Diverso? Ma diverso da chi?

Stavo parlando con una mia amica, quando mi confessa di essersi fidanzata.
Potete immaginare la mia contentezza, è sempre bello quando un’amica sente di aver trovato l’anima gemella.

Così ho iniziato a tempestarla di domande, fino al resoconto del primo bacio:
“Abitiamo in due paesi completamente distanti tra loro, quindi non possiamo vederci spessissimo. E’ venuta a casa mia due giorni, quindi è stata a dormire qui. Abbiamo passato tutto il primo giorno insieme e nel tardo pomeriggio siamo andate nella mia camera da letto per scambiare una chiacchiera e qualche coccola. Io ero sdraiata e lei era al mio fianco. Ad un certo punto, mi ha chiesto di chiudere gli occhi e così ho fatto. Lei, in tutta risposta, mi ha presa per mano e mi ha baciata.”

L’amore trionfa su tutto e fortunatamente non importa se sia una relazione etero o lesbo… Peccato che non tutti la pensino così!
Proprio per questo, infatti, mi ha detto: “Sei pregata di non dirlo a nessuno, visto che non sono affatto pronta a fare coming out.”

Nel 2013 ancora non è possibile vivere la propria storia, senza pregiudizi.
Nel mondo LGBT, l’espressione coming out è usata per indicare la decisione di dichiarare pubblicamente il proprio orientamento sessuale e deriva dall’inglese “uscire allo scoperto”.

Gli adolescenti, perché nella maggior parte dei casi il “coming out” è un processo che inizia in quel periodo, non vogliono dire ai genitori ciò che provano e per chi. Non riescono ad esprimere la propria sessualità e tendono a reprimerla come se farlo possa portare davvero a qualcosa di buono.
Sicuramente sì, ma non per loro.

Secondo l’indagine “Rainbow Europe”, che ha analizzato temi legati alla discriminazione per l’orientamento sessuale, è emerso che in Europa nessun paese è in grado di garantire al 100 per cento la piena eguaglianza giuridica della comunità LGBT. Il dato negativamente rilevante appartiene all’Italia che si è piazzata al penultimo posto, seguita dalla Bulgaria.

Come scriveva Michele Serra, giornalista di Repubblica, nel 2007, “L’omosessualità è sempre esistita ed esisterà sempre, consiste di amore e di vizio, di eros e di moda, di piacere e di colpa, di profondità e di futilità, tanto quanto le altre pulsioni dell’animo e del corpo.”

E’ semplicemente amore e come tale dovrebbe essere rispettato. Basta giudicare e prepariamoci ad abbracciare quel “diverso” che tanto ci spaventa.
Non è niente, davvero.

Miriam Spizzichino

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