L’ultimo dei briganti nella Maremma di fine ‘800!

1899. Maremma, terra di butteri e di malaria, di anarchici e briganti. Riccio è l’ultimo dei briganti: rispettato e temuto, ha un proprio codice d’onore che segue senza cedimenti dandosi alla macchia. Riccio ha un figlio quindicenne, Vanni, che è cresciuto in fretta e ha imparato ad amarlo attraverso le parole della madre Bella. L’assassinio di un ladro di cavalli del posto fa precipitare gli eventi e Riccio si ritrova con una nuova accusa di omicidio. Soldati e carabinieri gli danno la caccia, costringendo chi gli vuol bene a sfidare le forze dell’ordine. Anche Vanni, già alle prese con la contrastata storia con Nora, dovrà prendere posizione. Riuscirà a comprendere il padre e il suo destino solo vent’anni dopo, quando i sogni e le speranze della sua generazione si saranno già infranti con la Grande guerra. 

Si presenta così la trama di “L’ultimo dei briganti”, romanzo storico di Ermanno Detti con una piccola presentazione di Tullio De Mauro, linguista italiano.

Continua su questa linea la mia collaborazione con la Casa Editrice Sonda.

Un libro avvincente, per ragazzi dai 13 anni in su, che si concentra sulla Maremma, terra selvaggia, in un’epoca molto particolare caratterizzata da diversi cambiamenti, come l’unione dell’Italia. Quando le speranze e i sogni individuali sembravano combaciare con quelli della Storia del nostro Paese: unità, libertà, progresso e giustizia. Fino alla delusione della Grande guerra. Un romanzo che mi ha appassionato a tal punto da finirlo in una sola notte!

Sono rimasta molto colpita dal personaggio di Vanni, impersonandomi molto in Bella (la madre). Una famiglia che porta dentro un grande dolore in quanto quel padre che avrebbe dovuto rimanere lì, dentro quella casa, amando la moglie e crescendo il figlio, si è dato alla macchia. Vanni ne ha sofferto molto, Bella ancor di più.

Un romanzo che, nel suo profondo, riesce a far capire l’amore di una famiglia all’apparenza disgregata, ma pur sempre unita nella buona e nella cattiva sorte. In questa lettura ho appreso davvero il significato della parola “famiglia”, “unione” e, perché no, anche “forza”… E sotto sotto lo sapeva anche Riccio che all’apparenza sembrava burbero come tutti i briganti, ma dentro aveva un cuore d’oro!

Per saperne di più non vi resta che leggerlo e io, come sempre, vi auguro buona lettura!

Miriam

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