“Gli anni della vergogna”, per non dimenticare!

Il libro “Gli anni della vergogna 1938-1945. Il regime fascista, gli italiani e la persecuzione antiebraica”, è stato integralmente pensato e realizzato dalla Fondazione Museo della Shoah specificatamente per i ragazzi e gli studenti delle scuole superiori ma si rivolge a chiunque voglia sapere in modo semplice cosa sia accaduto in Italia in quegli anni.

Si tratta di un testo che spiega in maniera chiara la nascita, l’evoluzione e le tragiche conseguenze delle leggi antiebraiche emanate dal regime fascista nel 1938. Il linguaggio e la struttura particolarmente chiari, si associano al rigore di una ricerca basata sulle acquisizioni più recenti della storiografia italiana ed internazionale. La grafica, i colori, le foto, le note a piè pagina: tutto è stato pensato per una lettura agile e coinvolgente, mai respingente.

L’intero testo non vuole assolutamente presentare una verità prestabilita, ma intende proporre dei temi di riflessione che stimolino la curiosità e il senso critico di tutti coloro che si troveranno a leggere il testo. Non la parola definitiva quindi ma sicuramente un modo nuovo di affrontare argomenti complessi.

PER RICEVERE IL LIBRO:

  • In esposizione presso Casina dei Vallati, Via del Portico d’Ottavia 29, 00186, Roma
    Offerta minima: 10€
  • Spedizione in tutta Italia
    Offerta minima: 10€ + costo di spedizione: 2€
  • Ebook
    Offerta minima: 5€

Per averlo in formato Ebook o comodamente a casa vostra, basta visitare il sito ufficiale al seguente LINK.

Per saperne di più: la Fondazione Museo della Shoah Onlus 

Nasce nel luglio 2008 ad opera del Comitato promotore del progetto Museo della Shoah, costituitosi alla fine del 2006. La mission della Fondazione Museo della Shoah è quella di dare impulso alla costruzione del Museo Nazionale della Shoah a Roma: una struttura di grandissima utilità comune, soprattutto per le numerose attività pubbliche dedicate alla Shoah, dirette ai giovani, ai docenti ed ai cittadini italiani e stranieri, che vi avranno un luogo di riferimento con personale altamente specializzato. La realizzazione del Museo a Roma permetterà alla Capitale d’Italia di affiancarsi alle grandi città del mondo (Gerusalemme, Washington, Berlino, Londra, Parigi) che dispongono di Musei dedicati alla Shoah. Il Museo della Shoah che la Fondazione vuole realizzare sarà dunque un luogo dove gli allestimenti e la raccolta di documentazione, curati dai maggiori storici contemporanei, permetteranno a visitatori, docenti e studenti di conoscere in profondità cosa è stata la Shoah. Il Museo della Shoah di Roma sarà quindi l’opera attraverso la quale la Fondazione potrà realizzare i nobili scopi per i quali è stata fondata. L’impegno a mantenere viva e presente la memoria della Shoah, lo sterminio programmato di 6 milioni di ebrei, e delle dinamiche che l’hanno generato, trasformando in attività formative il monito della Shoah per l’umanità intera:

  1. Concorrere a mantenere viva e presente, nella società civile, la memoria della tragedia della Shoah;
  2. Contribuire alla promozione e alla diffusione dei valori dell’ uguaglianza e della pace tra i popoli con l’affermazione del principio di fratellanza e di accoglienza di ogni diversità, contro ogni forma di razzismo e di discriminazione tra gli uomini;
  3. Supportare le altre iniziative pubbliche e private coerenti con il perseguimento dei valori e delle finalità della Fondazione.
Annunci

Welcome to the Jungle!

Articolo scritto dalla Fashion Blogger Federica Maccora

L’animalier torna di nuovo in voga con i suoi artigli: selvaggio ma non troppo, felino ma non volgare, il leopardo non è l’unico animale ad entrare nei nostri guardaroba. Pitone, coccodrillo e zebra vengono declinati all’infinito. Ogni stampa riflette un atteggiamento diverso e consente ad ognuno di noi di scegliere quale “animale” rappresentare.
Dalla sfilata di Dolce&Gabbana
PILLOLE DI STORIA DELLA MODA  Il mondo animale si è sempre fatto interprete di livelli simbolici diversi. Dalla preistoria, dove le pelli servivano per coprirsi e scaldarsi, fino all’Antica Grecia dove con il termine “zoote” si indicavano le decorazioni che avevano come motivo proprio il tema animale. Dagli egizi, attratti dal significato spirituale, fino agli aristocratici che usavano le pelli come ornamenti delle loro dimore per sottolineare il loro status sociale. La ballerina Josephine Baker, negli anni ‘30, indossava costumi da donna-leopardo durante i suoi spettacoli alle Folies-Bergère. Nel 1953, l’affascinante Marilyn Monroe indossò una mantella con i manicotti di pelliccia animalier nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”. Un anno dopo, la regina delle pin up Betty Page venne immortalata da Bunny Yeager per il servizio “Jungle Betty” dove indossava un vestito leopardato realizzato da lei stessa. La data di nascita dell’animalier nel mondo dell’alta moda è fissata al 12 febbraio 1947: Christian Dior, ispirato dalla sua musa Mitzah Bricard che spesso indossava accessori maculati e in collaborazione con il produttore di seta Bianchini-Ferièr con il quale sviluppò il cosiddetto “imprimè panthère”, creò una collezione dove ebbero grande successo i modelli “Africane”, “Reynold” e “Jungle” che segnarono un punto di rottura con la severità della moda imposta dalla guerra. Negli anni ‘60, Yves Saint Laurent scelse di decorare i suoi impermeabili con macchie di leopardo e Hubert de Givenchy creò un copricapo maculato per la sofisticata Audrey Hepburn che lo indossò in una scena del film “Sciarada”. Gli anni ‘70 e ‘80 rappresentano un momento d’oro per l’animalier. Roberto Cavalli ne fa un punto di forza del suo stile tanto da riproporlo in ogni sua collezione. Molto amato anche da stilisti come Valentino che, nel 1987, venne incoronato “Re della giungla della moda” da Nancy Hastings, giornalista del “Toronto Star”. È solo negli anni ‘90 che l’animalier assume una connotazione sexy. Nel 1991, Vogue Italia dedica la copertina a un total look maculato firmato Azzedine Alaïa indossato da Naomi Campbell. Un anno dopo, Gianni Versace sarà il primo a proporre l’animalier per la moda uomo con delle camicia in seta stampata. In seguito anche gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana decidono di arricchire i loro abiti in stile barocco con stampe maculate. TENDENZE A/I 2018-19 Nelle nuove collezioni di questa stagione è impossibile non notare che l’animalier è ovunque. Tema cardine della collezione Max Mara, viene rivisitato in diverse varianti per cappotti, gonne a matita, pull e accessori; uno dei capi più caratteristici  è la pelliccia oversize in stampa animalier. In versione patchwork multicolor per Tom Ford. Total look animalier, compresi maxi occhiali e calze in tinta per la donna di Dolce e GabbanaRoberto Cavalli sceglie di abbinarlo a pellicce bianche e Antonio Marras a stivali colorati. CONSIGLI DI STILE  L’animalier si abbina con tutto. Per rompere il lato classico del tailleur nero aggiungete una camicia leopardata che porterà una nota wild a questo look da città. La stampa zebrata indossata su un look total black migliorerà in modo superbo il lato grafico delle strisce bianche e nere. Le più audaci possono osare con un total look animalier impreziosito da qualche gioiello dorato che darà un tocco chic alla stampa. L’animalier è facilmente indossabile anche nella vita di tutti i giorni: un paio di slippers maculate daranno una marcia in più a un look casual come jeans e t-shirt bianca. Il maculato si sposa bene anche un altra grande tendenza che torna alla ribalta, il Principe di Galles: una camicia leopardata porterà un tocco di originalità a un total look a quadri. Che si tratti del motivo leopardato, tigrato o pitonato, la stampa animalier va sempre temperata con tonalità neutre come nero, beige, cammello, talpa, nude e bianco sporco. Giocate con i materiali: che sia un capospalla, un vestito o dei pantaloni, la stampa leopardata gioca un duo perfetto con la pelle ma anche con il denim. Alcuni link utili per il vostro shopping animalier: Michael Kors – Dolce e Gabbana – Twinset Milano – Max Mara – Bershka – Mango – Mango  – Zara – Zara – Intimissimi – Calzedonia – Asos

Puntata di Ulisse: 16 Ottobre 1943

In tutti questi anni ho sempre sentito il peso della memoria in quanto ebrea. É una sensazione che non si può spiegare, ma é possibile comprenderla. Una famiglia spezzata, dimezzata da questa razzia omicida. Mio nonno che non ha conosciuto il padre, zia Settimia che é tornata per raccontare… ma quanto può essere difficile farlo dopo tutto quello che si é vissuto? Poi ci sta anche una parte della famiglia che é riuscita a salvarsi dal salire su quei camion per quelle piccole “casualità” definite da Alberto Angela. Sono tante le storie che si potrebbero raccontare e tante sono già state ricordate. Mia zia Sara era salita su quel camion, ma un angelo é riuscito a farla scendere dicendo che non fosse ebrea. Da quel giorno, ogni 16 Ottobre era usanza per lei digiunare in ricordo di quel miracolo. Zia Sara se ne é andata. Ha guadagnato tanti anni di vita: é diventata madre, nonna, bisnonna. Ha dato e ha ricevuto amore incondizionatamente. Nonostante le tante storie arrivate a noi nipoti e bisnipoti della Shoah, nonostante i film, i libri e i documentari… Io continuo a rimanere senza parole. Possiamo solo ricordare affinché non riaccada più. Gli anni passano, i testimoni se ne vanno, ma la memoria collettiva no. Quella non si può cancellare. Complimenti alla Rai e al programma “Ulisse” di Alberto Angela per lo splendido documentario che suscita forti sensazioni, ma con la delicatezza che non tutti riescono ad avere quando si tratta di queste argomentazioni.

Miriam

Dublino, la città della letteratura

Articolo di Antonio Caracallo, Travel Blogger

Dublino, a pari delle altre capitali europee è una scelta consigliata per quanto riguarda il turismo, città ricca di storia, monumenti, musei e tanto altro ancora; basti pensare ai secoli di storia accumulati dalla fondazione, di natura vichinga, ad oggi.

Dublino dal 2010 è patrimonio dall’UNESCO come “città della letteratura.”

Giusto ricordare che questa città  ha dato i natali a scrittori di successo come Oscar Wilde, James Joyce e non per ultimo Bram Stocker, autore del famosissimo libro “Dracula” che secondo la critica letteraria è stato uno degli ultimi, se non appunto l’ultimo, dei grandi romanzi gotici.

Anche se James Joyce non ha avuto una vasta raccolta letteraria, ha avuto un ruolo importante nella letteratura dei giorni nostri in particolare per la corrente modernistica, la sua personalità anticonformista in contrasto più volte con la chiesa traspare in una delle sue opere “Gente di Dublino”.

Una statua dello scrittore è situata in O’ Connell Street, punto nevralgico nonché cuore della città.

Possibile visitare anche un centro altre notizie sono rintracciabili usando questo link, inoltre è possibile visitare un museo dedicato allo scrittore. http://jamesjoyce.ie/james-joyce/life/

L’altro figlio celebre di Dublino è Oscar Wilde, la storia di Oscar Wilde, artista dalle mille sfaccettature è palpabile in varie zone della città, la statua celebre (foto a dx) può essere visitata presso North Merrion Square, dove è situata la casa natale dello scrittore, lì potrete ammirare e leggere anche numeri aforismi dello scrittore irlandese.

Altra tappa d’obbligo è il Trinity College, che Wilde frequentò con notevoli risultati. Presso il Writers Museum è possibile scoprire diversi aneddoti sulla vita di Oscar Wilde, James Joyce e altri scrittori nati in questa città. Per maggiori info: https://www.visitdublin.com/see-do/details/dublin-writers-museum

Se camminare a piedi è il vostro mezzo di trasporto preferito, Dublino è la città che fa al caso vostro, passeggiare per le strade della città, renderà la vostra passeggiata piacevole, quasi unica, merito degli odori dei molti pub tipici presenti e della presenza delle caratteristiche costruzioni della città. Se siete su O’ Connell Street, non potete ignorare il monumento caratteristico, The Spire.

Questo monumento non solo è il più alto del mondo, ma ha due interpretazioni, entrambe significanti, la prima, designa “lo Spire” come faro che guida i cittadini persi nella città, vista la sua punta illuminata e facilmente riconoscibile durante la notte, l’altro forse più crudo, eguaglia “lo Spire” ad un ago di una siringa, piaga che negli anni addietro ha colpito la città. Qualunque sia il significato, il The Spire è oggetto di continue foto, data la sua imponenza, ma anche noto punto di ritrovo, dove amici, fidanzati, colleghi ecc. si danno appuntamento. Alto 121 metri, prende anche il nome di: Monumento della luce.

Bene, se dopo aver visitato le case degli scrittori e ammirato il monumento più alto del mondo, vi viene fame, potete spostarvi in Temple Bar, punto nevralgico della city, con la concentrazione di numerosi e caratteristici pub, dove potrete degustare il classico hamburger e la buonissima carne made in Ireland, il tutto ovviamente accompagnato dalla birra di casa Irish, la Guinness. A proposito della birra homemade è possibile visitare lo stabilimento situato in St. James Gate Brewery. La vostra avventura presso il mondo Guinness parte da questo link, dove è possibile prenotare e comprare il biglietto per il museo. https://www.guinness-storehouse.com/it/about-us

Ok, dopo aver pranzato e assaporato le specialità della casa, cosa si può fare? Bene, la risposta è semplice, ci si può incamminare verso Grafton Street, strada che deve il suo nome al Duca di Grafton, possessore dell’area dove sorge una delle strade più note ed animata denominata anche la via dello shopping per la presenza di molti negozi di importanza mondiale, come Louis Vuitton, Hugo Boss, Levi’s, Brown Thomas, Foot Locker e da Dicembre un imponente store di Victoria’s secret.

Una passeggiata piacevole che può essere accompagnata da una bevanda calda, visto il rigido freddo, in Grafton Street è possibile, anche ammirare le performance di molti artisti di strada. 

Grafton Street si trova in una posizione ottimale, perché da li è possibile raggiungere, uno dei parchi più caratteristici di Dublino, Saint Stephen’s Green Park è godersi il rumore della natura adagiati su una panchina. L’ingresso è totalmente gratuito.

Dalla parte opposta è possibile visitare il Trinity College, fondato nel 1592 dalla regina Elisabetta I, il College può essere visitato in maniera gratuita, ma è possibile visitare, a pagamento la Old Library ed il Libro di Kells, antico manoscritto di manifattura irlandese, risalente ai primi dell’800. La visita è soggetta ad orari ed il prezzo è di 9€. Link per maggiori info: https://www.tcd.ie/visitors/book-of-kells/

Settimana dell’Allattamento Materno

Articolo della nostra Studentessa Ostetrica Giorgia Maccora

Si è appena conclusa la settimana dedicata all’allattamento materno. Un’iniziativa che si rinnova periodicamente, con l’obiettivo di promuovere, proteggere e sostenere l’allattamento al seno materno, sottolineandone la sua importanza. Il tema focale della Sam 2018 riguarda l’allattamento come ‘’base per la vita’’, proprio perche garantisce effetti permanenti per la madre e per il bambino, e perché l’allattamento rappresenta il caposaldo per una sana crescita infantile. Oms e Unicef raccomandano:
  • l’avvio precoce dell’allattamento al seno entro 1 ora dalla nascita;
  • l’allattamento esclusivo per i primi 6 mesi;
  • l’allattamento continuo fino ai 2 anni di età o oltre, con l’introduzione a 6 mesi, di alimenti complementari (solidi) sicuri e adeguati dal punto di vista nutrizionale.
Allattare al seno è un atto d’amore, un gesto di intimità, che comporta una serie di innumerevoli conseguenze positive alla diade madre-bambino! Il latte materno rappresenta  il migliore alimento da offrire al neonato, per le molteplici caratteristiche immunologiche e nutritive che possiede. Esso non ha mai la stessa composizione nel tempo e la stessa consistenza durante il corso della poppata. Infatti, si modifica adeguandosi alle necessità di crescita del neonato, per tale motivo è unico e inimitabile. E’ un alimento naturale, economicamente sostenibile ed ecologicamente sicuro. Il bambino fin dai primi  istanti di vita percepisce sensazioni ed emozioni, sente il bisogno di essere coccolato e amato, protetto e rassicurato. Il periodo dell’esogestazione rappresenta i 9 mesi di vita extrauterina, in cui il neonato sente il bisogno di ricongiungersi con la madre. Il contatto continuo e l’allattamento al seno favoriscono le basi per la vita del neonato, una vita sicura e indipendente. L’allattamento al seno non è solo nutrimento per il bambino, è anche calore, conforto, protezione, benessere. L’informazione  è alla base della conoscenza, dunque andiamo ad elencare i benefici dell’allattamento al seno: PER LA MADRE
  • il latte materno è sempre pratico, comodo, alla corretta temperatura;
  • riduce il rischio di molte malattie di tipo cardiocircolatorio, di anemia;
  • riduce il rischio di sanguinamento post-partum, in quanto l’allattamento al seno stimola la naturale contrazione uterina, favorendo il ritorno dell’utero alle sue dimensioni normali;
  • riduce il rischio alcune forme di cancro al seno,all’ovaio e all’endometrio;
  • aiuta a perdere il peso accumulato durante la gravidanza;
  • la mamma ha il diritto di essere informata, sostenuta, aiutata, al rientro  al lavoro per coinciliare lavoro e allattamento.
PER IL BAMBINO
  • riduce il rischio di diabete, obesità, leucemie, malattie cardiovascolari e Sindrome della morte in culla (SIDS);
  • riduce il rischio di infezioni respiratorire, otiti, infezioni urinarie e diarrea;
  • riduce il rischio di allergie ed asma;
  • favorisce uno sviluppo fisiologico della bocca;
  • rafforza il legame madre-bambino (Bonding).
Si stima che nel Mondo ci siano 40 milioni di bambini sotto i 5 anni in sovrappeso: l’allattamento al seno riduce tale rischio del 10% rispetto all’alimentazione con formula artificiale. Nei Paesi a basso reddito, il rischio di morte nel 1° anno è inferiore del 28% nei bambini allattati al seno rispetto a quelli non allattati.
Miriam Spizzichino, Fondatrice di Rebel Fashion Blog,  durante l’allattamento della sua secondogenita Avigail
Spesso le donne rinunciano all’allattamento al seno, forse perché poco informate. L’obiettivo è sostenerle, dunque  attivarsi allo scopo di favorire il rafforzamento delle loro capacità. Quanto è bello e naturale l’allattamento al seno? Perché ci scandalizziamo tanto se vediamo una donna allattare al ristorante, su un treno o al parco? È il piu bel gesto d’amore da regalare al proprio bambino. Mamme… allattate dove volete e non sentitevi mai inadeguate!

La saga di Harry Potter

Articolo della nostra Blogger Elisa Medaglia

I libri con cui vorrei iniziare la mia avventura nel Rebel Fashion Blog è la saga di Harry Potter. Harry Potter nasce dalla mano della geniale J.K Rowling, donna intraprendente, ricca di fantasia e immaginazione che ha dato vita ad un genere fantasy senza precedenti. 

La collana di libri viene distribuita in Italia da Salani Editore e in Inghilterra da Bloomsbury, unica casa editrice che ha creduto in lei fin dall’inizio. 

La storia di Harry Potter viene divisa in sette libri: Harry Potter e la pietra filosofale (1998), Harry Potter e la camera dei segreti (1999), Harry Potter e il prigioniero di Azkaban (2000), Harry Potter e il calice di fuoco (2001), Harry Potter e l’ordine della felice (2003), Harry Potter e il principe mezzosangue (2006), Harry Potter e i doni della morte (2008). L’idea nacque nel 1990, mentre la Rowling viaggiava in treno lavorò alla stesura dei primi capitoli di “Harry Potter e la pietra filosofale”, che venne pubblicato nel 1997 in Inghilterra e nel 1998 in Italia. La Rowling nel corso degli anni ricevette svariati riconoscimenti e premi da tutto il mondo, definendoli i migliori libri per ragazzi. 

“Harry aveva un viso sottile, ginocchia nodose, capelli neri e occhi di un verde intenso. Portava un paio di occhiali rotondi, tenuti insieme con un sacco di nastro adesivo per tutte le volte che Dudley lo aveva preso a pugni sul naso. L’unica cosa che a Harry piaceva del proprio aspetto era una cicatrice molto sottile sulla fronte, che aveva la forma di una saetta.”

Harry Potter vive al numero 4 di Privet Drive, Little Whingeing, Surrey, con i “normalissimi” zii che di lui hanno un opinione molto negativa. Del resto zia Petunia tende sempre a raccontare ad Harry che i genitori sono morti in un incidente d’auto e che non erano per niente delle brave persone. Harry porta i larghi vestiti del cugino Dudley, viziatissimo e bullo verso bambini indifesi. Ad Harry succedono incidenti “strani” nel momento in cui si arrabbia o è sotto pressione che lo metteranno ancora di più contro gli zii. Allo scattare del suo undicesimo compleanno, un gigante viene a reclutarlo per una scuola di magia, informandolo che non è un semplice ragazzo inglese di undici anni, ma un mago e che ad attenderlo c’è una fantastica scuola di magia e stregoneria chiamata Hogwarts. 

Da quel momento Harry è pronto ad iniziare una nuova vita e una nuova avventura in un mondo per lui completamente nuovo dove conoscerà degli amici unici fin dall’inizio, come Ron Weasley ed Hermione Granger. Legati al trio conosceremo man mano anche altri personaggi che avranno tutti un ruolo fondamentale nella vita di Harry. 

Nel corso della storia i ragazzi si trovano a vivere pienamente i sette anni di studio, tra difficoltà e peripezie, trovandosi davanti a verità che gli cambieranno la vita e a delle novità che li porteranno a prendere decisioni sempre più difficili ed importanti. 

La mattina dopo Harry si svegliò in un sacco a pelo sul pavimento del salotto. Una striscia di cielo era visibile tra le tende pesanti; aveva il colore azzurro fresco e limpido d’inchiostro annacquato, era tra la notte e l’alba e tutto taceva, tranne i respiri profondi e tranquilli di Ron e Hermione. Harry guardò le sagome scure che si disegnavano sul pavimento accanto a lui. Ron, in uno slancio di galanteria, aveva insistito perché Hermione dormisse sui cuscini tolti dal divano, quindi lei era più in alto. Il braccio le ricadeva sul pavimento, le dita a pochi centimetri da quelle di Ron. Forse si erano addormentati tenendosi per mano.” 

La saga di Harry Potter ha accompagnato un’intera generazione, ha percorso la vita di tanti bambini, ragazzi e adulti. La bellezza di questi libri sta proprio nel fatto che è adatto a tutte le generazioni; nei primi libri troviamo un Harry bambino che dovrà comunque affrontare situazioni pericolose, alle prese con le prime amicizie, tutto affrontato con lo stupore di un bambino di undici anni; nei libri centrali troviamo un ragazzo adolescente, in cui gli amici diventano una famiglia, ma sempre preda di situazioni difficili e anche momenti in cui Harry è un semplice ragazzo arrabbiato con il mondo, che ha sulle spalle grandi responsabilità e non nega mai di sentirsi appesantito da tutto questo. Non a caso in “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” per la prima volta troviamo i Dissennatori che la J.K Rowling definisce la metafora della depressione, infatti Harry si troverà più di una volta di fronte a loro e gli renderanno la vita impossibile. Nei vari capitoli si notano tante metafore relative al nostro mondo. Negli ultimi libri troviamo un ragazzo che sta diventando un uomo. Anche l’atmosfera che si respira è differente da quella iniziale: Harry si troverà faccia a faccia con la morte e dovrà prendere una decisione definitiva. 

In questo percorso di vita Harry è sempre circondato e affiancato dagli amici, ma anche da altri personaggi che gli daranno modo di dare significato alla parola “famiglia”. Trovo magnifico il modo in cui vengano descritti valori importanti come la famiglia e l’amicizia. 

La Rowling, creando un intero universo, ha dato modo a chi come me è cresciuto con la saga, di immedesimarsi in questi incredibili personaggi, riuscendo ad affrontare le difficoltà della vita quotidiana.

“«Sento di doverti un’altra spiegazione, Harry» disse Silente esitando. «Ti sarai forse chiesto perché non ti ho nominato prefetto… Confesso… di aver pensato… che avevi fin troppe responsabilità sulle spalle». Quando Harry alzò lo sguardo, vide una lacrima scivolare sul viso di Silente e scomparire dentro la lunga barba d’argento.”

Alla scoperta della cosmopolita Londra!

Articolo di Antonio Caracallo, Travel Blogger

Photo Credit: visitlondon.com

Londra è uno di quei posti dove passeggiando è possibile ricostruire i suoi secoli di storia, mentre il Tamigi scorre lento tra i suoi canali. Un luogo che si è affermato nel tempo e che continua a farlo come una delle città più evolute in Europa.

La prima cosa che salta agli occhi è il mescolarsi del vecchio e del nuovo: per questo è possibile ammirare palazzi con duecento anni vicino a costruzioni più moderne, in vetro ed acciaio, colossali nelle loro dimensioni.

Per non parlare, poi, delle variegate personalità che la compongono tra turisti, impiegati e lavoratori, artisti punk o dark, mendicanti.
Perennemente affollata da decenni ormai, Londra è meta di turisti e di lavoratori che lasciano il proprio paese per cercare una nuova occupazione o di giovani che arrivano con il solo obiettivo di studiare e poi restano a vivere lì, catturati dalla sua bellezza e dalle tante possibilità che offre ai suoi abitanti.

Street Food e Market

Per gli amanti dello Street Food, come me, Londra riserva dei fantastici Market nei quali è possibile incontrare molteplici varietà di culture culinarie, dal dolce al salato, dalla limonata al cappuccino, dal cinese al tailandese, e così via. Se siete alla ricerca di sapori nuovi, vi consiglio di visitare: Camden Market, Borough Market, Smithfield Market, Greenwich Market e l’indimenticabile Portobello Market.

Il piatto tipico che potreste assaggiare è il famoso Fish&Chips, ma non delude nemmeno un “semplice” panino con salsiccia o formaggio e cipolla. Ovviamente c’è una scelta vastissima di alimenti e salse come “Egg&Onion”. La cosa sicura è che oltre all’imbarazzo della scelta, vi perseguiterà il rimorso di voler mangiare altro.

Cosa vedere a Londra?

Le tappe da fare a Londra sono tante e se vi interessa la storia potete leggerla in giro per la città. Una visita fondamentale dovete farla alla Torre di Londra. In quel castello, infatti, c’è un pezzo di storia inglese ed è possibile anche ammirare i gioielli della regina. Poco distante è il Tower Bridge, anch’esso degno di nota. Trafalgar Square, invece, con le sue imponenti statue commemorative rende omaggio a chi ha contribuito a creare la Londra moderna che conosciamo oggi. Buckingham Palace non ha bisogno di presentazioni: è la residenza ufficiale del sovrano del Regno Unito e merita sicuramente molto vedere da vicino il cambio della guardia e l’imponente cancello. Il Big Ben è un’altra tappa fondamentale poiché riguarda l’iconico orologio che domina Westminster e che tutti conosceranno bene. Greenwich, infine, è un borgo reale che ha dato i natali a molti componenti della famiglia reale dei Tudor: qui è possibile visitare l’osservatorio ed ammirare il meridiano omonimo, che appunto passa in quella zona. Completano l’opera, per una visita veloce, London Eye e Piccadilly Circus: la prima è, l’ormai famosa, ruota panoramica che permette di vedere Londra dall’alto; la seconda ospita un incrocio nel quale vi è un immenso schermo gigante ed è un punto di ritrovo per la maggior parte dei cittadini.

Parchi da visitare

Per gli amanti della natura, Londra al suo interno raccoglie molti parchi nei quali è possibile passeggiare, fare yoga, una corsa salutare o semplicemente sedersi e godersi un momento di relax. Elenchiamo i più importanti:

  • Regent’s Park – ospita lo zoo di Londra.
  • Green Park – ospita sentieri secolari ancora percorribili.
  • Hyde Park – ospita la fontana in memoria di Lady D.
  • Kyoto Garden – Giardino giapponese.

Mezzi di trasporto

I mezzi di trasporto sono vari. Oltre ai classici Bus a due piani, vi imbatterete sicuramente nei caratteristici Taxi, ma il mezzo più conosciuto, “datato” ed in continua evoluzione è “Il Tubo”: una rete metropolitana antica (ben 155 anni di storia) e molto estesa che stima il passaggio di circa 28 milioni di persone l’anno con le sue 11 linee e più di 450 stazioni.

Agli occhi di un turista che arriva a Londra per la prima volta sembra tutto così affascinante, un luogo colmo di opportunità. Per chi la vive tutti i giorni forse cambia lo “sguardo” con cui la si vede tra cose che vanno e altre che dovrebbero essere migliorate e/o ampliate, ma inutile negarlo: Londra sarà sempre la cosmopolita città dove tutti, senza indiscriminazioni, si sentono a casa.