Doglands: Furgul, il cane che corre nell’oscurità

 

 

Per la prima volta nella vita, Furgul corse sul serio. Ebbe l’impressione di poter correre per sempre. E da qualche parte, in quella folata di vento, come se un fantasma avesse bisbigliato alle orecchie della sua anima, sentì il richiamo delle Doglands. Tu sei il cane che corre nell’oscurità, disse il vento.

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Doglands è un romanzo per ragazzi di Tim Willocks, edito da Sonda editore e tradotto da Simone Buttazzi, che racconta le avventure, narrate in prima persona, di Furgul, un lurcher che ci mostra con i suoi occhi il mondo vissuto da un cane, portandoci a riflettere sul rapporto uomo-natura e sulla nostra intima natura. Tim Willocks ci fa entrare nella vita di un cane, condita di paura ed eroismo, odio e amore.

Di tutti i posti in cui un cucciolo potrebbe nascere, nessuno è peggiore di Dedbone’s Hole, il campo di prigionia per i greyhound destinati alle corse. Se non hai tutti i requisiti di razza, non si limitano a farti fuori: ti gettano nell’abisso di una caverna. Furgul e le sue tre sorelline non hanno questi requisiti, a differenza della madre Keeva, che è una campionessa, e del padre Argal, che è un fuorilegge. Ma Furgul ha troppi misteri da risolvere per arrendersi senza lottare: chi era suo padre? Cosa significa correre nel vento? Cosa – e dove – sono le Doglands?

Sfidando la morte e affrontando qualsiasi ostacolo e nemico, Furgul corre lungo le Doglines in un’epica avventura verso l’ignoto. Un cucciolo che diventa adulto, in cerca della sua libertà, delle sue Doglands, ma soprattutto di sua madre che resta un punto fermo durante tutta la lettura. Furgul doveva salvare Keeva dalle mani dei “Grandi”, così venivano chiamati gli esseri umani.

Un romanzo che riesce a farti entrare nell’ottica e nel mondo dei nostri amici a quattro zampe! L’ho letto sul mio lettone con accanto il mio cagnolino Lucky che, caratterialmente, lo sentivo tanto uguale a Skyver: un cane che cerca di fare il coraggioso, ma proprio non ci riesce e ha paura di tutto. Il mio Lucky ha paura anche delle foglie che si muovono nel vento, figurati se s’immagina di poter correre nel vento!

Consiglio vivamente questa splendida lettura per riflettere e sentirci vicini al migliore amico dell’uomo!

Buona lettura,
Miriam

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