Ottobre: mese rosa sulla prevenzione del cancro al seno

Articolo della nostra studentessa ostetrica Giorgia Maccora

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno, per questo abbiamo voluto dilungarci in un Focus mirato dove andremo ad illustrarvi tutto ciò che c’è da sapere: la prevenzione, l’anatomia, i fattori di rischio, l’importanza dell’autopalpazione e così via.

Il termine ‘’prevenzione’’ indica una serie di attività e comportamenti che vengono attuati con lo scopo di mantenere e salvaguardare lo stato di salute. Ne ricordiamo tre tipi:

  • Prevenzione primaria, si propone di mettere in atto azioni mirate a potenziare lo stato di salute, a correggere i fattori causali delle malattie, per evitare l’insorgenza di condizioni morbose.
  • Prevenzione secondaria, interviene su soggetti già ammalati, anche se in uno stadio iniziale. Comprende quelle attività che mirano a limitare la progressione e a rallentare il decorso delle malattie, grazie ad una diagnosi precoce
  • Prevenzione terziaria, consiste nell’accurato controllo clinico-terapeutico di malattie ad andamento cronico o irreversibili, ed ha come obiettivo quello di evitare o comunque limitare la comparsa sia di complicazioni tardive che di esiti invalidanti.

Agire precocemente ci permette di individuare eventuali casi a rischio, dunque di formulare una diagnosi precoce di patologie gravi. Sensibilizzare le donne in merito all’importanza della prevenzione ed educarle ad eseguire gli screening, permette di sconfiggere il tumore della mammella nell’oltre il 90% dei casi!

Sulla base delle migliori e più aggiornate evidenze scientifiche, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (un ente dell’OMS), suggerisce un codice basato su 12 punti, da attuare per favorire uno stile di vita sano e per sostenere la prevenzione:

  • Non fumare;
  • Appoggia le politiche contro il fumo sul luogo di lavoro;
  • Fai in modo di mantenere il peso corporeo salutare;
  • Sii fisicamente attivo tutti i giorni. Limita il tempo che trascorri seduto;
  • Se bevi alcolici, limitane l’assunzione. Per la prevenzione del cancro non è consigliabile bere alcolici;
  • Segui una dieta sana;
    • mangia principalmente cereali integrali, legumi, verdura e frutta;
    • limita i cibi ad alto contenuto calorico (cibi con alto contenuto di zuccheri e grassi) ed evita le bevande zuccherate;
    • evita la carne conservata; limita la carne rossa e i cibi ad alto contenuto di sale;
  • Se bevi alcolici, limitane l’assunzione. Per la prevenzione del cancro non è consigliabile bere alcolici;
  • Evita lunghe esposizioni al sole, con particolare attenzione ai bambini. Usa le protezioni solari. Non utilizzare lampade solari;
  • Sul luogo di lavoro, proteggiti dall’esposizione ad agenti cancerogeni seguendo le istruzioni in merito alla sicurezza;
  • Controlla se in casa sei esposto ad alti livelli di radiazioni radon. Attivati per ridurne i livelli di esposizione;
  • L’allattamento riduce il rischio di cancro nella donna. Se puoi allatta il tuo bambino!
  • Aderisci ai programmi di screening per il cancro al seno, alla cervice e all’intestino;
  • Assicurati che il tuo bambino sia vaccinato per epatite B e che gli adolescenti siano vaccinati per il Papilloma virus.

Infine, le Linee guida del Ministero della Salute, suggeriscono di eseguire:

  • L’autopalpazione al seno almeno una volta al mese a partire dai 20 anni, in periodi distanti dal periodo del ciclo mestruale, in quanto gli ormoni potrebbero fornire dei quadri non veritieri;
  • La visita senologia e l’ecografia mammaria almeno una volta all’anno;
  • una mammografia ogni 2 anni, dai 50 ai 69 anni di età; nelle donne che hanno avuto una madre o una sorella malata in genere si comincia prima, verso i 40-45 anni;
  • la risonanza magnetica viene riservata ai seni molto densi o ai dubbi diagnostici, sebbene possa essere di grande aiuto in casi specifici;
  • test genetici per la ricerca dei geni BRCA1 e BRCA2, responsabili di alcune forme ereditarie di cancro del seno, sono strumenti di prevenzione utili in situazioni particolari di ereditarietà.

Cenni di Anatomia:

Il tessuto mammario è costituito da:

  • una componente ghiandolare, infatti la mammella è una ghiandola esocrina, cioè a secrezione esterna, formata da un complesso di strutture simili ad acini che producono latte sotto controllo dell’ormone ipofisario prolattina. Tale struttura è connessa ad una rete di dotti galattofori, addetti ad incanalare le secrezioni verso il capezzolo.
  • una componente adiposa, in cui è immersa la componente ghiandolare; tende ad aumentare con l’età;
  • una componente fibrosa di sostegno, costituita da tessuto connettivo.

Ricordiamo inoltre:

  • Il capezzolo, cioè una sporgenza esterna di forma conica, che nella sua regione apicale presenta 20 forellini, detti pori lattiferi.
  • L’areola, circonda il capezzolo, è un’area pigmentata con diametro compreso tra 3 e 6 cm. In esso si presentano delle piccole sporgenze (Tubercoli del Montgomery), dovute alla presenza sottostante di ghiandole sebacee.

Il tumore al seno è dovuto alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne. Ciò significa che hanno la capacità di staccarsi dal tessuto che le ha generate per invadere i tessuti circostanti e, col tempo, anche gli altri organi del corpo. I tumori più frequenti nascono dalle cellule ghiandolari o da quelle che formano la parete dei dotti.

Il carcinoma mammario può colpire non solo le donne, ma anche gli uomini, sebbene ciò sia alquanto raro. In entrambi i sessi l’incidenza è maggiore nella mammella di sinistra, esattamente nel quadrante superiore esterno.

Cenni storici:

Il tumore alla mammella è il più descritto negli antichi documenti. La più antica descrizione appartiene al Papiro di Smith, risalente al 1600 a.C. in Egitto: poiché la medicina antica riteneva che la chirurgia comportasse un alto rischio di mortalità, i trattamenti preferiti erano di tipo farmacologico. La prima mastectomia fu realizzata nel 548, proposta dal medico di corte di Teodora. Successivamente, si svilupparono una serie di tecniche all’avanguardia.

 I numeri:

Il cancro al seno colpisce 1 donna su 8 nell’arco della vita, come i dati dell’ Associazione Italiana di Oncologia Medica e dell’Associazione Italiana dei Registri tumori ci suggeriscono. Negli ultimi 20 anni, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi  è notevolmente aumentata, passando dall’81% all’87%. Nell’anno 2017 si sono ammalate di cancro al seno circa 50 mila donne.

Il tumore al seno è ereditario: circa un quarto dei casi di tumore al seno è caratterizzato dalla presenza di mutazione dei geni BRCA1 e BRCA2.

Ricordiamo in tal proposito il ‘’Fenomeno Jolie’’, con il quale si fa riferimento alla scelta messa in atto dalla celebre attrice Angelina Jolie: nel 2013 si è sottoposta alla doppia mastectomia per scongiurare l’alto rischio di sviluppare il tumore al seno, perché geneticamente predisposta.

Segni e sintomi:

Il primo segno evidente del tumore alla mammella è tipicamente la presenza di un nodulo palpabile, che si avverte come struttura diversa rispetto al contesto del tessuto mammario. In genere le forme iniziali di tumore del seno non provocano dolore. Fondamentale è anche la segnalazione al medico di eventuali modifiche del capezzolo in relazione alla sua morfologia, alla sua retrazione, o ad eventuali secrezioni provenienti da capezzolo stesso. Ricordiamo anche le modifiche della cute, comel’aspetto a buccia di arancia, dunque la presenza di  increspature della pelle, arrossamenti cutanei nel contesto della mammella, presenza di ematomi; sono dei segni da non sottovalutare!

tumore-seno-sintomi-visibili

Fattori di rischio:

Tra i principali fattori di rischio che sensibilmente predispongono all’insorgenza del carcinoma mammario sono:

  • Il sesso femminile;
  • L’età avanzata,  infatti all’aumentare dell’età, aumenta il rischio (soprattutto dopo i 50 anni);
  • La familiarità, infatti il rischio aumenta in relazione ai casi in famiglia di tumore al seno. La genetica in tal caso gioca un ruolo principale;
  • Il menarca precoce  (prima dei 12 anni) e la menopausa tardiva, possono essere dei fattori di rischio. I cicli anovulatori del periodo peri-menarcale e peri-menopausale, sottolineano un’alterazione dell’equilibrio ormonale estroprogestinico, quindi un aumento della sensibilità della componente ghiandolare agli stimoli cancerogeni esogeni;
  • La storia procreativa, infatti la prima gravidanza dopo i 30 anni determina un aumento del rischio verso l’esposizione del cancro al seno, rispetto alle donne con prima gravidanza prima dei 18 anni.

Diagnosi:

La mammografia e l’ecografia mammaria rappresentano degli importanti metodi di diagnosi. La scelta dipende dall’età della paziente; in caso di mammelle molto dense si consiglia la risonanza magnetica. Qualora si identifichi la presenza di un nodulo o di una formazione sospetta, il medico può consigliare una biopsia, la quale consiste nel prelievo di materiale tramite un ago inserito nel suddetto nodulo. La biopsia ci consente sia un esame citologico, che permette lo studio delle cellule, sia un esame microistologico, che permette lo studio del tessuto: in tal modo si stabilisce la natura della malattia e le caratteristiche biologiche.

FOCUS: Consigli pratici su come eseguire l’autopalpazione al seno

Ringraziamo La Fondazione Umberto Veronesi per aver fornito questa guida molto utile che noi vi copiamo qui, ma che potete leggere per esteso seguendo QUESTO LINK.

L’autopalpazione al seno è uno strumento utile, per cui è necessario porre attenzione e cura nell’eseguirlo: tale tecnica da sola non è sufficiente, però se si esegue correttamente e regolarmente, può ridurre il rischio di diagnosticare un tumore del seno in fase avanzata. Si esegue a partire dai 20 anni, una volta al mese, una settimana dopo la fine del ciclo. Se si rilevano alla palpazione degli elementi differenti rispetto alle normali condizioni, allora è chiaro che bisogna sottoporsi ad una visita senologica approfondita.

Come si esegue?

  • E’ opportuno che la donna si disponga davanti lo specchio in un ambiente tranquillo, ben illuminato: si osservano le mammelle tenendo le braccia distese lungo i fianchi; poi le si appoggiano sul bacino, con lo scopo di scrutare eventuali imperfezioni naturali del seno: infatti, solo raramente le due mammelle sono del tutto identiche! Inoltre, si possono scrutare eventuali cambiamenti morfologici del seno, dunque un’alterazione del contorno del seno, un gonfiore anomalo, una retrazione cutanea, un’anomala struttura del capezzolo o eventuali secrezioni dallo stesso.
  • Si consiglia di ripetere la stessa ispezione con le braccia ben alzate, mettendo in evidenza la zona ascellare, e successivamente anche di profilo, per controllare la linea delle mammelle ed evidenziare irregolarità o vere e proprie sporgenze. A questo punto, piegare il braccio destro dietro la nuca e cominciare a palpare delicatamente la mammella a destra con la mano sinistra e le dita tese, alla ricerca di eventuali masse anomale, indurimenti o ispessimenti. L’operazione va quindi ripetuta sul seno sinistro.
  • Si consiglia poi alla donna di sdraiarsi, ponendo un cuscino o un asciugamano ripiegato sotto la spalla sinistra e collocando la mano sinistra sotto la nuca: i seni si appiattiranno e il tessuto si distribuirà uniformemente sul petto. Premere delicatamente con le dita tese della mano destra il seno sinistro, descrivendo movimenti circolari lenti per cogliere eventuali noduli. Anche la zona tra seno e ascella va sondata con cura. Ripetere le stesse manovre sul seno destro, naturalmente spostando il cuscino su questo lato. Per finire, stringere delicatamente i capezzoli tra le dita per rilevare possibili fuoriuscite di liquido (siero o sangue).
  • Queste operazioni possono essere eseguite anche sotto la doccia, infatti alcune modificazioni mammarie risultano più agevolmente percepibili quando la pelle è umida e i tessuti della mammella sono rilassati dal calore dell’ambiente.
  • Qualora nel corso dell’autopalpazione dovessero emergere un nodulo, un infossamento o una secrezione, è importante informare il medico, che prescriverà le indagini diagnostiche adeguate, allo scopo di chiarire ogni dubbio!
Brust abtasten, Sebstkontrolle

Iniziative

Proprio nel mese della prevenzione in rosa, si offrono gratuitamente esami diagnostici alle donne con più di 35 annipresso le 106 Sezioni Provinciali #LILT e gli oltre 350 ambulatori in tutta Italia. #Vivilrosa, prenota la tua visita al numero verde SOS LILT 800 998877. Allo scopo di sensibilizzare e dare maggiore visibilità a tale campagna, verrà inoltre promossa, l’illuminazione di rosa dei principali monumenti delle città italiane.

Visto che parliamo di cancro al seno… Come non poter parlare della ‘’Susan G. Komen Italia’’? si tratta di un’organizzazione basata sul volontariato che si propone di promuovere la prevenzione, di offrire supporto alle donne che si confrontano con la malattia, di  migliorare la qualità delle cure e potenziare le strutture cliniche. La Komen Italia, dal 2000 ad oggi, ha investito 15 milioni di euro in oltre 800 nuovi progetti per la salute delle donne su tutto il territorio nazionale.L’evento simbolo della Komen Italia è la Carovana della prevenzione: si tratta di un programma itinerante che ha come obiettivo la salute delle donne, infatti offre prestazioni sanitarie alle donne che non sono incluse nei programmi di screening offerti dalle Regioni. Inoltre raggiunge i luoghi dove la prevenzione arriva con più difficoltà, come scuole e conventi, centri anziani, case circondariali, aree terremotate o colpite da calamità naturali, centri di accoglienza per migranti, periferie.

Donazioni:

Per sostenere il lavoro dei ricercatori e rendere quindi il cancro sempre più curabile, è possibile donare:

  • all’ AIRC tramite conto corrente postale N°307272, oppure tramite bonifico bancario IBAN N°05034 016333 000000005226
  • alla KOMEN on line con carta di credito su server sicuro Paypal, con bonifico bancario sul conto corrente presso Banca del Fucino, intestato a Susan G. Komen Italia, con IBAN: IT 74C 03124 03202 000000231229;
  • alla LILT, visitando il sito online www.legatumori.it, nella sezione ‘’donazioni’’.

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