“Un pozzo di acqua potabile con Tatù”: serata benefica con “Niente Paura”

Il brand Niente Paura, negli ultimi mesi ha dato vita a una nuova iniziativa: “Dai acqua alla vita con Tatù”, un progetto sociale con lo scopo di costruire un pozzo di acqua potabile nella regione etiope di Tigray, dove ad oggi sono già stati costruiti dieci pozzi in nome di Andrea de Nando, ucciso a 15 anni mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali. Il denaro donato dalla Niente Paura deriva dal conto destinazione sociale della stessa, nel quale confluisce parte del ricavato della vendita dei prodotti Tatù.

Oltre 10.000 euro donati a novembre alla Fondazione Pangea per il progetto “Le parrucchiere di Calcutta” e 10.380 euro consegnati al VIS (Volontariato Internazionale per lo sviluppo) per il 30 novembre 2015, durante un evento all’AkBar di Roma, in piazza Piscinula. Il pozzo numero 11 diventa dunque realtà.

Presenti alla cerimonia di consegna: Matteo Branciamore e Francesco Arca, soci dell’AkBar, insieme a tanti personaggi dello spettacolo, tra cui: Paola Caruso, Carmen Di Pietro, il cantautore Niccolò Moriconi e l’attrice Chiara Giallonardo.

  
Portare l’acqua in Africa era il sogno di un ragazzo chiamato Andrea, un sogno bruscamente interrotto nel 2011 quando, a soli 15 anni, venne investito mentre attraversava le strisce pedonali fuori dall’oratorio. Il progetto, ritrovato dalla mamma Elisabetta Cipollone tra le pagine del suo diario, era grande come il cuore del piccolo Andrea.

L’obiettivo di Tatù Niente Paura è quello di creare un pozzo d’acqua potabile dove c’è povertà, siccità e carestia. Dove il 12% dei bambini muore prima dei 5 anni di vita. Dove non c’è futuro, non c’è speranza. Dove l’igiene è trascurata al punto da diventare la prima causa di gravi malattie e dove l’agricoltura è talmente danneggiata dalla mancanza di sorgenti ‘sane’ da creare gravi conseguenze di malnutrizione. Dove donne e bambine – come si legge nel più recente rapporto ONU – sono Vittime di “persistente e pervasiva discriminazione sociale, di stereotipi, stigma e violenza”.

Ad intervenire durante la serata, anche Elisabetta Cipollone, mamma di Andrea: “Il pozzo vuol dire ritorno alla vita, perché l’acqua è vita, quella vita che è stata tolta ad Andrea e che ho voluto tornasse a germogliare. Ringrazio con commozione la Niente Paura”.

La costruzione di un nuovo pozzo d’acqua riuscirà a garantire più salute, ma anche più sicurezza alla vita di queste donne e bambine. Perché il rischio di violenze durante il tragitto per raccogliere qualche secchiata d’acqua è alto. Troppo.

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