C’era una volta…

Esistono donne che vengono definite “principesse” ed io in questa definizione proprio non mi ci ritrovo. Non che non mi piaccia la delicatezza. Ciò che non mi va giù è l’aspetto fragile delle principesse.

Perché dovrei aspettare il principe pronto a salvarmi, quando potrei semplicemente proteggermi da sola?

C’è una storia che non ho mai raccontato. La favola di una principessa fragile, insicura per il giudizio della gente, impaurita dall’amore e confusa dai comportamenti delle persone che prima le dicevano “ci sarò” e poi cercavano in tutti i modi di rubare quella luce che splendeva nei suoi occhi.
Arrivò il momento in cui quella principessa indossò un’armatura e divenne una guerriera.
Nessuno poteva farle del male adesso e non solo per le protezioni d’acciaio. Era la sua anima ad esser cambiata. Era diventata forte e nessuno l’avrebbe ferita nuovamente.

Ogni sera, una volta tolto l’armamentario, contemplava le sue cicatrici illuminate dal bagliore della luna. Le sue ferite la facevano sentire debole, ma era sopravvissuta e proprio per questo si sentiva più viva che mai. Nessuno avrebbe più potuto toccarla nuovamente.

Ha sbagliato, ha peccato. Si è fidata di chi non doveva, accettando ogni tipo di conseguenza tra cui quelle cicatrici che non mostrerà mai. Eppure è una parte di lei che non potrà dimenticare. Sarà sempre lì, davanti ai suoi occhi.

Ciò nonostante, la principessa è riuscita a riprendere in mano la sua vita e tutte quelle persone che avrebbero voluto rubarle quella luce non potranno più dire niente, se non assumersi le loro colpe come lei ha fatto con le sue.

Lei ama definirsi guerriera per ricordare alla gente che non è più fragile, non è più indifesa.
Lei è cresciuta, lei è cambiata.

Adesso riuscite a capirmi? Non voglio essere la principessa di nessuno, ma la guerriera di me stessa.
Ebbene sì, questa è la mia storia. La storia della mia vita.

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6 pensieri su “C’era una volta…

  1. Anche se non in log-in, sono sempre lo stesso dell’ultimo post 🙂

    È bello e corretto quello che scrivi, ma un conto è diventare guerriere e un conto è diventare camioniste e violente!
    Poi, tutto il discorso sulle ferite, è un fatto che coinvolge tutte le persone, maschi o femmine che siano!

    • Il discorso dell’essere “guerriere” non combacia con la violenza o con l’essere camionista, ma è più una forza interiore. Il discorso sulle ferite coinvolge tutti, hai ragione, ma qui parlavo di me 🙂 Un abbraccio :*

  2. “Now I’m a warrior, now I’ve got thicker skin, I’m stronger than I’ve ever been.”
    Da ogni errore si impara, da ogni ostacolo che si supera si acquista più forza, da ogni esperienza si apprende qualcosa, che sia piccola o grande, non ha importanza, è pur sempre qualcosa.
    Ogni giorno, ogni istante che viviamo significa qualcosa, che ci aiuta a crescere, a maturare e capire. Ogni esperienza è un insegnamento. Ogni nostra debolezza, errore, fallimento, ci rendono più forti. Perché sono le parti più fragili di noi, per questo ci organizziamo a difenderle il meglio possibile, e, giorno dopo giorno, formiamo quella che è la nostra armatura, che ci difende da ogni sofferenza, ogni critica o mal dicenza. Ogni volta che l’armatura crolla, se ne forma una più forte, più resistente, così come ogni volta ci rialziamo più forti di prima. Non bisogna mai e poi mai perdere la fiducia. “Dreaming is believing” !!

    Sempre stupende, le cose che scrivi!
    Da sempre tua fan 😉

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