Alla scoperta di Finger’s Garden

Oggi ho voglia di viaggiare con la mente e portarla da Roma a Milano all’interno di un ristorante molto conosciuto che, però, ancora non ho avuto modo di provare. Di chi sto parlando? Ma del Finger’s Garden, ovviamente!

Nel Finger’s Garden di Roberto Okabe si fondono alta cucina, arte, design e delicate atmosfere della cultura nipponica.

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Aperto nell’ottobre del 2011, a sette anni dall’apertura del “primo” Finger’s – oggi affermato punto d’incontro della movida milanese – il Finger’s Garden è un vero e proprio “giardino di delizie” in città, dove l’amore per il bello e la ricerca dell’eccellenza non si fanno sopraffare dagli eccessi, ma trovano la loro più alta espressione nella misura e nella semplicità.

Siamo nel cuore di Milano, a pochi passi dal prestigioso quartiere di Porta Nuova, in uno spazio verde di 1.400 mq che la maestria di Crespi Bonsai ha trasformato con sapienza ed eleganza in un suggestivo giardino Zen con tanto di acero all’ingresso (pianta sacra per i buddhisti) e laghetto con le carpe.

Un tempo scuola per giapponesi in Italia, poi centro buddhista, l’architettura degli edifici rimanda alla grande razionalità delle volumetrie tipica degli anni ’60, ma le decorazioni di Mauro Roselli (l’artista modenese che ha dipinto a spray le pareti interne e le superfici esterne degli edifici) li rendono curiosamente illusori e al tempo stesso magici.

Vedute prospettiche di paesaggi giapponesi avvolti da una tenue foschia, giochi di ombre a disegnare boschi e canneti, evanescenti atmosfere che rievocano terre lontane… e tutto intorno uno splendido giardino immerso nella quiete.

Dal grande tatami al centro del locale (che può ospitare sino a quaranta persone) e dalle ampie vetrate che si alternano alle pareti decò si ha la sensazione di essere quasi sospesi fra gli alberi: tutt’intorno un incantevole giardino che allontana dalla frenesia della città per alleggerire lo spirito e incantare lo sguardo.

In cucina Roberto Okabe, cuoco estroso e creativo, che ama descriversi così: “hardware giapponese, software brasiliano”.

Nato infatti da genitori giapponesi immigrati in Brasile, Okabe fin da piccolo ha coltivato in famiglia l’amore e la passione per la cucina giapponese. La sua formazione culinaria inizia nel 1990 a Tokio, dove Roberto Okabe approda come membro della nazionale nippo-brasiliana di calcio a cinque e dove rimane lavorando come aiuto cuoco prima in due ristoranti brasiliani, per poi passare alla pratica nei ristoranti giapponesi. Rientrato a San Paolo nel 1994, prosegue la sua avventura al “Mitsuba”, il rinomato ristorante giapponese dove lo chef ha l’occasione di incontrare il suo maestro Kajino, grazie al quale completerà la sua formazione culinaria. Nel 1997 inizia invece la sua avventura italiana entrando nella cucina della “Compagnia Generale dei Viaggiatori Naviganti e Sognatori”, storica trattoria di cucina giapponese.

Lui per primo melting pot di culture diverse, Roberto Okabe è un ponte fra tre saperi e tre continenti: le suggestioni gastronomiche di Giappone, Brasile e Europa mediterranea si fondono nella sua cucina creativa. Sushi e nigiri si incontrano con burrata, olio extravergine d’oliva e avocado, oppure con foie gras e carne di Kobe per stupire occhi e palato con ricette ardite, ma mai eccessive in cui i sapori sono sempre in equilibrio.

L’estro creativo di Roberto Okabe si esprime anche nel Finger’s Club by Hennessy, elegante e raffinato lounge bar and live music situato sotto il ristorante stesso e aperto da poche settimane.

Un locale molto elegante, unico nel suo genere a Milano, dove trascorrere in relax, fra buona musica e ampi divani, piacevoli momenti pre e after dinner, stuzzicandosi con dell’ottimo sushi “Finger’s style” preparato dal vulcanico chef nippo-brasiliano e sorseggiando aperitivi o fantasiosi cocktail by Hennessy.

Specchi e lampadari in cristallo a creare raffinati giochi di luci e ombre, con un tocco di poesia e atmosfere nipponiche grazie alle inedite installazioni di Clara Graziolino, l’artista che ha creato in esclusiva per Finger’s Club “Sakura”, delicata pioggia di fiori in carta da lucido appesi a sottilissimi fili di nylon e illuminati da una tenue luce color violetto a suggerire il tradizionale rito giapponese legato alla fioritura e alla caduta dei fiori di ciliegio.

Disponibile anche un privè che può essere dato in esclusiva per occasioni particolari, così come tutto il Club.

 

Miriam

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