che rievocano malinconici ricordi. La mente di Sergio viene trasportata in un vortice di rimorsi, malinconia e rabbia trovandosi faccia a faccia con il vero ruolo di padre, in cui impara anche a conoscere Giorgia. Ilaria, madre di Giorgia, viene coinvolta anche lei da un’ondata di ricordi che la riportano a sentire sensazioni forse dimenticate da tempo. Gregorio, compagno attuale di Ilaria, scrittore e “uomo perfetto”, è riuscito, con un po’ di fatica, a calarsi nel ruolo di padre. Una storia che potrebbe essere quella di molti di noi ed è forse per questo che l’immedesimazione regna inconsciamente sovrana durante tutta la lettura del racconto. Un libro di 203 pagine che lasciano il segno, una dopo l’altra.

Il pomeriggio stava trasformandosi in sera, il sole rosseggiava tra le antenne sui tetti e spargeva intorno colate di riflessi dorati. Le nuvole che per tutta la mattina avevano addormentato la città sotto una pioggia calda e appiccicosa viaggiavano in lenta processione verso la campagna. Sergio aveva guardato l’orologio che lampeggiava sotto la croce verde di una farmacia.

Fuori Stagione è un libro che si legge tutto d’un fiato, scorrevole e molto descrittivo (come potete notare dalla citazione riportata sopra). Riesce a farti immergere completamente nelle storie che sembra quasi di toccarle con mano. Racconta una giornata quotidiana e semplice, ma mettendoci davanti alle sensazioni ed ai ricordi di ogni personaggio che a fine libro credi di conoscere così bene come se fossero amici di vecchia data. Ognuno di loro è protagonista della propria storia che si intrinseca alle altre. Il filo conduttore è proprio la bambina.

Aspettarsi qualcosa di diverso è come partire per una vacanza fuori stagione.

TRAMA COMPLETA: “È una domenica di ottobre e Sergio porta Giorgia, la figlia undicenne, al mare perché Ilaria gli ha affidato un compito. Da qualche giorno, Giorgia non parla più con gli insegnanti: bisogna capire perché. Ma la giornata prende una piega imprevista. Giorgia vuole fare il bagno nonostante l’estate sia finita e il padre non riesce a dirle di no. Quella che doveva essere una domenica spensierata rischia all’improvviso di trasformarsi in tragedia.
Una serie di flashback ci racconta come siamo arrivati fin qui: l’innamoramento tra Sergio e Ilaria, la scoperta di una gravidanza inattesa, la fuga di Sergio davanti alle proprie responsabilità, e solo più di recente l’avvicinamento tra la figlia e un padre che si sente inadeguato. Proprio l’inadeguatezza è il filo che accomuna i personaggi, ma che Ilaria è riuscita a sconfiggere grazie anche alla vicinanza di Gregorio, il suo nuovo compagno, un personaggio silenzioso, schivo, ma il cui ruolo sarà fondamentale e inaspettato.”

AUTORE: Federico Fascetti è nato a Roma nel 1981, dove vive e lavora come insegnante di Lettere. Ha pubblicato due romanzi (Fermento editore e Giulio Perrone) e una raccolta di racconti (Italic&Pequod). Ha partecipato a tre edizioni di “8×8”, e un suo testo è compreso nell’antologia omonima, edita da Cartacanta e che raccoglie i migliori lavori delle prime quattro edizioni. Altri suoi racconti sono stati pubblicati in antologie sia cartacee sia online.

Il costo del cartaceo è di 14,00 euro. Il costo dell’ebook è di 4,99 euro. Potete acquistarlo cliccando questo link:
http://www.lasvegasedizioni.com/libri/i-jackpot/fuori-stagione/ Ricordiamo, inoltre, che sul sito della Casa Editrice le spese di spedizione sono gratuite e… acquistando il cartaceo avrete in omaggio la versione ebook! 

Alda Merini raccontata da Elisa Medaglia

Articolo a cura di Elisa Medaglia

Oggi vorrei parlare di una poetessa italiana contemporanea, Alda Merini.  Mi sono sempre interessata alla vita di Alda (come se fosse una mia parente), ho scritto la tesina delle superiori su di lei, prendendo spunto dalla sua vita, tra la realtà del manicomio, le sue fantasie e modi particolari di vivere la vita quotidiana. Ho iniziato ad interessarmi e a scrivere poesie proprio grazie alle sue particolarità, fin da piccola rimasi affascinata da questa donna fragile che senza rendersene conto è provvista di una grinta immensa che le da la possibilità di scrivere la realtà su quella che fu la sua vita, tra amore, erotismo, follia e paura. Alda nasce in una famiglia tranquilla a Milano il 21 marzo “insieme alla primavera” come a lei piaceva definire, la sua vita fu burrascosa e per nulla banale, proprio perché Alda non era una donna insolita, circondata da un mondo tutto suo, adorava truccarsi, portare lo smalto rosso, fumare e farsi fotografare anche in pose molto eccentriche. La sua casa, dove si possono rintracciare delle foto sul web, era il tempio della sua unicità e particolarità; il muro con tutti i contatti di amici e conoscenti scritti con il rossetto rosso, i comodini e mobili pieni di effetti personali, creando  una catasta di oggetti a lei utili e la camera da letto che era per lei tutto il suo mondo. 

Io ero un uccello

dal bianco ventre gentile,

qualcuno mi ha tagliato la gola

per riderci sopra

non so.

Io ero un albatro grande

e volteggiavo sui mari.

Qualcuno ha fermato il mio viaggio,

senza nessuna carità di suono.

Ma anche distesa per terra

io canto ora per te

le mie canzoni d’amore.

Alda fu una poetessa originale, che scrisse le sue poesie di getto, senza costruzioni né schemi, i suoi temi, temi che ognuno di noi si trova ad affrontare ogni giorno, e la particolarità con cui ci mette davanti alla realtà, ci fa apprezzare la bellezza della libertà, proprio lei che dal 1965 venne chiusa in manicomio per quasi quindici anni, subendo innumerevoli elettroshock, qui Alda inizia a capire cos’è veramente la libertà e la dignità umana, infatti, uscita dal manicomio, dopo un lungo silenzio, racconta la sua esperienza di reclusione, parla della dignità perduta e delle sue ali, che vennero tarpate dall’entrata nell’ospedale psichiatrico. Nelle sue poesie la sofferenza, l’amore, l’amicizia sono palpabili, ed è riuscita ad esprimersi al meglio trasportandoci nel suo mondo, facendo sentire sulla nostra pelle quello che ha provato lei, rendendola una donna senza tempo e immortale; Alda fu definita: “un’araba fenice, risorta dalle ceneri.” 

Alda fu sempre circondata dagli amici e dall’amore, ha avuto qualche periodo di smarrimento, in cui si è chiusa in se stessa, ma negli ultimi tempi ha frequentato un’innumerevole volta di artisti, molte sono le sue interviste che si possono rintracciare su youtube. 

In questi ultimi giorni ho trovato su internet il sito web di Alda Merini gestito dalle figlie, in cui parlano di Alda come scrittrice e madre. 

Le opere della Merini sono innumerevoli, ne sono state tratte canzoni e le sue poesie sono state interpretate a teatro, le sue raccolte ancora oggi vengono lette e citate; Alda è e resterà sempre una delle più grandi poetesse di tutti i tempi. 

Non ho bisogno di denaro,

ho bisogno di sentimenti.

Di parole, di parole scelte sapientemente,

di fiori, detti pensieri,

di rose, dette presenze,

di sogni, che abitino gli alberi,

di canzoni che faccian danzar le statue,

di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti…

Ho bisogno di poesia,

questa magia che brucia le pesantezza delle parole,

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Recensione: L’incubo di Hill House

Recensione a cura di Elisa Medaglia

Oggi in questa sezione di Rebel Fashion Blog vorrei consigliare e parlarvi, vista anche la serata di Halloween che si avvicina, di un libro horror. Non sono mai stata appassionata di horror, ma ho scoperto un genere che mi incuriosisce e mi prende fino all’ultimo; oltre ad appassionarmi l’horror con il colpo di scena finale e con un aria soft, mi sto interessando a libri horror allusivi e mai espliciti, che ti tengono attaccato alle pagine,  in cui per tutta la storia sembra esserci un velo di paura e allo stesso tempo di finta tranquillità e quotidianità.

Il libro che vorrei presentare è il capolavoro della narrativa horror: “L’incubo di Hill House” edito da Adelphi, uscito nel 1959 dall’elegante mano di Shirley Jackson, scrittrice gotica e giornalista nata a San Francisco nel 1916, vittima di una vita burrascosa, fatta da affetti mancati, depressioni e dipendenza da farmaci. All’età di vent’anni lascia l’università a causa della depressione e, una volta a casa, si prefisse di scrivere almeno mille parole al giorno, cosa che fece fino ai suoi ultimi giorni. 

La Jackson era una donna particolare e fuori dal comune, per un lungo periodo rimase in casa senza mai uscire né voler vedere persone, ma una cosa che mi colpì giorni fa, fu leggere che adorava definirsi “una strega”, era appassionata dai simbolismi, amuleti, sortilegi, libri esoterici e possedeva una serie di oggetti inerenti al “mondo oscuro” a cui lei si sentiva di appartenere a tutti gli effetti, direi che potremmo definirla uno personaggio dei suoi libri. 

“Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant’anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.”

Il professor Montague, antropologo, appassionato e studioso di fenomeni paranormali affitta per tre mesi Hill House, villa stregata in cui invita tre personaggi, già entrati in contatto con situazioni paranormali, a partecipare a questa sua ricerca. La permanenza nella casa inizialmente sembra stabile, anche se la storia della villa, raccontata dal professore la prima notte, mette in allerta tutti gli ospiti, in particolare la protagonista, Eleanor Vance che sente già qualcosa di macabro e oscuro tra le mura della casa. La storia si scandaglierà tra accurate descrizioni e sensazioni dei personaggi.

“L’occhio umano non può isolare l’infelice combinazione di linee e spazi che evoca il male sulla facciata di una casa, e tuttavia per qualche ragione un accostamento folle, un angolo sghembo, un convergere accidentale di tetto e cielo, facevano Hill House un luogo di disperazione, tanto più spaventoso perché la facciata sembrava sveglia, con le finestre vuote e vigili a un tempo e un tocco di esultanza nel sopracciglio di un cornicione.[…] Quella casa, che sembrava quasi aver preso forma da sola, assemblandosi in quel suo possente schema indipendentemente dai muratori, incastrandosi nella struttura di linee e angoli, drizzava la testa imponente contro il cielo senza concessioni all’umanità. Era una casa disumana, non certo concepita per essere abitata, un luogo non adatto agli uomini, né all’amore, né alla speranza. L’esorcismo non può cambiar volto a una casa; Hill House sarebbe rimasta com’era finché non fosse stata distrutta.”


“Gli anni della vergogna”, per non dimenticare!

Il libro “Gli anni della vergogna 1938-1945. Il regime fascista, gli italiani e la persecuzione antiebraica”, è stato integralmente pensato e realizzato dalla Fondazione Museo della Shoah specificatamente per i ragazzi e gli studenti delle scuole superiori ma si rivolge a chiunque voglia sapere in modo semplice cosa sia accaduto in Italia in quegli anni.

Si tratta di un testo che spiega in maniera chiara la nascita, l’evoluzione e le tragiche conseguenze delle leggi antiebraiche emanate dal regime fascista nel 1938. Il linguaggio e la struttura particolarmente chiari, si associano al rigore di una ricerca basata sulle acquisizioni più recenti della storiografia italiana ed internazionale. La grafica, i colori, le foto, le note a piè pagina: tutto è stato pensato per una lettura agile e coinvolgente, mai respingente.

L’intero testo non vuole assolutamente presentare una verità prestabilita, ma intende proporre dei temi di riflessione che stimolino la curiosità e il senso critico di tutti coloro che si troveranno a leggere il testo. Non la parola definitiva quindi ma sicuramente un modo nuovo di affrontare argomenti complessi.

PER RICEVERE IL LIBRO:

  • In esposizione presso Casina dei Vallati, Via del Portico d’Ottavia 29, 00186, Roma
    Offerta minima: 10€
  • Spedizione in tutta Italia
    Offerta minima: 10€ + costo di spedizione: 2€
  • Ebook
    Offerta minima: 5€

Per averlo in formato Ebook o comodamente a casa vostra, basta visitare il sito ufficiale al seguente LINK.

Per saperne di più: la Fondazione Museo della Shoah Onlus 

Nasce nel luglio 2008 ad opera del Comitato promotore del progetto Museo della Shoah, costituitosi alla fine del 2006. La mission della Fondazione Museo della Shoah è quella di dare impulso alla costruzione del Museo Nazionale della Shoah a Roma: una struttura di grandissima utilità comune, soprattutto per le numerose attività pubbliche dedicate alla Shoah, dirette ai giovani, ai docenti ed ai cittadini italiani e stranieri, che vi avranno un luogo di riferimento con personale altamente specializzato. La realizzazione del Museo a Roma permetterà alla Capitale d’Italia di affiancarsi alle grandi città del mondo (Gerusalemme, Washington, Berlino, Londra, Parigi) che dispongono di Musei dedicati alla Shoah. Il Museo della Shoah che la Fondazione vuole realizzare sarà dunque un luogo dove gli allestimenti e la raccolta di documentazione, curati dai maggiori storici contemporanei, permetteranno a visitatori, docenti e studenti di conoscere in profondità cosa è stata la Shoah. Il Museo della Shoah di Roma sarà quindi l’opera attraverso la quale la Fondazione potrà realizzare i nobili scopi per i quali è stata fondata. L’impegno a mantenere viva e presente la memoria della Shoah, lo sterminio programmato di 6 milioni di ebrei, e delle dinamiche che l’hanno generato, trasformando in attività formative il monito della Shoah per l’umanità intera:

  1. Concorrere a mantenere viva e presente, nella società civile, la memoria della tragedia della Shoah;
  2. Contribuire alla promozione e alla diffusione dei valori dell’ uguaglianza e della pace tra i popoli con l’affermazione del principio di fratellanza e di accoglienza di ogni diversità, contro ogni forma di razzismo e di discriminazione tra gli uomini;
  3. Supportare le altre iniziative pubbliche e private coerenti con il perseguimento dei valori e delle finalità della Fondazione.