Paura del diverso

Oggi mi rendo finalmente conto che il nostro paese, la tanto amata Italia, invece di fare passi avanti, continua a farne indietro.
Possibile che non riusciamo a progredire e ci ritroviamo a regredire? Possibile che siamo un popolo di fifoni?
Sì, di fifoni.
Vi chiederete perché e di cosa avremmo paura ma prima di addentrarci nell’argomento vorrei tirarmi fuori da quel “siamo”. Io non sono fifona, anzi.
Quindi è meglio dire che voi avete paura, sì.
Paura di abbracciare culture, religioni e addirittura amori diversi da quelli che siete abituati a vedere.
Avete paura dei “rituali” strani che aleggiano intorno a certi “credi” come l’ebraismo.

Allora che si fa? “Spaventiamoli, facciamo vedere che noi siamo forti e che non abbiamo paura!”
Ma paura di cosa? La nostra è semplicemente una religione, come il cristianesimo… E invece tutti a pensare che la “forza giudaica” (come ho letto in alcuni siti di stampo antisemita) vuole diventare una potenza mondiale. Tutte queste strane teorie revisioniste/negazioniste sul fatto che gli ebrei dentro quei campi non ci sono mai stati e di certo non sono quindi mai morti. Cercano di refutare la storia per arrivare alla loro conclusione: “gli ebrei fanno le vittime solo per arrivare a conquistare il mondo”.
Ebbene sì, non sapevamo come dirvelo e volevamo tenerlo nascosto ancora un po’: la Shoah è tutta una bufala, come gli anni passati nel deserto dopo la schiavitù in Egitto. Il nostro intento era proprio quello di fare le vittime per riuscire, indisturbati, ad ottenere sempre più potere fino ad arrivare ad oggi, nel 2014, con le tasche piene di soldi. Noi ebrei non sentiamo neanche la crisi per quanto potere abbiamo e voi, invece, morirete di fame! Come riconoscere un ebreo? Kippà in testa, naso adunco, barba lunga (negli uomini, ma anche nelle donne se si dimenticano di fare la ceretta) e una coda che nascondiamo sotto i pantaloni. Per non parlare della nostra lingua biforcuta! Siamo esseri mutanti pieni di soldi e facciamo le vittime con voi altri.

Non so in quanti riusciranno a percepire la sottile ironia di queste parole. Mi domando come sia possibile negare l’esistenza della Shoah… Tutti quei 6 milioni di morti dove li mettiamo? Erano semplici comparse di un film? Non scherziamo, per favore!
E dove sarebbero tutti questi ebrei ricchi e al potere? Anche noi sentiamo la crisi come tutti, anche da noi ci sono persone che tentano il suicidio, persone che chiudono i propri negozi, persone che tornano a casa la sera e non sanno cosa mettere in tavola, non sanno come sfamare i propri figli. Anche noi soffriamo, come tutti voi. Anche noi viviamo una realtà scomoda, che fa male, ma la viviamo. E in aggiunta dobbiamo pensare ad alcuni “paladini della giustizia” ancora convinti che se Gesù è stato crocifisso la colpa è degli ebrei. Gli stessi ebrei che in quei campi dovevano essere sterminati tutti… Ma come, non avevate detto che quei campi erano tutta un’invenzione ebraica?
“Paladini della giustizia” che pensano di risolverla così la crisi. Paladini che se fossero nati ai tempi di Hitler, sarebbero stati i primi ad indicare un conoscente, un vicino, un amico, un collega ebreo per dire: “Prendetelo, quello è un lurido ebreo!”
Intimidazioni e provocazioni che sono sfociati in atti vili, come le teste di maiale consegnate da quel pazzo poche settimane fa.

Per fortuna non tutti sono così. Esistono ancora persone in grado di ragionare e capire che come esiste la Chiesa, esiste la Sinagoga. Che c’è chi prega con l’Ave Maria e chi dice lo “Shemà”. Chi festeggia Natale, cospargendo la casa di luci natalizie e chi festeggia Chanukkà, illuminando la propria abitazione con le candele ad olio poggiate su un candelabro. Due festività diverse, stessa intensità di colore, di luce, di speranza.
Speranza che tutto ciò possa finire perché sarebbe bello vivere tutti in armonia. Ognuno con il suo credo.

Alla fine tutto questo succede per colpa della paura e dell’ignoranza perché le cose che ci “sfuggono”, che non capiamo, sono quelle che ci mettono più paura. Come l’omosessualità.
Io non ho paura. Io amo convivere con tutte queste piccole realtà diverse tra loro che contribuiscono a dare una notevole sfumatura al nostro mondo, fin troppo grigio.
Un po’ come quando da bambini avevamo paura del buio. Una paura nata dal fatto che una volta spente le luci non riuscivamo a riconoscere le figure che ci “circondavano” e in noi nasceva quindi una visione distorta della cameretta in cui ci trovavamo. Ogni singolo oggetto, anche dal più banale come una sedia o una lampada, diventavano mostri feroci che ci avrebbero attaccato da un momento all’altro. Con il tempo ho imparato a distinguere ogni cosa in modo oggettivo e da lì non ho più avuto paura del buio, anzi.
Visto? Basta imparare a riconoscere ciò che ci circonda e gli ebrei, come i musulmani e i cristiani, non ci faranno più paura. Sono persone come noi con una vita, una famiglia, un lavoro. Ognuno di loro ha i suoi problemi e la stessa determinazione nel risolverli.
In un periodo come questo, dettato dalla crisi che ci avvolge sempre di più, dovremmo imparare a collaborare tutti e ricordare chi è il vero nemico.

Questo è un discorso molto più ampio che io ho affrontato sotto il punto di vista della religione, ma ci sono tanti altri casi diversi tra loro che meriterebbero almeno un minuto di riflessione. Basta pensare agli omosessuali. Non riescono a vivere serenamente la loro sessualità per colpa di tutte quelle persone che lo trovano “sbagliato”, “anormale” solo perché gli omosessuali hanno la sfortuna di essere in minoranza e tutte le minoranze hanno sofferto sempre nella storia (proprio come gli ebrei o le persone di colore). E se fosse tutto il contrario? Se il mondo fosse in maggioranza omosessuale e in minoranza eterosessuale? In quel caso gli eterosessuali sarebbero considerati persone “diverse”, ma non per questo sbagliate. Non trovate?

Miriam

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14 pensieri su “Paura del diverso

  1. Io non sono d’accordo su proprio tutto. O meglio, io sono d’accordo sul fatto che non bisogna avere paura, però io sono convinto di una cosa: tutto questo alimentare il “diverso” non fa altro che aumentare la fobia e la rabbia della gente.
    Qualche giorno fa è stato ammazzato un uomo qui vicino casa mia gay. Qual è stata la reazione? “Omofobia!!” e invece era stato uno con cui aveva avuto una scappatella. Allora dove stanno i media? Cosa fanno quelle persone che “difendono” le diversità? Lo stesso fare un “Gay pride” è una pagliacciata che aumenta il dissapore che ancora esiste, perché io che sono etero non vado a fare una fiera del genere.
    Io spero che non mi odierai, ma gli stessi ebrei ormai esagerano! E’ giustissimo NON dimenticare, perché quello che è successo è stato un abominio e, chi afferma che non sia successo è da rinchiudere, però adesso è diventato solamente un assillo e, tanta gente che prima era a favore degli ebrei, adesso li sento solo lamentarsi di loro.

    Parlando con degli amici e con i miei genitori, io mi sono accorto di una cosa: per quanto poco ricordi di quando ero piccolo, mi viene in mente benissimo come non pensavo NULLA quando vedevo qualcuno di colore diverso dal mio. Non ho mai pensato “lui dev’essere uguale a me”. Quando sono stato introdotto alle elementari e le insegnanti hanno iniziato a parlare delle discriminazioni, io ho cominciato a pensarlo e dentro di me è nata la diversità verso chi non è esattamente come me. Il solo dire “per me sono uguali a noi” è cominciare a seminare il seme per la discriminazione.
    Spero che il tuo parere verso di me non cambi. Io non odio nessuno, per me, se non intaccano valori o la vita di qualcuno, tutti sono liberi di vivermi vicino e di essermi amico/amica/sposa e io di esserlo per loro. Però comincio a detestare tutto questo fomento che si è creato intorno!
    Un abbraccio 🙂

    • ogni commemorazione, dalla shoah al disastro delle torri gemelle a new york del 2001, dal disastro di pearl harbor a quello di fukushima, dalle più piccole manifestazioni alle più pompose giornate mondiali, sono accompagnate sempre da una frase che più o meno suona in questo modo: “Per non dimenticare”. Parli della shoah e degli ebrei: il 27 gennaio siamo praticamente bombardati da tutti i media di appelli, interviste, opinioni, ricordi, documentari, film e quant’altro che ci invitano direttamente o indirettamente a non dimenticare. Sai cosa temo? Che sia tutta retorica, parole, fuffa. E io mi limito a temerlo perchè tendenzialmente credo nella buona fede del mio prossimo, ma c’è chi si è già portato molto avanti rispetto a me. NekoMale parla di assillo. Le parole alla lunga stancano se non sono seguite dai fatti.
      Parliamo dei fatti. Una discreta parte dei superstiti allo sterminio ebreo, prima, durante e dopo la guerra hanno partecipato alla creazione dello Stato di Israele. Da un po’ di anni a questa parte, qualcuno lì giù ha avuto la brillante idea di alzare un muro attorno ad una fetta di terra che si chiama Cisgiordania: non so in quale altra parte del mondo esista un muro come quello. Dicono che serve a difendersi. Sarvirà a qualcosa oppure no e senza entrare nel merito della questione israelo-palestinese arrivo al punto. Io se guardo quel muro non posso non associare quella visione ad una cosa: un ghetto. Se considero quel muro e vedo le fiorenti abitazioni accanto alle catabecchie degli autoctoni, non riesco a non considerare quali sentimenti negativi brulichino lì giù, qualcosa come la voglia di dominare il prossimo, di scacciare, di sostituire, di allontanare, nessuna tolleranza, nessuna fratellanza, no, io sto qui e tu stai e lì e ben presto te ne andrai anche da lì, perchè? Perchè così dev’essere… . Io mi chiedo com’è possibile che ciò che è accaduto in Europa anni fa si stia ripetendo e si ripeta ancora, in Cisgiordania e non solo (faccio riferimento alla cisgiordania perchè mi fa ancora più specie che un popolo che ha vissuto direttamente la tragica esperienza della shoah, con tutto ciò che dietro questo termine si cela, possa in qualche modo lasciare che la storia si ripeta, in proporzioni minori, magari mi dirai, beh che vogliamo fare? mettiamo i morti su una bilancia? Chi ne ha di più vince? Spero tu non faccia questo ragionamento). E allora: vogliamo ricordare sei milioni di ebrei morti? Ricordiamoli. Ma il ricordo non sia pura retorica. Il ricordo serva come esempio che ciò che è accaduto NON DE VE A CCA DE RE MAI PIU’, e non è che non deve accadere mai più per gli ebrei ma per CHIUNQUE. E allora in defnitiva: vogliamo ricordare sei milioni di ebrei, non dimenticando, traendo stimoli da quella tragica esperienza ed attivandoci contro ogni atto che sia anche lontanamente simile a quelli subiti dagli ebrei nella shoah? Oppure vogliamo perderci in chiacchiere e in commemarazioni fini a se stesse?
      Una precisazione: parlo degli ebrei qui perchè hai parlato con una certa foga degli ebrei, ma se domani tu dovessi scrivere un articolo, che so, sugli americani, sui palestinesi, sugli arabi, sui cinesi, su chi vuoi tu, argomentando alla stessa maniera e se mi lasciassi libertà di risponderti, io farei il copia e incolla di ciò che ho scritto sopra, semplicemente cambiando qualcosa (nomi dei protagonisti e qualche fatto ad essi associato).

      • Le mura dei ghetti sono state tirate su perché gli ebrei dovevano vivere lì e solo li. Normalmente nel quartiere più fatiscente e malsano della città. Perché da lì dentro non potessero uscire. Una cosa sola era identica da una parte e dall’altra del muro : la nazionalità. Al di qua ed al di là del muro c’erano italiani. Di serie A e di serie B, ma italiani.
        Il muro israeliano serve a difendere il popolo israeliano (indistintamente tra ebrei, cristiani e musulmani. Perché in Israele vivono ebrei, cristiani e musulmani. Tutti con stessi diritti e doveri) dai vili attacchi terroristici. Serve ad evitare che autobus, centri commerciali, bar, ristoranti… saltino in aria.
        Quel muro è stato tirato su non per dividere cittadini israeliani di serie A da cittadini israeliani di serie B (come a volte si vorrebbe far credere…), ma per salvaguardare la vita di TUTTI i cittadini israeliani, qualsiasi sia la loro religione.
        Credo che differenza tra i muri dei ghetti ed il muro israeliano sia netta. Israele non ha isolato i suoi cittadini. Israele non distingue tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Israele non chiude i propri cittadini in un quartiere fatiscente da cui li fa uscire su delle camionette dirette in un campo di sterminio.

      • Quindi gli ebrei avevano la stessa nazionalità dei persecutori/oppressori, gli israeliani e i palestinesi appartengono a due diverse nazionalità. Mi dici questo cosa giustifica? Immagina che gli ebrei fossero vissuti in un proprio stato in Europa fino agli inizi della guerra, per assurdo per esempio, la Polonia; e immagina che un bel giorno un tedesco si fosse alzato una mattina e abbia detto “bisogna occupare la Polonia, è terra che deve appartenere a noi e chi ci è dentro o se ne va con le buone o con le cattive”; e immagina che c’è l’abbiano fatta ma che per raggiungere il proprio obiettivo abbiano scacciato o ucciso migliaia o milioni di persone : non sarebbe stato tutto questo comunque un crimine?

        Israele dovrebbe considerare che dall’altra parte non sono tutti con i mortai in mano, ma ci sono anche persone che vorrebbero mantenere la propria identità nazionale e culturale. Dovrebbe impegnarsi meno ad alzare muri contro vili attacchi terroristici e più a trovare soluzioni eque, pacifiche e giuste per entrambe le parti, possibilmente mettendo da parte tutti i retaggi del passato (trattati, accordi fatti e poi mancati ecc ecc) che non servono a nulla se non a portare avanti una storia che altrimenti non finirà mai… e possibilmente mettersi ad un tavolo da soli, senza mediatori più o meno forti ed influenti.
        E come sempre, lo stesso discorsetto andrebbe fatto anche “agli altri”.

      • Quindi gli ebrei avevano la stessa nazionalità dei persecutori/oppressori, gli israeliani e i palestinesi appartengono a due diverse nazionalità. Mi dici questo cosa giustifica? Immagina che gli ebrei fossero vissuti in un proprio stato in Europa fino agli inizi della guerra, per assurdo per esempio, la Polonia; e immagina che un bel giorno un tedesco si fosse alzato una mattina e abbia detto “bisogna occupare la Polonia, è terra che deve appartenere a noi e chi ci è dentro o se ne va con le buone o con le cattive”; e immagina che c’è l’abbiano fatta ma che per raggiungere il proprio obiettivo abbiano scacciato o ucciso tante persone : non sarebbe stato tutto questo comunque un crimine?
        Io non do alcuna giustificazione alla guerra, ai conflitti, agli attacchi fra popoli, sia che questi godano della stessa nazionalità ma di impari mezzi, sia che rappresentino due nazioni differenti.

        Il mio intento non è di tirare un parallelo tra la shoah e il conflitto iaraelo palestinese, ma, detto in parole povere, un popolo come quello ebraico dovrebbe essere promotore di ben altri metodi proprio in virtù dell’esperienza fatta.
        E allora, per esempio, invece di impegnarsi ad alzare muri contro vili attacchi terroristici perché non impegnarsi a trovare soluzioni eque, pacifiche e giuste per entrambe le parti, possibilmente mettendo da parte tutti i retaggi del passato (trattati, accordi fatti e poi mancati ecc ecc) che non servono a nulla se non a portare avanti una storia che altrimenti non finirà mai (MAI)… e possibilmente mettersi ad un tavolo da soli, senza mediatori più o meno forti ed influenti.
        E come sempre, lo stesso discorsetto andrebbe fatto anche “agli altri”, che certo non sembrano essere dei santi.

      • Evidentemente non sei mai stato il Israele e non conosci la sua storia. E quello che dici lo dici per “sentito dire”.
        Israele non ha cacciato NESSUNO dalla propria casa, checché se ne dica. Le terre su cui è sorto lo Stato di Israele (unico Stato democratico in quella zona, dove ogni cittadino ha pari diritti e pari doveri degli altri) sono state comprate.
        Ti consiglio di farti un giro in quel Paese. Dove potrai vedere palestinesi che entrano OGNI GIORNO in Israele per lavorare. Dove potrai sentire palestinesi che VOGLIONO vivere in Israele (e che ci vivono) perché sono rispettati, hanno un lavoro ed assistenza sociale e medica. Dove potrai vedere ospedali che curano civili siriani massacrati dal proprio governo mentre il resto del mondo gira la faccia dall’altra parte facendo finta di non sapere e di non vedere.
        Gli unici palestinesi che non possono entrare in Israele sono quelli che vogliono entrare per fare attentati.
        Hai una porta blindata in casa? Hai delle grate alle finestre? In casa tua faresti entrare una persona che ti dicesse “voglio entrare per rubare, devastare ed ucciderti”? Oppure usi la porta blindata per tentare di tenere fuori di casa tua i male intenzionati? Ecco, il muro è, per Israele, come la porta blindata e le grate per casa tua (con questo esempio e senza parlare di nazionalità, forse, mi riesco a spiegare…)

      • rispondo all’ultimo capoverso con una frase che tu stessa scrivi nel tuo articolo : “Alla fine tutto questo succede per colpa della paura e dell’ignoranza perché le cose che ci “sfuggono”, che non capiamo, sono quelle che ci mettono più paura.”. E’ PERFETTA.

      • Buonasera,
        sono l’autrice del post e leggo solamente ora tutti i commenti (i suoi, quelli di NekoMale e quelli di Roberta). Ho visto che ha citato una mia frase per rispondere alla sig.ra Roberta, ma penso che il “muro” alzato da Israele non sia dettato dalla paura e dall’ignoranza (come lei cita). Si tratta di protezione verso il proprio popolo e, infatti, l’incidenza di attentati terroristici è diminuita nettamente. Io sono stata in Israele e ho visto con i miei occhi quel muro. Non so se lei è mai stato in Israele, ma le consiglio vivamente di andarci perché non è tutto come sembra e i media italiani nascondono tante notizie per poi far passare Israele da carnefice. Per correttezza, le dico che Israele non è l’unica ad aver costruito un “muro”… Basta pensare alle famose Mura Aureliane, secondo lei perché sono state costruite? Direi di concludere questa discussione qui. Ho letto con interesse i suoi commenti, davvero, ma penso che le sfuggono alcune cose e le consiglio di andarsi a leggere la storia del conflitto israelo-palestinese attraverso fonti autorevoli. Sicuramente ne trarrà giovamento, buona serata.

      • Solo per dire che il muro l’ho visto ma evidentemente abbiamo visto cose differenti. La invito a farsi un altro viaggetto da quelle parti e a seguire rotte differenti. Le mura Aureliane? Le rammento che sono di duemila anni fa! Se il vostro modello è in civiltà vissute due mila anni fa allora comincio a spiegarmi diverse cose, altro che fonti autorevoli.
        Buona serata!

      • Il mio modello non è in civiltà vissute due mila anni fa, ma si denota un forte senso di “protezione” nei confronti del proprio popolo. Le mura israeliane non sono ghetti. Un altro viaggetto da quelle parti? Fortunatamente vado lì molto spesso, seguendo “rotte differenti”, e la realtà che mi si staglia davanti agli occhi è sempre la stessa… E non è quella descritta dai media italiani! Comunque, nel rispetto reciproco, le cito Voltaire: “Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle”. Detto questo: Buona serata! 😉

      • Forse anche te puoi potresti seguire “rotte differenti” come suggerisci a Miriam…. così, tanto per provare il “brivido” di prendere un autobus, sperando di non saltare per aria. Sai perché io e Miriam non possiamo (bada bene! Non “non vogliamo”, ma “non possiamo”) vedere il muro dalla prospettiva da cui l’hai visto te (ovviamente quella palestinese)? Perché metteremmo in serio pericolo la nostra vita.
        Hai visto i libri di scuola palestinesi? Hai visto i libri di scuola israeliani? Fino a che i libri palestinesi saranno pieni di odio e di incitamento alla distruzione di Israele quel muro (purtroppo!!!) dovrà rimanere al suo posto.
        Le mura aureliane sono di 2000 anni fa? Buon per i romani che ora possono vivere in pace a casa loro!

    • Sai perché gli etero non hanno bisogno di un gay praide? Perché a loro nessuno dice “sei malato, ti devi curare”. Gli etero sono normali. I gay sono malati. E allora, giustamente, i gay urlano al mondo intero “non sono malato, lasciatemi vivere la mia vita!”.
      Perché noi ebrei urliamo “questo è successo!”? Perché sempre più spesso c’è gente che dice “non è vero. È tutta un’invenzione”.
      Perché tutto ciò viene detto ‘urlando’ con una festa rumorosa (il gay pride) ed in giorno in cui si DEVE parlare solo di quel che è stato? Per far si che anche chi vuol far fibta di esser sordo senta ed ascolti.

  2. Cara Miriam, sono sempre stato un sostenitore del vivere con coraggio e con larghe vedute, e naturalmente nel fare questo sbaglio come tutti gli esseri umani ( per fortuna ).
    Vorrei solo farti osservare che , riguardo al tema paura del diverso, hai usato e anche un po strumentalizzato un pessimo esempio.
    Se esiste un odio verso gli ebrei è perché ci sono motivi tangibili ed oggettivi, questo non significa negare l’esistenza della Shoah, ma prendere atto del fatto che a tutt’oggi il governo israeliano continua a massacrare il popolo palestinese, per la maggior parte inerme ed accusato di terrorismo se reagisce, e lo fa con assoluto cinismo e nella convinzione di essere nel giusto, tutto questo per grazia divina ricevuta, tanto da definirsi il popolo eletto nella terra promessa.
    Si potrebbe elencare molti altri altri esempi , ma non voglio scrivere qui un romanzo sul tema, certamente fare rappresaglia verso Hamas non è comportarsi meglio delle SS , certamente giustificare tutto con la religione non è la migliore forma di rispetto verso i palestinesi, abitanti storici di quelle regioni e che chiedono solo di riavere le loro terre per potere vivere in pace !

    • Ciao Paolo, nel tuo commento vedo una leggera confusione. In primis vorrei ricordarti che nello Statuto di Hamas puoi consultare benissimo che loro non vogliono la pace. Poi non capisco perchè nel commento mischi ebrei e israeliani quando Israele non è composta solo da ebrei. Quali sarebbero questi motivi tangibili per odiare un ebreo italiano o francese o canadese? Qual è, invece, la tua soluzione contro chi tira missili da 13 anni sui civili? Ti ricordo che i nazisti volevano fare un genocidio… Non possiamo dire la stessa cosa del governo israeliano, non trovi? Ti consiglio di leggere l’ultimo discorso di Netanyahu riguardante questo tema: https://www.facebook.com/ProgettoDreyfus/photos/a.387495981326769.85422.386438174765883/673089332767431/?type=1&theater

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