Ricollocazione targa “Ponte Settimia Spizzichino”

Ciao a tutti,

oggi sono felice di condividere con voi la cerimonia per la ricollocazione della targa “Ponte Settimia Spizzichino” dal lato di Circonvallazione Ostiense (Via Pullino). La targa è stata ricollocata in quanto incompleta.  Nel dicembre 2012, infatti, riportava la dicitura “Vittima della persecuzione nazista”. La nuova targa, posta alla presenza degli assessori comunali e municipali, invece riporta: “Vittima della persecuzione nazifascista”.

Oltre ad essere mia zia, chi era Settimia Spizzichino? L’unica donna superstite del rastrellamento del 16 ottobre del 1943 del Ghetto di Roma. Una donna che è tornata “per raccontare”. E così ha fatto per tutta la sua vita. Una donna che ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti. Mi manchi, zia.

Durante tale occasione ho avuto modo di introdurre la cerimonia con un mio piccolo discorso che riporto qui, di seguito:

Insieme alla mia famiglia voglio ringraziare il Sindaco di Roma Ignazio Marino, la commissione toponomastica dell’assessorato alla cultura e mia zia Carla Di Veroli per aver reso tutto ciò possibile. Ringrazio Piero Terracina e Tiziana Ficacci per essersi resi conto che la targa era incompleta e infine un ringraziamento a tutti voi per essere venuti.

La prima domanda che voglio farvi è: avete visto la struttura del ponte? La prima volta che gli ho rivolto lo sguardo, il mio pensiero è andato alla sua forma. Non sembra anche a voi uno scheletro? Ciò mi riporta alla mente tutte quelle immagini dei campi che sono arrivate ai giorni nostri. I sopravvissuti erano scheletri viventi. La stessa Settimia, mia zia, raccontava che un giorno, nel blocco 10 riservato agli esperimenti, si avvicinò ad uno specchio e lì per lì urlò “Poveretta, ma quella sta morendo!”. Quella era lei.

Ora non pensiamo più alla struttura del ponte, ma poniamo il nostro pensiero al significato che secondo me assume. Voi tutti conoscerete l’infinito di Leopardi!

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

E questa siepe, che da tanta parte

Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

In questa poesia l’uomo, non vedendo con gli occhi, è invitato a vedere con la sua mente. Leopardi andava oltre la siepe e immaginava il suo infinito, io invece vi spingo ad andare oltre il significato del ponte che lega il passato al presente, nel ricordo di Settimia e delle vittime della Shoah, e ad immaginare un mondo senza persecuzioni. Uomini e donne liberi di professare la loro religione, il loro credo politico, il loro amore anche per lo stesso sesso e così via. E’ questo il nostro infinito che dobbiamo cercare non di immaginarlo, ma di crearlo.

Per chi non avesse avuto modo di partecipare, allego qui sotto una gallery di foto e il video completo con tutti gli interventi (il mio e quello dell’assessora Alessandra Cattoi che ha riportato il discorso preparato dal sindaco Ignazio Marino che all’ultimo minuto ha avuto un contrattempo).

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2 pensieri su “Ricollocazione targa “Ponte Settimia Spizzichino”

  1. …passo spesso davanti a questo ponte e sono contenta e onorata di conoscere, attraverso di te, la storia di tua zia.
    ciao, Sara

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